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L'essai, l'assai

paris
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E come niente ti ritrovi a pucciare le tagliatelle bolonnaise nel capuchino

 L’altro giorno a un certo punto m’è venuta una voglia assurda di vedere la partita della Juve che quest’anno la Juve ogni volta che l’ho vista o ha pareggiato o ha giocato male o tutti e due e invece dall’Italia mi dicono Che Bella Questa Juve, Come Gioca Bene Questa Juve e io boh. Insomma…

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Totuccio! Totuccio!

 Esco dal portone, le quattro e mezza del mattino. Per strada non c’è nessuno, giusto un po’ di tepore carico di promesse. Cammino qualche centinaio di metri, fino alla stazione dei taxi. Ce n’è solo uno, spento. Mi avvicino, guardo dentro e vedo un signore, il tassista?, che dorme. In quel momento, dall’altra parte della…

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Uil arraiv in Bardonecchia

 Non ho mai avuto un trasporto particolare per i treni. Vengo da Palermo. I treni mai furono un’opzione molto praticata. Navi e corriere, piuttosto. Le rare volte, vie crucis, sofferenze e niente in cambio: quel Palermo-Venezia del 2000, sogno di molte notti perigliose, e in genere quella sensazione di Fine Pena Mai. Ma poi le…

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5

La lusinga, la baldanza, il fio, lo scoramento, i calzoni corti, Parigi quando mi disse Fidati di me

 io quelli che dicono non m’importa del tempo non guardo le previsioni del tempo non ne parlo in ascensore chi se ne fotte, io grande ammirazione, che così io non sarò mai, io sono chi al mattino scosta la tenda e, a seconda, son bestemmine o bestemmioni e comunque no, ho cambiato idea: o mentono…

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Ma chi sei, Boris Becker?

 Undici anni, qualcosa in più, chiesi a mio padre Pà, il judo mi fa cacare, voglio iscrivermi a tennis. Mio padre, che già vedeva in me un campioncino di judo, judo chissà perché poi, mi ci aveva iscritto di peso, a judo, fece la faccia a labbrino, disse Vediamo, Poi Vediamo. Quel Vediamo era una…

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10

Non porti più i calzini bella bionda

 Lo dicono al telegiornale, niente fa media, in questi giorni, forse più avanti, tra qualche mese, quando sommeremo il passato al passato, e i numeri torneranno indietro, una resa di stupore e di vetri che si levano e finestre che si aprono e tutto assume un unico sapore suono senso: esibizione. La luce, non più…

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Mio padre ha un nuovo cane ma non sa come chiamarlo

 Mio padre non ha mai amato i cani. Gli animali, tutti. Per lui amare gli animali significava, fondamentalmente, sedersi a tavola e mangiare cose che prima erano vive e poi non più. Il suo piatto preferito è sempre stato l’agnello arrosto, quello che si mangia il giorno di Nostro Signore Resurretto. E così, quando io,…

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Always running after, always running after

 La televisione era sintonizzata su France 3, volume bassissimo. Intanto noi chiacchieravamo, un vino bianco, non ricordo il nome. Era stata una bella serata, iniziata tagliando stradine e proseguita mangiando in questo tavolo con altre persone che non conoscevamo, gomiti stretti, pavé di canard e la torta del giorno.  Ridemmo, e parlammo, camminando a passo…

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Mentre aspettavo il catrevansès alla fermata, sotto la pensilina, nevischiava

 Mentre aspettavo il catrevansès alla fermata, sotto la pensilina, nevischiava, potevano essere le undici del mattino, c’eravamo io e un signore con le scarpe da tennis che reggeva suo padre, anziano, che da solo non si reggeva, ci pensavo. A me che sto qui, dico, in questa città che ancora non riesco, ho proprio pensato…

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