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L'essai, l'assai

Claudio-Baglioni
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Sanremo 64×02: vogliamo Ron al Coachella Festival

 

Devo dire che per un attimo ho sperato, sul serio, che sul palco piombassero le truppe cammellate dei Papa Boys e di Militia Christi, con in mano santini fotocopiati in comic sans corpo 24 e raffiguranti Lorena Bianchetti, Giovanni Lindo Ferretti, Verro e Giovanardi. Ho sperato che bloccassero Rufus Wainwright mentre distillava pillole di nettare con Across the universe, urlandogli contro: “Rufus, non sei credibile! Di te non ci fidiamo! Forse sarai anche una persona buona ma rappresenti un sistema marcio! Le banche!”. Ho sperato che allora Rufus continuasse a cantare, sorridendo, e poi, alla fine, che entrassero Fazio, Lucianina, Michele Serra, Francesco Piccolo e Gramellini, tutti tenendosi per mano, facendo scudo umano a quella sarabanda di pazzi precisi, per poi mettersi al centro della scena, dietro un ENORME leggio, e declamare:

 

 

Vedete, si dice spesso che l’Italia è a rischio democrazia ma non è vero. Il nostro è un Paese che ha molto da insegnare agli altri, un Paese talmente democratico che chiunque può andare a La Zanzara o a un Giorno da pecora, dire la prima sciocchezza che gli passa per la testa e poi appoggiare Matteo Renzi in Parlamento. La bellezza è anche lasciare esprimere le opinioni degli altri. Diceva Voltaire, o forse era Benigni, “non condivido le tue idee ma mi batterò fino alla morte affinché tu possa esprimerle”. Ma noi oggi possiamo dire: “Non condivido le tue idee ma sono disposto a fare meno di otto milioni di media e il 33% affinché possiate massacrarci per bene”. Signori, questa è la VERA GRANDE BELLEZZA.

 

 

Purtroppo tutto ciò non è avvenuto e la serata è scivolata via tranquilla, come una doppia canna stipata di marja e di filtrofiore bonomelli ma di cui non abbiamo veramente bisogno che tanto stiamo già morendo di sonno. Il maestro Manzi, anzi: Santamaria che fa Manzi, le sorelle Kessler, Baglioni. Praticamente un orgasmo per gli oscuri redattori e montatori di Techetecheté sepolti negli scantinati senza finestre della Rai a spalare carbone e a preparare gli access di agosto per quando noi saremo al mare.

 

 

Claudio-Baglioni

 

 

Ma parliamo di Baglioni. Mentre voi cantavate le canzoni sventolando l’app iTorcia dello smartphone io vi guardavo intenerito e pensavo che a me, sincerità per sincerità, di Baglioni non me n’è mai fregato un cazzo. Le mie compagne di liceo avrebbero dato volentieri in cambio le loro intatte grazie pur di stare in prima fila per l’ennesimo concerto al Velodromo di Palermo, mentre io, se proprio dovevo recuperare qualcuno dell’epoca dei miei genitori (dei miei nonni?) sceglievo Battisti o De Gregori. Tutto questo per dire che a un certo punto ho allargato la finestrella sintonizzata sui Brit Awards e ho tolto il muto: in quel momento erano in esterna, e i cantanti famosi stavano facendo delle carrambate a delle persone comuni. Prima Kylie Minogue che entra all’improvviso in una sala cardiofitness e tutti si mettono a ballare, e poi Pharrell che provoca un mezzo infarto a una maestra d’asilo che stava facendo una coreografia con i bimbini sulle note di Happy. Gli inglesi. Direte: idee semplici semplici per popoli rozzi e semplici semplici. Già, idee.

 

 

Canzoni? Canzoni.

 

 

 

FRANCESCO RENGA – A UN ISOLATO DA TE/ VIVENDO ADESSO

 

Sale sul palco in un trionfo pilifero e di gioiellame che manco Marta Marzotto. Qualcuno che canta per la strada/ Ti sembra una canzone nuova/ Eppure se provi a ricantarla/ La trovi nella tua memoria. Francy, se stai dicendo che canti sempre le stesse canzoni, chi siamo noi per contraddirti. Tutti questi archi, tutta questa voce, tutti questi tic. E siccome non bastava, pure un bel carico di percussioni su Vivendo Adesso, anzi: Che stiamo solo vivendo adesso/Che stiamo solo vivendo adesso/ Che stiamo solo vivendo adesso. Un giorno ci chiederemo quando Elisa è diventata una generatrice automatica di inutile bontà: forse la genitorialità (come i tennisti, quando diventano padri, che si ammosciano: vero Roger?), o forse Sense of draiiiii era solo fumo negli occhi. Oh Francy che ti devo dire, sei bravo, hai una gran bella estensione, i critici ti danno vincitore di Sanremo ma La tua Bellezza era meglio (oddio, ho detto Bellezza?). Voto: Togli la parola AMORE dalle canzoni di Renga e non ti rimane NIENTE

 

 

GIULIANO PALMA – COSI’ LONTANO/UN BACIO CRUDELE

 

Ieri sera mia madre mi ha confessato che la sua canzone preferita della prima serata era quella dei Perturbazione. Considerando che lei è FANS di Nina Zilli, e di tutto quello che io avrei ascoltato dieci anni fa, so già cosa mi risponderà stasera, magari mentre il minestrone è sul fuoco e il best of di Giuliano Palma and the Bluebeaters è nel lettore cd. Comunque, tornando alle nostre versioni in prosa, che dire: balla si balla, buonumore è buonumore, ma anche qui la sensazione di replica galleggia forte forte: se non fossimo esausti andremmo a cercare gli altri pezzi della discografia Palmiana ma non ne abbiamo voglia. Passa il pezzo di Nina Zilli, e non è un piccolo particolare: poteva cantarlo lei, potevano cantarlo assieme, tanto. Voti: 6,5 + non credo di volerne sapere più molto

 

 

Noemi

 

 

NOEMI – UN UOMO È UN ALBERO/BAGNATI DAL SOLE

 

C’è una cosa su cui possiamo contare nella vita: LE BIZZARRE ACCONCIATURE della nostra Rossa. Non paga dei rastoni che persino Raffaella Carrà disapprovava tenendosene a debita distanza, arriva con un frangetta e una rasatura da lato a lato che io dico C’ERA BISOGNO DI ANDARE A LONDRA per tutto ciò? Però il vestito era bello. Come la sua SODALE x factoriana Giusy, sbaglia l’attacco clamorosamente. Maria sarebbe entrata in scena e avrebbe detto NOI SIAMO VERI, non c’è problema, ricominciamo daccapo (anche Pippo lo avrebbe fatto) (Fazio era distratto da Pif nel dietro le quinte, secondo me si è già pentito di averlo chiamato). Noemi sta per mandare AFFANCULO il direttore d’orchestra ma poi si riprende con il suo timbro so Noemi. Il mio problema però è questo: io credo di non essere abbastanza degno per apprezzare le canzoni di Noemi. Cioè, quella di due anni fa era stupenda, specie il pezzo finale che ogni tanto mi canto per darmi autostima, ma qui, voglio dire, un uomo è un’idea, per me un uomo è come te, boh, di che stiamo parlando? Bagnati dal sole ha invece il raro pregio di non voler dire niente e di vivere solo in funzione del EHI ALL TOGETHER EHEHEEEE! Voto: dove c’è un albero c’è anche un piccione + Noemi che chiede il permesso alle cariatidi in sala di battere le mani a tempo, RESPECT

 

 

RENZO RUBINO – ORA/PER SEMPRE E POI BASTA

 

In un momento storico in cui tutto è caciara, già uno che ha i LAGRIMONI a fine esibizione perché ci crede, andrebbe premiato in qualche modo. Poi c’è l’intro più graziosamente whatever whenever del Festival: Se solo si potessero inventare le stelle/ Nelle gallerie indifferenti delle metro/ Smetterei di aver paura di correre/ Incrocerò lo sguardo sognante di un bambino/ Vorrei dirgli tutto ciò è niente/ Lascia perdere/ Sognare non aiuta. Segue molta energia, molti eltonjohnismi e un finale dall’esito discutibile. Per sempre e poi basta recupera toni e intensità del pezzo dell’anno scorso. Amore perduto, bufferie e barocchismi rubiniani: Insieme tra sette notine/ Danzeremo per sempre e poi basta/ Poi a un certo punto fa quella COSA DELLA TESTA ALL’INDIETRO tipo Taylor Swift e già sogno GIF definitive in giro nelle internets. Ma purtroppo passa la prima canzone. Voto: 6 + 6,5

 

 

RON – UN ABBRACCIO UNICO/SING IN THE RAIN

 

La domanda non è tanto Cosa può fare Ron per noi?, ma proprio COSA VUOLE ANCORA RON DA NOI? Quello che noi non sapremo mai spiegare / È il nostro inarrestabile vagare /Noi che siamo così complicati e stupidi /Davanti all’amor. Ok. La canzone dell’insonnia perduta lascia il posto a un pezzo col titolo in inglese. Ecco una cosa che Pippo non avrebbe MAI permesso. Eppure, il cambio di ritmo è notevole. Sing in the rain: per un attimo abbiamo l’impressione che un altro folk è possibile, qualcuno fischietta, qualcuno agita tamburelli e violini a casaccio: Ehi, ma questo è Mumford & Rons! (qui Alessandro Raina mi retwitta: mi considero a posto così). Voto: VOGLIAMO RON AL COACHELLA

 

 

RICCARDO SINIGALLIA – PRIMA DI ANDARE VIA/UNA RIGENERAZIONE

 

Nemmeno il tempo di salire sul palco e la mia attenzione viene presa tutta dalla bassista. La conosco. Era nel video La descrizione di un attimo dei Tiromancino. Sinigallia tra l’altro andò a Sanremo con i Tiromancino, cioè con Federico Zampaglione. Ma con Zampaglione, si sa. Mi metto a cercare sulle internets. Laura Arzilli, compagna e madre dei figli di Riccardo Sinigallia. Ah bon. Laura Arzilli era nel progetto Tiromancino insieme a Francesco Zampaglione prima che Federico Zampaglione li cacciasse via etc. O forse mi sto confondendo e non c’ho capito niente. D’altronde, io per molti anni ho voluto credere che Fortunato Zampaglione, che era siciliano, fosse il terzo fratello di Federico e Francesco. Tutto questo per dire che il primo disco di Sinigallia (2003) lo amai moltissimo, e Bellamore è ancora nella mia top 10 di questo millennio. Prima di andare via ha tutta la grazia della MITOLOGICA SCUOLA ROMANA che tanto bene ha fatto alle nostre vite. Grazie anche allo spudorato endorso di Fazio, passa in finale. La Rigenerazione la ascolteremo meglio nel disco. Voti: 7,5 + 7

 

 

FRANCESCO SARCINA – NEL TUO SORRISO/IN QUESTA CITTA’

 

Quando il cantante esce dal gruppo sono due le cose: o finisce come Cremonini o finisce che si fa i selfie sul palco per le scommesse con le radio (le scommesse con le radio, ancora?). Il mio cuore è quello di un guerriero che difende il mondo, sì, il mondo intero. Chiudo gli occhi e mi immagino, in ordine: sullo sfondo Antonio Baldes e Claudia Mannoni che fanno le prese, il vecchio musicista delle Vibrazioni, quello spilungone che ha fatto la superband con Fede Poggipollini a X Factor, e infine gli OCCHIETTI STRIZZATI di Kekko dei Moda’ che presto anche lui salirà sul palco come solista (me lo sento). TUTTO, pur di non ascoltare ‘sta roba. Scusa Sarcy, non c’è niente di personale, tu continua a fare selfie, io a fare altro. Voto: quelle schitarrate, ma per piacere.

 

 

Poi ci sono i giovani Diodato e Zibba, ma ne parleremo a tempo debito, forse mai. Anche per oggi è tutto, dice che ora la gara entra nel vivo.

 

 

I montatori di Techetecheté sepolti negli scantinati della RaiL'endorso di oggi è per SinigalliaLa bizzaria delle acconciature di NoemiLe truppe cammellate dei Papa BoysLo so ma a me di Baglioni non me n'è mai fregato un cazzoMedia sotto gli otto milioni: mi sa che è dramaRubino fa quella cosa della testa all'indietro di Taylor Swift e già sogno gif impazziteSignori questa è la vera grande bellezzaVogliamo Ron al Coachella

TuttoFaMedia • febbraio 20


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Comments

  1. AmicoAnonimo febbraio 20 - 16:38

    Ehm, sono Perturbato dalla tua richiesta di rottamazione per il povero Ron. Ti sconvolgerò, ma per me fa.

  2. Ryuko febbraio 20 - 16:49

    1) Fazio con gli endorsi non se sta a regola’.

    2) Da stagista-non-pagata-di-importante-programma-radiofonico-di-musica-figa-che-fa-finta-di-disinteressarsi-di-Sanremo-epperò-la-speaker-è-al-festival-con-tutto-er-cucuzzaro, mi sono azzardata a scrivere sulla pagina fb che, insomma, le polemiche su Rufus Wainwright erano ridicole, meravigliandomi che non avesse portato un crocifisso da bruciare sul palco. Non l’avessi mai fatto. Ricordami di non sopravvalutare mai più laggente.

    3) Tanti Quori per la scuola romana.

  3. TuttoFaMedia febbraio 20 - 17:13

    *Amico: il primo pezzo anche no, ma il secondo potrebbe dirmi qualcosa

    *Ryuko: cioè? qual era il tenore dei commenti?

  4. Ryuko febbraio 20 - 17:30

    Oltre al sempreverde “vergognatevi”, mi hanno chiesto se ero ubriaca e hanno invocato “rispetto per Gesù e i cristiani” affermando che Rufus Wainwright sia un satanista dichiarato. Il che mi fa pensare che esista davvero gente che non legge i blog ultracattolici come barzelletta mattutina.

  5. TuttoFaMedia febbraio 20 - 18:21

    *Eh no, ma l’importante è crederci

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