domenica 12 febbraio 2012

Quella volta che Serge Gainsbourg importunò in diretta Whitney Houston


 

Potrei iniziare ricordando quanto questa donna abbia rappresentato per molti versi una congiunzione unica e trasversale tra gli anni ’80 e i ’90. Potrei continuare con i ricordi che mi vengono in mente se digito nel campo di ricerca “Whitney” e “Houston” tipo mia cugina che costringe tutto il parentado ad ascoltare la sua indecorosa e straziante versione di I Will Always Love You al karaoke tarocco comprato al mercatino di Via Leonardo da Vinci; o quel brutto film che tutti guardammo quell’anno, con Kevin Costner che aveva il mondo nelle sue mani e invece no; o ancora Fiorello e Paola Barale, svariati anni dopo, a fare ancora quella penosa gag della botta sulla schiena. Piuttosto, io Whitney Houston voglio ricordarla così:

 

 

 

5 Aprile 1986. Antenne 2 trasmette il programma di punta del sabato sera, Champs-Elisées. Il conduttore Michel Drucker (più o meno l’equivalente del nostro Pippo Baudo) fa entrare Whitney Houston e la presenta a Serge Gainsbourg, vachement stravaccato sul divano. Serge Gainsbourg è completamente ubriaco e inizia ad allungare mani e blaterare deliranti frasi senza senso in cui infila parole a casaccio come Reagan e Gorbaciov. Whitney abbozza una risata che equivale più o meno a un garbato Mi Fai Pena. Gainsbourg a quel punto dice quello che molti ubriachi dicono di fronte alle belle donne: I want to fuck her (tra l’altro come se lei non fosse presente). Whithey, la nostra bella, bellissima e sobria Whitney, reagisce con la grazia che solo quella pettinatura cotonata poteva regalarle: WHAAAT? Il conduttore minimizza: No no no no no, ha detto che sei carina. Gainsbourg: ma quando mai, ho proprio detto che voglio scoparmela. Il pubblico sghignazza, il conduttore non sa più che dire. Gainsbourg inizia allora ad accarezzare la testa di Whitney come fosse un cagnolino recalcitrante e lei, la nostra bella, bellissima Whitney non crede ai suoi occhi: Oh my goodness! Finisce a imbarazzo: Scusa Whitney, YOU KNOW, a volte Serge è un pochino ubriaco. Whitney: YES, I KNOW.

 

Ciao Whitney, ti ricorderemo sempre così, serenamente altera, mentre ti prendi gioco di Serge Gainsbourg e, quindi, di tutti i francesi. Resta in pace.

 


giovedì 10 novembre 2011

Lana del Rey e con l’accento la sua bocca


 

Lana Del Rey

Lana del Rey è crasi di Lana Turner e Ford del Rey
Lana del Rey fu Elizabeth Grant, era Lizzy Grant
Lana del Rey è Video Games e Blue Jeans
Lana del Rey è “entre icône hollywoodienne et it-girl postmoderne
Lana del Rey è “a youtube pop sensation

Lana del Rey è Hollywood Sad Core e “self-proclaimed” Gangsta Nancy Sinatra
Lana del Rey è “a lot of speculation about your lips
Lana del Rey è perdita dell’innocenza
Lana del Rey è distillato d’hype
Lana del Rey è quando si rompe la macchina dell’hype
Lana del Rey è già rifatta da Kasabian, Bombay Bicycle Club
, Joy Orbison
Lana del Rey è Ringer e Gossip Girl

Lana del Rey è quella bocca, prominente, prolusiva, probativa, promettente.

 

 

Lana del Rey ieri è approdata in Francia, al Grand Journal (subito dopo un’altra “it-girl postmoderne”, Bernard-Henry Lévy, e alcuni discorsi, tanti discorsi, sull’Italia-che-tremare-il-mondo-fa). Nessuna parola, nessuna intervista, gocce d’hype. Solo il live di Blue Jeans, ça suffit (ça suffit!).

 


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Altra tv di Francia: il noto scrittore James Franco parla del suo libro a Le Petit Journal

 

 


domenica 23 ottobre 2011

Brevi compilationi per weekend: The Rapture, Lilly Wood&The Prick, Fruits Bats, The heart and the head


 

dischi 23

Brevi compilationi per weekend
(Chi, Da dove, Album, Traccia)

1) The Rapture, New York, In the grace of your love, Sail away

2) Lilly Wood and the prick, Parigi, Invincible friends, Down the train

3) Fruits Bats, Chicago, Tripper, Tangie Ray

 

4) The heart and the head, Seattle, The heart and the head, Down in the valley

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Altre brevi compilationi per weekend:
Feist, dEUS, The Drums, Bombay Bicycle Club

 


sabato 22 ottobre 2011

X Factor 5: l’oscuro passato di Marisol e Consuelo Lallai, tra concorsi musicali e videoclip EPICI


 

Sorelle Lallai

 

Due sorelle. Sarde. Che hanno litigato e non si parlano più. Divise dalla vita ma unite da una tinta per capelli comprata al negozio Tutto A Millelire. Marisol e Consuelo. Due nomi honduregni ma un cognome inconfondibile: LALLAI. Una storia terribile alle spalle. Abbandoni, solitudine, torti, vendette e tanta, tanta sofferenza. Marisol e Consuelo litigano, fanno pace, litigano. Si odiano e non si rivolgono la parola da tempo immemore. Molto triste. Talmente si odiano che si presentano una appresso all’altra, senza guardarsi in faccia, sul palco di X Factor. Palco? Chi ha detto palco? Sì, le sorelle LALLAI hanno un sogno. E questo sogno è cantare.

 

 

BINGO. Niente mai, passato presente e futuro, potrà eguagliare la potenza di questo Fogliettone Sardo. Da Omero a Oprah, c’è TUTTO, ma proprio tutto. Compreso un padre che dietro le quinte fa il segno con la mano come a dire LO SAPEVO IO e una madre che fa AHIO’ con la testa.
Bene dunque ha fatto il diabolico ticket Morgan-Ventura a cogliere la palla al balzo e costringere le due sorelle LIVOROSE a formare un duo. Poco importa se Consuelo era stata cacciata a pedate e Marisol presa con quattro sì (ma se avessero fatto cantare Marisol per prima Consuelo sarebbe stata presa, sicuro). Poco importa se finalmente Marisol aveva la chance di vendicarsi di sua sorella dopo anni di presunte umiliazioni (anzi, fossi in te, Marisol, io farei ricorso al TAR del Lazio: è in gioco la tua carriera da solista! Mica stai qui a fare beneficenza a tua sorella!). Vedremo se il duo funzionerà. Noi, dal canto nostro, suggeriamo di portare questa canzone.

 

Ma chi sono veramente le protagoniste di questo Romanzo Popolare In Divenire? Consuelo e Marisol LALLAI già alla tenera età di 10 e 14 anni provano a sfondare. Non potendo contare su Roberto Cenci (che aveva altro a cui pensare, tipo Rossella Brescia), le sorelline partecipano al Concorso Verdi Note, riscuotendo un enorme successo (“La manifestazione sarà ripresa dalla Rai“). Nello specifico, è Marisol a colpire tutti, tanto da vincere il concorso con il brano “Il mio nonnino” (“Una voce suadente, a metà tra Laura Pausini e lo Zecchino d’Oro”) e da incidere un disco, “Innocenza”, autoprodotto da tutti i LALLAI messi assieme. Ma, ahiloro, qualcosa non va come previsto. Il sucesso tanto agognato non arriva. Qualcosa s’inceppa nel rapporto tra le due sorelle. La famiglia, la VITA. Di Zedda Piras in Zedda Piras gli anni passano e nel continuo ping-pong di recriminazioni e bocconi amari è proprio Consuelo a involarsi verso la realizzazione di un sogno troppo a lungo chiuso nel cassetto. Ecco i due VIDEO EPICI realizzati da Consuelo, speriamo i primi di una lunga carriera.


 

 

 

 

(Ho già messo Grazie nella Compila Best Evah del mio iPod: quando comparvero i Giovani Sardi Con Il Megafono io mi commossi, ve lo dico) (!) (Le dissolvenze! Gli Applausi! Il Mare!) (Solo per caso: Non voglio essere solo un’amica/Scusa per me è un gran FATICA) (!)

 

(DUO! DUO!)

 

E ora amici, se siete sopravvissuti a questo TSUNAMI EMOTIVO LALLAI PRIMA E LALLAI SECONDA, ecco alcune impressioni sparse sulla prima puntata dei provini di X Factor 5.
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mercoledì 19 ottobre 2011

Coldplay, Mylo Xyloto, Paradise, quando i Chris Martin fanno Ohohoh, Rihanna, gli elefantini, Wilfred


 

MyloxylotoIl prossimo 24 ottobre esce ufficialmente in tutti i neg- ehm in giro Mylo Xyloto, il quinto album in studio dei Coldplay, quella certa band il cui solista, come tutti sapranno, è Chris Martin, il bisnipote dell’inventore dell’ora legale.

Da stanotte, o ieri, o mai, è invece in circolazione il secondo video tratto dal secondo singolo del disco, Paradise. Il primo singolo, e relativo video, uscì nel lontano giugno di quattro mesi fa: Everyday Teardrop is a Waterfall. Intanto, da qualche parte, era già on air quello che potrebbe essere il terzo singolo, o anche no, Princess of China, assieme a quel gran pezzo di featuring di Rihanna. (Sarà, ma quando un disco prima di uscire è preceduto da milioni di singoli veri o presunti Alla Rinfusona, boh, ci sento odor di carta malapigghiata) (Ma i Coldplay sono certamente gente diesel, per dire noi qui nel nostro piccolo ci mettemmo un po’, ma alla fine, forse unici al mondo, sentenziammo: Viva la vida etc è il Primo Vero Disco Compiuto Di Questa Band Nel Senso Che Non Ci Si Annoia Saltellando Tra Le Tracce, pensa un po’). Dicevamo. (When I’m with you it’s) Paradise:


Da cui, cose che vengono in mente guardando questo video:

1) Wilfred
2) La bontà di questa gente
3) Aggiornare file excel con canzoni che fanno OOOOOOH OOOOOOH, i cui quattro quinti sono già dei Chris Martin che fanno OOOOOOH
4) I cartelli, Bob Dylan, Ligabue, YUMA, Fernanda Pivano, altra gente
5) La linea blu della metro di Londra è scomoda, ci si sta sempre tutti curvi
6) Secondo me questa *bella* idea degli elefantini l’ha avuta Gwyneth, complimentoni.

 


sabato 15 ottobre 2011

Brevi compilationi per weekend: Feist, dEUS, The Drums, Bombay Bicycle Club


 

album


Brevi Compilazioni per Weekend:
(Chi, Da dove, Album, Traccia)
Feist, Canada, Metals, Graveyard

dEUS, Belgio, Keep you close, Keep you close

The Drums, Brooklyn, Portamento, What we had (Bonus track)

Bombay Bicycle Club, UK, A different kind of fix, Lights out, words gone

 

 


giovedì 22 settembre 2011

Ti ho lasciato delle poesie del cazzo in segreteria


 

 

Alcuni lo troveranno ributtante ma io quando ho saputo che gli Ariem si scioglievano mi stavo spalmando il taramà sul blinì. Il taramà è una salsetta che va molto di moda qui a Transalpinia, salsetta al sapor di pesce variabile, salmone, salmone affumicato o anche trota. Il blinì invece è una *cosa* di forma circolare e di consistenza spugnosa, unthuosa quanto basta per assorbire il taramà. La marca più economica di taramà, quella che compro io, si chiama Blinì. Il che conferisce al tutto una compattezza senza eguali, concorderete.

 

Quando ho saputo che gli Ariem si erano sciolti ho pensato Ma non si erano già sciolti? Tipo quando è morto Gino Latilla e io mi son stupito un po’, il massimo di stupore che ci è concesso: ma non era già morto, il povero Gino? (Ma lo stesso non mi è accaduto con Nilla Pizzi, che infatti secondo me è ancora viva).

 

Poi, mentre chiudevo il vasetto di taramà, ho pensato un pensiero insolente: Natale è molto vicino, quale momento migliore per annunciare lo scioglimento di una band che si era già sciolta ma nessuno ancora lo sapeva? Quarantenni psicolabili che sguazzano nel rimpianto, che la vita non è quella che Michael Stipe ci stava promettendo, ma non importa, non è certo colpa sua. Quella sensazione di chiudere parentesi, mettere punti, andare a capo: ciao, ho pensato di regalarti il best of degli Ariem. Grazie, ma c’è Evedrybody Hurts?

 

La verità è che all’inizio, la prima volta proprio, manco lo sapevamo perché ARIEM. Poi, certo, R.E.M., ma perché quelle iniziali? C’era questo cantante emaciato e con gli occhi tristi (poi, più tardi, ci avrebbero detto che era malato, della stessa malattia di Marco Predolin, solo che non era vero, né di Predolin né del cantante degli Ariem: la gente è cattiva). C’era questo impiegato del catasto con gli occhialetti a fianco del cantante, e altri due. E poi c’erano queste canzoni. Canzoni di cui non capivamo un cazzo, l’Internet non c’era e i libretti a volte avevano solo foto chi se ne frega delle foto. Mio cugino era stato a Londra quell’estate: allora, che dice in quel punto?  Dice che sta soffrendo. Ah.

 

All’inizio pensavamo che gli Ariem avessero fatto la cover della canzone di Ligabue (che bello! ci stimano!) e probabilmente è lì che abbiamo deciso di volere molto bene al Liga. Il merito era di Michael Stipe anche se Michael Stipe non ne sapeva niente.

 

All’inizio, soprattutto, era Losing my religion.

 

C’è questa scena. Losing my religion in sottofondo. Brenda e Dylan stanno limonando di brutto nella decappottabile. A un certo punto si staccano.
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    giovedì 24 aprile 2014
  • EnchantéBenjamin-Isidore-Juveneton-insta La Cité de la Mode et du Design è uno dei luoghi meno parigini e più londinesi della città (senza che nessuno, di qua e di là, si offenda). Negozi di design, street food, il museo de l’Art Ludique (che in questo momento ospita la mostra L’art des super-héros Marvel). E, fino ad agosto, Enchanté, continua...