lunedì 6 giugno 2011

Sole, pioggia, Martina N., Martina H., la danza dei raccattapalle di verde vestiti: cosa rimane di questo Roland Garros 2011


 

Roland_Garros_2011Arrivare ai campi del Roland Garros è facile: basta prendere, da qualche parte, magari in un punto del sesto, la linea numero 10 della metro di Paris, scendere alla fermata Porte d’Auteuil e poi niente, non fare più niente. Soltanto seguire delle deliziose racchettine stampate per terra, sui gradini della metro e su su fino in superficie, sull’asfalto, le quali racchettine servono solo a indicare la retta via. Un po’ come le frecce sul pavimento quando vai all’Ikea. Uguale. Unica avvertenza: dribblare i Bagarini Etnici dediti al raggiro e alla truffa, cose così.

Ed è così che si finisce in un mondo incantato, pieno di gente che sorride, che Ti sorride, scelta magari in qualche casting in cui il quoziente intellettivo non è certo requisito preso in considerazione ma che comunque sa arrotare bene le cose arrotabili, e ancora quell’Atmosfera fatta di OpOP, perfetti colpi di perfette palline di perfette racchette che risuonano in lontananza. E poi altre cose, tra cui:
Cose che mi rimangono di questo Roland Garros vissuto da transalpino a me stesso, inviato speciale di quell’undicenne intrappolato nei suoi sogni di gloria:
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    lunedì 8 settembre 2014
  • La rivolta delle librerie contro Valérie Trierweilermerci2 François Mitterand, quando era presidente, ha fatto un po’ quello che ha voluto, tra le lenzuola. Cose che in confronto François Hollande è un uomo semplice, leggermente sovrappeso, che cambia montatura degli occhiali ogni quindici anni, senza grosse pretese se non quella di governare la Francia in un periodo molto complicato. Va bene, erano altri continua...