sabato 21 maggio 2011

O Sollo mio: Il Volo si esibisce ad American Idol davanti a più di venti milioni di spettatori


 

Tvblog mi porta a conoscenza di questo video:


Si chiamano Il Volo, sono tre come i tre tenori e hanno passato i migliori anni delle loro giovani vite con tre persone: prima Roberto Cenci e Antonella Clerici. Ora Tony Renis, il loro produttore che li ha portati negli Usa a presentare il disco con un giro di esibizioni televisive che manco Vespa per i suoi libri di Natale (Ah, ricordiamo che Tony Renis è tante cose, è Celentano, è Berlusconi, è Sanremo Disgraziato del 2004, è soprattutto vincitore di Golden Globe per la canzone The Prayer, tratta dal cartone La spada Magica, e cantata da Céline Dion e Andrea Bocelli. Tony Renis porta in alto la bandiera dell’Italia e noi lo disprezziamo, ingrati).

Note a proposito di questa esibizione ad American Idol lo scorso 19 maggio:
* O Sollo mio
* Lo sfondo col cielo azzurro e le nuvole
* Il tenorino al centro, impomatato con la brillantina Linetti, sulle orme di Johnny boy
* L’emiparesi della ragazza bionda con la giacca verde e gli stivali bianchi (0:40) che fa la faccia come a dire “Non sta succedendo”. Ah beh, se lo dici tu
* Il meritato disprezzo che i giudici (Jennifer Lopez, Steven Tyler e l’altro) ostentano, dando volutamente le spalle durante un pezzo di esibizione
* Pavarottino che ha ingoiato tutti e tre i Jonas Brothers, tra l’altro ed evidentemente punti di riferimento pop di questo progetto
* La base tutta marcetta e mandolino
* L’insopportabile gioco di glottide e epiglottide che fa il tipetto con gli occhiali (2:15)
* A proposito del tipetto con gli occhiali. Ovvio che gli americani si esaltano e fanno le standing ovationi, è l’incrocio morphinizzato tra Screech e Steve Urkel

P.s. Non solo Usa. Ieri su Tf1 è passato uno spot, in italiano, con sottotitoli in francese, che reclamizzava il disco de Il Volo. Io l’ho sempre detto che Tony Renis e Caterina Caselli sono la stessa persona.

 


lunedì 3 gennaio 2011

Le prime cose belle: Enrico Ghezzi si emoziona, Bossi non vuole far casino, Federer e Nadal camminano sulle acque


 

batman
Enrico Ghezzi va in tv, ospite del programma del mattino di Oliviero Beha, Brontolo, e si commuove mentre sullo schermo scorrono immagini di Carmelo Bene. Enrico Ghezzi si commuove e la telecamera accenna un movimento sul volto del Ghezzi, una specie di riflesso condizionato istintivo incistato, ma poi si ferma. Come? Non stringe sugli occhi di Enrico Ghezzi, occhi commossi liquidi, emozionati?

Gulp. Vi regalo questa prima immagine del duetausand11. I soliti cinici staranno dicendo Eh vabbè ma che ti aspetti da Enrico Ghezzi. Io invece a parte che ogni tanto dire Gulp ci vuole io comunque Enrico Ghezzi debole, alla stregua di una Francesca Lodo che va in tv a parlare delle proprie debolezze sbattendo quegli occhioni commossi liquidi, emozionati (tra le immagini symbolo del 2010: Io! Io non volevo! Francesca, ricordiamolo agli amici da casa, certe cose non si fanno ehhh non si fanno, vero Francesca? Sì, Barbara, infatti Barbara, se sono qui è proprio perché voglio essere di esempio per chi ci guarda da casa: LA DROGA FA SCHIFO), insomma rieccoci qua.

Più satolli, già satolli.
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venerdì 31 dicembre 2010

Oh baby, can’t you see? It’s shining just for you, let me be your everlasting light


 

Un anno fa, più o meno oggi, confine austro-slovacco. Questione di emergenze, trovare la stazione, per esempio, un treno da prendere, istruzioni in lingue senza appello, gente di Bratislava generosa.

Poi una mattina, giorni e giorni di nevicate, era Berlino, me la stavo prendendo, come si può prendere una città in un febbraio che dura pochi giorni, e me la prendo tutta, con visione prona ai piedi della Storia: io, che, scivolo, davanti, al Muro di Berlino, e cado, in avanti, verso destra, di fianco, proteggere i beni, innanzitutto, poi, sorridere, da terra, occhi al cielo.

Scena successiva. Il cielo è azzurro. I calzoni sono corti e il tempo tanto, da perdere, ma non è tempo perso, Budapest è accaldata, inciampo in una birra fredda e un televisore con la luce del sole pomeridiano che ci sbatte contro, ma si vede quel tanto che basta per urlare di sorpresa con Francesca Schiavone, giorni di soddisfazione.

Roma. Questo magone. Che mi sorprendo, ora, adesso, ancora, devo andare da Mel a vedere se hanno i libri usati, devo andare da Panorama. Roma. Questo magone, io che corro in questo parco pieno di gente e moscerini, cielo e polvere, corro la musica, respiro forte, devo andare, me ne devo andare: da fuori si vede questo ragazzo non più ragazzo che si chiude la porta alle spalle e sale in macchina e si volta un’ultima volta e poi finisce che non si volta più.

A Parigi che giorno è? Il giorno non se lo ricorda, capitelo. Viene fuori da una ventiquattrore di guida ginocchia al petto, è sera, ottobre, le famose ottobrate parigine senza ascensori e questo trasloco di cose viene così come sta venendo, lui si ferma a metà del quinto piano a piedi senza ascensore, poggia per terra la scatola, si siede sui gradini, guarda fuori, il cielo buio, qualche luce di qualche torre, si asciuga il sudore come può, come capita, si fuma una sigaretta anche se non ha mai fumato in vita sua e poi ricomincia: tutto quello che vi hanno detto sulle baguette non è vero. Un incipit, volendo.

Questo blog. Il 2010. Scrivi troppo. Scrivi troppo poco. Lost. Mi fai ridere. Mi fai piangere. Mi fai pena. X factor. Non guardo la tv ma i tuoi post sì. Ma chi ti credi di essere? Uno dei pochi blog di cui leggo anche i commenti. Ma insegnati l’italiano! Ma lo sai che ormai parliamo come TFM evah, ovah, a Francia, genti, siriusli, Shondona? TFM, allora, ti sbrighi a scrivere quel post? Niente, volevo sapere la tua opinione: ma secondo te Barbara Carfagna del tg1 è sorella di Mara Carfagna? Una cosa è certa, sei riuscito a fare un bordello assurdo la settimana di ferragosto: non è da tutti. Secondo me te la tiri troppo. Secondo me te la tiri troppo poco. Ma ancora Splinder? Non vedo l’ora che Sanremo. Per colpa tua mi sogno tutte le notti Kalinda. Sì, ma datti una calmata. Ah ma infatti dicevo io che uno come te non poteva non scriverne. No, guarda, tutto, ma Fabio Fazio no. Ah, e questa classifica fa schifo, chi sono questi Non voglio che Clara? Sei il solito finto snob radical chic! Ah, questa classifica fa schifo, gli Arcade Fire non si portano più da due anni! Vero che non chiuderai mai questo blog, vero, eh, VERO?

M’ero preparato il discorsetto di fine anno, con i ringraziamenti a tutti voi, ma ci sarebbero troppe cose da dire, quindi non dico niente. Tanto, chi vuole, tra le righe, come sempre. Oh, statemi bene e tante care cose, non mancherò, anche a lei e famiglia.
Gente, see you in another life.

Traghetto track: The black keys – Everlasting light

“When I get sad, I stop being sad and be awesome again. True story”.

 


sabato 4 settembre 2010

Mentre ero via/ Gli Emmy, e X Factor


 

Stamattina sono andato a correre. Al parco non c’era nessuno. Nemmeno io. Nel senso che ero fermo da tre settimane: zero fiato, zero gambe, zero tutto. A un certo punto mi sono seduto su una panchina. C’era un vecchietto. Abbiamo parlato di politica, di calcio, di telefilm, di televisione. Poi mentre tornavo a casa ho pensato: ma da quant’è che non scrivo un post a punti?

And the winner is, o are. Assegnati gli Emmy.

Il best drama è andato a Mad Men. Il rassicurante Mad Men. Tutti nel mondo – tutti! – sanno che la terza stagione di Breaking Bad è il meglio che l’industria americana abbia prodotto quest’anno, però forse non sono ancora pronti. Droga, cose così. Però ovatione per i due attori, specie per Aaron Paul. Lost a mani asciutte, ma le nominazioni erano già grasso che colava come le nostre lacrime. Molto contento che Modern Family abbia dato le mazzate a Glee. Modern Family è una commedia raffinata, intelligente, consapevole, originale. Glee è una fotocopia di qualcos’altro, fatta molto bene, peraltro, ad uso e consumo dei giovanissimi o di fan alla ricerca di icone. Glee può vincere ai Teen Awards o a quelle cose lì, ma gli Emmy no, proprio no.

 X-Factor. Stanotte ho visto parte dei provini. Gente malata di tumore e guarita, gente ORFANA, transessuali supponenti, donne enormemente grasse che si offendono per un nonnulla, BAMBINI appena usciti dallo zecchino d’oro. Cambio di passo evidente, almeno a quest’altezza. Ma il vero nodo cruciale è lei, Anna D’Alessio. Catalizzatrice di sentimenti non proprio amichevoli, dovrebbe riassumere la sciatteria di Ventura – il cuore, mi sei arrivata, ho i brividi, quelle robe lì – e l’antipatia di Mori. Se ci riesce, è fatta. Marona Maioncona ormai è la conduttrice ombra. Io per esempio le farei condurre il telegiornale, per dire. Elio lo vedo un po’ sottotraccia, ma sono proprio curioso di vedere quando dirà a Anna D’Alessio quello che pensa *davvero* di lei. Ruggeri è un gigante, meriterebbe maggior considerazione come cantautore e non solo. Tra l’altro io gli farei fare un docu.reality sulla sua vita di coppia con Andrea Mirò. Comunque, se il buongiorno si vede dal mattino, se le vibrazioni che ci sono in rete e nell’aria sono giuste – il momento in cui tutti e quattro hanno preso per il culo il concorrente cinese meritava molto: ho riso – insomma X Factor quest’anno potrebbe fare il botto. Ma sarà fondamentale la prima puntata.

e questo, questo era un post a punti.

 


giovedì 24 giugno 2010

Luca Zaia, il federalismo meteorologico, Michele Serra, Carlo D’Amicis e la battuta perfetta


 

Una decina di giorni fa il presidente della regione Veneto Luca Zaia, lo stesso che ha pubblicato un libro per la collana “Strade blu” di Mondadori -Strade Blu!-, si è occupato della pressante questione -io stesso non ci dormo la notte- delle errate previsioni del meteo e del ruolo degli esperti: “I meteorologi che mettono un dito sul Nord Est e che pensano che non ci sia differenza tra Trieste, Chioggia, Verona Trento e cosi’ via fanno danni economici incalcolabili, mentre a tutti serve piu’ accuratezza, specie in una regione come il Veneto e in località come Gardaland che attirano milioni di ospiti”

(A me io comunque quando penso a Gardaland mi si apre sempre il pop-up della sigla di Bim Bum Bam con Uan, Pìolo e Manuela).

Qualcuno lo ha definito “federalismo meteorologico” (…), qualcuno in un altro modo che non sto qui a ripetere che su questo blog certe parole non si usano.
Gilioli, invece, ha sottolineato come le parole di Zaia fossero state “anticipate” dalla Satira Preventiva di Michele Serra, nel dialogo -immaginario- tra un politico del Nord e il presidente di una Authority.

dMa le previsioni del tempo sono anche al centro delle preoccupazioni di un funzionario Rai ne “La battuta perfetta” di Carlo D’Amicis -libro che sto leggendo, con gusto e in queste ore, grazie a lei-
Le previsioni me-teo-ro-lo-gi-che”, scandì. “E’ con queste cose, Spinato, che ci giochiamo tutto!”
“Quando annunciamo che il giorno dopo splenderà il sole, e invece piove, che figura ci facciamo?”
“Io lo dico sempre a Bernacca: colonnello, siamo nelle sue mani! Quando prevede tempo cattivo, butti comunque là un buon auspicio, una nota di speranza!”

E allora il punto è uno solo. Sono bravi Serra e D’Amicis a descrivere gli uomini di potere o  gli uomini di potere hanno solo imparato a “leggere”? Nel secondo caso, come la mettiamo: plagio o citazione? (Qualcuno chiami gli aguzzini di Luttazzi! Ora!)

 


giovedì 27 maggio 2010

Italia e Francia a confronto: dichiaro ufficialmente aperto il televoto


 

1) la bresaola. al carrefour di parigi costa meno che al carrefour di roma. forse perché deve fare meno strada, da zone di valtellina.

2) l’altro giorno hanno tirato bottiglietta addosso a sarkozy. opinione pubblica francese ha commentato molto la notizia. ehm volevo dire opinione pubblica italiana, quella francese ha sollevato  spalle con annesso sputazzamento tipico di gente d’oltralpe.

3) lunedì c’erano 32 gradi di massima. oggi 18. a francia amano mettere sempre tutto in discussione. a italia invece si vive di rendita.

4) gente di francia tendenzialmente è magra. prima pensavo fosse dovuto a alimentazione (falso! e il burro?) o a cultura sportiva. invece ho capito, definitivamente: è CHATELET, stazione di metro più estesa di mondo, che ti costringe a fare ottomilioni di chilometri sotterranei  a piedi, su tappeti rollanti in cui gente di francia non cammina -no!- non corre -no!- ma semplicemente ti ammazza camminandoti sopra se poco poco sei di intralcio. e italiani, specie se turisti, si riconoscono sempre: semplicemente sono loro, the intralcio.

5) italia sta a alfonso signorini come francia sta a jean marc morandini. solo che morandini non dirige due giornali su cui pubblica le foto di piersilvio sarkozy con la sua figlia SEGRETA ventenne di cui nessuno sapeva niente ma che si chiama lucrezia sarkozy.

6) i doppiaggi dei telefilm. riescono a fare peggio di noi. non tanto per la questione linguistica -non sono così dentro la langue- quanto per un insopportabile differita tra la voce del doppiatore francese e il labiale dell’attore. siamo a dilettanti e dintorni (postilla: vedere lost doppiato e sentire fumo nero e gècob che si danno del VOI tipo eschèvulevù etc. è impagabile).

nouvelle-star7) i loro talent show sono meglio. in queste settimane gente di francia è pazza di nouvelle star, basato su format di pop idol. a parte che a nouvelle star hanno quattro giudici senza portafoglio nel senso che alla fine di ogni esibizione schiacciano un pulsante blu se è un sì o rosso se è un no (o viceversa) ma non è parere vincolante, perchè tanto poi c’è televoto. a parte che le zuffe dei giudici sono meravigliose con il trionfo di PUTAIN, MERDE e insulti vari ma sempre di classe. sono meglio per una semplice ragione: permettono ai concorrenti di fare un sacco di medley tutti assieme, che a mio parere è l’unica cosa interessante in un talent. ad amici non li fanno mai.

8) su autobus di francia è obbligatorio,quando sali -e puoi salire solo da davanti! mica da dove cazzo ti pare!- salutare il conducente o la conducentessa -sono tante- con un cordiale “bonjour”. se non lo fai sei immediatamente esposto a pubblico ludibrio, cioè indifferenza totale.

 


mercoledì 23 dicembre 2009

Arrivo alla stazione Termini e incontro lo stagista sfigato di Boris


 
cioè lui.
che come cartello di bentornato mi pare niente male.

altre cose:
1) a piazza dei cinquecento c’è un nuovo chioschetto informazioni. così i turisti saranno ancora più confusi.
2) a roma si crepa di caldo. sempre a frignare, ‘sti provincialotti. poco fa farmacia numero uno diceva undici gradi, farmacia numero due diceva dodici gradi. oggi raggiunto picco di diciotto. a sicilia ventiquattro la gente andava *sul serio* a mare.
3) e comunque se pure temperatura scende, sappiate, miei cari paesani, che roma, casomai, è UMIDA, non FREDDA. chiaro? stanotte nella scala di casa mia c’era una tale condensa che i gradini suppuravano acqua saponata.
4) quartiere pigneto è sempre odioso
5) ma amici di prenestina e quartiere pigneto sono sempre simpatici
6) la gente in generale per strada NON parla di berlusconi. quindi il suo consenso è in calo. si dimetta!
7) la gente, per strada, parla del natale
8) la gente, per strada, ha le crisi isteriche per il natale (ieri da muji, una ragazza è quasi svenuta urlando: NON CE LA FACCIO NON CE LA FACCIO)
9) mi mancano le boulangerie e vedendo i negozi daha casilina con le insegne “tutto a mille lire” corretto a pennarello con “tutto a 1/2 euro” mi piglia male anzi malissimo
10) qualcuno dica alla commessa della libreria borri della stazione termini che è una gran razzista, se ne renda conto. cittadino straniero cioccolatino: scusi signorina, negozio vodafone? e lei, senza nemmeno guardarlo in faccia: non so, guarda fuori dalla stazione (gli dà del tu, ‘sta cafona). tre secondi dopo. signora ingioiellata di questa minchia: scusi signorina, sa dirmi dove posso comprare i biglietti? lei (sorridente): certo signora, allora esca dalla libreria etc etc. io da par mio dopo che ho pagato non l’ho salutata e l’ho pure guardata male.

roma, quanto mi mancavi

 


Post precedenti

    sabato 1 marzo 2014
  • El Clásico PSG-OM In occasione del big match Paris Saint-Germain vs Olympique Marseille, Canal + ha realizzato un piccolo video con vari gruppi di supporter in giro per le due città. Da segnalare: le melodie del tifo sono le stesse a ogni latitudine; l’accento marsigliese, sempre consolatorio per chi, come noi, non avrà mai la pronuncia parigina perfetta continua...