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L'essai, l'assai

paris
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E come niente ti ritrovi a pucciare le tagliatelle bolonnaise nel capuchino

 L’altro giorno a un certo punto m’è venuta una voglia assurda di vedere la partita della Juve che quest’anno la Juve ogni volta che l’ho vista o ha pareggiato o ha giocato male o tutti e due e invece dall’Italia mi dicono Che Bella Questa Juve, Come Gioca Bene Questa Juve e io boh. Insomma…

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cinéma
24

Quella volta che feci una foto a Helena Bonham Carter che intanto faceva una foto a Tim Burton

 Fare l’abbonamento alla Cinémathèque. Questo a dicembre, alla voce Buoni Propositi 2012. Poi: una cosa un procrastino, e non se ne fece niente. Qualche giorno fa, subito dopo aver ascoltato alla tv François Hollande urlare Je suis prêt, vive la France, vive la République!, ho deciso che il momento era abbastanza solenne per prendere la…

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Tristi disappunti per italiani abitanti a Francia: Nutella e pasta Barilla ne sont pas la même chose

 Ma poi questi italiani transalpini a se stessi dovranno pure incontrarsi, e dimenticarsi di quel sottobosco chiamato ‘nasali’, e spalancare finalmente a piacimento quelle benedette vocali, senza che qualcuno arricci fronti, aggrotti nasi e via disprezzando. E poi, dopo che si incontrano, e parlano del più e del meno, del cinema e dell’affanno a stare…

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Bagni d’italianità

 Essere italiani, a Parigi, significa saltellare in equilibrio tra il Lamento in Entrata (questa gente hanno l’antipatia nel dna: boring) e il Lamento in Uscita (l’Italia fa schifo, meno male che me ne sono andato: boring). Di sicuro, se sei italiano a Parigi, un certo italiano a Parigi, cerchi di evitare come la peste gli…

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Riot on a dirty Paris

 Tre di notte. O del mattino. Gare de l’Est. L’N1, il Noctilien Circulaire è appena partito. Anzi, non si è proprio fermato. Scoppiava di gente. Come sono arrivato fin qui. Ah boh. Dicevano che Paris, i mezzi pubblici, la Nuit blanche, tutto doppio, vedrai vedrai. Ho visto, come no. La 14 è aperta tutta la…

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Un parco di nome Marco, il giardino del Lussemburgo, il carrefour, la marche des salopes

 L’ho già appuntato altrove. La stagione ha avuto un improvviso resuscito. Finché dura: footing, ogni giorno, a qualsiasi ora. Se vedete un furetto impazzito che corre nell’anello interno du Jardin du Luxembourg, bòn, sono io. (Da dieci giorni cielo azzurro e sole giallo, 25 gradi fissi, né caldazza né umidità, il paradiso tu vivrai se…

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Una volta vigilai su Maria Latella che attraversava la strada senza accorgersi che il semaforo era rosso

 C’è che quando cammino per le strade del mondo mi imbatto facilmente in persone portatrici di fama. Potrei farvi un elenco infinito ma per brevità vi cito il penultimo, beccato una sera che ero in vacanza a Trastevere, ma la Trastevere alta, quella non turistica, per intenderci, e cioè il figlio di Simona Izzo e…

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10

Selah Sue la cantante fiamminga di tuppo pettinata e di tenda vestita

 Parigi, forse ve l’hanno detto, non ha il mare. Se Parigi avesse lu mare.   Betrand Delanoë è il sindaco di Parigi. Socialista, primo in tante cose, tra cui: fare coming out e je m’en fous, ricevere una coltellata per questioni, ahem, omofobe (l’aggressore spiegò che odiava i politici e in particolare i politici gay: oggi…

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La lusinga, la baldanza, il fio, lo scoramento, i calzoni corti, Parigi quando mi disse Fidati di me

 io quelli che dicono non m’importa del tempo non guardo le previsioni del tempo non ne parlo in ascensore chi se ne fotte, io grande ammirazione, che così io non sarò mai, io sono chi al mattino scosta la tenda e, a seconda, son bestemmine o bestemmioni e comunque no, ho cambiato idea: o mentono…

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