mercoledì 28 dicembre 2011

Cinema 2011: mash-up a seconda dei punti di vista


 

Fine dell’anno, fioccano classifiche, fioccano mash-up, ovvero quella cosa che qualcuno ha definito ‘una specie di purée’. Vale per la musica, vale anche per il cinema.

 

Il primo mash-up si chiama Filmography 2011 ed ha una prospettiva decisamente Americentrica:

 

 

L’autrice non è nuova a montaggi del genere ed è stata così generosa da fornire dettagli, soluzioni e colonna sonora.

 

Il secondo mash-up si chiama Cinema 2011 ed è opera di un diciottenne olandese, che ha diviso il video in quattro blocchi più o meno coerenti. Qui lo sguardo è decisamente più europeo (ci sono anche i preti e le suore di Nanni Moretti, per dire) e in alcuni punti ci sono persino i sottotitoli per gustare meglio certi dialoghi. Che sbattimento, grazie, non era necessario (le soluzioni invece sì).

 


Sì, avete sentito bene. Entrambi hanno usato Civilization dei Justice. Qui c’è qualcuno che si è vagamente ispirato a qualcun altro (il diciottenne, ma non ne fa mistero). Da sottolineare un doppio effetto straniamento: mancano alcuni film che abbiamo visto nel 2011 (tecnicamente usciti nel 2010) e ci sono quelli che vedremo nel 2012. Pretestuosa la presenza di Quel Film Che Non Avremmo Mai Voluto Che Venisse Realizzato E Che Non Ne Vogliamo Sapere Niente, Extremely Loud and Incredibly Close. Ma forse meglio così, almeno non ce lo ritroviamo nel mash-up del 2012.

 


venerdì 10 giugno 2011

I 7 migliori episodi della seconda stagione di Community


 


È passato circa un mese dal season finale di Community:
le bocce sono ferme e dal gran cesto caleidoscopico possiamo pescare i 7 migliori episodi.
Puro Pretesto, giusto per fissare dei punti fermi. Community ha il raro dono di rimanere nelle cose, facciamole rimanere un po’ di più.
Perché 7? Perché sì: di più erano troppi, di meno troppo pochi. Nel ringraziare il mio amico Luca che mi ha motivato a crederci crederci un po’, ecco dunque The Magnificent Seven:

 


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giovedì 5 maggio 2011

Alison Brie è alla posizione 49 della “2011 Hot 100″ di Maxim Usa (i cui redattori sono fans delle comedy, evidentemente)


 

Dal suo Twitter Alison Brie giustamente ci fa sapere di essere alla posizione numero 49 nell’annuale classifica delle top 100 Hot Girls stilata ogni anno da Maxim Usa.
Alison Brie. Alison Brie?

Intendiamoci sul termine HOT: Calde? Eccitanti? Arrapanti? Hot nel senso di quel che hanno fatto o di quel che potrebbero fare? Oppure, semplicemente, Porche?

alisonAnw, sia quel che sia, scorrendo di tocco in tocco si notano alcune facce conosciute:
74. Laura Vandervoort cioè la figlia di Anna dei Visitors
68. Anna Paquin cioè Sookie (Suuukeee!) Nomen Omen di True Blood
65. Elisha Cuthbert che è la figlia di Jack Bauer ma anche la protagonista della nuova comedy Abc Happy Endings
56. Christina Hendricks cioè Joan di Mad Men che grida vendetta (56?)
52. Minka Kelly, una delle numine tutelaresse di questo blog (come chi! Minka Kelly che accudisce i bimbi con l’Asperger! Minka Kelly prossima Charlie’s Angels!)

49. Alison Brie, a metà tra Mad Men e Community (Jeff, ma quale Britta), la quale Alison nella foto che cinge questo post ci spiega il senso del famoso verso che non avevamo mai capito del tutto ma ora sì: Una Fragola In Bocca Può Servire Sai, Più Allegro Tutto Sembra
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lunedì 2 maggio 2011

I film che la gente finge di aver visto per non fare brutta figura in società


 

Dice Libé che c’è in giro un sondaggio inglese che fa la classifica dei “10 film che la gente finge di aver visto per non fare brutta figura in società”.

Ecco i film su cui gli inglesi mentono:

1. The Godfather (30 per cent)
2. Casablanca (13 per cent)
3. Taxi driver (11 per cent)
4. 2001: A Space Odyssey (9 per cent)
5. Reservoir Dogs (8 per cent)
6. This Is Spinal Tap (7 per cent)
7. Apocalypse Now (6 per cent)
8. Goodfellas (5 per cent)
8. Blade Runner (5 per cent)
10. The Great Escape (4 per cent)

E in effetti, diciamolo, a chi non è capitato di trovarsi in qualche situazione *conviviale* e annuire convintamente da perfetti bluffatori al minimo accenno a film/disco/libro mai visto/sentito/letto ma che tutti invece sì e piuttosto che ammettere l’indicibile ahah si fa una risatina e poi ahah un’altra cercando *disperatamente* un appiglio – uh, toh, un elefante che vola! – per cambiare discorso. Momenti di *terrore*, di sudori improvvidi, di Problematiche e Poetiche infilate a casaccio sperando di non farsi sgamare, di Finte Citazioni All’Impronta (ma qui bisogna essere veri fuoriclasse, mica è per tutti). 

Io le situazioni più imbarazzanti evah le ho avute quando ho dovuto far finta che sì, OVVIAMENTE ho visto Via col vento! (Mai visto per intero, solo dei pezzi, che palle, rimedio per uscirne: buttarla in caciara con la questione del doppiaggio, Mami per esempio, ne vogliamo parlare?)

 


giovedì 21 aprile 2011

Justin Bieber, Chris Colfer, Blake Lively e Amy Poehler di Parks and rec tra le persone più influenti del mondo secondo Time


 

Leggo su Camillo che Time ha scelto le 100 personalità più influenti del mondo. Tra queste c’è solo un italiano: Sergio Marchionne.

Scorrendo la lista si scoprono poi i soliti nomi (Obama, sua moglie, Oprah), e altri più curiosi.
Tra questi: Justin Bieber e Bruno Mars (ho verificato uno a uno, e no, Lady Gaga non c’è, in compenso ci sono Marine Le Pen e Gheddafi).
Ma c’è anche Mia Wasikowska, cui questo blog, in tempi non sospetti (due mesi fa), ha pronosticato un futuro luminosissimo (è l’unica gemma di quella porcheria di film The kids are alright).
Venendo alla tv, che è l’ambito che più ci interessa, segnaliamo la presenza di:
* Matthew Weiner “Non è vero che voglio tanti soldi per rifare Mad Men: mi dipingono così
* George R.R. Martin cioè Game of Thrones, tanto per non stare sul pezzo
* Blake Lively, star di Gossip Girl ma soprattutto di The private lives of Pippa Lee, film che avrebbe meritato maggior fortuna, anche solo per quell’accozzaglia di miracolati che aveva nel cast.
* Chris Colfer, che Glee qualcuno ha deciso deve entrarci sempre, di riffa o di raffa, in tutti i discorsi
* Amy Poehler, ovvero Leslie Knope di quel Parks and recreations che tanto ci sollazza da un po’ di tempo a questa parte.

Se non bastasse tutto ciò (che già è tanta, tanta roba), volendo possiamo salire di livello: per ogni personalità influente, Time ha fatto scrivere, ad altrettante personalità influenti, dei temini agiografici. Esempi: Matt Damon e Gary White sono stati pittati da Ted Danson (Ted Danson!), Patti Smith da Michael Stipe (scontato), Mia Wasikowska da Glenn Close (attenta, Mia!), Kim Clijsters da Martina Navratilova. E Amy Poehler? Ovvio, da Aziz Ansari. Tom Haverford!

Ragazzi di Time, questo è giocare sporco.

 

 


domenica 20 marzo 2011

Maddalena Corvaglia e Stefano D’Orazio (tra gli altri) decidono che Vieni via con me non è tra i primi 10 programmi dell’anno


 

Su Raiuno sta andando in onda il 51esimo Premio Regia Televisiva, ovvero gli Oscar tv (quelli di Daniele Piombi), per capirci.
Un premio che premia, nelle intenzioni, il meglio della televisione dell’ultimo anno.
Come è stato selezionato questo “meglio”? Una Giuria composta da 100 rappresentati della stampa italiana ha indicato 20 programmi. Poi è subentrata una Giuria di Garanzia, che ha compiuto un’ulteriore scrematura, indicando 10 programmi (ciascuno vincitore di un Oscar), tra i quali verrà scelto (tramite televoto) il programma dell’anno,

I dieci programmi dell’anno secondo la Giuria di Garanzia sono: Festival di Sanremo 2011, Chi l’ha visto, Soliti ignoti, Filumena Marturano, I migliori anni, Ti lascio una canzone, Le Iene, Striscia la notizia, Chiambretti night, Zelig (update: ha vinto Ti lascio una canzone)
Vieni via con me, che è, a prescindere dai gusti, il caso televisivo dell’anno, non c’è.

Ma da chi era composta quest’anno questa Giuria di Garanzia che ha deciso i dieci programmi vincitori?
Il presidente Gigi Vesigna, poi: Renzo Arbore, Mario Maffucci, Stefano Zecchi, Umberto Brindani, Silvana Giacobini, Sergio Forattini, Stefano D’Orazio e Maddalena Corvaglia.

Gente evidentemente esperta di televisione, tra cui Stefano D’Orazio, cioè l’ex batterista dei Pooh, e Maddalena Corvaglia. MADDALENA CORVAGLIA.

Ecco, questo è uno di quei momenti in cui rimpiangiamo i Telegatti (che non esistono più, malgrado molta gente pensa ancora che sì).

P.s. A meno che Fazio e Saviano non abbiano chiamato Vesigna e Piombi e abbiano detto loro: Sentite, non vi azzardate a nominarci che noi con quella roba non vogliamo averci niente da fare. In quel caso, ma solo in quel caso, allora va bene.

 


sabato 26 febbraio 2011

Oscar 2011: Winter’s Bone (Un gelido inverno), Inception, The kids are all right, 127 hours


 

2011. Oscar. E i nominati per il miglior film sono! Segue dibattito.

Winters_bone1) Winter’s Bone, di Debra Granik, con Jennifer Lawrence, John Hawkes
Una ragazza, con due fratellini e una madre pazza a carico, deve assolutamente trovare il padre scomparso, altrimenti sono cazzi.
Da qualche parte nel Missouri,
in uno scenario costellato da macchine sfasciate e alberi spogli, la gente porta camicioni a quadri, spacca la legna, va a caccia. Soprattutto, non si pone domande. La 17enne Ree è costretta suo malgrado a smuovere delle acque gelide. Il viaggio dell’eroina. Echi sparsi di William Faulkner. Cameo di Laura Palmer. Jennifer Lawrence e John Hawkes sono entrambi nominati nelle rispettive categorie.

Inception2) Inception, di Christopher Nolan, con Leonardo Di Caprio, Ellen Page, Joseph Gordon-Lewitt,
Un gruppo di persone cerca di raggiungere un obiettivo e viene contrastato da un altro gruppo di persone. Poi c’è una trottola. Mitologia, estetica, regia, attori, colonna sonora. Cosa volere di più da un film di e del genere? Forse qualche didascalia in meno. Per molti aspetti Inception è quello che Avatar non è riuscito ad essere. Leonardo Di Caprio continua a scontare un bizzarro ostracismo generalizzato. Ognuno. Qualsiasi discorso su Inception non può prescindere da una considerazione: Christopher Nolan.

3) Toy Story 3, di Lee Unkrich.
Cahiers du cinema colloca questo film al quarto posto tra i film dell’anno 2010 (primo, secondo, terzo). Di solito tendo a fidarmi dei Cahiers e dei loro chili di spocchia. Ma il punto è che, I’m so sorry, da queste parti non hanno mai proiettato Toy Story. La colpa è di Fabrizio Frizzi.

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    giovedì 24 aprile 2014
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