giovedì 2 febbraio 2012

Ma dopo tutto chi se ne fotte


 

La prima volta che ho sentito parlare dei blog ho pensato: Che sciocchezza, LOL. Era il 2001, il concetto di LOL ancora non era stato inventato e soprattutto, anche volendo, non avrei potuto avere un blog. Vivevo a Roma, sulla Cassia. Studente fuorisede per molte coincidenze catapultato in quasi campagna. Palazzina a due piani, attorno solo verde, alberi, galli la mattina e silenzio la sera, sempre. Ero molto più vicino allo svincolo per Viterbo che ai Parioli. E infatti ci andavo spesso, a Viterbo. Bella Viterbo, c’era un posto dove facevano la pizza al metro, chissà se esiste ancora. Per andare in facoltà o prendevo la macchina o aspettavo il 223, che non passava mai. Quindi la Cassia, e quindi il contratto Infostrada con un modem da dividerci in tre, io e i due coinquilini. Dividersi un modem, dividersi Internet è un concetto che fa sorridere, come l’idea di mia nonna che lavava le lenzuola a mano. Tipo. Eppure era così. Dividersi un modem, dividersi Internet ai tempi in cui una foto normale ci metteva mezzora a caricarsi, figuriamoci i siti zozzi con tutte-quelle-cose-da-tirare-fuori. Dividersi un modem, la sera, tutti a casa, nervosi, un blog-ma-figuriamoci, hai finito?, allora questo modem, facciamo i turni di divisione del modem. I turni, capite? Un inferno. A volte mi chiedo come abbiano fatto milioni di studenti fuorisede a dividersi milioni di modem e milioni di internet senza ammazzarsi ogni giorno. Però si litigava, eccome, c’era quest’atmosfera di sciarra perenne. Sì, eravamo sempre sciarrati. Andai via, l’ultimo giorno, calcolando scientemente il momento in cui non ci sarebbe stato nessuno. Finì a manco guardarsi int’a faccia. D’altronde le storie della gente costretta a vivere assieme tra le stesse mura e gli stessi bidet sono così, non finiscono bene. Mai.

 

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    lunedì 20 maggio 2013
  • Idem Paris, by David LynchDavid Lynch      David Lynch, come tutti sanno, è un celebre xilografo e litografo. Ogni volta che viene a Parigi, si dedica alla sua arte presso la tipografia/stamperia Idem Paris, nel quartiere di Montparnasse. Così ne parla su Le Monde:   C’est un endroit fantastique, qui existe depuis 1880. Ces grosses machines, les presses lithographiques, continua...