Sanremo 2012

sabato 17 marzo 2012

Les Enfoirés 2012: ah, beata ingenuità esagonale


 

Immaginate Gianni Morandi, Massimo Ranieri, Claudio Bisio, Paola Cortellesi, Lorella Cuccarini, Carlo Conti, Fiorella Mannoia, Biagio Antonacci, Nek, Alessandra Amoroso, Emma Marrone, Noemi, Arisa, Nina Zilli, Giorgia, Anna Oxa, Zucchero e tanti, tanti altri. Ora immaginateli in tournée, tutti assieme, per sette giorni consecutivi, a cantare e ballare cover, che ne so, di Mina, Lucio Battisti e Adriano Celentano, in un stadio sempre sold-out e in visibilio-totale. Immaginate che da questi sette concerti venga tratto un cd benefico, con un inedito di quelli strappamil’anima, e una trasmissione televisiva (registrata, una sorta di best-of) che fa 12,6 milioni di spettatori e il 52% di share. Voilà, ecco a voi il Gran Carrozzone Annuale Les Enfoirés:

 

 

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sabato 18 febbraio 2012

Sanremo, la quarta serata: i duetti dei Big e la vittoria di Alessandro Casillo (cui hanno rovinato il più bel giorno della sua vita)


 

“Alessandro Casillo è il gran favorito della categoria, la testa di serie numero uno del tabellone “Io, tu e il televoto”. Nel caso, il giovin Casillo potrà ribadire un concetto a noi tutti molto caro: Ehi, io ho vinto Sanremo a 15 anni” (9 Febbraio)

 

“Auspicio/Pronostico per una Andata A Casa Immediata: Chiara Civello, Marlene Kuntz, Matia Bazar” (15 Febbraio)

 

Lo so, lo so, autocitarsi non è mai bello e ora starete pensando: ma cosa fai, ti vanti per aver azzeccato i pronostici più facili dai tempi di Nilla Pizzi quando Nilla Pizzi arrivava prima (Vola Colomba), seconda (Papaveri e papere) e terza (Una donna prega)? (WTF) (sì, è vero). No, ci mancherebbe. Piuttosto, l’ulteriore conferma di un dato incontrovertibile: in questo Sanremo non sta accadendo, semplicemente, un cazzo. C’è Morandi stremato che infila una svarionata dietro l’altra (verrebbe solo da abbracciarlo e dirgli: Gianni, su, dai, non è niente), c’è questa passerella inesausta di gente che fa di Sanremo un vero porticciolo di mare. E c’è questa totale assenza di sorprese, un encefalogramma piatto, copione di esiti che si srotola prevedibile come Giletti quando prepara le puntate dell’Arena: vince Casillo, pazzesco, chi l’avrebbe mai detto.

 

 

Certo, la vittoria curiosa di Gualazzi dell’anno scorso lasciava aperto qualche spiraglio, ma l’anno scorso non c’era un fuoriclasse del televoto in gara. Ragazzi, fare la gavetta oggi significa andare in tv e sottoporsi ogni settimana al giudizio popolare. Se sei ben allenato, il più è fatto. E il resto è vincere Sanremo 15 anni. E quindi i molti di noi che quella tragica sera c’erano  (Marco Carta, Povia, Sal Da Vinci, il vero e unico termine di paragone quando si vuole mettere in mezzo il-punto-più-abominio-del-Festival, ricordatevene amici quando rivedete al ribasso i vostri superlativi relativi), insomma nessuno di noi ha mai davvero pensato che la vittoria di Casillo potesse essere messa seriamente in discussione. Certo, c’erano le varie golden share (le Radio, i fiorai, i Viandanti: oh, mai una volta che chiamino i blogger che una volta erano su splinder e ora hanno il dominio tutto loro) ma, al momento del Bonus di Facebook abbiamo capito. Chiedere a un generico “Facebook” di votare bene, votare giusto è come chiedere a Maria De Filippi di rinunciare al video. Più facile che domani arrivi qualcuno che riesca a camminare sull’acqua.

 

Quindi stravince Alessandro Casillo, un ragazzino di quindici anni che alla fine dell’esibizione scoppia a piangere (Morandi ovviamente non si accorge di nulla e gli domanda: Signor Casillo, COME VA?) e poi, per colpa di un regolamento medievale, vede rovinato il giorno più bello della sua vita non potendo salire sul palco a ritirare il premio. Lo farà oggi, ma intanto, quando qualcuno si deciderà a cambiare il regolamento sui minori in tv sarà sempre troppo tardi (cioè questi dodicenni di oggi fanno le cose più turpi di questo mondo che non vogliamo manco sapere, e non possono stare in tv dopo mezzanotte?).
Seconda arriva Erica Mou (il pezzo più interessante forse dell’intero Festival), terzo un gruppo che evidentemente deve avere molti parenti e amici, ultimo Marco Guazzone. Ecco, parliamo di Marco Guazzone. Una canzone che migliora di ascolto in ascolto ma che non cancella mai quella fastidiosa impressione che da un momento all’altro possa uscire Matt Bellamy e prenderlo a manate. E poi, quel testo, madre santa, ti cerco e non ti sei ti guasti e non lo sai. Ma la musica, come diceva Charlie Rapino, innanzitutto si vede e questo potrebbe spiegare molto dell’incredibile favore che raccoglie in rete. Oh, magari il disco è una bomba e l’anno prossimo vince Sanremo.

 

Ma parliamo dei DUETTI dei 12 sopravvissuti al cervellotico regolamento (14, poi 12 anzi no 14 poi 10 poi 12 poi 10). I quali duetti si dividono in due categorie: Duettoni Eufonici e Duettoni per Modo di dire

 

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venerdì 17 febbraio 2012

Sanremo 2012, la terza serata: una banda di ubriachi rende onore in modo singolare alla musica italiana


 

Per noi cresciuti sotto il papato Aragozzini (l’uomo che amò riamato Tina Turner) l’espressione STAR INTERNAZIONALI che FANNO I DUETTONI A SANREMO fa rima con gente come Dee Dee Bridgewater, Miriam Makeba, Nikka Costa, Toquihno, Latoya Jackson. Ecco perché, tutte le volte che un direttore artistico ripropone l’idea dei duettoni per omaggiare la nostra musica italiana apprezzata in tutto il mondo, all’inizio ci vengono gli occhi umidi di nostalgia e invece alla fine vorremmo scappare nel posto più lontano del pianeta e buttarci dalla rupe Tarpea: oh no, ancora Sarah Jane Morris!

 

Ma quest’anno, diciamolo, la moltiplicazione dei pani e dei WTF è stata talmente efficace, che tu, tu che Sanremo non lo vedi ma capiti qua giustappunto per sapere come è andato Sanremo e avere di CHE PARLARE domani al telefono con tua madre lontana, ecco i migliori momenti di questa serata indimenticabile che porteremo per sempre nei nostri cuoricini (WARNING: parleremo di ipovedenti, audiolesi, gente che ha sperimentato qualsiasi forma di dipendenza da DROGHE conosciute in natura e talmente indebitata da aver fatto da cavia anche a quelle che Walter White sta cucinando con Jesse ma la quinta stagione ancora è lontana, insomma io ti ho avvertito).

 

 

1 – SHAGGY e CHIARA CIVELLO. Morandi e Ivansba chiamano Shaggy e dalle scale scende un uomo BOLSO in PIGIAMA TEZENIS che sembra Ronaldo, il panzerotto che una volta giocava a calcio (Era rigore! Era rigore!). Ma che non si tratta di Ronaldo lo capiamo subito. Morandi: Ciao Scegghi! Shaggy: Mistalovalova. Bòn, seguono momenti imbarazzanti, tra cui “Shaggy fa il trivella con Chiara Civello prendendola da dietro e appoggiandoglielo ma lei, pur riluttante e giustamente ributtata, fa la faccia di circostanza”. Shaggy, vattene, non ti rivogliamo rivedere mai più.

 

2 – MATIA BAZAR e AL JARREAU. Bòn, finiscono di cantare la canzone (in cui scopriamo che quel signore con i capelli lunghi e bianchi, ehi ma allora parla!) e Morandi omaggia Al Jarreau: Signor Giarrò conosce qualche parola di italiano? Al Jarreau, guardando intensamente Morandi e scambiandolo per Ivansba: ITALIA BELLISSIMA TU RAGAZZA. Morandi la prende bene: scusa Al, vabbè che sei negro ma ci mancherebbe io non ho niente contro negri, però, scusa eh, darmi della ragazza, per me, figuriamoci, per me se sei omosessuale mica c’è niente di male, io penso che gli omosessuali, vero Mazzi?, possono tranquillamente mettersi il rossetto e pittarsi le unghie, ma io non ho niente contro di loro, figuriamoci, dopo per dire ci sarà anche un CIECO ma io non ho niente contro i CIECHI, sia chiaro, né contro quelli che si fanno di crack, tu che dici Rocco? Rocco: beh, magari se sei un po’ brillo…

 

3 – DOLCENERA e PROFESSOR GREEN. Ecco Dolcenera, la nostra piccola galatina, che si spalma come la nutella sulla brioscina appena sfornata di forno nella fattispecie Professor Green. Morandi: Signor Professor Green, come si sente? Professor Green: non so, sono confuso. Dolcenera: AHAH poverino. Steven vieni qua che ti chiarisco le idee io. Segue esibizione di Vita Spericolata. A casa c’è qualcuno che piange. Dolcenera perde il pelo ma non la profumiera.

 

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giovedì 16 febbraio 2012

Sanremo, la seconda serata: lo scellerato meccanismo delle sfide tra i giovani e il borsino tieffemmino


 

Allora, ieri sera sono uscito e sono tornato a casa, boh, saranno state tipo le undici, insomma ho aperto l’apparecchio e ho messo su Raiuno. In quell’istante Belen Rodriguez stava scendendo le scale e stava dimostrando agli Italiani che no, sotto quel vestito colorato non c’era niente di ingombrante e che no, lei non ce l’ha placcata d’oro. Belen, ufficiale, è una ragazza semplice come tutte le altre (grazie Bely, di te sappiamo ormai tutto, ma proprio tutto, anche le facce che fai in quei-momenti-là, ma la prossima volta ricordati di portarci le radiografie all’arcata dentaria, quella ancora ci manca). La sua BFF Elisabetta ha però avuto paura che qualcuno potesse fraintendere e l’ha spinta a tranquillizzare le nonne d’Italia: Bely ce le avevi, vero? Belen: sìsì, come no. Belen, attenta, che se dici le bugie poi agli italiani cresce un naso lungo così.

 

Insomma niente, ho fatto GULP e sono andato sull’internet per capire se mi ero perso qualcos’altro. Repubblica, Corriere, L’Unità, Il Secolo, L’Avvenire, Twitter: tutti titolavano a Nulla Unificato LO SPACCO HOT DI BELEN. Minchia!, ho detto, mi sa che mi sono perso davvero qualcos’altro! E allora ho aperto il lettore betamax, ho riavvolto la cassetta e ho cominciato a guardare la puntata dall’inizio.
Daniel Ezralow e gli Xx; i bianchi e i neri e vabbè che ci fa, ognuno ha le sue opinioni; Nina Zilli conciata a metà tra Miriam Makeba e la tipa del caffè Kimbo; Caronno Pertusella (?); la canzone di Bertè e D’Alessio che mi ricorda una canzone di Nek; quella degli Marlene Kuntz invece una degli Afterhours; la solita improvvisazione d’accatto con San Gobbo a reggere il moccolo; Ivana Moldavia che finalmente la vediamo e scopriamo che non solo è gente come noi, ma che è anche la figlia illegittima di Eva Herzigova; il pippone che Gianni Morandi fa a Erica Mou che lo guarda come a dire Sì, ma che mi conti a me, valle a dire a Iacchetti, queste cose; quei due idioti che sono l’ennesima bruciante sconfitta della postmodernità e qualcuno prima o poi se ne dovrà assumere le responsabilità; il micidiale siparietto tra Rocco Papaleo e Martin Solveig (Martàn! Si dice Martàn! È francese!); le eliminazioni di gente che non voglio nemmeno nominare.
Insomma, i soliti allarmismi dei giornali italiani. Uno spacco basta e avanza. Non mi ero perso niente’altro. Circa.

 

Ma parliamo di cose serie. Parliamo dei Giovani e di una cosa su cui nessuno si è indignato abbastanza.

LO SCELLERATO MECCANISMO DELLE SFIDE

 

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mercoledì 15 febbraio 2012

Sanremo 2012, le pagelle dei cantanti: se Vero Cantautore tu vuoi diventare, scrivi una bella canzone sulle buttane


 

C’è una cosa che non perdoneremo mai al delirio di Celentano, a Mazza, Mazzi, Lei, Morandi e soci (Rocco Papaleo no, lui ci piace persino quando fa i film con Pieraccioni), e cioè l’averci irrimediabilmente distratto dalle canzoni, mai così brutte al primo ascolto. Al secondo migliorano un pochetto e al terzo qualcosa si salva, ma insomma. Premesso che utilizzeremo parametri pretestuosi tipo L’analisi logica delle strofe, Coerenza o meno rispetto alla Poetica Generale dell’Artista, Look Pretenziosi e Scopiazzi Indecorosi, e premesso (per i parenti che leggono) che non c’è nulla di personale e che non sempre ci sarà un coinvolgimento emotivo del Vostro Blogger (se va bene, di QUESTA ROBA solo una al massimo due rimarranno nella sua testa), ecco a voi le pagelle dei 14 artisti in gara a Sanremo 2012:

 

 

Abbiamo i voti da 0 a 10, Usiamoli:

 

1- Dolcenera, Ci vediamo a casa. Con ancora il ricordo del sontuoso pezzo Il mio amore unico buttata fuori subito, Dolcenera torna a Sanremo con un pezzo che come al solito pare peggio di quello che è. Sarà quella bocca che distrae, sarà l’inciso con quell’amiamo tanto buttato come esca in pasto agli ingenui. Eppure Emanuela è brava, si scrive le canzoni da sola, cosa che la differenzia da altre galatine e dintorni ben più celebri. Apprezzamento per il doppio ‘monolocale’, sul finale arriva qualche eco baustelliano ma Bianconi no, non entra come Anna Oxa. Voto: 5, non basta.

 

2 – Samuele Bersani, Un Pallone. A proposito di gente che si scrive le canzoni. Signori, questo è un Signor Cantautore, ricordiamocelo sempre quando diamo aria agli sfiati su Twitter. L’uomo che ha scritto Giudizi Universali e Replay gode di una quantità di Punti Meraviglia Illimitati Flat Tutto Compreso non replicabile in natura. Si presenta po’ Nerd po’ Alex Karev degli universi paralleli e al primo ascolto è un bel meh che verrebbe voglia di buttarsi dalla finestra. Ma sono io o sei tu? Forse sono io. Il pezzo, intesto come Summa di lirica e parola, è talmente raffinato che solo al dodicesimo ascolto capisci cosa voleva dire. Il punto è che lo dice bene. Sì, ci vuole davvero molto coraggio a rotolar giù in un contesto vigliacco. Samy, sperando che nel corso delle serate riuscirà a scattare quella famosa scintilla, ti diamo un bel 6,5 che vale come Ringrazio Per Tutto Il Resto.

 

3- Noemi, Sono solo parole. Il compagno TFM propone la mozione ‘Non diciamo MAI i nomi degli autori delle canzoni’. Fabrizio Moro. Come si fa a predisporsi all’ascolto di una canzone firmata Fabrizio Moro? Si fa. Intro molto lunga e parlata che serve a Noemi per dimostrarci di saper fare le note basse, quelle alte e quelle che stanno in mezzo. Noemi è brava, è intensa, è roba nostra di noi che la televisione la guardiamo e ce ne vantiamo pure. Il testo è quel che è, ma l’apertura a 2/3 del pezzo fa volare la nostra Noemi a un discreto 7,5 a patto che tu, Noemi interrompa la trasformazione in Luciana Turina adesso, subito, ieri.

 

4- Francesco Renga, La tua bellezza. Francesco Renga a Sanremo fa rima con Ambra, sua figlia, Angelo, cose così. Poi c’è tornato ma nessuno se lo ricorda. Ora rieccolo con un look tutto nuovo che fa di tutto per distrarci da The Stempia Incipiente. Francescorenga ha questa cosa che deve sempre farci sapere che lui è bravissimo e quindi riempie i ritornelli di VOCALI che può spalancare a piacimento SEEEEEEEEE. È un po’ l’Albano del nuovo millennio, se nessuno l’ha mai detto lo diciamo adesso. Se la tua bellezza è qualcosa che somiglia alla parte migliore di me. Devo ancora capire se è un complimento a lei o il segno di un ego smisurato. Il finale COPIATO a Chris Martin (Saltini e OHOHOH compresi) mi destabilizza. Per ora è 6, oh, cantare bene canta bene.

 

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mercoledì 15 febbraio 2012

Sanremo 2012, il delirio di Celentano distoglie l’attenzione dal vuoto abissale della Rai


 

“Succedono tutte quest’anno, ma come è possibile? Quella c’ha il torcicollo ed è ricoverata in ospedale, adesso si blocca la giuria, ditemi se possiamo andare avanti oppure no” (Gianni Morandi, alla fine della seconda esibizione).

 

 

1. Noi che nel 2012 volevamo solo cantare le canzoni

 

Dopo i patimenti degli ultimi mesi l’Italia, Scalza, Infreddolita Ma Liberata aveva solo un desiderio: scaldarsi-tutta-assieme davanti al caminetto per una serata come quelle di una volta ascoltando canzoni sceme, scovando improbabili plagi, dando voti a destra e a muzzo, sfottendo la vallette, contando le gaffes. Non ha avuto niente di tutto questo. Davanti al caminetto c’è rimasta (oltre 12 milioni e mezzo e il 49%) ma, come direbbe qualcuno, Retweet Is Not Endorso.
L’Italia Liberata è rimasta là, pietrificata di angoscia per la deriva poraccio-situazionista che nessuno, men che meno Gianni Morandi (“Io non sono un presentatore”), poteva arginare: lo sbarco sulla Luna; i cazzi, i mazzi e le parolacce (“Mamma, copriti le orecchie” “No, me ne vado a letto”); sistema audio che malfunziona; il cantante Pupo (“Sì, anni fa mi comprai il quarto posto a Sanremo spendendo 75 milioni di lire di schedine Totip”) che ripete a pappagallo le strofe Consulta e Referendum mentre sullo sfondo C’era un ragazzo che faceva le coreografie di Brian e Garrison; cristiani, musulmani e giudei; prediche e predicozzi; Luca e Paolo che fanno i DaDaDa di se stessi; il ritorno delle 2 broke girls; l’Epifania di una Canalis che improvvisamente risorge dalle ceneri della propria insipienza donando tre-secondi-tre di Vero Splendore Squarcia Cupezze (“Elisabetta! Vieni a salvarci!”) prima di un ritorno sulla terra chiamata inadeguatezza; le Rassicuranti e Nutrienti Mammelle di Belèn; il tilt della giuria e la Deroga Speciale che una generica “Rai” stabilisce per non penalizzare nessuno; bombe e sparatorie (finte) sull’Ariston. Insomma, una Sconclusione Totale che ha lasciato l’Italia Liberata all’addiaccio e con una sensazione di amaro in bocca: queste canzoni fanno schifo.

 

2. Il Festival di Sanremo è un programma televisivo

 

 

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giovedì 9 febbraio 2012

Le pagelline dei Giovani di Sanremo Social: su tutti Erica Mou, la signorina Carlo, Dana Angi e i Bidiel


 

E quindi siamo già a ‘Ehi ma tra cinque giorni è Sanremo!’. Sì, lo so, l’hype è un po’ quello dell’edizione condotta da Olimpia Carlisi e Daniele Piombi, ma, come ben sappiamo, Gianni Morandi è in possesso di strani poteri a noi sconosciuti. Se l’anno scorso ha fatto il botto malgrado imbarazzi a getto continuo che manco Edwige Fenech e Andrea Occhipinti, allora tutto è possibile. Certo, bisogna vedere come si alzerà al mattino quell’uomo uomo di 74 anni (Adriano Celentano, lo facevamo più giovane, vero?) e cosa sarà capace di combinare Loredana Bertè (noi auspichiamo un uso contundente di Macy Gray nei confronti del primo che passa, tipo Gigi D’Alessio, ciao Mimì) ma insomma l’importante è partire col piede giusto. Qualcuno sa quando Elisabetta Canalis farà il suo cameo?

 

 

Sanremo Social 2012. Una volta si chiamavano Nuove Proposte, poi Nuova Generazione. Noi continuamo a chiamarli GIOVANI. Approfittando del fatto che le canzoni dei GIOVANI non sono inedite (se è per questo anche alcune dei cosiddetti Big, ma se non è un problema per loro, figuriamoci per noi) e rinvigorendo una robusta tradizione tieffemmina (“Non riconosceremo altra vincitrice all’infuori di Nina Zilli” e invece fu Tony Maiello), parliamo un po’ di questi Benedetti GIOVANI di Sanremo.
Dopo la scrematura che tanto ci deluse (Gianni, gli Skills!), sono rimasti otto artisti divisi in Uomini (2), Donne (4) e Gruppi (2), connotati da una forte centromeridionalità che speriamo non farà loro difetto. Novità di quest’anno: è possibile votarli, anche *in questo momento*, per determinare “l’ordine di apparizione nella seconda serata”. Per capire se votarli, come votarli, quando votarli, e al grido di ABBIAMO I VOTI DA 0 a 10 USIAMOLI, ecco a voi le pagelline degli otto giovani che per me, se erano solo quattro, era meglio:

 

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    mercoledì 9 maggio 2012
  • A Maggio il mondo è belloBW      Sarà un bel Souvenir La La La La - Che poi, non sai mai se, mentre scatti le foto, ti perdi i momenti, o se non te li perdi proprio perché scatti le foto. Ad ogni modo, qualche scatto dalla settimana più rossa, Le temps des Cerises, il Primo Maggio dei Sindacati continua...