Serie tv

giovedì 21 novembre 2013

Squadra Antimafia, la fiction totale


 

Intro: La vita ai tempi dello spoiler

 

Non tutti hanno problemi con il concetto di spoiler. Conosco gente che comprava Sorrisi &Canzoni solo per leggere in anteprima la trama di Febbre d’amore. Mia nonna. Una volta una mia amica mi ha detto che lei decide di prendere un libro solo dopo aver letto le ultime pagine (“Ma perché sei così pazza?” “Ho bisogno di sicurezze”). Poi c’è gente che ormai ha fatto dello spoiler una vera e propria malattia. Tipo che si rifiuta di mettere piede nell’Internet finché non ha visto l’ultima scena del final season della sua serie preferita (“La colpa è di quei farabutti esibizionisti che ti mettono gli screenshot a tradimento nella tua bacheca di Facebook o di Tumblr. Mi hanno rovinato la vita”). O gente che spezza le catene di decennali amicizie sol perché a cena, dal nulla, ti dice “Ah, come quella volta che Dexter trova morta Rita nella vasca da bagno lol” “Ma mi hai appena spoilerato come va a finire!” “A parte che Dexter non finisce così e se vuoi te lo dico adesso, ma GEEZ SONO PASSATI QUATTRO ANNI”.

 

 

1. Squadra Antimafia si fa l’autospoiler al primo minuto ma poi per fortuna vince facile

 

E poi ci sono le serie tv, o telefilm, o fiction, che si fanno gli autospoiler (come un autogol, certamente non grave, ma comunque tafazziano) annacquando così la potenza del proprio final season. Sto parlando di Squadra Antimafia, e di un titolo di testa, uno solo, questo:

 

 

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giovedì 31 ottobre 2013

The Good Wife a punteggio pieno


 

Ci sono serie televisive che migliorano di stagione in stagione perché sono riuscite a costruire un’impalcatura talmente solida che, a un certo punto, possono permettersi il lusso di decidere i tempi e i modi  della propria libertà creativa senza sottostare, apparentemente, ai dettami dei classici racconti televisivi. Nessuno potrà loro rimproverare nulla, perché nulla è lasciato al caso, e perché tutto non può che andare come deve andare. Il cammino è tracciato, e bisogna solo attendere che si compia il destino a tripla mandata di Autore, Personaggio e Spettatore. Come una bomba a orologeria perfettamente congegnata, l’esplosione sarà puntuale e deflagrante. Non come quei telefilm da quattro soldi in cui l’eroe riesce a staccare il filo rosso (o quello blu?) a un secondo dalla fine. No, le serie che migliorano di stagione in stagione sanno che c’è un tempo per la paziente e maniacale semina dei conflitti, e un tempo per il raccolto, al termine del quale termini come sovrabbondanza, o forse dovremmo dire perfezione, non sono certo stati inventati a caso.

 

 

A Florrick

 

 

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mercoledì 30 ottobre 2013

I piani per il sabato sera (restare in casa ad abbuffarmi di serie tv)


 

C’erano una volta degli innocenti ragazzini che guardavano telefilm come Il mio amico Ultraman alle tre del pomeriggio e oggi si sono trasformati in “zombie affamati di tv, accumulatori seriali senza scrupoli che non escono mai dalla propria stanza”. Cosa è successo nel frattempo?

 

Un certo Nico Morabito parla oggi su minima&moralia di una malattia imbarazzante che coinvolge un po’ tutti noi gente perbene: il binge viewing, ovvero l’abbuffata, in questo caso, di serie televisive. Il pezzo, già uscito sul n.14 di Link. Idee per la televisione, Vizi Capitali, si trova qui.

 

 

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Serial Writers, il libro che intervista i migliori showrunner del mondo
Link 14, Vizi capitali
Link 12, Insert coin/Game Over

 

 

 


giovedì 24 ottobre 2013

Scandal, colata lavica di plot che si autoalimenta senza sosta e senza onta


 

Created by

 

 

Scandal è l’ennesima nuova serie di Shonda Rhimes che non c’entra niente con le precedenti ennesime nuove serie di Shonda Rhimes. O forse sì. Che, a pensarci bene, nel rutilante mondo di Shondona tutto, ma proprio tutto, va in una sola direzione: “voi continuate coi vostri giocattolini da 0.4 di ratings e intanto io squatto il giovedì sera su Abc da dieci anni e che nessuno provi a spostarmi di qua. Non gli conviene”. Dopo anni di peregrinazioni mediche coast to coast, Shonda Rhimes è tornata a divertirsi come una pazza, realizzando, per l’interposta persona di Olivia Pope, il suo sogno più inconfessato, anzi due: tenere il mondo per le palle e costringere quegli stronzi degli Emmy a ricordarsi, obtorta Kerry Washington, della propria esistenza.

 

 

Olivia Pope

Le irredimibili pulsioni suicidarie delle heroine shondoniane

 

 

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martedì 22 ottobre 2013

Serial Writers, il libro che intervista i migliori showrunner del mondo


 

Serial Writers

 

 

L’appuntamento è in un bistrot del diciassettesimo arrondissement, un po’ fuori mano per noi rive gauche ma non poi così tanto, specie se tra cinque minuti devi incontrare Fabrice Gobert, autore, sceneggiatore e regista di Les Revenants. È una delle cinque giornate annuali in cui a Parigi fa veramente caldo, le porte-finestre del bistrot sono spalancate sul traffico e dalle casse esce la solita compilation con le hit degli anni zero che nessuno ha mai (ancora) tolto dal lettore. Il cameriere saluta Fabrice Gobert come si fa con i clienti abituali, e ci fa sedere in quello che sembra essere il miglior tavolo libero, non troppo vicino alla cucina e non troppo in mezzo alla strada.

 

Partiamo dagli inglesi di Channel 4 che trasmettono Les Revenants in originale con i sottotitoli, e finiamo quasi due ore dopo, parlando di scrittura televisiva e altri demoni, dei Mogwai, di Emmanuel Carrère, Gregory Crewdson, David Lynch e di tutto quello che sta dietro questa “serie francese che non sembra una serie francese”. Spoiler: nessuno ha mai nominato The Walking Dead.

 

La chiacchierata con Fabrice Gobert fa parte del nuovo numero di Link. Idee per la televisione, che ha consacrato quattordici interviste al mestiere più eccitante di tutti, almeno da quando hanno inventato i torrent: il Serial Writer. Ma anche showrunner, sceneggiatore, regista, produttore: o, semplicemente, tutto-questo-assieme. Vince Gilligan, Craig Thomas, Eli Attie, Eric Kaplan, Tom Fontana, Agniezka Holland, Howard Overman, Fabrice Gobert, Farhad Safinia, Matthew Weiner, Hagai Levi, Howard Gordon, Jonathan Ames, David Benioff. Gente evidentemente illuminata a cui dobbiamo le nostre migliori ore passate davanti a uno schermo più o meno televisivo. Pensa a una serie veramente sexy degli ultimi, boh, dieci anni: Serial Writers ce l’ha.

 

“Se è vero che gli ideatori delle serie televisive migliori sono da considerarsi a tutti gli effetti autori, perché non intervistarli sullo specifico della scrittura?”. Così Fabio Guarnaccia nell’introduzione a questo libro che tu, serial fan, non puoi perderti per nessun motivo al mondo. Serial Writers, da qualche giorno in libreria (ed. Rti, 10 euro), anche in versione digitale per iPad, Android e Kindle (2,69 eur0). Non dire che non ti avevo avvisato.

 

 

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Il blog di Link. Idee per la televisione
Serial Writers su Amazon

 

 

 

 


martedì 15 ottobre 2013

The Walking Dead 4×01: 30 days without an accident


 

In questo momento sono tre gli show più visti della tv americana, network e cable mescolati: NCIS, The Big Bang Theory e The Walking Dead. Trova l’intruso. O gli intrusi.

 

Considerando il cable. E considerando la curva che parte dal pilot della prima stagione e si issa lassù fino al risultato mostruoso del primo episodio della quarta stagione (16 milioni e spicci e 8.2 di rating), quello che sta facendo The Walking Dead, adesso negli anni dieci, non è normale. E il bello è che non è ancora finita. Pensa a tutta la gente che ha sempre snobbato ‘sti quattro zombie sfigati e prima o poi sentirà sulla propria pelle quella cosa chiamata esclusione: quanto tempo ancora posso far finta di niente?

 

 

Michonne

 

 

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venerdì 13 settembre 2013

Saul Goodman prima di Walter White


 

bob-odenkirk

 

 

Quindi non era una burla di Vince Gilligan che si prendeva gioco di noi e del nostro bisogno di non essere lasciati alla deriva. Breaking Bad finirà – per sempre – il 29 settembre ma sopravviverà ancora un po’ in Better Call Saul, titolo provvisorio per lo spin-off/prequel che racconterà le gesta dell’avvocato che tutti prima o poi vorremmo avere ‘quando veniamo svegliati nel cuore della notte dalla polizia che ci vuole arrestare’.

 

Pitch: Saul prima di incontrare Walter White. I contratti devono essere ancora firmati, non si sa molto, tranne che andrà in onda sempre su Amc, Gilligan sarà ancora in mezzo e lo showrunner potrebbe essere Peter Gould, l’autore dell’episodio della seconda serie che diede il via a tutto.

 

 

saul-goodman

 

 

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    sabato 1 marzo 2014
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