martedì 24 aprile 2012

Per una Palermo da premio Oscar


 

La cosa bella di Palermo è che Palermo sa sempre regalarti dei più o meno piacevoli Gulp. Sotto elezioni, poi, non ne parliamo.
Prima Mammina, sei pronta?, poi la ricandidatura di Leoluca Orlando Cascio (uno dei più cari amici del football americano italiano e di Hillary Clinton, ricordiamolo).
Oggi, grazie all’Unità, scopro invece che tra i tanti candidati al consiglio comunale c’è anche un faccione bello-nutrito-e-conosciuto: Totò Cascio, Nuovo Cinema Paradiso, Peppuccio Tornatore, ah che belli i vecchi tempi, io mi ricordo, Agnese Nano, la poesia, sì ma qua dobbiamo mangiare.
Totò Cascio, per una Palermo da Oscar. No, mammina, non ero pronto:

 

 

L’Innocenza

 

 

 

 

 

 


sabato 7 aprile 2012

La politica al tempo del LoL: gattini, mentos, Rebecca Black e “puoi votare anche per procura”


 

 

Tra due settimane si terrà il primo turno delle elezioni presidenziali francesi, che quest’anno cadono nel bel mezzo delle vacanze primaverili (in Francia hanno un calendario particolare: ogni sei settimane di scuola ce ne sono due di vacanze, più o meno, quando si dice la Bella Vita). La gente dunque potrebbe pensare a ben altro che a votare per Sarkozy o Hollande (Ce qui tombe plûtot mal, a seconda delle lamentazioni).

 

Esiste però una possibilità: la procuration, cioè votare per procura, affidando il proprio voto a “una qualsiasi persona iscritta nelle liste elettorali dello stesso comune” (ça peut être n’importe qui: sì, siete pazzi). Il Parti Socialiste si è posto il problema di come diffondere queste informazioni sull’Internet e provare ad arginare così il rischio astensione-da-vacanza-à-la-mer. Ne è venuto fuori un video molto azzeccato che rassembla le cose più ridicole che la LoL-culture abbia prodotto negli ultimi anni e sì, siamo serissimi, stiamo facendo informazione politica: puoi votare anche per procura, non hai scuse:

 

 

 

 

(via)

 

Altre cose sulle presidenziali francesi:

 

Lo slogan di François Hollande: le changement c’est maintenant
Marine Le Pen rifiuta il dibattito televisivo

 

 


mercoledì 14 marzo 2012

Mammina, sei pronta?


 

Palermo, via Libertà. Un enorme cartellone, metrate e metrate, su cui spicca un altrettanto enorme faccione sorridente. Massimo Costa. Un nome, un cognome, un ciuffo sbarazzino e un’asserzione-wannabe-spoiler, Il sindaco di Palermo. Nessun simbolo di partito, nessun colore, niente di niente. Se la politica, e togliamoci pure i se, si misura ormai da quant’è grosso il cartellone-che-fa-della-pubblicità, allora, mi penso mentre cammino, capace che questo Massimo Costa, tra qualche settimana, diventa davvero il nuovo sindaco di Palermo.

 

E infatti. Proprio ieri arriva una notizia che non sorprende nessuno: PDL, UDC e Grande Sud (lo spin-off pidiellino di Micciché) hanno siglato un Patto per sostenere Costa (che dice: la mia è una candidatura inclusiva, non chiudo le porte in faccia a nessuno). Voilà. Ma chi è Massimo Costa? Il provvidissimo Arco mi segnala il video della conferenza stampa di discesa in campo del Costa (“Sì, ho deciso di sacrificare tutta la mia vita per il bene della mia città. Me la sento”). Avete presente il mondo come l’avete finora conosciuto? Dimenticatelo. Niente più sarà come prima, dopo la visione di questo video. Attenzione ai primi due minuti:

 

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venerdì 24 febbraio 2012

Marine Le Pen non accetta il dibattito tv e si mette a leggere il giornale come se niente fosse


 

Meno di due mesi alle Presidenziali e sale la tensione. Dopo l’Eterno Cincischio Sarkozy, qualche settimana fa, ha finalmente ufficializzato la propria candidatura. Da allora, niente è più stato lo stesso. Piena occupazione dei media, nuovo slogan (La France Forte), parodie, sberleffi, nervosismi. Ma per il momento non parliamo di Nicolas Sarkozy né del suo sfidante numero uno, il socialista François Hollande, finora sempre in testa nei sondaggi (e sottolineo finora).

 

Piuttosto, gente nervosa speaking, parliamo di Marine Le Pen, segretaria del Fronte Nazionale e figlia di quel Jean-Marie Le Pen che vanta sul proprio petto la medaglia di un secondo turno contro Jacques Chirac (ti piacque vincere facile, eh?). Semplificando giusto un po’ e usando tag come Misura, Levità, Grazia e Tono di Voce Marine Le Pen è un po’ quello che sarebbe Alessandra Mussolini se Alessandra Mussolini avesse un partito che rappresenta la terza forza politica del paese. Eh già. I brividoni lungo la schiena, vero?

 

 

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mercoledì 25 gennaio 2012

Cose molto buffe che fanno i francesi


 

I miei resoconti da terra di Francia appartengono grosso modo a due categorie. Le cose ‘Un altro mondo è possibile’ e le cose bizzarre, a volte minime, veri feticci della vita quotidiana. La Caf, la levetta della metro che fa sdonghete, cose così. C’è poi un’altra categoria, meno nutrita, almeno finora: Cose Buffe a metà tra la tenerezza e il dileggio.

 

L’anno scorso vi parlavo dell’uomo nudo con la banana come jolly da giocarvi in un’eventuale tenzone a colpi di perculamenti con un qualsiasi francese (anche se poi ho scoperto che l’uomo nudo con la banana, Philippe Katherine, è una specie di artista concettuale polisemico venerato in patria, il che peraltro non ne riduce la portata cialtronesca). Bene, se avete bisogno di altri motivi per sfottere i vostri cugini tricolori e transalpini, fate attenzione a questo video (menzione speciale al secondo 00:15, la faccia della signora a sinistra):

 

 

 

Sì, avete ragione: che cazzo sta facendo questa gente? Un nuovo ballo dei territori d’oltremare? Uno spasmo incontrollato del sistema nervoso? Una figura di merda? Eh, tipo. Questa gente (tra cui si celano politici, cantanti/attori, donne delle pulizie) sta facendo *quella cosa* che nelle intenzioni di François Hollande e del suo staff dovrebbe faire le buzz, come dicono qui, e dare vivacità a questa campagna presidenziale in divenire. Le changement c’est maintenant. Accompagnato da un gesto che nessuno sa che cazzo sia, ma fonti interne al Partito sostengono voglia dire: égal, nel senso di égalité. Chiaro, no?

 

(via)

 

 


giovedì 17 novembre 2011

Gente chiamata Inquietudine


 

ministre
Presente quando a scuola iniziava il nuovo anno e ti dicevano che la vecchia professoressa, quella che non interrogava mai e non ti faceva mai fare niente perché incapace o pazza o tutt’e due, ecco, lei, era stata trasferita in un’altra scuola e ti veniva l’ansia perché quelli di quinta ti avevano detto che quella nuova invece era terribile, cattivissima, una stronza patentata con l’unico obiettivo di sterminare innocenti liceali? Ecco.

 

 

Le tre ministre qua sopra mi danno esattamente quel brivido là: come se fossero le nuove professoresse di Filosofia (Paola Severino), di Matematica (Elsa Fornero, guardate quella piega sulla fronte, foriera di due e tre che volano) e infine Lettere, latino, greco, TUTTO (Anna Maria Cancellieri).
(Aiuto).

 

Tornando alla convulsa giornata di ieri, note:
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mercoledì 9 novembre 2011

Una cozza attaccata allo scoglio mostra più dignità


 

Poi, una sera d’autunno, arrivò la notizia delle dimissioni se-non-ora-quando:

 

 

- Uno spoiler a lungo agognato ma di cui avremmo volentieri fatto a meno

 

- Il cliffhanger più scadente della peggiore stagione della nostra vita

 

- L’ennesima replica di un palinsesto pieno di fondi di magazzino

 

- Un penoso remake

 

 

- La morte della protagonista di un qualsiasi film slasher ma all’ultimo frame si scopre che è ancora viva sennò come lo fanno il quinto capitolo della serie (“Mi ricandido”)

 

- La classica Falsa Pista di quei gialli dozzinali in cui dopo cinque minuti hai già capito chi è l’assassino

 

- Il reboot dell’opposizione-sì-ma-quale

 

– Il flashforward di quel che potrebbe essere e non sarà mai (“Manco se lo vedo”)

 

 

- Il flashsideway fantasioso di un universo parallelo in cui le cose si dicono, ma non si fanno (“Giuro, tra un mese smetto di fumare, ho già comprato i cerotti Nicorette”)

 

-La Scena Madre di un Affollato Porno Bukkake da Guinness, messa in Pausa un attimo prima dell’Arrivo (“L’eternità e un orgasmo”)

 

 

– Una barzelletta che nessuno ha capito e, si sa, non c’è peggior barzelletta di quelle che vanno spiegate (“Ahhhh! Ecco perché!, era andato a pisciare!“)

 

 

- Il classico lieto fine all’italiana in cui tutto si sistema (“L’ho sempre detto io che quello era un Grande Statista con Senso della Responsabilità”)

 

E pensare che diciassette anni fa sarebbe bastata la sospensione della credulità.

 


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    lunedì 8 settembre 2014
  • La rivolta delle librerie contro Valérie Trierweilermerci2 François Mitterand, quando era presidente, ha fatto un po’ quello che ha voluto, tra le lenzuola. Cose che in confronto François Hollande è un uomo semplice, leggermente sovrappeso, che cambia montatura degli occhiali ogni quindici anni, senza grosse pretese se non quella di governare la Francia in un periodo molto complicato. Va bene, erano altri continua...