venerdì 6 gennaio 2012

X Factor 5, Luce a Nord Est: vince Francesca Michielin, la ragazza che per fortuna non fece il percorso


 

Prima di tutto volevo farvi i complimenti, col cuore – Cattelan ai finalisti di X Factor 5

 

 

Aram Quartet, Giusy Ferreri, Emanuele Dabbono; Matteo Becucci, The Bastard Sons of Dioniso, Yuri Magliolo; Marco Mengoni, Giuliano Rassu, Yavanna; Nathalie Giannitrapani, Davide Mogavero, Nevruz Yoku; Francesca Michielin, I Moderni, Antonella Lo Coco. No, X Factor Italia non aveva mai avuto tre finalisti eccellenti come gli ultimi tre, ugualmente e potenzialmente vincitori, con tre inediti così giusti per ciascuno di essi. Non sempre questi ex-dilettanti-che-ci-provano riescono a costruirsi un’identità già dentro il programma. Quest’anno ce l’hanno fatta in tre. Vedremo sul lungo periodo se ce la faranno a resistere, o se qualcun altro dalle retrovie riuscirà a rimanere nelle cose. Ma intanto, onore a Sky, Magnolia, Freemantle. Questa finale è la novità davvero rivoluzionaria di quest’anno.

 

Si conclude dunque X Factor 5, la prima edizione in 3d, la prima dalla ricezione così spalmata e centrifuga (giovedì, domenica, a muzzo), la prima che ha molto giovato dell’effetto Mondiali Di Calcio Stringiamci a Coorte, tra gruppi d’ascolto veri, virtuali e illegali. E si conclude l’edizione meno centromeridionale che si ricordi: dopo Viterbo e Roma, stavolta il biglietto della lotteria viene venduto a Bassano Del Grappa. Francesca Michielin, 16 anni, cosa si prova a vincere X Factor? Non lo so. Francesca Michielin non lo sa, ma intanto vince, e vince bene, nonostante malgrado una timidezza che mai le fece difetto, una Simona Ventura che molti credevano impedimento,  i pessimi vestiti che le gettarono addosso e il non-percorso fatto qui dentro. Contraddizione in termini? No, per chi si mostra eccezione: non è vero che i ragazzi di oggi ascoltano e suonano musica orrenda, non è vero che la massima aspirazione degli adolescenti è andare da Gerry o Antonellina a cantare le canzoni dei grandi io-ti-chiedo-ancora-sul-mio-corpo-ancora, non è vero che per vincere un talent si debba fare a tutti i costi un percorso. Francesca Michielin è già lì, completamente lì, nella prima esibizione della prima selezione, intimorita e spalle ricurve, talento e tanta purezza, adamantina nel proprio essere adamantina. Il resto è cosa nota, a sovrapporre la prima istantanea e l’ultima ci si accorge che poco è cambiato. Francesca Michielin debutta subito alla numero uno e ci rimane.

 


Questa è la migliore giuria di sempre. Il Bravo Conduttore lo ha spesso ripetuto, quasi a voler convincere se stesso e noi pubblico da casa. La migliore di sempre? No. Ed è un no fermo, convinto, che non si fa abbagliare dalle ultime tre scintillanti puntate. La prima parte di stagione, travaglio senza fine. Gli innesti e i trapianti di ritorno che non funzionano: è l’asilo, bellezze, tra i piagnistei-brr-che-ribrezzo di Arisa e gli sbrocchi di chi, Morgan, evidentemente è ancora troppo scottato da improvvide epurazioni e da altrettanto improvvide visite-guidate al museo di Bruno Vespa (Marco, perché?). La migliore giuria di sempre. No. Certo, c’è stata una Simona Ventura inedita, calma, rilassata, che mai s’è fatta nuocere, malgrado gli abbondanti previously. Piuttosto, semmai, e lo diciamo con l’Orgoglio di chi c’è cresciuto assieme, abbiamo assistito al migliore Giurato di Sempre, Stefano Roberto Belisari in arte Elio. Anch’egli appesantito dal ricordo di sei mesi tatangelini e dai compagni di banco, stenta a spiccare il volo. Lo fa, come mai era riuscito finora, in prossimità del traguardo, leggerezza senza perderne in serietà. C’è un momento, lo switch-off, ed è quando Nostro Elio svela la pochezza di alcune mosse del Castoldi, parodiandolo alla perfezione con il Win “Moderni vi piglio a calci in culo”. Da lì in poi è stato un susseguirsi di Bontà. Grazie, Elio. Ultime note per il Bravo Conduttore Alessandro Cattelan. Sicuro, padrone del palco, meno gobbo-addicted del suo predecessore, dà l’impressione di saper dire sempre la cosa giusta al momento giusto. Appunto. Non esce mai dal binario, tranne alcuni lampi. Ale, facciamo che questo è stato il warm-up ma l’anno prossimo sciogli le trecce ai cavalli?

 

Ma ora cari amici di tanti mi arriva, con il Potere Conferitomi da Simon Cowell, Kelly Rowland, Tu Lisa e Gary Barlow, e tenendo presenti sullo sfondo di ogni nostra parola Fiocco di Neve, Nevruz, Costantino della Gherardesca, Paola Saluzzi e Yuri The Stempia Chechi, ecco a voi pagelle e pagelline di questa, diciamolo, Gran Bella Finale:

 

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mercoledì 4 gennaio 2012

Chi vuoi che vinca (le schede dei finalisti di X Factor)


 

Questo blog, come ben sapete, non ha le fette di prosciutto sugli occhi. Non è che siccome ci fissiamo sulle cose allora non sappiamo vedere le altre. X Factor 5 speaking. Endorsammo Francesca alla prima Soave Nota Presa Con Grazia (definendola “la sedicenne che pare uscita da American Horror Story“), ma ciò non ci impedì di notare lo switch di Antonella Avanti e Dopo Lo Coco. Per non parlare di quei quattro sciammannati su cui nessuno puntava mezzo euro e ora invece sono in piena remontada.

 

 

La verità è che per la prima volta non sappiamo proprio per chi tifare. Ciò che pensiamo sia giusto si confonde con ciò che pensiamo necessario. Vogliamo essere sorpresi o appagati? I bookmakers, qualsiasi strana entità si celi dietro questa parola, bookmakers, danno per favorita Antonella. Ci crediamo? Se erano gli stessi che davano la vittoria a Nicole Tuzii, allora. La verità, la seconda, è che gli inediti hanno sparigliato come non mai. De Filippi venderebbe un rene del cane di suo marito pur di avere i tre potenti pezzi che sono in finale. (D’accordo, facciamo i conti senza l’oste che è la vita: ci ritroviamo tra un anno qua e vediamo quali saranno rimasti e quali no). Ad ogni modo, ecco chi dovrebbe vincere e perché.

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venerdì 30 dicembre 2011

X Factor 5, la semifinale: Francesca, Antonella, Antonella, Francesca


 

Quando ho letto che l’inedito di Francesca Michielin era stato scritto da Elisa Toffoli e Roberto Casalino (Caterina Caselli, se davvero c’è la tua longa manus dietro, portaci Francesca a Sanremo, all’Olympia di Paris, alla Casa Bianca a cantare per le figlie di Obama, dove ti pare) ho tirato un sospiro di sollievo: sì, i nostri timori erano infondati e no, Nicole Tuzii non era The Prescelta.

 

Francesca Michielin, Antonella Lo Coco.

 

X Factor fa onore alla propria tradizione di Nostro Talent Preferito Evah e tira fuori una semifinale eccellente che riscatta quasi del tutto una prima parte di stagione opaca, a tratti sciocchina, spesso noiosa. Ritmo, tensione, colpi di scena, una conduzione finalmente non monocolore: Alessandro Cattelan, tu che sei il Nicole Tuzii della conduzione, tu che non ne sbagli mai una, tu che becchi le note alte e quelle basse, tu che sei bravissimo, sappi che al momento del tilt, quando sei andato un attimo in tilt, hai guadagnato mille punti simpatia. Come dice il Sommo Aedo Castoldi, della perfezione a volte non sappiamo che farcene. Sbavature, or it didn’t happen.

 

Ma, e soprattutto, la serata ha regalato cinque inediti come mai si erano visti su quel benedetto palco. A prescindere da gusti personali e valutazioni di mi arriva non mi arriva, non si può dire che non fossero pezzi azzeccati: cinque soggetti, cinque cose chiare. Ognuno, una cosa. Alla fine il pubblico-per-una-sera-affatto-bue, in una rara comunione di sentimenti e con social-sfere e giustizie divine, premia i tre pezzi più riusciti e bella lì. Certo, gragnuola di cuori, amori, lasciamenti e aggettivi. Certo, alzi la mano chi, cresciuto nei ’90s non ha pensato a, che ne so, 99 posse, Meg, Elisa, Marina Rei, in ordine di attribuzione, ma chi se ne frega. Verrebbe da dire che la platea più raffinata di Sky ha fatto la differenza, ma fino a un certo punto: l’anno scorso, su Raidue, a trionfare era stata Nathalie Giannitrapani, forse l’unica vera proposta di qualità. Quindi? Quindi niente, quest’anno c’era più qualità e la finale è quella più giusta e più meritata. Jessica Mazzoli troppo (o troppo poco) borderline, Nicole Tuzii troppo (troppo) noiosa, mai davvero in grado di cambiare marcia.

 

Dunque Antonella Lo Coco, Francesca Michielin. Forse la prima ha più bisogno di una vittoria (l’età, la vita che va) e ha dalla sua una maggiore spendibilità dentro e fuori dal palco. Presente mentre il danzatore la sbatacchiava a destra e manca con lancio di microfoni e coefficiente di tommassinità mille? Ecco. Francesca, da par suo e anche ieri, ha dimostrato che può stare in mezzo a molte cose, e con l’inedito ha messo un gigantesco Punto e a Capo (best emozione dell’annata? Sì). Insomma, per la prima volta da che mondo e X Factor, due papabili vincitrici uguali e contrarie. Vinca l’una o vinca l’altra, per noi è uguale. Ah, giusto, i Moderni. I Moderni sono davanti a un bivio: o fare come le furon Yavannah, agnellini sacrificali sull’altare del Dai, levatevi, lo scherzo è bello quando dura poco, o come le inglesi Little Mix, che all’ultimo X Factor Uk hanno trionfato con un pronostico che sembrava chiuso. Ma gli umori sono diversi e no, una vittoria dei Moderni non è una eventualità che vogliamo prendere in considerazione.

 

Francesca, Antonella, Antonella, Francesca: sarà una finale coi fiocchi, ce la gusteremo.

 


venerdì 9 dicembre 2011

X Factor 5, la quarta puntata: Elio, ti siamo vicini


 

X Factor ItaliaTra nuovi blog in costruzione, vacanze incipienti, Immacolate Concezioni che non lo erano ovunque, Noel à Paris e cieli offuscati da pisciatedde d’acidduzzo, poteva mancare il recap del nostro talent preferito? No.

 

Partiamo con la TOP TRE della puntata:

 

1) E se lo dite voi che ci mangiate assieme
Ventura, parlando all’orecchio di Paola Folli: Arisa non capisce un cazzo
Folli (non inquadrata): Gneohh

 

2) Promesse da marinai in quel di Assago
Flashback: quest’anno siamo a Sky e finalmente possiamo fare X Factor più simile all’originale inglese
cut to:
Cattelan: la prossima puntata gli ultimi tre andranno in ballotaggio e sarete voi Pubblico Da Casa, a decidere i due eliminati

 

3) Profezie che si autoavverano. I migliori hanno sempre contezza.
Cattelan: Elio, il rischio è di rimanere con un solo talento in gara
Elio: No, il rischio è di andare al ballottaggio con due artisti

 

Tacendo di polemiche pretestuose e di poveri blogger lasciati al freddo e al gelo, vorrei invece sottolineare il grande omaggio chiesto e ottenuto da Morgan per Davide Papasidero. Un addio alle scene con tutti i crismi: apertura di puntata, David Bowie, cose così. Raro privilegio concesso in passato, per esempio, alla mai abbastanza dimenticata Duorina Leka.

 

E ora, al grido di Il Signore Iddio ci ha dato i voti da 0 a 10, Usiamoli
ecco le tabelline degli artisti in gara nel nostro talent preferito del nostro cuore:

 

PRIMA MANCHE

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venerdì 2 dicembre 2011

X Factor 5, la terza puntata: Morgan cerca in tutti i modi di farsi nuocere e ci riesce benissimo


 

X Factor ItaliaIntro. No, non cadremo nel tranello dell’astuto Castoldi: Morgan, prenderti sul serio significherebbe dover pensare pensieri spiacevoli su di te. Noi invece preferiamo conservare nei nostri cuori il ricordo di un bravo musicista, che a X Factor fa vincere tre contestanti in tre edizioni, che ci fa riscoprire canzoni che avevamo dimenticato e ci spiega cose che non sapevamo. Del paranoico che inneggia al complotto non sappiamo che farcene. Marco, il mondo non ce l’ha con te: hai solo dei concorrenti scarsi.

 

 

giudiciGiudici. In affanno. Elio, così soave nei quotidiani, nella vita e nei suoi per sempre, non riesce nelle dirette a essere incisivo. Come biasimarlo, in quella banda di matti. Ma il programma ha bisogno di ossigeno, Elio è l’unico che può darlo: il punto è che il Nostro sembra fregarsenecazzi. Arisa, dopo le regressioni delle puntate precedenti, si rifugia nel confortevole cantuccio del Non mi faccio notare che è meglio. Di Morgan abbiamo già detto (per amor di buon gusto facciamo finta di non aver sentito le battute stile Pierino: Morgan, vuoi essere il nuovo Alvaro Vitali? Ecco, allora piantala, adesso, ieri). In tutta questa stoltezza Ventura spicca come non ci fosse mai stato un Mi Arrivi. È questo che vogliamo? No.

 

 

Show. Alla vigilia Fiumi di inchiostro sprecati per l’assenza di balletti e ballerini e coreografie. Ok. Come quando Milo e Lorena promettono ‘Mai più serial killer e assassini efferati alle due del pomeriggio, solo la Famiglia, Vera Architrave Dell’Universo’. Certo, come no. Dunque puntata Disco Party con un Corpo di Ballo Variamente imporchito tra culi a pizzo e ‘infiniti’ disegnati là dove di solito battono troppi carboidrati. Ma soprattutto Tommassini Scatenati. Finalmente qualcosa di cui discutere.

 

Dance Disco Party mi chiama subito Madonna. Apertura All Together sulle note di Hung Up. Una banda di errabondi ubriachi che non azzecca note manco sperandolo. La regia che inquadra gente a muzzo che passava di là. Un bell’inizio, non c’è che dire. Vogliamo fare un confronto con le aperture di X Factor UK? No. Anzi. Chi ha detto X Factor Uk? Alessandro Cattelan batte Dermot O’Leary nella sfida: Io faccio Gli Ingressi Danzanti Meglio Di Te (non che ci volesse poi molto). Il Bravo Conduttore Cattelan rispolvera poi il proprio passato da musicista, fa quelle cose con la bocca che faceva Fiorello al Karaoke (e poi Dario Bandiera al Costanzo Show) e infine introduce la pazzesca serata promettendo ‘emozioni’ e ‘pulsioni’. Le solite promesse da marinaio.

 

E ora, al grido di:
1) Il signore Iddio ci ha dato i voti da 0 a 10, usiamoli, e
2) Se decidi di ballare mentre canti e poi ti viene il fiatone non pensare di farla franca

 

ecco le PAGELLE dei contestanti di X Factor Italia 5×03

 

PRIMA MANCHE


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venerdì 25 novembre 2011

X Factor 5, la seconda puntata: Arisa trascina il programma in una esecrabile dimensione childish


 

Cattelan: Arisa mi spiace, devi prendere una decisione.
Arisa: No!

Cattelan: Ma è scritto nel regolamento! Arisa! Dicci chi vuoi mandare a casa tra Valerio e Lecinque!
Arisa: NO NO E NO!
Cattelan: ARISA guarda che vengo lì e ti sculaccio!
Arisa: e va bene, io sarei più per l’eliminazione Dellecinque ma siccome non ho le palle voglio che sia il pubblico a decidere, quindi chiamo il TILT
Cattelan: E quindi?
Arisa: niente, elimino Valerio, cioè io non voglio eliminare Valerio ma elimino Valerio così il pubblico può decidere chi può eliminare tra Valerio e Lecinque. Ma non si dica che io voglio inficiare la gara

 

Prima e dopo la prima puntata molte gentiX Factor Italia, in un Afflato Assertivo di quelli Potenti, avevano detto: Questa è la migliore squadra di giudici di sempre.

La migliore, siriusli? Su carta, probabilmente. Ma su carta anche la squadra Inter è da scudetto e invece lotta con il Cesena per non retrocedere in serie B. Esiste un problema enorme a X Factor e questo problema si chiama Arisa. Chi l’ha assunta pensando che tag quali Stralunazia e Bufferia potessero funzionare adesso dovrebbe assumersene le responsabilità (qualsiasi cosa voglia dire questa espressione). Arisa sembra non aver capito dove si trovi e, soprattutto, sembra non aver mai visto il programma. Ma gliel’avete fatto un test di ingresso prima di farle il contratto a tempo determinato? (Se lo volete glielo faccio io: “Allora Arisa, chi massacrò Virtual Insanity di Jamiroquai nella seconda edizione? a) Enrico Nordio b) Serena Abrami c) Yuri Magliolo). Non solo. Arisa sembra non saper gestire la diretta e reagisce agli stimoli random della realtà che si srotola sotto i suoi occhialoni con un’unica predisposizione: l’Inadeguatezza. Che non è l’inadeguatezza di Claudia Mori o quella di Anna Tatangelo, gente peraltro permalosa OLTRE OGNI DIRE. Arisa prende talmente sul serio ogni situazione da trascinare lo show in una dimensione childish di cui avremmo volentieri fatto a meno.

 

 

giudiciNon che sia l’unica responsabile, eh. La pietosa scenetta del Presunto Complottone del ticktet Ventura-Castoldi puzza di rancido al primo frame. Andava gestita meglio, con più leggerezza. Viene fuori un pastrocchio che: amici, cambiate rotta, subito. Pastrocchio? Chi ha detto pastrocchio? Il momento del tilt è un altro buco nero di confusione che dovrebbe far riflettere quelli che per partito preso dicono che X Factor su Sky è meglio che in Rai. La puntata di ieri sera ha confermato che no, non è così a prescindere e sì, certe scene pietose possono andare in onda anche su Sky. Anzi, mi correggo, cose *così* pietose io le ho viste solo da parte di gente che schiaccia pulsanti sulla Tiburtina (amici di Sky, Magnolia, X Factor: vi stimiamo, potete fare di meglio).

 

 

(Ma è tutta la giuria che è incollata con la sputazza. Come diceva il presidente del Catania, non c’è amalgama. Questi quattro non si reggono a vicenda e si vede. E poi c’è sempre qualcosa di personale in ogni frase o pensiero. Com’è terribilmente italiano tutto questo. Finora il trapianto di giudici con relativi innesti, possiamo dirlo, è rigettato. Speriamo in un miracolo).

 

Ma passiamo alla musica che è meglio. Al grido di IL SIGNORE IDDIO CI HA DATO I VOTI DA ZERO A DIECI, USIAMOLI, ecco le pagelle degli undici criptoartisti ancora in gara:

 

PRIMA MANCHE, QUELLA DI FRANCESCA

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venerdì 18 novembre 2011

X Factor 5, la prima puntata: nel solco della tradizione, tra arrizzamenti e polemiche infantili


 

Ciao amici e benvenuti a questa edizione rivoluzionaria di X FactorX Factor Italia
Come avrete ormai capito, la musica è davvero cambiata
(Alessandro Cattelan)

Tra i leitmotiv della vigilia, uno su tutti aveva titillato i sogni di noi che se ci fosse ancora Telemike porteremmo come materia specifica Vita, Morte e Miracoli di Ilaria Porceddu e Ambra Marie Facchetti, e cioè: quest’anno X Factor sarà molto più simile al format inglese. Roba grossa, roba potente. Aggiungiamo il Giudizioso Conduttore Cattelan che sin da subito ci ricorda che la musica ormai batte altrove (un luogo fatato dove addirittura ti avvertono con un countdown quando finiranno gli spot) e avremo il senso di uno stato d’animo chiamato Madonna Santa Non Sto Più Nella Pelle
CUT TO:
Due manche, sei cantanti per manche, un ballottando per manche, ballottaggio, doppia esibizione di cui una a cappella, eventuale tilt, eliminazione. Rivoluzione, non c’è che dire.

 

 

- Allora Facchinetti, hai guardato X Factor?
- Ma perché, è cominciato X Factor?
- Come se non lo sapessi
- Giuro! Stavo giocando col Sega Master System e ho perso la cognizione del tempo
- Ma finiscila di dire cazzate. Allora, che ne pensi
- Che ne penso? Se ne andassero affanculo! Era uguale al mio X Factor!
- Mo’, uguale
- Hanno rimesso pure il Tilt! Era una mia idea! Gliel’avevo suggerita io a Peppi Nocera! Vaffanculo! X Factor era mio!
- Dai Francy calmati
- Sono CALMO
- Francy, guarda che le novità c’erano, eccome
- AH SI’? TIPO?
- Dimmi quando mai in Rai qualcuno ha detto ONANISMO in prima serata. Per non parlare di Miguel Bosè che ha ammesso di essere BILOCATO!
- Ahah! Quindi la rivoluzione per te è ammettere di farsi le seghe e dire che si è fan sia della RIFFA che della RAFFA
- Oh che palle Francy sei un TROLLONE e pure CAPZIOSO, ciao

 

X Factor è un format speciale, talmente speciale che può resistere a tutti gli urti della vita, compreso il cambio di network e il passaggio da un pubblico generalista a uno molto più ristretto. Quel che contano sono dunque i dettagli, le sfumature, i correttivi modulari che contribuiscono a sostenere un impianto solido per default. E in effetti alcune cose sono cambiate, in una struttura per il momento identica agli altri anni: le clip di presentazione dei concorrenti (con gli inserti molto E!), l’assenza dei balletti (Tommassini che parla di ‘levare, sottrarre, valorizzare gli altri’: aggiornare classifica dei COLMI), un cast di livello forse superiore all’anno scorso (ma si vedrà sulla distanza), i giudici, il conduttore.

 

Il primo ricordo legato a ALESSANDRO CATTELAN è un ricordo di quando tutti eravamo più govani: le due del pomeriggio o giù di lì, musica, chiacchiere e adolescenti annoiate: Viva, All Music, Mtv. Ma anche Ziggie e poi la radio, e poi Ale il cantante, e Ale lo scrittore. Alessandro Cattelan è bravo. Ma X Factor è un programma che si conduce quasi col pilota automatico, in cui è necessario aggiungere qualcosa per non finire nella casella Vigile Urbano. Se persino Facchinetti era riuscito, nel bene e nel male, a dare un’impronta forte al programma, ecco, Cattelan non ha davanti a sè un compito troppo complicato: basta far uscire qualità già viste a Quelli che il calcio e, in minima parte, in questa prima puntata. Appunto, era la prima puntata, c’è tempo. Per ora, voto: aspettiamo.

 

giudici
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    lunedì 8 settembre 2014
  • La rivolta delle librerie contro Valérie Trierweilermerci2 François Mitterand, quando era presidente, ha fatto un po’ quello che ha voluto, tra le lenzuola. Cose che in confronto François Hollande è un uomo semplice, leggermente sovrappeso, che cambia montatura degli occhiali ogni quindici anni, senza grosse pretese se non quella di governare la Francia in un periodo molto complicato. Va bene, erano altri continua...