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L'essai, l'assai

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Dunque: a piazza Euclide gira a destra e poi a sinistra e poi ancora a destra e poi sempre dritto e sei arrivato

 
e c’è lei, amica di sette anni, che mi dice, sai dopodomani torno giù, in calabria, ma la stanza la subaffitto, e tra sei mesi torno a roma, e poi penso che mi sposerò, e lui, quello che sposerà, è accanto a noi, e io lo conosco appena, e dico sei ingegnere? e lei dice no, ingegnere era l’altro, lo scorso fidanzato, e lui, quello che lei sposerà, mi sorride, e forse di me pensa che sono pure un po’ scemo, mentre metto le pezze, e chiedo ma la data? e loro alzano le spalle e dicono boh, non l’abbiamo decisa, però sappiamo che ci sposiamoe c’è che siamo alla festa del cinema di roma, e c’è una strana aria di sbaracco, domani finisce, e io sono molto bravo ad arrivare quando le feste stanno per chiudere, così mi si nota di meno, o di più, non lo so, e c’è anche aria di sagra paesana, con le mamme e i bambini nel passeggino, con le bancarelle mezze chiuse e c’è questo bar abbastanza triste tutto rosso come il red carpet e c’è alessandro palladini di un posto al sole, e c’è questa signora che cammina davanti a me e i suoi tacchi rimangono impigliati dentro ad un tombino e così si aggrappa all’amica ma cade, eccome se cade, alla moviola, davanti ai miei occhi, che non sanno se ridere o ridere, e cade, come solo si può cadere se hai i piedi con il piombo ai piedi, e  mi tuffo a raccoglierla, e l’amica anche, e la signora dice maledetti tacchi, tutti e due!, e me ne vado, mentre una hostess si china e comincia a svitare i tacchi della signora intrappol

e c’è questo documentario restaurato del 1963, la rabbia, di pasolini e guareschi, che è un po’ come dire il diavolo e l’acqua santa e che provano a rispondere alla stessa domanda da pulpiti diversi, e la domanda è: perché oggi, proviamo angoscia, e paura? e c’è che il documentario sembra un cinegiornale anni ’60 dilatato all’infinito, e c’è cuba, c’è la russia, ci sono i trans, c’è il marxismo e ci sono i papi morti, c’è l’america e c’è marylin, c’è che la parte di pasolini è una palla e gli ultimi dieci minuti la mia testa fa tun tun tun, c’è che la parte di guareschi è talmente becera con i suoi insulti ai negri, talmente sciocca e miserella che provi pietà per la di lui memoria, e c’è poi questo dibattito, il dibattito sì, moderato da giulianoferrara, con tatti sanguineti, e massimo d’alema e lamberto dini, e io vorrei tanto alzarmi e urlare a lamberto dini o lamberto dini ma che cazzo vuoi ancora da noi?, ma quelli si mettono a parlare di comunismo e borghesia e fascismo e d’improvviso mi pare così chiaro lo stagno, e che non cambierà mai niente, ma popio niente, che siamo ancora qui a parlare di queste cose, e davvero non hanno la più pallida idea, e c’è quanto moderno sia il documentario, e non è una cosa bella, perché dopo 44 anni un documentario dovrebbe essere completamente fuori tempo e fuori moda e fuori tutto e invece si parla di guerra e di chiesa e di paura e di speranza, e c’è tony renis, e c’è il critico enrico magrelli a un passo da me, e io sbadiglio e lui sbadiglia, e c’è un carabiniere che a un certo punto entra e si porta via con fare minaccioso un vecchietto e noi ci giriamo svogliati e poi ci rigiriamo dall’altra parte per sentire d’alema che, e allora

alzo il bavero della giacca a costine, e non fa freddo ma c’è umidità e metto in moto e il corso di spagnolo che ho seguito qui proprio qui, e corso francia intravisto e piazza euclide e tutto quello che ho vissuto per quattro anni ormai tre anni fa, e oggi ho aperto un album di foto e io lo sapevo che non dovevo aprirlo, e questa notte è una notte in cui la mia mente fa come la pallina del flipper e tutto il ricordabile riaffiora, in un sovrapporsi lento e logico di polaroid, e via rossini e via salaria e piazza fiume, e c’è che guido a memoria e senza pensare, e al semaforo rosso di corso italia incrocio una ragazza che sorride parlando al telefono e io la guardo e non sorrido, ma non sto non sorridendo a causa sua, ma lei lo pensa e smette di sorridere ma poi è verde, e il sorchettaro, no stanotte il sorchettaro no, e  stanotte time is never time at all, e c’è che ormai è tutto così superficiale e mi pare che non ci sia tempo, non c’è più tempo, e mi sento come quando dopo un secolo riascolto una canzone che ho amato alla follia, come questa, e c’è questo negozio per bambini, con le vetrine piene di abitini e magliettine firmatissime che le mamme compreranno e sotto la vetrina c’è una specie di rientranza di marmo che sembra fatto apposta per sedercisi, e infatti c’è sempre qualcuno che ci sta seduto, di solito qualche puttana, stanotte sono due, sono immobili e le luci dei vestitini per bambini alle loro spalle accecano il loro non-fare di adesso e non so, non lo so, e stanotte we’re not the same, tonight, e lo so che io e la mia amica che sta per sposarsi non c’entriamo più nulla, e so che non la rivedrò più e penso a tutto e a niente, ciao, arrivederci, ciao, stanotte, via catania che ci sono sempre i lavori in corso da sei mesi e piazzale delle province, e il cavalcavia e guardo a destra, le luci del cimitero, accese sempre accese, e il fioraio, aperto sempre aperto, e questa città, uguale e sempre uguale, e io, io e sempre io

cose di romaprivato

TuttoFaMedia • ottobre 27


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Comments

  1. utente anonimo ottobre 27 - 01:36

    Adoro i post nostalgici….

    TFN….

  2. viadellaviola ottobre 27 - 01:37

    non è mica corretto scrivere un post così, con quel finale alle 02 e 18.

    che poi se l’avessi letto domani (ma è già domani, solo che sarà domani per davvero solo quando mi sarò risvegliata) dicevo se l’avessi letto domani questo sarebbe solo un post notturno.

    e invece ora vado a dormire con pensieri che non facevo da tanto e tutto per colpa tua.

    però grazie.

  3. utente anonimo ottobre 27 - 04:06

    oh marylin! che se fa l’oca non è oca (che bello il principe e la ballerina…).

    e sì forse non cambierà mai niente…e davvero non hanno la più pallida idea. ma mi piaceva tanto quando agatha christie diceva più o meno che in uno stagno c’è moltissima vita più di quanto ci si possa aspettare da altri luoghi.

    e a me piace tornare la notte senza sonno e commentare col silenzio delle cinque di mattina interrotto solo dai primi canti delle allodole e domandarsi dove sta l’ironia quando gli artisti ti parlano della loro vita da artista che è un po’ una vita da arista. ma sì, evviva il popolo della notte di jovanotti…che poi non vogliamo invecchiare mai e il tempo passa e “questa notte passerà senza farti del male/questa notte passerà o la faremo passare”.

    …sarà che ho festeggiato i 35 anni di un’amica…che ha detto fanculo al tempo che passa e qualcuno ha detto che tutti siamo un po’ separati dentro…

    neru

  4. TuttoFaMedia ottobre 27 - 10:02

    Utenteanonimo: mi fa molto piacere

    Viola: prego.

    Neru: nello stagno Italia c’è tanta vita che sta morendo, anche. Fanculo sì, però.

  5. Scoglieraapicco ottobre 27 - 10:42

    Non è detto che non la rivedrai più.

    E quello che vale di più sono i ricordi.

    La vita cambia, e per questo è vita…

    Stamattina c’è un articolo sul giornale a proposito del film di Guareschi e Pasolini, lo avevo letto giusto alcuni minuti prima di vedere il tuo post…

  6. nur00 ottobre 27 - 14:20

    http://inkiostro.splinder.com/post/14438496/Save+the+cheerleader%2C+save+the

    non ho letto il post ma questo te lo appiccico qui in riferimento al post precedente.

    ciau!

  7. Ofelia ottobre 27 - 15:01

    In un post nostaligico così ci hai messo pure la cosa più nostaligica che si può vedere di notte in una città: i fiorai sempre aperti. Tutti si chiedono COME MAI siano sempre aperti, e mentre se lo chiedono si vede che sotto sotto se lo chiedono con malinconia.

  8. utente anonimo ottobre 27 - 15:36

    “Rovinò lungo la china solo chi ha un destino rovina

    non voglio che l’impuro ti colga

    ti darò a una rondine in volo

    Niente è come sembra niente è come appare

    perché niente è reale

    Ti darò a un ruscello che scorre o alla terra piena di mimose

    qualcuno si ferma al tuo passare

    Niente è come sembra niente è come appare

    perché niente è reale

    I was in my car watching for the bend

    I was looking for you

    Dal balcone ammiravo il vuoto che ogni tanto un passante riempiva…..

    è stato solo un presentimento ti voglio ricordare che

    Niente è come sembra niente è come appare

    perchè niente è reale…”

    ti bacio, Joujou

  9. Virginiamanda ottobre 27 - 17:13

    senza fiato

  10. UAU ottobre 27 - 19:44

    Hai citato la mia canzone preferita… Mi commuovo anche quando viene soltanto evocata…

  11. paturniosa ottobre 27 - 20:44

    tutto belissimo, ma il riguardare le vecchie foto è la cosa che mi ha colpito di più… ieri sera con un’amica abiamo riletto cose di una vita fa e la sensazione è simile…

  12. utente anonimo ottobre 27 - 22:09

    allora, presto, intubiamo dottore!

    …bisognerà fare qualcosa per l’isola che non c’è, povera signora penisola.

    neru

  13. utente anonimo ottobre 27 - 22:18

    ah, dimenticavo…

    - far ridere o non far ridere? questo è il patema. che è più desiderabile del riso? spaghetti! spaghetti!

    ho il frizzo stanco, io mi torrei la vita con una nuda lama o potrei farlo con una nuda dama, anche con una squinzia nuda, se è per quello…anche se non fosse nuda, un po’ svestita. sono così malinconico. -

    …è che ho visto tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso ma non avete mai osato chiedere…e svestiva a pennello, anzi a penna! boh! ;D

    neru

    p.s. però?

  14. Quadrilatero ottobre 28 - 03:24

    A Mas e TFM. È che siamo un solo cervello diviso in tre città diverse. Un giorno ci incontreremo in una piazza e uno di noi tre esploderà. Solo Pat ci può salvare! Salva Pat e salverai MediaWord!

  15. TuttoFaMedia ottobre 28 - 11:07

    Scogliera: ma il giornale “Il giornale”???

    Nur: grazie per l’ottima segnalazione :)

    Ofelia: la spiegazione che mi hanno dato una volta è che stanno aperti altrimenti “i fiori marciscono”. Ma io non ci credo mica.

    Jou: citazioni e scappi?

    Uau: eh infatti mi ricordavo dell’uomo più pacifico del mondo che gli piacciono gli smashing, gli afterhours e sorrentino. Amico, tu sei davvero rock.

    Neru: però! Un però di esortazione. Un viatic-però.

    Quadrilatero: sìsì Pat fai tutto te, tanto l’importante è che tutti torniamo nella seconda stagione, esplosioni o non esplosioni ;)

  16. utente anonimo ottobre 28 - 20:14

    …non scappo…é che non c’era niente da aggiungere, a parte forse che la canzone é di battiato e si chiama “niente é come sembra”…

    joujou

  17. utente anonimo ottobre 29 - 19:42

    e thu quandho ti sphosi?

    stiui

  18. utente anonimo ottobre 29 - 21:27

    stiui è un scemissimo. telodicejou

  19. misi ottobre 30 - 16:06

    La fine di questo post mi ha commosso. misianna

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