venerdì 20 gennaio 2012

La Nuova Cosa di J.J. Abrams: Alcatraz, l’orizzontale e il verticale


 

Approcciarsi ogni volta a La Nuova Cosa di J.J. Abrams (sostituisci a ‘cosa’ ‘una serie’, ‘un film’, quel che ti pare) è come quando su Facebook quel tuo compagno del liceo ti invita all’evento ‘PIZZATA NOSTALGIA Parteciperai Sì No Forse’. E tu sei lì a soppesare pro e contro finché non decidi di non decidere: intanto vediamo chi ci va, e sfogli una a una le foto di quelli che una vita fa credevi fossero la tua vita e invece no. Sono invecchiati bene, sono invecchiati male, hanno messo su la pancia?

 

ALCATRAZ 1×01 “Pilot” e 1×02 “Ernest Cobb” (SPOILER: Hugo è sempre uguale).

 

 

- Ehi Michael ti va di scrivere le musiche per la mia Nuova Cosa?
- Ok J.J, come le vuoi?
- Uhm, vediamo, c’è un’isola, c’è Hugo, ci sono i salti nel tempo, EHM tipo LOST, che ne dici?
- Non so, magari poi la gente pensa che non so fare altro
- Ma se hai vinto Emmy Grammy e Oscar, piantala
- Sì ma la gente non ha memoria, si ricorda solo di quello che gli conviene
- Dai, non scassare la minchia, piglia un poco di scarti che hai nel cassetto, incrocia qualche pianola, qualche violino ed ecco le Nuove Musiche della Nuova Cosa
- Insomma, come fai tu con gli script
- Bravo, l’ho sempre detto che sei uno sveglio. Comunque, senti qua. Io ti do carta bianca, ma ti chiedo solo una cosa: fai QUELLA MUSICA cripissima che facevi sempre a Lost alla fine degli episodi quando uno che credevamo morto in realtà era vivo ma intrappolato nel FUMO di un FUMO NERO. Intesi?
- Ok, ogni tuo volere è un ordine

 

 

 

Seguono dettagli:

 

 

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giovedì 12 gennaio 2012

5 film francesi qui ont fait l’année 2011


 

 

Dalla solita, grande e abbondante cesta di film francesi pesco questi cinque: The Artist, Polisse, La guerre est déclarée, Intouchables, L’Apollonide. I film del 2011 per pubblico e critica. Ah, ci sono anche due attori italiani, ma non ve li dico subito, così vi leggete il post per intero.

 

1) The Artist, Michel Hazanavicius. Sicuramente lo conoscete. In Italia sono tutti pazzi per questo film. O quasi. Qui su suolo esagonale, al momento dell’uscita, non è che abbia proprio cassé la baraque. E anche dopo. A fine anno il film non è stato acclamato, come forse qualcuno si aspettava, dalla riviste di cinema-per-fighetti-che-ne-sanno. In effetti, è una storia che tutti già sappiamo, prima ancora di vederla. Non è un film che cambia la storia del cinema, perché ormai nessun film cambia la storia del cinema. Diciamo che è un film d’atmosfera, di sorrisino compiaciutino sulle labbra dall’inizio alla fine. E poi c’è John Goodman (“Oh, pare nato per fare film del genere!”). La febbre, perché di febbre parliamo, è invece scoppiata man mano che il film macinava terreno in terra americana. Nomination ai Golden Globes, probabile presenza agli Oscar. I telegiornali e i giornali francesi hanno dedicato molto più tempo e spazio a parlare della possibilità che la Francia possa tornare in cima al mondo che del film in sé. E ciò ha finito per dare molto valore aggiunto al film, che però quello resta. Piuttosto, va sottolineato il Signor Percorso fatto da Jean Dujardin. Protagonista di Un gars, une fille (in Italia Love Bugs) storica short-comedy, ha poi fatto il salto nel cinema grazie ad Hazanavicius che lo volle in Oss 117, parodia dei film di 007 (in quel film c’era anche Bérénice Bejo). Poi il premio come migliore attore a Cannes e il mondo ai suoi piedi. Gli farei vincere l’Oscar solo per chiamare il mattino dopo Fabio De Luigi e Emilio Solfrizzi.

 

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giovedì 5 gennaio 2012

Il Tredicesimo Apostolo e la levitazione (di Canale 5)


 

Bastava dunque la solita fiction di preti per far levitare un network alla deriva, in crisi di ascolti e di identità? Il tredicesimo Apostolo, Il prescelto: 7 milioni e il 27%. Boom. Canale 5 si risveglia piena di salute, come non accadeva da troppo tempo oramai. E lo fa grazie a un prodotto di buona qualità, firmato Pietro Valsecchi e Taodue, con due protagonisti bravi, seri e preparati: Claudia Pandolfi e soprattutto Claudio Gioè, ormai ufficialmente il Beppe Fiorello di Canale 5, garanzia di ascolti e di professionalità, troppo poco celebrato da stampa e gente di settore (Claudio Gioè: palermitano, La Meglio Gioventù, Squadra Antimafia, Il Capo dei Capi, per dire).

 

Ma lo fa soprattutto ribaltando il paradigma tutto Chiesa, Santi e Buoni Sentimenti imperante nella testa dei dirigenti televisivi italiani. Il Tredicesimo Apostolo parte da un assunto di base (Volete i preti? E noi ve li diamo) ma va a pescare là dove di solito non batte mai il sole della consuetudine e del già visto. C’è un prete (gesuita) che indaga, è vero, ma le sue ricerche scavano nel paranormale, nel mistero, nelle domande continuamente irrisolte, e che continuano a generarsi anche al di là della singola risoluzione di puntata: bambini che levitano, fenomeni di necrosi, elettromagnetismo, lacrimazioni di sangue, suicidi. Il Tredicesimo Apostolo, the dark side of Don Matteo.

 

 

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giovedì 22 dicembre 2011

The Good Wife 3×08/3×11: God, how I hate that word ‘blog’


 

The Good Wife 3×08: “Death Row Tip” (7)
The Good Wife 3×09: “Whiskey Tango Foxtrot” (8)
The Good Wife 3×10: “Parenting Made Easy” (9)
The Good Wife 3×11: “What Went Wrong” (8,5)

 

 

3×08: I know a lot of people who weren’t anything until they met Kalinda

 

In cui scopriamo che:
- Se ti adoperi in fellationi, vere o presunte che siano, a tutto vantaggio di Babbi Natali no, non la passi liscia: Here Comes The Santa
- Se rovisti nella biancheria sporca di tua nuora ti commenti da sola, e se sbirci nel suo computer e non ti accorgi che la cam è accesa sì, ti meriti di finire all’inferno. E ti dice bene che Alicia è una signora e cambia solo la serratura invece di pigliarti a manate in faccia come peraltro meriteresti
- Se Kalinda passa da Profumiera a re Màgia che porta in dono la MIRRA e la Felicità e tu alzi i tacchi e te ne vai, beh, fattelo dire Cary, sei proprio un cazzone

 

3×09: You are brilliant, but you’re not God’s gift

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venerdì 9 dicembre 2011

X Factor 5, la quarta puntata: Elio, ti siamo vicini


 

X Factor ItaliaTra nuovi blog in costruzione, vacanze incipienti, Immacolate Concezioni che non lo erano ovunque, Noel à Paris e cieli offuscati da pisciatedde d’acidduzzo, poteva mancare il recap del nostro talent preferito? No.

 

Partiamo con la TOP TRE della puntata:

 

1) E se lo dite voi che ci mangiate assieme
Ventura, parlando all’orecchio di Paola Folli: Arisa non capisce un cazzo
Folli (non inquadrata): Gneohh

 

2) Promesse da marinai in quel di Assago
Flashback: quest’anno siamo a Sky e finalmente possiamo fare X Factor più simile all’originale inglese
cut to:
Cattelan: la prossima puntata gli ultimi tre andranno in ballotaggio e sarete voi Pubblico Da Casa, a decidere i due eliminati

 

3) Profezie che si autoavverano. I migliori hanno sempre contezza.
Cattelan: Elio, il rischio è di rimanere con un solo talento in gara
Elio: No, il rischio è di andare al ballottaggio con due artisti

 

Tacendo di polemiche pretestuose e di poveri blogger lasciati al freddo e al gelo, vorrei invece sottolineare il grande omaggio chiesto e ottenuto da Morgan per Davide Papasidero. Un addio alle scene con tutti i crismi: apertura di puntata, David Bowie, cose così. Raro privilegio concesso in passato, per esempio, alla mai abbastanza dimenticata Duorina Leka.

 

E ora, al grido di Il Signore Iddio ci ha dato i voti da 0 a 10, Usiamoli
ecco le tabelline degli artisti in gara nel nostro talent preferito del nostro cuore:

 

PRIMA MANCHE

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venerdì 2 dicembre 2011

X Factor 5, la terza puntata: Morgan cerca in tutti i modi di farsi nuocere e ci riesce benissimo


 

X Factor ItaliaIntro. No, non cadremo nel tranello dell’astuto Castoldi: Morgan, prenderti sul serio significherebbe dover pensare pensieri spiacevoli su di te. Noi invece preferiamo conservare nei nostri cuori il ricordo di un bravo musicista, che a X Factor fa vincere tre contestanti in tre edizioni, che ci fa riscoprire canzoni che avevamo dimenticato e ci spiega cose che non sapevamo. Del paranoico che inneggia al complotto non sappiamo che farcene. Marco, il mondo non ce l’ha con te: hai solo dei concorrenti scarsi.

 

 

giudiciGiudici. In affanno. Elio, così soave nei quotidiani, nella vita e nei suoi per sempre, non riesce nelle dirette a essere incisivo. Come biasimarlo, in quella banda di matti. Ma il programma ha bisogno di ossigeno, Elio è l’unico che può darlo: il punto è che il Nostro sembra fregarsenecazzi. Arisa, dopo le regressioni delle puntate precedenti, si rifugia nel confortevole cantuccio del Non mi faccio notare che è meglio. Di Morgan abbiamo già detto (per amor di buon gusto facciamo finta di non aver sentito le battute stile Pierino: Morgan, vuoi essere il nuovo Alvaro Vitali? Ecco, allora piantala, adesso, ieri). In tutta questa stoltezza Ventura spicca come non ci fosse mai stato un Mi Arrivi. È questo che vogliamo? No.

 

 

Show. Alla vigilia Fiumi di inchiostro sprecati per l’assenza di balletti e ballerini e coreografie. Ok. Come quando Milo e Lorena promettono ‘Mai più serial killer e assassini efferati alle due del pomeriggio, solo la Famiglia, Vera Architrave Dell’Universo’. Certo, come no. Dunque puntata Disco Party con un Corpo di Ballo Variamente imporchito tra culi a pizzo e ‘infiniti’ disegnati là dove di solito battono troppi carboidrati. Ma soprattutto Tommassini Scatenati. Finalmente qualcosa di cui discutere.

 

Dance Disco Party mi chiama subito Madonna. Apertura All Together sulle note di Hung Up. Una banda di errabondi ubriachi che non azzecca note manco sperandolo. La regia che inquadra gente a muzzo che passava di là. Un bell’inizio, non c’è che dire. Vogliamo fare un confronto con le aperture di X Factor UK? No. Anzi. Chi ha detto X Factor Uk? Alessandro Cattelan batte Dermot O’Leary nella sfida: Io faccio Gli Ingressi Danzanti Meglio Di Te (non che ci volesse poi molto). Il Bravo Conduttore Cattelan rispolvera poi il proprio passato da musicista, fa quelle cose con la bocca che faceva Fiorello al Karaoke (e poi Dario Bandiera al Costanzo Show) e infine introduce la pazzesca serata promettendo ‘emozioni’ e ‘pulsioni’. Le solite promesse da marinaio.

 

E ora, al grido di:
1) Il signore Iddio ci ha dato i voti da 0 a 10, usiamoli, e
2) Se decidi di ballare mentre canti e poi ti viene il fiatone non pensare di farla franca

 

ecco le PAGELLE dei contestanti di X Factor Italia 5×03

 

PRIMA MANCHE


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giovedì 1 dicembre 2011

“Io vinco questo duello, io sono Masterchef Italia”


 

masterchefLa chirurgica e quasi asettica perfezione di Masterchef Italia ieri si è lasciata scappare una sbavatura, impossibile evidentemente da cancellare con un colpo di montaggio. Sbavatura che fa rima con quelle lacrime così virtuosamente rifiutate (Ma cosa fai, piangi? Ma smettila di piangere, su!) da un modello televisivo in controtendenza, verrebbe da dire ‘etico’, che fa della pulizia e della misura la propria cifra.

 

 

Mi riferisco ai famosi errevuemme che hanno segnato il successo di questa prima edizione di Masterchef, quei momenti in cui i concorrenti rivivono dopo quello che è successo prima, trasformandosi da semplici casalinghe in Perfide Erinni Caricate A Molla In Nome Della Boria. Da un certo momento in poi tutti gli a parte di Imma, una delle grandi favorite alla vittoria, hanno mostrato un doppio registro in contraddizione: il Detto, ovvero proclami di Superiorità tipo “Io vinco questo duello, io sono Masterchef Italia”, e il Visto, ovvero copiose lacrime che intanto solcavano le guance della cuoca sorrentina.

 

 

Imma già sapeva, mentre veniva costretta a rivivere i momenti del proprio fallimento? Chissà. Quel che conta è che quelle lacrime, simulacro reality soffocato sul nascere, se da un lato hanno sottratto molto alla tensione partecipativa, dall’altro hanno rafforzato l’Epicità del racconto: l’Eroina sconfitta lascia il campo di battaglia a testa alta, con tutta la dignità della propria grandezza. (Ciao Imma, le tue storie ci hanno fatto sognare).

 

 

E adesso? A rigor di logica il primo Masterchef Italia dovrebbe saper cucinare a occhi chiusi una Carbonara o un Cacio e Pepe. Esclusi dunque Spyros e Ilenia, rimarrebbe solo lei, Luisa, cui per giunta il Maestro Venerabile Gualtiero Marchesi ha pronosticato un luminoso futuro tra le pignatte. Ma la vera domanda è: si è mai vista una favola finire con il trionfo della Cattiva sugli Innocenti?

 


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    sabato 1 marzo 2014
  • El Clásico PSG-OM In occasione del big match Paris Saint-Germain vs Olympique Marseille, Canal + ha realizzato un piccolo video con vari gruppi di supporter in giro per le due città. Da segnalare: le melodie del tifo sono le stesse a ogni latitudine; l’accento marsigliese, sempre consolatorio per chi, come noi, non avrà mai la pronuncia parigina perfetta continua...