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L'essai, l'assai

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La prossima volta che parlerai male del mio Paese ricordati che ha dato 10 punti al tuo Mengoni

 

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A un certo punto, mentre si cammina disperati alla ricerca di un posto in cui mangiare dopo l’ennesima notte dei musei nell’ennesimo museo di cinema e musica di questa città, mi arriva un’allerta di non so più che sito: la Danimarca vince l’Eurovision, Amandine arriva terzultima. Sai che sorpresa, in entrambi i casi.

 

 

I francesi sono così. Un po’ ci sperano sempre, ma si rendono perfettamente conto di essere odiati non tanto da popoli che zappano ancora la terra, ma proprio anche da se stessi. Dopo averli osservati da vicino sono giunto alla conclusione che se pure ci si si potesse votare da soli (come Loretta Goggi con Serena Autieri che fa stessa a Tale e quale show) la Francia forse non si darebbe i famosi dodici punti. E comunque, France Télévision non aveva nessuna voglia di vincere e, donc, organizzare l’anno prossimo ‘sta buffonata (“Col cazzo, non ci abbiamo manco la pubblicità in prima serata”) (“E secondo voi perché ci abbiamo mandato Amandine?”). La verità è che ai Grandi Paesi non gliene frega niente di vincere, infatti arrivano spesso tra gli ultimi, al contrario dei paesi sotto regimi dittatoriali. L’Italia invece arriva sempre tra i primi dieci (è solo un dato di fatto, non intendo trarne alcuna conseguenza politica).

 

Guardare l’Eurovision per il mero dato musicale, l’abbiamo detto tante volte, è una colossale perdita di tempo. Sia per il livello medio delle orrende canzoni, sia per una tragica anglo-omologazione che rende indistinguibile qualsiasi disperato tentativo di mettersi in luce agli occhi del mondo. Sarebbe bello se venisse riconosciuta almeno l’onestà di portare canzoni nella propria lingua natale, approfittando della platea smisurata per apportare, ahem, un quid di conoscenza (circoletto rosso per esempio all’Ungheria: non ci ho capito un cazzo, ma sempre meglio del lituano che ha studiato con l’Assimil farlocco Oxford edition) (poteva almeno andare a ripetizione da Federica Gentile). Non bastassero questi elementi e la famosa variabile “Rafa Gualazzi”, ecco poi il carico da novanta dei bocchini a vicenda dei blocchi balcanici, sovietici e scandinavi e, in generale, l’enorme astio dell’Est contro l’Ovest (sì, guardate i voti in diagonale e vi accorgerete che siamo ancora a questo). Il risultato finale non può dunque che essere un meh gigantesco. Ogni anno. 

 

Gli italiani, les pauvres. Loro sì che ci credevano. Quest’anno, poi, schieravano il loro cavallo di razza, il Marco Mengoni finalmente trasversale, amato dai laureati e dalle casalinghe, da grandi e piccine. Certo, il pezzo è una lagna che ha senso solo se ci si esercita nell’oscena rivisitazione del ritornello, ma pur sempre una lagna capace di spazzare via stati e staterelli con uno starnuto. Il settimo posto alla fine va benissimo (“Marco, hai visto che sei arrivato primo in Albania?” “Yeah!”), considerato il feedback da parte di paesi da un mercato potenziale molto forte, come quello spagnolo e francese. C’è da dire che i dieci punti transalpini sono stati una sorpresa un po’ per tutti, forse anche grazie alla co-telecronista, tal Mireille Dumas, che ha pompato per tutto il tempo il nostro (“Oh, il est beau!”) traducendo anche oscuri punti dell’oscuro testo mengoniano. Ad ogni modo, com’è come non è, io, fossi il produttore di Mengoni, un giretto fuori dalle Alpi me lo farei. Per chiudere, avrei da dire delle cose ad Anouk, ma il me stesso del ’98 me lo sta fisicamente impedendo. All’anno prossimo. 

 

 

Eurovision Song Contest 2013

TuttoFaMedia • maggio 19


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Comments

  1. Ari maggio 19 - 16:28

    pure io rimasta male per anouk. e mi sono dovuta fare tutta la diretta per Soundsblog, però alla fine mi sono divertita come con Sanremo.

  2. virginiamanda maggio 19 - 16:57

    Tu lo sai che sarebbe bastato scrivere un post vuoto con il titolo “Eurovision” e io sarei stata contenta comunque, ma ora ti si vuole ancora più bene ;)
    Allora, io non sono una fan di Mengoni (che la traduttrice svedese ha chiamato tutta la sera “Mengioni” con la i) ma secondo me l’Italia fa bene a partecipare e fa bene a partecipare così: ovvero con la superiorità di chi sa che l’Eurovision è una costola di Sanremo, che tutti gli altri sono dei poveretti che hanno (uah!) tre sere all’anno di concertini di sconosciuti e ci sperano tutto l’anno mentre noi abbiamo UNA SETTIMANA di Sanremo e neanche ci basta (avevamo Festivalbar, avevamo TRL – non so se lo trasmettano ancora- , i Wind award etc etc e abbiamo talent in tutte le salse di musica e contromusica e cantare ci piace tantissimo) e ci possiamo permettere di portare il cavallo di razza e di non vincere, perché in sostanza a noi vincere non interessa.

    Interessa andare là e INSEGNARGLI come si fa.
    Ho finito.

  3. Falloppio maggio 19 - 17:47

    Grazie, ci contavo.

    E’ che ieri sera ero fuori pr un addio al celibato e non ho potuto godere della visione di questa kermesse del “don’t”.

    Ho dato un occhiata ai voti e ci sono rimasto male che non ci sia stato il classico 12 e 10 tra Romania/Moldavia e Italia.

    Il resto, invece e’ una conferma che mentre in Italia siamo riasti gli unici in europa ad additarci come comunisti o fascisti.
    Nel resto d’Europa lacortina di ferro e la fraternita’ scandinava rimangono inossidate.

    Per il resto andrebbe modificato il sistema, metere un po’ di soldi l’uno e sperare che vinca il migliore, finche’ rimane la regola che chi vince o viene da una dittatura in cerca di gloria o da un paese in cui l’Eurocarrozzone e ancora seguito e quindi il prodotto copre le spese mentre la mancanza di questi requisiti provoca la dissoluzione del network, e’ chiaro se si tirera’ sempre a non vincere con paesi scandinavi e Azeri trai primi posti.

    Io lascerei fare a noi Italiani: qualche genio alla Calderoli.
    Un bel proporzionale col premio su base geografica e lo scorporo a tutela delle minoranze linguistiche e comunque con una impossibilita’ di governare dei paesi governati dalla sinistra e un uninominale secca al secondo turno.
    Poi candidiamo Berlusconi chanteur champenoise e alla fine vince.
    L’anno dopo, ça va sans dire, presenta Apicella.

  4. Davide maggio 19 - 18:16

    Il te stesso del ’98 cosa pensa del duetto Skin-Emma, “Hedonism”, ad Amici? :D

    eph.

    PS: Il pezzo della Norvegia SPACCA.

  5. Andrea maggio 19 - 18:17

    ed intanto il “mio” paese ha vinto. Lo dicevo già tre mesi fa che con la canzone avrebbe avuto una possibilità. Dance ma non troppo strappalacrime ma non troppo un inno al cerchiobottismo perfetto. Ciò detto mi fa comunque abbastanza cagare!

  6. yetbutaname maggio 20 - 08:27

    ho visto uno vestito da necroforo mondano, della serie: come si vestono i becchini quando vanno a ballare, e una che sembrava una bella pastora
    ho provato a immaginare un loro duetto e mi è venuto un gran sonno
    ciao

  7. Dan maggio 21 - 12:11

    Non sono daccordo sull’ inutilità di seguire l’ESC ”per il mero dato musicale”, perché anche se il livello medio delle canzoni non é granché, qualche buona canzone la si scova sempre; inoltre, l’allestimento dello show é sempre accattivante, sia da un punto di vista scenografico che organizzativo (tradotto: si passa da un’esibizione all’altra senza tante cose inutili in mezzo…chi ha detto ‘Sanremo’ ?)

    Sul resto invece sono daccordo.

    L’unico dubbio che ho invece é sui Big5: se per l’Inghilterra é lecito pensare ad un disinteresse totale per la manifestazione (d’altronde, han in mano il mondo discografico, a braccetto con l’America), sulle altre nazioni non ne sono così sicuro.
    La Francia ha fatto senz’altro scelte assurde (vedi il tenoretto ed il tizio di colore che portò un banalissimo brano estivo), ma Patricia Kaas ed Anggun non mi sembrano estattamente low profiles.
    Eppure una sconosciuttissima Amandine Borgeois ottiene quasi lo stesso risultato della famosa Anggun, nonostante la grande performance della prima e l’orecchiabilità del brano della seconda.

    La Spagna quest’anno ha cmq portato uno dei gruppi più in voga nel proprio paese (anche se non tipicamente ”da ESC”), e la Germania con Cascada sembrava poter dire la sua.

    Insomma…é logico pensare che i Big5 potrebbero dare di più, ma la mia impressione é che a prescindere dall’impegno profuso, vengano almeno in parte penalizzate di proposito (l’Italia é l’eccezione, in questo senso), forse per il diritto a subentrare in finale, esibendosi solo una volta….anche perché altre nazioni fuori dai ”blocchi”, come ad esempio Malta e Grecia, han ottenuto un ottimo piazzamento.
    Ora non voglio passare per complottista eh :D , ma di fronte a situazioni ripetute, son cose che si posson pensare, no?

  8. TuttoFaMedia maggio 21 - 12:25

    *Eph: il me stesso del ’98 sta piangendo in un angolo con le mani sulle orecchie

    *Andrea: un po’ ti invidio, sappilo, chissà che si prova a vincere l’Eurovision

    *Dan: sì, qualche pezzo interessante nel mucchio c’è sempre, ma non lascia traccia nelle memorie e non ha alcun impatto di forma o di sostanza nella cultura popolare dei nostri giorni (però Bonnie Tyler mi fa scopa con Patricia Kaas!)

  9. silvia.moglie maggio 21 - 13:47

    non sono sperta ma:
    - beata Tele San Marino che con ESCITA ha fatto ascolti che neanche
    -Malta me la canto ancora
    -Grecia una bella risata
    -Mengoni bravo, lo vedrei bene a recitare in un film muto (Rupert mode)

    ps
    assumere per via orale. (bocchini mi par politica)

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