Tout se tient

lunedì 8 settembre 2014

La rivolta delle librerie contro Valérie Trierweiler


 

François Mitterand, quando era presidente, ha fatto un po’ quello che ha voluto, tra le lenzuola. Cose che in confronto François Hollande è un uomo semplice, leggermente sovrappeso, che cambia montatura degli occhiali ogni quindici anni, senza grosse pretese se non quella di governare la Francia in un periodo molto complicato. Va bene, erano altri tempi, non c’era l’esposizione mediatica di adesso e il fare le cose di nascosto era anzi un valore aggiunto. Ma forse Mitterand un libro come quello di Valérie Trierweiler non l’avrebbe mai fatto arrivare in libreria, bloccandolo al confine con la Germania, in cui è stato stampato in gran segreto, e tornando alle sue occupazioni, tra cui le femmine. Ma Hollande non è Mitterand. E il libro è uscito, eccome.

 

Merci pour le moment di Valérie Trierweiler ha segnato il miglior ingresso in classifica dall’uscita di 50 Sfumature di grigio, oscurando Carrère e Nothomb. Tiratura iniziale: 200mila copie. Un libro che nessuno dice di voler leggere ma che tutti hanno letto, anche solo di sfuggita. Un libro in cui Trierweiler continua a recitare il ruolo della donna ferita, in cui non esita a dipingersi come “povera donna pazza tradita con pulsioni suicidarie” che corre per l’Eliseo con un sacchetto di pillole in mano mentre Hollande la insegue senza saper bene che fare, comme d’habitude. Ma il punto è questo: Trierweiler, prima dell’affaire “Hollande che esce da un portone con un casco integrale” non era propriamente amata dall’opinione pubblica, dalla politica, da Ségolène: insomma, a parte Hollande stava un po’ sul cazzo a tutti. La sceneggiata del ricovero e del grosso paio di corna stampato in social-visione l’hanno resa più “simpatica” (a quale donna non è capitato di essere cornificata dal Presidente della Repubblica?) ma ora con questo libro è tornata ai livelli di impopolarità di prima (qualcuno ha invitato Hollande a “riprendersela”, almeno avrebbe accanto qualcuno che i Francesi detestano di più): in alcuni programmi di grande ascolto il suo nome è stato accompagnato da fischi, tutti si dicono “disgustati” da questo teatrino, che Trierweiler continua peraltro ad alimentare: secondo uno del suo entourage “Valérie è sorpresa dalle polemiche che il libro ha scatenato”.

 

E poi ci sono le librerie, alcune, che si sono “ribellate”, rifiutandosi di vendere il libro-spazzatura. Ecco alcuni dei biglietti esposti. Manca la parte finale della rivolta, cioè come hanno reagito i potenziali compratori delusi (“saranno andati alla Fnac”). Tant’è. La Francia è anche quel paese in cui le piccole librerie riescono a sopravvivere senza i libri da “200mila copie di tiratura”.

 

 

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giovedì 24 aprile 2014

Enchanté


 

La Cité de la Mode et du Design è uno dei luoghi meno parigini e più londinesi della città (senza che nessuno, di qua e di là, si offenda). Negozi di design, street food, il museo de l’Art Ludique (che in questo momento ospita la mostra L’art des super-héros Marvel). E, fino ad agosto, Enchanté, un’installazione di Benjamin Isidore Juveneton che gioca molto con le parole e con certi riferimenti culturali e che viene voglia di instagrammer.

 

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Cité de la mode e du design
Benjamin Isidore Juveneton
(Via)

 

 


sabato 1 marzo 2014

El Clásico PSG-OM


 

In occasione del big match Paris Saint-Germain vs Olympique Marseille, Canal + ha realizzato un piccolo video con vari gruppi di supporter in giro per le due città. Da segnalare: le melodie del tifo sono le stesse a ogni latitudine; l’accento marsigliese, sempre consolatorio per chi, come noi, non avrà mai la pronuncia parigina perfetta e può sempre spacciarsi per altro (matàn, per esempio); lo chausson aux pommes:

 

 

 

 

 


venerdì 19 luglio 2013

Il tumblr della baguette


 

Ho notato che voi italiani siete molto fissati con la baguette. Basta nominare la parola – un fenomeno che si riproduce altrettanto buffamente con il bidet – per accendere passioni e improperi sepolti sotto coltri di complessi nemmeno troppo celati. Bene, ho il tumblr che fa per voi. Il tumblr della baguette. Viene dagli Stati Uniti ed è pieno di foto in cui gente più o meno celebre fa cose più o meno motivate con la baguette. Benvenuti livorosi e doppiosensisti:

 

 

Baguette

Ok

 

 

Kristin Chenoweth

Ti ricordi Pushing Daisies?

 

 

 

Matthew Broderick

Matthew Broderick ma che cazzo fai con quella baguette?

 

 

Altre foto di altre baguette sul tumblr della baguette

 

 

 


giovedì 11 luglio 2013

Il video in cui Spielberg e Lucas ipotizzano l’implosione dell’industria cinematografica


 

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The Lone Ranger, Il Tonfo di Tonto - Il pessimo esordio “dell’ennesimo film di Gore Verbinski con Johnny Depp truccato in qualche modo” era stato, diciamo, previsto da due esperti in apocalissi e cinema che stanno nella stessa frase. Verso la metà di giugno Steven Spielberg e George Lucas, durante una conferenza in California, comodamente seduti in sedie da, ehm, regista, hanno parlato del futuro dell’industria cinematografica dicendo cose che molti stanno citando e che forse molti citeranno da qui alla fine del mondo come finora l’abbiamo conosciuto:

 

“Ci sarà un’implosione del sistema quando tre o quattro film a megabudget si schianteranno al suolo, e allora il paradigma finalmente cambierà”, ha detto il buon Steven, cui peraltro non manca il sorriso sulle labbra, anche quando predice cose terrificanti (avete tenuto il conto dei flop di Hollywood in questa estate? Ecco):

 

 

 

 

 


mercoledì 17 aprile 2013

Scusa Gabanelli non ho capito


 

“Ci penso stanotte, ci vuole competenza”. Milena Gabanelli, intervistata ieri a Ballarò, ha così commentato l’eccellente risultato del primo posto alle consultazioni on-line dette “Quirinarie” (complimenti, non era facile). “Ci penso stanotte, ci vuole competenza”. La contraddizione insita in questo (doppio) pensiero è talmente incredibile che fa a pugni con l’immagine che molti di noi si sono fatti su Milena Gabanelli. La sorpresa, l’emozione, il contraccolpo possono giustificare molte cose, ma non il “ci penso stanotte”. Se una brava giornalista d’inchiesta può fare il Presidente della Repubblica allora perché un bravo politico non può fare giornalismo d’inchiesta? O anche: se tutti possono fare i mestieri di tutti, perché allora l’importanza di Report è così decisiva per la nomina a una carica come le altre?

 

 


mercoledì 10 aprile 2013

I dolori della giovane Malika


 

“Ma posso andare in giro in aprile vestita come a novembre?” Si apre con questo sinistro interrogativo il video-diario sulle prove del tour di Malika. Purtroppo risposte non ce ne sono, ma almeno scopriamo com’è  Malika “quando non disegna i cerchi nell’aria sul palco di Sanremo”. Fa le cose che facciamo un po’ tutti noi star di un certo livello: si mette a guardare Mtv e in particolare un video di una canzone di cui vuole fare una cover, si produce in pesanti mea culpa (“Ma com’è che lui è nato con questa quantità di genialità e noi invece…”), si allontana pronunciando parole come Do e Maggiore, si butta su un tappeto e inizia a parlare da sola, esprimendo speranze e timori per le tappe di Brindisi, Pescara e Senigallia. Imperdibili Lolloni:

 

 

 

 

 


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