domenica 13 maggio 2012
E al vincitore andranno 15mila euro da devolvere in beneficenza!
(Carlo Conti, un attimo prima di proclamare Serena Autieri regina della prima edizione di Tale e Quale Show)

Lorenza Lei, direttore generale della Rai, ha voluto complimentarsi pubblicamente con Carlo Conti per il successo di Tale e Quale Show, una delle poche note positive di una primavera disastrosa per la Rai. Ora. Posto che dirigere la Rai significa non solo ottimizzare il rapporto costi/benefici, perdere in una sola stagione Santoro, Ventura e Dandini ma anche saper prevedere in anticipo quanto, come e se un programma può funzionare, la domanda che in un Paese Normale i Blogger Seri si porrebbero è: Direttore Generale, ma com’è che avete sprecato un programma così forte a maggio? (Lo stesso vale per la fiction Una Grande Famiglia, ma non divaghiamo).
Ingredienti per un solido programma di intrattenimento di una rete generalista, oggi: un’idea – una sola -, costruzione modulare, ritmo, niente lungaggini, spruzzatina di talent, spruzzatina di percorso, capacità di far parlare di sé, ricasco sulle Internets, controcanto ironico quanto basta. Lasciando perdere quest’ultimo (siamo sempre su Raiuno) (Claudio Lippi o lo usi bene o non lo chiami proprio), Tale e quale show aveva tutto per essere un successo e lo ha confermato (lo dico per i blogger, giornalisti o semplici viandanti che scrivono sempre le stesse cattiverie su Raiuno, anche se hanno smesso di guardarla nell’87, almeno così dicono). Buona televisione. Non ci voleva un genio per capirlo, prima. E non ci voleva un genio per rinnovarlo subito, autunno che viene.
Ma, soprattutto, il merito è di Carlo Conti, questo agit-prop del tinello, questo artista della ragioneria moltiplicata per pacatezza meno urla sguaiate e polemiche sterili uguale 25% di share. Un uomo capace di mettere in piedi il cast più antipatico nella storia dei cast antipatici e uscirne comunque pulito. Voglio dire, provate voi a mettere nella stessa stanza Loretta Goggi, Rosalia Misseri, Danilo Brugia e Luisa Corna senza che nessuno finisca all’ospedale. Carlo Conti c’è riuscito, spegnendo sul nascere ogni accenno di capate ‘n bocca. Tipo durante le votazioni della penultima puntata, quando Loretta Goggi ha detto a Brugia che doveva darsi una svegliata perché no, non stava facendo belle figure e Brugia, che in un attimo poteva vendicare Mike Bongiorno e tutti i nostri animi feriti quella famosa notte di Miss Italia, ha reagito nel modo più polemico che gli è venuto in mente: votarsi da solo. Ecco, tasto dolente. Le votazioni. Un sistema che potremmo definire, uhm, vediamo, sciocco. Ma non abbastanza, evidentemente, se alla fine ha vinto la migliore, Serena Autieri, una che in un Paese Normale sarebbe già ministro e qui invece è costretta a fare il televoto contro Gabriele Cirilli.
Tag: Carlo Conti, Danilo Brugia, Emanuela Aureli, Enzo De Caro, Fausto Leali, Gabriele Cirilli, Loretta Goggi, Luisa Corna, Maria Grazia Fontana, Raiuno, Rosalia Misseri, Serena Autieri, Tale e Quale Show
lunedì 16 aprile 2012

(9-11 aprile) In attesa di tornare la prossima settimana con tutti gli effettivi al completo (o quasi) e in vista di un finale di stagione che mai come quest’anno sembra arrivare troppo presto (oh), una quick editione delle Fab Comedy, che stavolta sono tre:
Continua a leggere
Tag: 2 broke girls, fab comedy, How I met your mother, Modern Family
giovedì 12 aprile 2012
12 aprile 1982 – 12 aprile 2012

Sembra un necrologio ma no!, non lo è. Cristina D’Avena ci ricorda nei modi che le sono congeniali che ha compiuto 30 anni di carriera (li aveva già festeggiati lo scorso dicembre ma vabbè). 30 anni. Che poi, in un certo senso, ne converrete, è come se li avessimo compiuti noi. Crissy, grazie per il post-it, ma preferivamo non saperlo.
Continua a leggere
Tag: Adriana Volpe, Cristina D'Avena, Holly&Benji, I Fatti Vostri, Kiss me Licia, Magalli, Marcello Cirillo, Maria Antonietta, Mila&Shiro, Nanà supergirl, Nostalgia Buttana, Occhi di gatto, once upon a time
domenica 8 aprile 2012
Stamattina mi sono alzato che era quasi mezzodì. Mentre facevo colazione ho aperto la televisione e ho messo su Raidue. La televisione del mezzogiorno, così come quella del mattino e del pomeriggio, è una cosa che non va vista, mai. Una volta che ci caschi dentro, uscirne, poi, è complicatissimo. La repulsione va di pari passo col sublime e senza nemmeno accorgertene ti ritrovi tutto avvolto da una sostanza gelatinosa e appiccicosa, tipo bava di mostro, che rende inane ogni sforzo. Come quando in autostrada c’è un incidente e tutti rallentano per guardare: pure tu rallenti, e anche se non vuoi rallentare, devi rallentare lo stesso che quello davanti a te ha rallentato, e così, già che rallenti, butti un occhio all’incidente e l’incantesimo dura finché non c’è qualcuno che ti dà un colpo di clacson che ti riporta alla realtà. Il mio incidente di stamani si chiama Mezzogiorno in Famiglia. Il colpo di clacson, invece, la Benedizione Urbi et Orbi del Santo Padre.
Continua a leggere
Tag: Amadeus, Benedizione Urbi et Orbi, Il Maestro Mazza, Il Santo Padre, Laura Barriales, Maiori e Minori, Mezzogiorno in famiglia, Michele Guardì, Piazza San Pietro, Sergio Friscia, Stefano Masciarelli, televisione, Ventimiglia
domenica 1 aprile 2012
INTRO.
Finita la sigla, Maria De Filippi salutava i professionisti di Amici (“Ciao, Belen”) e io pensavo alla prima edizione di Saranno Famosi, più di dieci anni fa. Dai pigiami celeste-cielo alle tutine acetate argento e oro, quante cose sono cambiate. E quante ne cambieranno, da qui, alla fine del serale (Arena di Verona? Il Festivalbar si sta già rivoltando nella tomba). Perché è fatto così, il mondo deflilippiano, un mondo in continuo divenire, fluido, magmatico, a tratti cupo nella propria cieca presa sul serio (“Scusa Marco! Non volevo, ti giuro! Davvero, scusami!” “Tranquilla, Maria, non fa niente ahiò”), a tratti invece soave nell’involontario autoLoL (“Luca, fa parte del KIT?” “Sì, Maria, fa parte del KIT”). Un mondo capace di rinnegarsi nel giro di una telepromozione (“Sono Annalisa Mandolini, chiama Teletu!”) ma che rimane sempre, e drammaticamente, uguale a stesso.

1. I BIG, APERTA PARENTESI, IL RESTO, CHIUSA PARENTESI
Prosegue la de-amatricianizzazione intrapresa un paio di stagioni orsono. Espulsi a suo tempo come organismi infetti i vari Steve La Chance, Fioretta Mari, Maura Paparo, il serale 2012 recide (per il momento) gli ultimi fili che ancora lo legavano al passato: le polemiche infinite tra i giudici, adesso privati di quasi ogni diritto di parola, e gli eccessi platinettiani. Un’immagine più di ogni altra restituisce il senso di questo cambiamento, anzi di questa presa-di-distanza: Mauro Coruzzi, perso ogni decibel, è ora relegato nel punto più lontano possibile, lì in alto, inquadrato di lato come se niente fosse.
Archiviata dunque l’iper-rincorsa verso lidi sempre invidiati (X Factor) ma mai raggiunti (Piacere alla gente che piace), il nuovo modello da seguire, in un curioso cortocircuito andata e ritorno, è quello di Sanremo. Innanzitutto i Big. I Big che aprono e chiudono, e in mezzo tutto il resto. I Big che si meritano i voti dell’orchestra e poi i voti della giuria tecnica, e poi il sempre caro mi fu televoto. Tanta roba, troppa roba. Un modello in eccesso, rischioso, che si nutre di quella Estetica del Riciclo tanto in voga nella tv serializzata e slabbrata dell’attuale collezione inverno/primavera. Ma se altrove (Honduras, Magnolia) le frecce all’arco sono ancora numerose (Carmen Di Pietro, Miriana Trevisan, per citarne solo due), la direzione presa da De Filippi sembra quella di un kamikaze che non ha più niente da perdere: cosa c’è dopo questo torneo degli unici nove Big (il decimo, Giulia Ottonello, ancora non pervenuta: damnatio memoriae definitiva) che il programma abbia mai saputo sfornare? Qualche disco in più venduto da qui all’estate, un altro po’ di cassa col Televoto from Sardegna to Fantomatico Call Center, il rilancio momentaneo del marchio di famiglia, picchi dell’applausometro mai toccati in natura, e poi? Ci hai già pensato, Maria? Che dice Gianmarco Mazzi? E va bene, intanto partiamo, vedremo dove andremo a finire.
2. UN GIORNO, CHATTANDO SU FACEBOOK, FU SCOPERTO DA UNA SIGNORA
E in questo intanto c’è tutto il senso di un programma partito all’ultimo minuto, una macchina elefantiaca non ancora pronta, spazi scenografici esagerati, una cinquantina di persone nel cast fisso (!), una regia che ne azzecca davvero poche e quelle poche nemmeno consapevolemente. E poi c’è regolamento. Chi ha detto regolamento?
Alle 22:39 parte il vero serale di Amici, o quel che ne resta, e Maria spiega le novità del regolamento, ispirato al sistema elettorale tedesco misto francese, un po’ uninominale e un po’ proporzionale, ma sempre a vocazione presidenziale, con soglia di sbarramento al 3% FRATTO VIRTUOSISMI moltiplicato per ANNAMARIA PRINA. Risultato: la produzione fa comunque quel che vuole, alcuni allievi passano al turno successivo senza nemmeno esibirsi e altri vengono cacciati per sempre. Dal televoto sì, ma filtrato dal giudizio del primo Aruspice Cieco che passava di là. Un Gigantesco Tritatutto Randomico. Cosa volere di più? Maria De Filippi che legge le stampate farlocche di Wikipedia, per esempio.
Eh già, l’altra grande novità di questo serale vede il Gran Ritorno Aedico Defilippiano. Nel ricordo delle mai-dimenticate-lettere che padri madri e figli si scambiavano nuotando in laghi di lacrime, ecco arrivare delle robuste iniezioni narrative con le biografie dei giovani artisti in gara (Charles Aznavour, perdonali), lette con lo stesso entusiasmo di un’esecuzione a morte. Il picco viene raggiunto al momento della presentazione del Percorso di tal Giuseppe, ballerino coming from Gioia Tauro (o era Altamura?) che Maria descrive utilizzando Tag come: operai, 20 ore di lavoro al giorno sotto il sole, ingiustizia, Facebook, chat, UNA SIGNORA, destino. Giuseppe si salva, alla fine uscirà il ballerino Josè: Mi dispiace Josè, sei davvero bravo, ti auguro di avere un contratto, ciao, e non ti fare più vedere mi raccomando.
3. VALERIO SCANU E LA FABBRICA DEL LOL
E così, tra uno stacchetto dei Coldplay e uno del redivivo Andreas Johnson, tra un intermezzo comico e un altro di Luciana Littizzetto (che mette a nudo tutta l’inadeguatezza defilippiana una volta uscita dal recinto già tracciato da Zanforlin e soci), tra i buchi di Belen e l’incessante PIGOLIO di pubescenti isteriche sugli spalti, eccoci giunti alle pagelle dei NOVE BIG in gara:
Continua a leggere
Tag: Alessandra Amoroso, Amici 2012, Annalisa Mandolini, Annalisa Scarrone, Antonino Spadaccino, Belen, Canale 5, Emma Marrone, Gerardo, Grazia Di Michele, Il Serale, Karima, Mara Maionchi, marco carta, Maria De Filippi, Pierdavide Carone, Rudy Zerbi, Valerio Scanu, Virginio Simonelli
domenica 1 aprile 2012
Lo scorso 30 marzo è partita qui in Francia Sidaction 2012. Obiettivo: 5 milioni di euro. Tre emittenti radio e quattordici canali televisivi sostengono l’iniziativa. Venerdì scorso puntata speciale di Qui veut gagner des millions (Chi vuol essere milionario) su TF1 (Canale 5). Ieri su France 2 (Raiuno) speciale canterino Les stars chantent la tête dans les étoiles. Poi. Per tre giorni tutti-ma-proprio-tutti i programmi di tutti i canali hanno in sovrimpressione il logo di Sidaction e il numero di telefono da chiamare. Telegiornali,varietà, serie tv, documentari. Persino la trasmissione della Santa Messa di Domenica Mattina e gli altri programmi religiosi.




Tema molto presente in Francia, a prescindere dalle maratone benefiche. Di Sida, o Aids che dir si voglia, sono morti, tra gli altri: Virginio Bruni Tedeschi, fratello di Carla Bruni, Thierry Le Luron (imitatore, cantante e presentatore), e anche un certo Michel Foucault.
Tag: France 2, francia fa media, Michel Foucault, Sidaction 2012, Tf1
mercoledì 28 marzo 2012
Sabato scorso è andata in onda la prima puntata di The Voice UK (8 milioni e mezzo di spettatori, il 37% di share: praticamente gli stessi numeri su cui si è assestato The Voice France. Impressione).
Come ormai-ben-sappiamo The Voice è un format che vive di due novità decisamente attrattive: le audizioni al buio (freaks or it didn’t happen!) e l’asta-finta-sciarra cui si sottopongono i giudici per essere scelti dal concorrente (ribaltamento del solito schema). Dati questi preliminari uno poi si aspetta di assaggiare qualcosa che non ha assaggiato mai, ma alla fine si scopre che la curva di The Voice è una curva calante (“in quel punto non mi hai tenuto la nota”), e alla lunga si rivela la solita minestra tiepida di sfide e yawn. The Voice è fatto di tre programmi separati, e la logica del primo (la Voce, innanzitutto!) rischia di venire smentita nelle successive fasi: ok, ma i dischi poi chi li vende? C’est pourquoi, finiti i provini uno può tranquillamente ricominciare a uscire di casa, o utilizzare i vhs in modi più consoni, a seconda.
Anw, vedremo che ne sarà di questa edizione inglese. Intanto, la mia sensazione è che ci si possa divertire di più rispetto alle declinazioni Usa e France. Ma io faccio poco testo: a me gli inglesi fanno morire dal ridere, qualsiasi cosa facciano. Voglio dire, sono genti capaci di far vincere X Factor a quattro sciampiste in saldo (che ingenuità, che tenerezza). E poi come non volere bene a quell’accento meraviglioso?
Tra i concorrenti, da segnalare per il momento un figlio illegittimo di Daniele Magro e Johnny Big Baracca Robinson dell’ultimo X Factor Uk (vedi video dopo il continua). Tra i giurati, sento che gli strani giochi col pulsantone di Jessie J e le buffe facce dell’inutile will.i.am (nessuno lo vuole come Mentore: strano), insomma loro due potrebbero fare del bene. Ma chi lo sa. Stiamo sempre parlando di gente che in un Mondo Equo zapperebbe la terra (Tom Jones no, lui può fare quello che vuole).


Continua a leggere
Tag: Danny O'Donoghue, Jessie J, The Voice Uk, Tom Jones, will.i.am