TuttoFaMedia

L'essai, l'assai

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Quattro settimane, tre giorni, due ore

 Ok, i remix e le repliche di Fantastico finiscono qua. Volevo starmene ancora un po’ in panciolle, a rimacinare pezzi su pezzi. Era così comodo. Ma ci sono momenti in cui ognuno di noi è chiamato alle proprie responsabilità. Dunque si torna al blog. Dove eravamo rimasti? Io che vigilo su Maria Latella, Sookie e…

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L’Italia vista da quassù: un tipo stonato canta Golden Brown degli Stranglers e questo intanto mi basta

 (Roma)Quando a giugno mi proposero un altro contratto a tempo mi presi un attimo per riflettere. Sapevo che mi avrebbero pagato a 90 giorni, sapevo che dopo, chissà. Tentato dal Gran Rifiuto, chiesi pareri in giro. La risposta, po’ unanime, fu: Tieffemme, ma tu sì pazz! Di ‘sti tempi! Già, di ‘sti tempi. E poi,…

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Lasciarsi un giorno, Roma

 La verità è che ero stufo di sentirmi un reduce. Stufo di vivere come un ventenne io che ventenne non sono più, stufo di conoscere a memoria tutti gli scaffali di tutti i supermercati di tutte le tiburtine e non solo. Stufo di pensare ai vecchi amici che erano venuti pensando chissà cosa e poi…

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Volevo essere Boris Becker

 Undici anni, qualcosa in più, chiesi a mio padre Pà, il judo mi fa cacare, voglio iscrivermi a tennis. Mio padre, che già vedeva in me un campioncino di judo, judo chissà perché poi, mi ci aveva iscritto di peso, a judo, fece la faccia a labbrino, disse Vediamo, Poi Vediamo. Quel Vediamo era una…

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L’uomo del kebab di piazza Bologna

 (Roma) Side A: Non so voi, ma io non ho mai ben capito perché, a qualsiasi latitudine, quando vai a prenderti un kebab te lo avvolgono in quel modo tutto inturciuniato che tu mentre azzanni devi anche strappare e girare la carta contemporaneamente facendo ciuk&strap e non puoi fare a meno di sporcarti tutto di…

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La signora Cusimano del terzo piano

 Posteggio a pochi metri dalla scuola elementare. Sempre la stessa. Da dodici anni. Una lettera dell’insegna è caduta. Nessuno l’ha sostituita. Tanto la polvere e lo scuro del tempo fanno lo stesso. In mano la tessera elettorale, agli occhi gli occhiali da sole. Un passo sicuro, non più incerto. I pantaloncini corti, le converse. Ancora….

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Volevo essere una rockstar

 Una sera mia madre è tornata dal lavoro e mi ha detto: “Ho una sorpresa per te”. Controvoglia ho posato il Guerin Sportivo e l’ho seguita in salotto. Accanto al divano c’era una custodia per chitarra. Ho aperto la cerniera.  C’erano anche le corde. Ho guardato una pila di fascicoli e di musicassette di colore…

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La libreria Borri di Roma

 Darsi un appuntamento a Roma è oggettivamente complicato. La maggior parte dei miei amici -compreso me stesso- abitiamo lungo la metro b. Gli altri devono prendere gli autobus o vanno in bici o vanno a piedi o sono disoccupati. Però i posti belli sono lungo la metro a. Quasi tutti, almeno. E così finisce che…

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La lentezza estenuante delle casse

 Se c’è una cosa che basta a definire Parigi: la lentezza della gente che sta alle casse. Tanto veloce vanno sui tapis roulant di Châtelet che se non stai attento ti calpestano e muori, tanto veloce in mezzo alla strada che se non stai attento ti sbattono addosso e ti dislocano una scapola, così piano…

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