TuttoFaMedia

L'essai, l'assai

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Il periodo ipotetico

 Arrivano momenti in cui il faut tirare delle linee a fondo pagina. Oggi è uno di quelli. Dopo una lunghissima corsa, tra poco, da stasera, molte cose cambieranno, potrebbero cambiare, e tutti i discorsi azzerarsi, e gli slogan, e tutto il resto. Il 2012, questo 2012 di frangenti sospesi, di eterni grigi a volte più…

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Series Mania
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Cose che non si possono nominare ai Festival delle Serie TV

 Anche quest’anno sono l’inviato di me stesso al Festival Séries Mania (Forum des Images, Paris, Saison 3).   Proiezione di serie in anteprima, discussioni, conferenze, masterclass, ospiti prestigiosi e internazionali, vernissage, champagne, sceneggiatori, scrittori e scrittrici, blogger, panini di Pomme de pain, waffle di Waffle Factory. Non manca nessuno. Ci sono persino due convitati di…

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Libri
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L’Orco che ti costrinse a non guardare in faccia ai libri

 Poi una domenica stai camminando per il sesto (o era il quattordicesimo?) e arrivi in uno slarghetto su cui affacciano un albergo, un bistrot, un altro bistrot e una stazione del vélib’, e trovi una serie di persone accovacciate sul marciapiede che rovistano tra scatoloni di cartone e libri impolverati. Così.       E…

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paris
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E come niente ti ritrovi a pucciare le tagliatelle bolonnaise nel capuchino

 L’altro giorno a un certo punto m’è venuta una voglia assurda di vedere la partita della Juve che quest’anno la Juve ogni volta che l’ho vista o ha pareggiato o ha giocato male o tutti e due e invece dall’Italia mi dicono Che Bella Questa Juve, Come Gioca Bene Questa Juve e io boh. Insomma…

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Lo sprezzo del pericolo

 E poi cammini per la città e ti imbatti in questo (attenzione al finale, come dire, spericolato):         C’è chi applaude, chi punta i propri iPhone, chi legge il testo da un foglio a4, la gente intanto esce alla spicciolata dalla chiesa accanto, altri leggono seduti al tavolino del bar, incuranti del…

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espresso
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Intanto faccio una foto ai miei calzini rossi cercando di inquadrare anche il logo di Starbucks sulla parete in fondo

 Sapete com’è Facebook, no?, che quando si mette a camurria, anzi proprio miii a torroncino, l’unica cosa che puoi fare è cedere per sfinimento. Da qualche settimana, siccome un mio amico-di-facebook-che-non-ho-mai-visto-in-vita-mia ma che vive anche lui a Francia aveva cliccato MI PIACE su Starbucks.fr, insomma a me continuava a comparire, mentre rispondevo ai messaggi privati…

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Lux
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You walked with the foxes dancing ’round your feet

 La prima volta che vado a correre quest’anno,     la luce non è ancora quella estiva, laggiù alla fine del celeste c’è ancora della brumetta, ma noi abbiamo già le braccia scoperte e i polpacci pure scoperti, anche se tu, poveracrista, corri con il cappello di lana, i guanti di lana, il chiuei nero…

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Passeggino
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Feticci parigini: il passeggino nel sottoscala in mezzo al provolazzo

 L’italiano medio, si sa, ha una carta da giocarsi quando le conversazioni sonnecchiano, e cioè la solita storiaccia dei francesi e del bidet. Ma ogni tanto il faut cambiare repertorio. Per cui, amico italiano medio, oggi ti offro su un piatto d’argento un altro tizzone con cui aizzare l’evergreen “I Francesi e l’igiene“. Questo:  …

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Totuccio! Totuccio!

 Esco dal portone, le quattro e mezza del mattino. Per strada non c’è nessuno, giusto un po’ di tepore carico di promesse. Cammino qualche centinaio di metri, fino alla stazione dei taxi. Ce n’è solo uno, spento. Mi avvicino, guardo dentro e vedo un signore, il tassista?, che dorme. In quel momento, dall’altra parte della…

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