martedì 5 luglio 2011

Uil arraiv in Bardonecchia


 

Non ho mai avuto un trasporto particolare per i treni. Vengo da Palermo. I treni mai furono un’opzione molto praticata. Navi e corriere, piuttosto. Le rare volte, vie crucis, sofferenze e niente in cambio: quel Palermo-Venezia del 2000, sogno di molte notti perigliose, e in genere quella sensazione di Fine Pena Mai.

Ma poi le cose cambiano e sui treni ho poi fatto viaggi molto degni. Uno scintillante Oporto-Lisbona, un Parigi-Londra liscio come la Manica. E così, tra cose che capitano e cose che si scelgono, per questo Gran Ritorno in Italia si parte dalla gare de Lyon (la mia preferita, ha quell’orologio, quel Senso che trascende), è un’ora in cui tutto è ancora pieno di possibilità, anche un inedito scollinar, due o tre paia d’ore e poi coincidenze, come la vita.

Ed è una specie di soglia invisibile, quella che superiamo, all’improvviso, appena in ritardo da pensare Ma quando è successo?, e dal silenzio, dalla compostezza, dalle telefonate rispettose che ci lasciano fuori, tra un vagone e l’altro, ecco, dal rigore e altre cose a rima, si passa al Caos, a cellulari che sguazzano nel trash di suonerie purtroppo probabili e conversazioni piene di vocali aperte che non si e ci risparmiano, a un generalizzato senso di Anarcoide Euforia che non nasconde niente, nemmeno il solito esito di non colpevolezze. Italia, prossima fermata, Bardonecchia.

Tutto è slabbrato tirato e smollato, liquido e immobile, non credo di essere pronto ma non mi sto ponendo la questione, se proprio. Ancora qualche rigurgito francofono, Torino Porta Susa c’è pieno di frecce che si ritorcono contro, corso Inghilterra è un lago di sole buttato in fronte a chi non lo sapeva e intanto l’uomo con divisa e fischietto dice Sì, questo è il treno per Porta Nuova. Un intramuscolo di non necessità, nello specifico e in generale, questa specie di Piccola Termini che mi sento un poco in imbarazzo per chi ha deciso così, mi è sembrato di vedere un calco. Il resto è quel libro di Lethem che prendo e che poi lascio sull’altare della serendipity, le facce di Littizzetto e Chiambretti, giochiamoci i jolly, piante e negozi che odorano di Centovetrine e una pagina voltata molto in fretta, altri treni.

 


    giovedì 9 ottobre 2014
  • The new pornographersBrill_Bruisers_Cover      Anche l’autunno è una stagione come si deve, a patto di ascoltare almeno due volte al giorno Brill Bruisers, il nuovo disco dei New Pornographers: