giovedì 19 aprile 2012

Cose che non si possono nominare ai Festival delle Serie TV


 

Anche quest’anno sono l’inviato di me stesso al Festival Séries Mania (Forum des Images, Paris, Saison 3).

 

Proiezione di serie in anteprima, discussioni, conferenze, masterclass, ospiti prestigiosi e internazionali, vernissage, champagne, sceneggiatori, scrittori e scrittrici, blogger, panini di Pomme de pain, waffle di Waffle Factory. Non manca nessuno. Ci sono persino due convitati di pietra: il download e lo streaming.

 

In Francia il tema è molto sentito. C’è questa legge, la Hadopi, voluta da Sarkozy (goditela finché dura, man) che punisce in modo purtroppo non singolare chi viene beccato in flagranza di téléchargement illégal: il distacco definitivo dagli Internets alla terza infrazione certificata (la prima ammonizione arriva via mail, la seconda via raccomandata, la terza si salvi chi può). Storia vera: “un mio amico vaga come un miserello di casa in casa con il suo hard disk esterno tra le mani”, mi ha detto una volta un mio amico che gli ha detto un suo amico.

 

Continua a leggere

 

13 commenti


giovedì 19 aprile 2012

Che faccia hanno gli uomini da un miliardo di dollari


 

 

I fondatori di Instagram, immortalati da Le Monde e filtrati da Instagram (Nashville) (Sulla sinistra si intravede anche il mio pollice che tiene con una mano il giornale mentre con l’altra faccio la foto che poi filtrerò)

 

 

L’altro giorno Le Monde è andato a cercare Kevin Systrom (29 anni) e Mike Krieger (26), autori dell’affare del secolo: la vendita di una cosa che era costata cinquemila lire e ora frutta un miliardo di dollari. Virtuali. Niente assegni o ritiri allo sportello del bancomat di San Francisco, ma per lo più azioni di Facebook (ah). C’est pourquoi, se per caso il vostro giornale vi manda là-bas a intervistarli, sappiate che per ora i due devono mantenere il silenzio per non turbare il mercato (giuro, c’era scritto così).

 

Continua a leggere

 

7 commenti


mercoledì 18 aprile 2012

“Hannah, te lo dico con questo sguardo compassionevole: Joy Lynn sa usare Photoshop”


 

A inizio stagione fu 2 Broke girls (Cbs). A ruota, New Girl (Fox). Ora Girls (Hbo). New broke girls. Seriously? Seriously.

 

Joy Lynn saprà pure usare Photoshop, ma se non mangia a pranzo questo poi è il risultato

 

 

Non è facile approcciarsi a un nuovo prodotto Hbo. Perché Hbo è probabilmente il produttore-di-prodotti con la più alta percentuale Win/Greenlight. E perché Hbo gode di un favore unanime che alla fine può alterare la percezione dei prodotti di cui sopra. Voglio dire. Se una comedy, nemmeno-ancora trasmessa, viene già salutata come la miglior comedy dell’anno, tu, spettatore, che fai? Vien quasi voglia di cedere subito all’irritazione e di mettersi a braccia conserte, aspettando al varco. Ma sarebbe l’altra faccia dell’a prescindere a priori. Dunque, equilibrio. Facciamo finta che questa serie non sia Hbo. Ok.

 

Continua a leggere

 

13 commenti


martedì 17 aprile 2012

Grey’s Anatomino 8×19: “Sarai per sempre l’amore della mia vita” “Tu no”


 

Grey’s Anatomy 8×19, Support System

 

“L’osso del piede è legato all’osso della gamba, l’osso della gamba è legato all’osso del ginocchio. A Scuola di Medicina impari che è un po’ più complicato di così. Tutto è connesso”.

 

No, a parlare non è il bambino di Touch, ma Meredith, e come al solito blatera cose senza senso. Dove eravamo rimasti? Ah sì, Cristina e Owen.

 

 

- Come si chiama quella BUTTANA?
- AHEM, BOH”
- Come Boh? Te la porti a letto e non sai manco come si chiama?
- Ero ubriaco!
- Era meglio che ti innamoravi di lei, sarebbe stato tutto più linear-

 

WAIT. Owen e Cristina stanno giocando a VOLANO GLI STRACCI CON TUTTI I FILISTEI quando all’improvviso si leva un coro: Alè ohoh Cristina ma che stracazzo dici. Era meglio se la amava? E se la ami perché la ami, e se non sai il suo nome perché non sai il suo nome. Oh, qua uno non può mai stampare un paio d’iccorna in santa pace.

 

Continua a leggere

 

13 commenti


lunedì 16 aprile 2012

L’Orco che ti costrinse a non guardare in faccia ai libri


 

Poi una domenica stai camminando per il sesto (o era il quattordicesimo?) e arrivi in uno slarghetto su cui affacciano un albergo, un bistrot, un altro bistrot e una stazione del vélib’, e trovi una serie di persone accovacciate sul marciapiede che rovistano tra scatoloni di cartone e libri impolverati. Così.

 

 

 

E allora ti avvicini, incuriosito, e chiedi a una signora: Che passa? Lei, senza distogliere gli occhi dai libri, risponde che l’albergo ha buttato centinaia di volumi sul marciapiede, non sapeva che farsene. Ah bon, fai tu. E ti tuffi, in mezzo a queste signore impomatate, questi damerini appena usciti da qualche teatro, questi bimbini con madri e padri. Tutti sfogliate libri, spostate libri, alzate libri, abbassate libri. E siete educati, aspettate i vostri turni, vi sorridete, vi spostate a semicerchio, e intanto tenete dei libri sotto il braccio, o in tasca, e intanto dal bistrot i parisotti vi guardano incuriositi, alcuni vorrebbero raggiungervi ma non lo faranno, in compenso altri si fermano, vi fanno le foto, finite in qualche instagram. Basta poco per diventare delle celebrità.

 

Poi però arriva l’Orco, tutto niuro, vestito di niuro, con un sacco della spazzatura pure quello niuro, e lui è sgarbato, e prende gli scatoloni sani sani senza nemmeno guardare che c’è dentro, e sposta i bimbini di malagrazia, e non aspetta che tu abbia finito di sfogliare che ti toglie i volumi da sotto il naso. Un arraffone. E l’incantesimo si spezza. E vi passa il prio. Sì, perché l’Orco vi costringe a difendervi, lui arraffa e voi bisogna tenere le posizioni, e per farlo non guardate in faccia ai libri, e pigliate a muzzo pure voi, e quel sorriso di bellezza che avevate in faccia scompare e lascia il posto a una gocciolina di sudore sulla tempia, ma tu vedi che ti tocca fare, e te ne vai, ritirata!, che non vuoi vedere come va a finire la guerra, no.

 

Torni a casa, ti siedi alla scrivania e guardi finalmente i libri sconosciuti che ti sei portato dietro, e alla fine pensi: Che me ne faccio ora di questo libro sul cricket?

 

 

7 commenti


lunedì 16 aprile 2012

Fab Comedy Quick Edition: flatulenze, minzioni e denti rotti, insomma francesismi


 

 

 

(9-11 aprile) In attesa di tornare la prossima settimana con tutti gli effettivi al completo (o quasi) e in vista di un finale di stagione che mai come quest’anno sembra arrivare troppo presto (oh), una quick editione delle Fab Comedy, che stavolta sono tre:

 

Continua a leggere

 

2 commenti


venerdì 13 aprile 2012

Pasta in brodo o forse minestrone ad andar bene un po’ d’affettaaato


 

Non solo Cristina D’Avena. In questi giorni ricorre il ventennale dell’uscita di Hanno ucciso l’uomo ragno, storico disco degli storici 883. Per celebrare l’evento, Rockit ha messo in piedi Con due deca, compilation di cover di alcune grandi hits ottoottotreiane, affidate per l’occasione a gruppi e solisti della scena indipendente italiana (qui streaming e download gratuito).

 

Ok, parliamo degli 883.

 

 

Nel 1992 ero già in età per comprarmi i dischi da solo. Inizialmente, a dire il vero, fu una cassetta. Farlocca, presa al mercatino di via Leonardo da Vinci. Cassetta che si incantava sempre alla fine del lato A e col dito poi dovevo riavvolgerla se volevo sentire anche il lato B. Cassetta talmente consumata che poi l’anno dopo comprai il compact disc originale (la pirateria uccide la musica? No) (Era il terzo cd della mia vita: il primo fu uno dei Cranberries, il secondo un best of di Michael Jackson) (Michael Jackson). Hanno ucciso l’uomo ragno era una cazzo di bomba. Lo ascoltavo, lo ascoltavamo, sempre, a scuola, a casa, nel walkman, ovunque. L’attacco, quell’attacco con le sirene, i tuoni, le cose, la copertina disegnata, quel buffo figuro di Mauro Repetto che ballava come un ragazzo di Non è la Rai se a Non è la Rai ci fossero stati anche i maschi, e quella roca voce di questo Max Pezzali.

 

Gli 883 piombarono come una scheggia impazzita sulle nostre pubescenze e niente fu più lo stesso.

 

Continua a leggere

 

21 commenti


Post precedentiPost successivi

    mercoledì 9 maggio 2012
  • A Maggio il mondo è belloBW      Sarà un bel Souvenir La La La La - Che poi, non sai mai se, mentre scatti le foto, ti perdi i momenti, o se non te li perdi proprio perché scatti le foto. Ad ogni modo, qualche scatto dalla settimana più rossa, Le temps des Cerises, il Primo Maggio dei Sindacati continua...