venerdì 11 febbraio 2011

Lady Gaga tempora currunt: Born this way? Meglio la versione di Ellen, James Blunt e Justin Bieber


 


Tirare in ballo Madonna ogni volta che Lady Gaga torna in scena con un nuovo singolo? Scontato. Un po’ come dire che i telefilm non doppiati sono meglio. O che gli americani, quando rifanno film e telefilm europei scena per scena, allora tanto valeva mandare in onda l’originale piuttosto che le repliche. Ma mica è colpa nostra se oggi, 11 febbraio, giornata mondiale a favore di Lady Gaga e della sua musica, compresa questa calda calda Born this way, uno poi dice: ma c’era bisogno di tutti questi soldi, questo impegno, questa profusione di energia per produrre questa polpetta rimasticata di Vogue let your body move to the music più due etti di unz unz? (con quella voce poi)

È stupefacente come ancora oggi ci siano uomini assennati, come Ernesto Galli della Loggia, che si chiedano, sospettosi, quale sia la notitia criminis: bene, la notitia criminis è che questa signorina non è che può continuare a prendere in giro le nuove generazioni minorenni nate negli anni ’90. Noi che negli anni ’90 già Berlusconi ci annoiava la vita, abbiamo il dovere morale di opporci a questo scempio. Lady Gaga is not the new Madonna. Lady Gaga ha fatto solo una hit wonder, come infatti han capito anche la Wilma e le sue amiche Lorella, Paola e Pina.
Il resto è fuffa. E questa non è solo una difesa corporativa di quel che eravamo, delle nostre adolescenze, dei nostri sogni ormai “relitti in balia dei marosi”. No, è solo quel che è: verità. E Dio solo sa quanto il mondo abbia bisogno di verità. Obama che dice a Mubarak “vai a svernare a Sharm, non sei credibile”: oh c’mon, Obama, siriusli?

Comunque. Born this way ce la farà a taralla, a torroncino e a tutte le altre -t del mondo, già cominciano a fioccare versioni remix e cover di alcuni squilibrati - ragazzi calmatevi, la canzone è uscita mezzora fa! – ma io, personalmente, preferisco la cover di avantieri, quando ancora in giro c’era solo il testo di Born this way: Ellen al piano, James Blunt alla chitarra e Justin Bieber alla batteria e poi alla pianola. “Most of my ideas are good”, Ellen col microfono di Cher, lo stendino con paperelle in testa, il minuto finale all together: Aww. (All’applausometro vince ovviamente il bambino minorenne del palasharp).


 


martedì 28 dicembre 2010

A proposito di classifiche di fine anno (quale anno?) e di fine decennio (quale decennio?)


 

A tutti quelli che da quindici giorni stanno facendo classifiche su classifiche dei vari best of di questo 2010, manco fossero furetti in calore, io dico: calmatevi.
Amici! Volevo dirvi una cosa, poi ognuno, si sa: io dico che le classifiche vanno fatte a gennaio fors’anche a febbraio. Questo perché ci sono dischi e canzoni e libri e film che escono a novembre e a dicembre e se poi uno fa le classifiche indemoniate a dicembre succede che:

 

a) la suddetta roba nove-dicembrina non trova spazio perché è trascorso troppo poco tempo oppure
b) lo spazio lo trovano ma su queste eventuali scelte pesano come macigni i vari colpi di fuoco, di testa, di sole: gli innamoramenti. Chi ve lo dice che non è roba di one night stand? L’avete vista al mattino senza trucco? Sì, no, forse?

 

Ecco perché io dico che bisogna lasciare decantare le cose. Altrimenti ci saranno sempre figli e figliastri i quali figliastri cadranno puntualmente nel dimenticatoio. Cioè per me si può pure decidere di non considerare le robe degli ultimi due mesi dell’anno, però per fare questo bisogna fissare una data limite oltre la quale non esce più roba inedita. Così poi uno può fare le classifiche in santa pace e senza paranoie.

 

Poi volevo dire un’altra cosa a proposito delle furibonde classifiche di fine decennio che stanno fioccando come scoop sulla scrivania di Belpietro. Anche qua: amici pigliatevi un poco di diazepam e parliamone.
Dunque, l’anno scorso ci hanno detto che il decennio finiva nel 2009. In effetti all’alba del 2000 eravamo tutti a tirarci i botti in testa inneggiando a un futuro luminoso (s’è visto). Quindi da 2000 a 2009 fa 10. Perfetto. Tutti a fare classifiche. Yeah.
Quest’anno invece si è sparsa la voce che no! in realtà il decennio finisce a 2010 che in realtà iniziava a 2001. Quindi tutti a fare classifiche di decennio. Yeah. Di nuovo. Siamo i professionisti della classifica.

 

Ora, pur ammettendo che il 2000 è stato un anno jolly che boh, a questo punto tutte le robe uscite nell’anno 2000 non figurano in nessuna classifica e rimangono sospese nell’iperuranio dei cambi di millennio, cioè, a me sta bene.
Quello che non mi sta bene sono le classifiche che nel titolo c’hanno scritto “Classifiche del decennio 2000-2010“. Eh no! Ragazzi, la matematica non è come le opinioni che ognuno è libero di dire la propria opinione io ti ho fatto finire lasciami parlare insegnati l’educazione io devo dire che ho sentito dire che il cielo è verde e poi tutti ci credono. NO. La matematica è scolpita inda pietra: da 2000 a 2010 fa 11 quindi, se proprio ci tenete, scrivete: ecco la classifica dell’UNDICENNIO. Sarete meno sexy, ma almeno avrete ristabilito la verità.

 


giovedì 12 agosto 2010

Le telecronache di nuoto senza Sandro Fioravanti sono come le telecronache di calcio con Marco Civoli


 

tag: sport d’estate.

colazione. mi ricordo che ci sono gli europei di nuoto a budapest. uh che bello, ora mi guardo una bella batteria eliminatoria dei 400 misti o dei millècinque stile con la competenza e la maestria natatoria di sandro fioravanti. gulp! non c’è sandro fioravanti. sandro fioravanti non è il telecronista! sandro fioravanti dove sei! palesati! avanti sandro fioravanti!

disastro. mi vanno di traverso il succo d’arancia e il pavesino.
e non è una semplice questione di abitudine. è che sandro fioravanti è proprio bravo (potrei dire anche simpatico, ma la simpatia non c’entra nulla: se uno è bravo è bravo, come bragagna nell’atletica. e bragagna non è simpatico. attilio monetti è simpatico. ma bragagna è bravo).

comunque. non mi interessa se ora fioravanti l’hanno promosso o cosa. le persone nascono con un destino. il destino di sandro fioravanti era di fare le telecronache di nuoto.
io le telecronache degli europei di nuoto senza sandro fioravanti non le guardo. piuttosto levo l’audio. anzi spengo proprio. poi mi leggo il televideo.

 


mercoledì 11 agosto 2010

13 articoli invece che 9


 

allora nella mia zona c’è questo grande supermercato che io detesto che non ha mai a cuore le sorti del cliente ma è l’unico aperto fino alle nove di sera.
ieri questo grande supermercato aveva solo tre casse in funzione (su venticinque). due casse normali con in fila una decina di carrelli zeppi come se alla radio avessero appena annunciato la guerra franco-prussiana.
la terza cassa, invece, era quella cosiddetta “veloce”, come dice la scritta MAX NOVE PEZZI. lì i clienti in fila erano circa quindici ma tutti con il cestino quasi vuoto. bene. guardo il mio cestino, conto i pezzi: sono TREDICI.
che fare?
me ne fotto. mi metto in fila lo stesso.
non l’avessi mai fatto.
una coppia si mette in fila dietro di me.
lei, un’oca, urlando al fidanzato ma in realtà diretta a me: MENO MALE CHE ERANO NOVE PEZZI
io, seguendo i consigli di vita del mio amico stiui, alzo le spalle, me ne fotto al quadrato e vado avanti.

davanti a me un padre e una figlia. la figlia ha tipo sedici anni. a un certo punto la vedo che con lo sguardo si mette a contare gli articoli del mio cestino. poi tende il braccio, spalanca l’indice -da qui il verbo INDICARE- si mette una mano davanti alla bocca tipo cassano e sussurra al padre -cretina! io ci sento! SONO QUI!-: “papà papà sono più di NOVE!” e il padre: “che ci vuoi fare, la gente è FURBA”
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venerdì 9 luglio 2010

Le grandi polemiche di TFM/ Ai bambini è concesso tutto


 

Quando cresci a Palermo c’è solo una cosa che ti insegnano: non scassare la minchia al prossimo tuo che così campi cent’anni.
Con questo saldo precetto nella mente e nel cuore la mia vita scivola da sempre abbastanza tranquilla. Tranne quando la minchia la scassano a me. Che io dico: ma se io non ti scasso la minchia perché tu invece me la devi scassare rimanendo per giunta impunito?
Che è quello che mi domando quando in giro ci sono dei bambini piccoli.

Allora. C’è questa credenza diffusa -che noi adesso sfateremo immantinente e per sempre- che i bambini possano fare tutto, tanto -tautologicamente- sono bambini: uh che belli i bambini!
NO! I bambini sono degli esseri umani? Benissimo. In quanto tali non devono scassarmi la minchia. MAI. Per il semplice fatto che io non la scasso né a loro nè ai loro genitori. Altrimenti li tratto da animaletti. Vogliamo scendere a questo grado di abbrutimento? No? Benissimo, cari genitori: statevinne a casa vostra! Avete questo inspiegabile bisogno di contribuire al sovrappopolamento della specie? Benissimo, assumetevene le responsabilità. Ve lo chiede il resto dell’umanità, quella che se ne sta, per esempio, buona buona, seduta al proprio posto sull’aereo e vorrebbe solo -che ne so- leggere un libro, o dormire.
Cito l’aereo perché è un luogo chiuso da cui non si può scappare, in cui quindi la violenza BAMBINA si manifesta in tutto il suo nocumento.
L’aereo inoltre conferma l’assoluta malafede dei suddetti genitori: quale insoppprimibile esigenza spinge un bambino UNENNE a dover prendere un aereo? Nessuna. Rimane solo l’egoismo e l’incapacità dei genitori a rendersi conto che i bambini sono complicati e se li metti al mondo questo non vuol dire che poi puoi impestarlo come cazzo ti pare, questo mondo. Anche perché è risaputo che gli UNENNI non sono stati programmati per prendere gli aerei in tranquillità e quindi torniamo al punto di partenza, cioè che scassano la minchia al prossimo tuo. Che sono io.

Aneddoto? Aneddoto.
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lunedì 21 giugno 2010

Siccome la stazione Termini non era *già* un inferno


 

terminiallora chi non conosce la stazione termini di roma deve sapere che fino a poco tempo fa alla stazione termini di roma vigeva un caos come dire ragionato cui alla fine tutti ci eravamo po’ affezionati.

in quel caos ti muovevi con passi spediti e sicuri come tutte le volte che torni a casa dei tuoi: detesti con tutto il cuore quelle mura che hai visto centinaia di volte ma la cucchiara di legno di tua madre sta sempre là nel primo cassetto e meno male.

così ognuno si era creato il proprio percorso la propria scorciatoia per esempio la metro b direzione rebibbia era meglio prenderla dall’ingresso quello vicino a via giolitti e lo stesso valeva per il cambio tra metro b e metro a dunque
prossima fermata termini uscita lato destro poi prima svolta a destra anche se c’era scritto vietato ma riuscivi a risparmiare boh sette metri il che voleva dire 300 turisti ispanofoni con in mano il santino della Madonna poi prima a sinistra ancora a sinistra e poi scale insomma dopo anni e anni di pratica i tempi morti, se eri bravo, erano stati ridotti a zero e oltre non si poteva andare (giusto qualche decimo di secondo, tipo il record dei cento metri che per andare sotto i nove secondi non so spero di essere ancora vivo).

(ma perché usai i tempi al passato?)

e siccome a roma non ci annoia mai e quel caos ragionato era diventato un mortorio preciso secondo voi cosa ti si inventano gli ingegneri laureati al cepu in TTRVVIT cioè Teorie e Tecniche del Rendere la Vita del Viaggiatore un Inferno Totale?
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venerdì 18 giugno 2010

Le grandi polemiche di TFM/ Ma perchè a Roma la gente non usa i marciapiedi?


 

ieri sera. strada di roma. io, in macchina. a un certo punto, in mezzo alla strada, tre signorine. no, non quello che pensate voi. solo tre stronze. camminano proprio in mezzo alla strada coi loro tacchi e le loro borsette. allora io rallento ma loro ancora lì a ciarlare e squittire come delle cretine -cretine!-

che avreste fatto al posto mio?

insomma appizzo la mano sul clacson. loro zompano in aria. si voltano come a dire “ehi ma questo è pazzo!”
mi sporgo dal finestrino: ahò CRETINE lo sapete che hanno inventato i MARCIAPIEDI?
loro si fanno da parte -potere del clacson, o dell’insulto-, poi una, mentre le affianco, mi fa: SCEMO e io le faccio ZOCCOLA, muta devi stare e me ne vado

scemo? ammìa? ah! cornuto e mazziato!
io vorrei sapere perchè CAZZO a roma la gente non cammina sui marciapiedi che se hanno una funzione, i marciapiedi, è proprio quella di camminarci sopra. sennò che cazzo di marciapiedi sono? chiamiamoli, che ne so, cose inutili di questa minchia, no? oppure aboliamoli, come le provinc- vabbè avete capito no? e invece la gente a roma cammina in mezzo alla strada, che sono i padroni del mondo, loro. i marciapiedi a roma non si portano, sono fuori moda, sono roba da sfigati.

questa cosa di NON USARE i marciapiedi non esiste in nessun altra parte del mondo. è una roba oscena, volgare, inaudita. la prossima volta che ci viene voglia di indignarci e urlare contro l’universo e piove governo ladro e sono tutti uguali e fanno tutti schifo, ripensiamo a quante volte abbiamo camminato in mezzo alla strada come degli stronzi strafottenti! ah!

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altre grandi polemicone di TFM:
*Basta con la pubblicità di assorbenti, mestruazioni, macchie e perdite!
*I prezzi dei libri vecchi sono troppo alti
*Einaudi scrive dò con l’accento (vergogna)

 


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    giovedì 24 aprile 2014
  • EnchantéBenjamin-Isidore-Juveneton-insta La Cité de la Mode et du Design è uno dei luoghi meno parigini e più londinesi della città (senza che nessuno, di qua e di là, si offenda). Negozi di design, street food, il museo de l’Art Ludique (che in questo momento ospita la mostra L’art des super-héros Marvel). E, fino ad agosto, Enchanté, continua...