Ho scoperto casualmente gli Unknown Mortal Orchestra ascoltando un disco di b-side&other stuff dei miei adorati The Naked and the famous. In mezzo a ennesimi remix di ennesime hit, a un certo punto ecco una splendida versione di Punching in a dream, firmata, appunto, Unknown Mortal Orchestra.
Primo disco nel 2011, critiche molto positive, firma con la mitologica etichetta Jagjaguwar (tra gli altri, Bon Iver e Okkervil River), un secondo disco uscito a inizio 2013, tour coi Grizzly Bear, televisione (Jimmy Fallon) e due singoli molto buoni accompagnati da due video molto spiritosi. Tra echi di Beatles ed echi di Eels, Swim and sleep (like a Shark) e So good at being in trouble:
“Ci penso stanotte, ci vuole competenza”. Milena Gabanelli, intervistata ieri a Ballarò, ha così commentato l’eccellente risultato del primo posto alle consultazioni on-line dette “Quirinarie” (complimenti, non era facile). “Ci penso stanotte, ci vuole competenza”. La contraddizione insita in questo (doppio) pensiero è talmente incredibile che fa a pugni con l’immagine che molti di noi si sono fatti su Milena Gabanelli. La sorpresa, l’emozione, il contraccolpo possono giustificare molte cose, ma non il “ci penso stanotte”. Se una brava giornalista d’inchiesta può fare il Presidente della Repubblica allora perché un bravo politico non può fare giornalismo d’inchiesta? O anche: se tutti possono fare i mestieri di tutti, perché allora l’importanza di Report è così decisiva per la nomina a una carica come le altre?
“Ma posso andare in giro in aprile vestita come a novembre?” Si apre con questo sinistro interrogativo il video-diario sulle prove del tour di Malika. Purtroppo risposte non ce ne sono, ma almeno scopriamo com’è Malika “quando non disegna i cerchi nell’aria sul palco di Sanremo”. Fa le cose che facciamo un po’ tutti noi star di un certo livello: si mette a guardare Mtv e in particolare un video di una canzone di cui vuole fare una cover, si produce in pesanti mea culpa (“Ma com’è che lui è nato con questa quantità di genialità e noi invece…”), si allontana pronunciando parole come Do e Maggiore, si butta su un tappeto e inizia a parlare da sola, esprimendo speranze e timori per le tappe di Brindisi, Pescara e Senigallia. Imperdibili Lolloni:
In poche settimane è diventato un appuntamento irrinunciabile della terza serata domenicale. Diego Bianchi in arte Zoro riesce a scorticare l’attualità politica come nessuno mai. Con budget e mezzi superiori, Bianchi è già pronto per un quotidiano simile a Gazebo per tono, stile, esiti. Sempre su Raitre, magari nel disgraziato slot 20h10-20h30.
Il me stesso del triennio 1999/2001 ha ancora gli occhi sbarrati da ieri sera. Da quando ho cliccato sul video del nuovo singolo dei Travis, Another Guy, appena rilasciato su youtube (200 visualizzazioni circa, oggi siamo già a 16mila), e dopo aver letto il messaggio del cantante in persona dei Travis, Fran Healy:
Dear All,
Album 7 is finished!!! so here is a pre single teaser song to start things moving. It’s called “Another Guy”. Rather than put the track out there alone we and our dear friend, the legendary film director Wolfgang Becker made a little dramatization which does all the things a Travis video should do. We decided, in light of everything going hi definition, we’d shoot on a VHS camera. Also we asked Wolfgang to star in it because HE IS THE COOLEST GUY IN BERLIN. Travis are back! Enjoy the song. Fran x
Cioè, non è che mi fossi dimenticato dei Travis e di quanto il me stesso di allora avesse amato quei dischi e di quanto avesse poi snobbato quelli dopo, semplicemente è come se a un certo punto la mia memoria selettiva si fosse mangiata tutta quella roba-là, mai esistita, point barre. E quindi immagina la mia faccia quando surfando stancamente in giro nell’Internet mi sono imbattuto nel “Nuovo singolo dei Travis”? Il nuovo singolo dei Travis (tra l’altro sul loro sito si può scaricare in free download):
Il nuovo album di Nick Cave (& The Bad Seeds) si chiama Push The Sky Away. Uscirà ufficialmente il 18 febbraio. È stato registrato negli studi La Fabrique di Saint-Rémy-de-Provence, comune che si trova nel sud della Francia, precisamente nella regione Provence-Alpes-Côte d’Azur (per gli amici PACA) (è vero, si chiama così). Lo studio usato da Nick Cave e dai suoi compari, dice Wikipedia citando il quotidiano belga Le Soir (!), è un’antica costruzione del XIX secolo, le cui pareti sono interamente ricoperte di dischi in vinile di musica classica. Ok. Il disco consta di 9 tracce e sono stati rilasciati (rilasciati? ma come parli?) già due video, We No Who U R (Nick, ma come scrivi?) e Jubilee Street, di cui esistono due versioni, una censored e una uncensored. Qui metto la seconda che vi conosco, mascherine.
Le altre tracce, ordinate, si possono ascoltare in streaming qui, o alla rinfusa qui. Volendo c’è anche un video di dietro le quinte che ci mostra chiaramente cosa fa Nick Cave quando non scrive film assieme al suo compagno di merende John Hillcoat.
Holy Motors di Leos Carax diventa Holy Shit
(facile, ma quasi obbligata)
La mia amica Cristina mi segnala questa cosa très sympa. Il sito Vodkaster ha rifatto le locandine di alcuni film in competizione ai prossimi Césars e altri che i Césars hanno ignorato. Il risultato è esilarante (in un caso anche un po’ macabro). In particolare il mio circoletto rosso va al rifacimento di Les Adieux à la reine di Jacquot: film in costume e attrici nude mi sembra la sintesi perfetta per uno dei film più deludenti dell’anno scorso.
De rouille et d’os di Jacques Audiard diventa Pas de jambes mais beaucoup de cul (LOL)
Les adieux à la reine di Benoit Jacquot diventa Film en costumes, actrices à poil
(Film in costume, attrici nude: nello specifico Léa Seydoux e Virginie Ledoyen)
A perdre la raison di Joachim Lafosse diventa Chéri, j’ai refroidi les gosses
(è la storia di una madre che uccide i propri figli)
Après Mai di Olivier Assayas diventa Cheveux Gras
(Capelli grassi) (Povera Lola Créton!)
Vous n’avez encore rien vu di Alain Resnais diventa Vous allez bien vous faire chier
(César d’honneur qu’on en finisse: quanta verità in un sottotitolo finto)
Il secondo disco degli Unknown Mortal Orchestra Ho scoperto casualmente gli Unknown Mortal Orchestra ascoltando un disco di b-side&other stuff dei miei adorati The Naked and the famous. In mezzo a ennesimi remix di ennesime hit, a un certo punto ecco una splendida versione di Punching in a dream, firmata, appunto, Unknown Mortal Orchestra. Primo disco nel 2011, continua...