“Argo plays well at home. Lincoln not so much.”

 

 

 Vulture.com è un ottimo strumento per decrittare la televisione, il cinema e i media americani. Un must-read. Tante ottime cose, tanti ottimi spunti, una cool-attitude generalizzata. E però. C’è una cosa che rende Vulture.com una cosa INSOMMA, e cioè i post della serie “7 MOTIVI PER”.

 

I post “7 MOTIVI PER” (non saprei risalire la filiera e individuare il primo che l’ha iniziata: se lo trovate, ditegli che lo sto cercando) possono essere molto utili oppure non esserlo per niente. Lo sono se usati con giudizio e parsimonia e con distacco consapevole (sì, sto scrivendo un post solo per acchiappare gente che normalmente passa le giornate a cercare di attirare l’attenzione di Daria Bignardi su twitter). Non sono utili se pretendono di essere presi sul serio e se vengono usati ogni tre per due (“7 motivi per cui Chris Brown è una persona moralmente discutibile”, “7 motivi per cui Rihanna dovrebbe fare una doppia feat. con Frank Ocean e con Chris Brown”, “7 motivi per cui possono andarsene tranquillamente tutti al diavolo”). Soprattutto, non lo sono quando combinano in modo micidiale due drammi della scrittura online: la pigrizia (di chi scrive, che si tira a rimorchio quella di chi legge) e la pretestuosità di dover infilare a forza delle cose in una scatola che evidentemente non ne vuole sapere. Ma non così evidentemente (“vabbè, ma devo arrivare fino a 7, qualcosa dovrò pur scrivere, no?”). E quindi, cose che non c’entrano niente finiscono coll’entrarci, anche se non dovrebbero entrarci, e alla fine la gente finisce col credere a cose che non c’entravano ma che ora c’entrano. Profezie che si autoavverano? No, ma cazzate sì.

 

Oscar 2013. In un post intitolato “The Seven Reasons Argo Is Likely To Win Best Picture” (ma il link invece dice Six Reasons), dopo aver speso e spanso du bla bla di quello potente, al punto 6 arriva la seguente motivazione: Argo plays well at home. Lincoln not so much.

 

 

 

 

Secondo il parere di gente evidentemente qualificataLincoln non sarebbe fatto per essere visto in Dvd, cioè nello schermino (c0s’è, non avete scaricato l’aggiornamento di VLC? Nel vostro paese non si può accedere a Itasa?) e invece Argo sì, e siccome i giurati degli Oscar guardano i film non al cinema ma nello schermino, così dice Vulture citando gente qualificata, per questo motivo Argo è favorito per la statuetta di miglior film. Posto che sarà pure vero che i giurati guardano i film a casa, il resto (“It can be a little boring, so they stop”) è una tale accozzaglia di insipienza che boh. Vulture non dice “Ehi aspè un minuto, ma che cazzo dici”, ma prende tutto talmente per buono da metterlo al punto 6 e facendolo diventare vero. Non so da voi, ma da me si chiama ‘Correità In Propalazione di Cose Discutibili’.

 

Verrebbe quasi da scrivere un post della serie “7 motivi per cui il post di Vulture su Argo è risibile in almeno 7 modi diversi”.

 

 

5 Replies to ““Argo plays well at home. Lincoln not so much.””

  1. a me invece vengono in mente i 100 motivi per cui Django fa mangiare la polvere a tutti 😉

  2. in effetti dimenticai di firmarmi. bene, poi da fan n1 di christoph waltz non vedo l’ora 🙂

  3. E’ un po’ come la lista delle 10 COSE di Letterman. Ogni sera, da DIONONSOQUANTIANNI.
    Certe volte penso “boh, umorismo americano, c’hanno riferimenti che io non colgo”, certe altre invece non fanno ridere per niente.
    Ma allora perché quest’impellente bisogno di fare liste? Elenchi? (Ecco da chi hanno preso allora Fazio e Saviano?)

    Zit

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