The Bignamino

venerdì 4 febbraio 2011

Ehi, ma allora erano tutti vivi! The Bignamino of Lost 1×01 (inedito)


 

lostIntro.
Dunque c’è strana isola abitata da strane creature.
Ma anche da esseri umani che vivono in case con giradischi e vinili di Petula Clark. Leader di gente umana si chiama Bengiamin Lainus. Bengiamin Lainus è pazzo. Su isola c’è anche una botola. Sotto botola vivono due cristiani in seminterrato dotato di ogni confort compreso giradischi e vinili di Mama Cass. Uno dei due cristiani si chiama Desmond. Desmond anche lui è poco disturbato mentale. Infatti gli hanno detto che deve passare sua vita a premere un bottone ogni 108 minuti. Se non preme bottone mondo finisce. Così gli hanno detto. E Desmond ci crede! E così preme bottone. Si alterna con suo collega salvatore di mondo. Un giorno suo collega si scassa la minchia e con trucchetto esce da botola. Desmond lo segue. Litigano. Desmond spinge collega. Collega sbatte testa su scoglio appuntito e muore. Molto triste. Desmond confusissimo decide di tornare a botola, dove è già iniziato conto alla rovescia per fine di mondo. Intanto gente umana che popola isola è impegnata in allegro gruppo di lettura in cui si discute di letteratura. La più infoiata in queste discussioni sembra donna bionda ambigua di nome Giuliet. Nel frattempo un aereo, l’oceanic 815, sta volando indisturbato sull’oceano Pacifico, proveniente da Sidney e diretto a Los Angeles. Aereo è pieno di gente: chirurghi, dentisti, gente paralizzata, gente malata di tumore, gente fuggiasca, bare con gente morta, truffatori ipermetropi, vincitori di lotterie con malocchio addosso, eroinomani, torturatori iracheni, preti nigeriani, cinesi giapponesi coreani boh non s’è mai capito, fratelli e sorelle mezzo incestuosi, criptostessosessuali, sorellastre madri, un sacchetto di diamanti preziosissimi, bambini con strani poteri di ubiquità, cani immortali. Insomma tipo l’arca di Noè. Mentre aereo svolazza Desmond torna a botola che deve salvare mondo. Ma conto alla rovescia è quasi finito. Panico. Desmond ha occhi sbarrati tipici di chi non solo ha appena ammazzato qualcuno ma anche di chi sa che mondo sta per finire per colpa sua. Desmond prova a ribaltare destino ma situazione è disperata: pezzi di metallo volano in ogni dove. Grande finimondo: 3,2,1 boom. Mondo non finisce ma scoppia grande turbolenza. Gente umana di isola pensa che sia terremoto. Si riversa così in giardino e alza occhi al cielo. Aereo 815 sopra loro teste si spezza in due. Pezzo davanti finisce di qua. Pezzo di dietro finisce di là. Nella foresta un cristiano che si chiama Giàààààc Shepah apre un occhio. È vivo. Ma forse avrebbe preferito di no.

***

bignaminoE questa, questa era solo l’anteprima, per cui amiche e amici, da un non luogo fatto di una tantum e per sempre, nell’anniversario dell’inizio della fine, eccoci di nuovo qua, sei stagioni un minuto, ancora ebbri di stupore e felicità, solo per voi, the bignamino di Lost 1×01.

Sigla? Sigla!

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venerdì 4 giugno 2010

The Bignamone of Lost Series Finale (2): “Ehi Jack, ci vieni alla rimpatriata delle medie?” “Manco MORTO”


 


bignaminopriviusli on loooost. dove eravamo rimasti? ah sì. dèsmo ha stappato il crodino dell’Apocalisse. terremoti tsunami e quant’altro si abbattono sull’isola senza più LUCE. dèsmo e giàààc sono svenuti chissà dove chissà quando. ricardus mails e lapidas stanno andando all’aereo ma è da mezzoretta che non si vedono. ben è incastrato sotto un tronco. nella realtà alternativa intanto sono tutti al concerthone o all’ospedale. aumenta la gente con sorriso beota sul viso. ce la farà dèsmo a riunire tutti compresi giàààc e babbeo giònlòc? ma soprattutto, come cazzo finirà loost?

questa era solo l’anteprima. per l’ultima volta, ora e per sempre, the bignamino può cominciare (qui gli altri bignamini):

STRABOOM! il rumore del tronco che si schianta su bengiamin è talmente forte che sveglia giàààc, appena preso a PIETRATE da FUMO NERO. giàààc si fionda dentro il BUCO di fogna dell’isola cercando dèsmo: DESMEND! DESMEND! urla con tutto se stesso. ma quello non risponde, anche perché, caro giàààc:  who fuckin is desmEnd? i terremoti continuano e così giàààc esce dal BUCO e sotto URAGANI INAUDITI comincia a correre a testa bassa urlando AHHHHHHHHHH maledetto fumo nero ti sei preso il MIO ZAINETTO!

gli ultimi heroini del bene che sono sòia, hugo e cheit sparata provano a liberare ben ma non ci riescono. DAL NULLA sbuca un WALKIE TALKIE. è mails che sta chiamando bengiamin. risponde cheit: mails c’è clèr con te? mentre sullo sfondo, sferzati da una pioggia torrenziale,  i TRAGICI ricardus e lapidas FINGONO di riparare pezzi di aereo, mails risponde: CHI CAZZO è CLER? cheit: come chi è? la PAZZA PRECISA. mails: ah QUELLA zoccola che ci ha sparato! no, se ne vuole rimanere affanculo. comunque cara cheit, ti comunico che noi ce ne andiamo da questa fogna, lapidas sta consultando il MANUALE di MC GYVER per riparare l’aereo. in quel momento un’altra scossa di Terremoto del settemilionesimo grado della scala mercalli. cheit: che minchia succede? mails: succede che avete al massimo un’ora di tempo e poi addio per sempre! intanto ricardus, incurante di tsunami e maremoti, continua tranquillamente a usare LA FIAMMA OSSIDRICA per aggiustare un buchetto sull’aereo. scatta in sovrimpressione un enorme CONTONE alla rovescia  stile jack bauer: un’ora! sòia pronuncia così la battuta che gli riesce meglio da sei anni a questa parte: YOU SON OF A BITCH! bengiamin che è lì proprio davanti a lui: ah grazie! io sto morendo e mi insulti! comunque io so come arrivare all’aereo. farlòc HA UNA BARCA!

lancionomini farlòc e spuntano le corna di fumo nero. sprizzando malefici e orgasmi da tutti i pori, FUMO NERO infatti è sul pizzo del precipizio con lo ZAINETTO di giàààc, felice come una pasqua. contempla l’apocalisse all’orizzonte e anche la barchina a remi con cui BOH pensa di andarsene a fare un giro in solitaria per INFETTARE MONDO. insomma sta per scendere dalle SCALETTE quando alle sue spalle si ode un urlo BELLUINO: LOOOOAAACCCCC LOOOOOOAAAAAACCCCCCC. è giààààc, evidentemente bendisposto dopo le PIETRATE ricevute. giàààc, coperto di sangue e dolore, frustato dal maremoto, si avvicina a farlòc, a sua volta sorpreso di trovarselo ancora VIVO. farlòc scrolla le spalle come un parigino a cui hanno appena detto che sono finite le baguette e sfodera il COLTELLO shogun che tanto bene ha già dato al mondo, nello specifico otto o novemila personaggi MORTI di lost, e si lancia all’arrembaggio. lo stesso fa giàààc, che prende la rincorsa e si butta a peso morto su farlòc: DAMMI IL MIO ZAINETTOOOOOO!

pubblicità? pubblicità (in america hanno avuto il coraggio di interrompere la scena proprio qui e chi sono io per essere da meno?)

insomma le due EX divinità cominciano a pigliarsi a mazzate. essendo tornati umani da cinque minuti sgorga SANGUE che è una meraviglia. farlòc FINALMENTE si leva dalle spalle quel maledetto zainetto, ma poi perde il coltellazzo magico. giàààc gli si butta addosso col chiaro intento di STROZZARLO mentre attorno a loro prosegue allegro lo tsunami con PEZZI DI ISOLA che SMOTTANO e si staccano.
insomma giàààc è lì che STROZZA farlòc e quasi ce la fa, se non fosse, caro giàààc, che farlòc ne sa una più di FUMO NERO. sfruttando una scossa di terremoto si avvicina co’ quehe MANO da fumo nero al coltellazzo e tàààààc! infilza giààààc in un punto imprecisato tra il costato la pancia il fianco le budella la milza il fegato il rene. farlòc, mentre rigira il coltello nelle CARNI ancora VIVE di giàààc, schiaccia il pulsante ENLARGE YOUR KNIFE e così vediamo LA PUNTA che si allunga fino a fuoriuscire dall’altra parte. questo per farci capire, se già non lo avevamo sospettato, che giàààc is GONNA MORIRE.
insomma FUMO NERO DI MERDA tira fuori il coltello pieno di interiora di giàààc mezzo morto e siccome non gli basta, che sono ottomilioni di anni che ‘sti stronzi ce l’hanno con lui, vuole ficcare il coltello anche nella gola di giàààc. affonda LA PUNTA in quel punto che poi vedremo anzi abbiamo già visto o forse no era tutto un sogno alternativo insomma lì dove giààààc continua a perdere sangue e dolore, insomma PROPRIO mentre stiamo per sentire STOCK il rumore della giugulare recisa, DAL NULLA sentiamo uno sparo: BAAAAM!
è cheit, la meravigliosa cheit che dopo cinque anni e una laurea e un dottorato in gattamortismo, torna agli splendori della caterina austen che hamavamo: fumo nero, avevo conservato quest’ultimo proiettile per te, merda! che donna! che classe! che coglioni! fumo nero prova a rialzarsi ma non ce la fa. siccome è un rosicone che in questo momento ha capito che ha LOST, si comporta come un ragazzino delle medie: gnè gnè giàààc, tanto è tutto inutile gnè gnè. per tutta risposta giàààc, mentre tiene bloccata con due dita l’EMORRAGIA,  prende la rincorsa e gli molla un calcione che fa volare via fumo nero: E VA’ SCASSACI LA MINCHIA AL LARGO! urla giàààc mentre osserva farlòc spiaccicarsi sullo scoglio. segue inquadratura dall’alto con le onde e i MAROSI che si fanno beffe di farlòc, inquadratura presa para para da scorsese e da shutter’s island che quelli di lost erano rimasti male che li avevano copiati e così ora rendono pan per focaccia.  e comunque, immagine davvera INEDITA in lost, terry ‘o quinn alias giònlòc o farlòc, sotto forma di cadavere.

giaca proposito di giònlòc. l’operazione è finita. giàààc entra in camera. babbeo è ancora privo di sensi ma all’improvviso sembra ridestarsi. giàààc si avvicina: mistahlòc mistahlòc! can you hear me? lòc si sveglia: giàààc caro, ha funzionato. SONO DI NUOVO UOMO! giàààc: lòc è impossibile, lei ha un’anestesia totale! lòc: ah sì? e allora questo cos’è? domanda indicando un BOZZO da sotto il lenzuolo. con orrore et raccapriccio, ma da perfetto andrologo quale è, giààààc scosta il lenzuolo e vede una TRISTE LITTLE MINCHIA raggrinzita, ma pur sempre DRITTA. lòc, ora, comincia a ricordare: quando aveva uno sbrego di cicatriche che gli attraversava la faccia, quando mangiava spicchi di MANDARINO, quando giocava con waaaaaaalt, quando lost non era razzista e c’erano ancora personaggi di colore. lòc sprizza felicità da tutti i vasi sanguigni: grazie giàààc grazie, spero che qualcuno faccia per te ciò che tu hai appena fatto per me. giàààc si mostra malmostoso: guarda che la mia minchia funziona benissimo!
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lunedì 31 maggio 2010

The Bignamone of Lost Series Finale, ovvero: “Ah bei tempi quando ci scannavamo solo per premere un bottone!”


 

priviusli on looost, dove eravamo rimasti? gècob è morto ma solo un pochetto quindi prima di muorire definitivamente assume giààààc con un contratto a tempo indeterminato tipo PAPA cioè finché NON MUORE pure lui: giàààc è il nuovo protettore dell’isola e adesso ha i poteri magici. beato lui. intanto simpatia fumo nero, il cui unico scopo è radere al suolo umanità sol perché è CURIOSO e vuole vedere che cazzo c’è across the sea visto che sono otto milioni di anni che sta in quaha cazzo di isola, insomma fumo nero vuole ritrovare dèsmo e usarlo per scaraventarlo dentro THE LUCE e distruggere l’isola. questo il suo piano. furbo! nella realtà alternativa dèsmo regala case e benefits e vestitini all’insaputa di nostri heorini. fa evadere cheit e said corrompendo quella stinca di stronza di analucia e con la complicità di hugo li vuole portare tutti al CONCERTHONE. l’unico non invitato è fumo nero. ma che razza di concerthone può essere senza un poco di FUMO (NERO)?

e questa era solo l’anteprima. adesso la prima parte di the bignamone special version può cominciare (qui gli altri bignamini)

lost 6×17-18 “the end”. the ralenty. la puntata si apre con un’inedita immagine di gioia e felicità: UNA CASSA DA MORTO. dopo secoli o decenni o minuti o 114 episodi, chissà dove chissà come questa bara viene ritrovata e scaricata boh da un uomo col codino e una salopette con su scritto:  BECCHINO. intanto bengiamin si fa un tè caldo, giàààc controlla una radiografia che lui è il DIO della chirurgia spinale, babbeo giònlòc si appresta a essere operato e saluta la sua anima gemella, l’hamatissima SEDIA A ROTELLE, mentre  sòia si guarda allo specchio che è rotto e tutti sappiamo cosa voglia dire uno spechio rotto: THE SFIGA IS COMING.

desmobecchino è lì che traffica con THE BARA quando arrivano dèsmo, la sua lacca e il suo sorriso di ottusa felicità. si rivolge a becchino: ehi broda ti serve una firma? becchino: ma chi sei, un PRETE? dèsmo: oh ma la finite di offendere? prima quel bengiamin mi dà del pedofilo, ora tu mi dici che sembro un prete! chiedilo a PENNY se sono un prete! becchino: penny? who’s penny? dèsmo: senti scemo di un becchino ti dispiace portare la bara sul retro? becchino, senza fiatare, accetta e la poggia su un carrello dell’esselunga. becchino, un po’ sospettoso: ma non è un po’ troppo leggera? A ME MI PARE VUOTA. dèsmo, con tono conciliante: fatti i cazzi tua o ti FACCIO SPARARE.
intanto in macchina c’è cheit sul cui viso è dipinto un gigantesco ?
ricordiamo che cheit cinque minuti fa stava per essere condannata alla sedia elettrica ma poi dèsmo l’ha fatta evadere in cambio di: un vestitino di zara da 19,99 euro. insomma cheit è lì in macchina MORTA di noia che ascolta radio margherita e intanto si scippa a una a una le doppie punte visto che quando sei fuggiasca mica hai il tempo di andare dal parrucchiere. torna dèsmo. cheit lo accoglie con un carico di entusiasmo: brutto stronzo io ancora non ho capito che cazzo vuoi e perché mi hai fatto vestire da mignotta! ma una cosa te la dico: sarò pure disperata e porca ma io cose strane con i cadaveri non le faccio, piuttosto torno in galera. dèsmo: ma che dici? cheit: chi cazzo è quel MORTO? dèsmo: un uomo che si chiama christian shèpah. cheit gli scoppia a ridere in faccia: oh C’MON! SIRIUSLI? uno che si chiama PASTORE CRISTIANO? dèsmo: ti pare strano? e ancora non hai visto niente!  cheit: senti farabutto io ESIGO di sapere che cazzo sta succedendo! dèsmo, esasperato: al momento giusto saprai, ma ora piantala di fare domande del cazzo o te ne vai affanculo. cheit la prende bene: ma VACCI TU CHE SAI LA STRADA! dèsmo mette in moto e parte.

sull’isola giààààc, il nuovo semidio, sta prendendo le misure ai suoi superpoteri. infatti è dentro al ruscello, di schiena, coi jeans mezzi calati e il righello in mano che si spugnetta il birillo. arriva sòia: oh doc ma che cazzo fai? qua c’è da salvare l’isola! giàààc si volta rivelando un nerchione proboscidesco: ma chi se ne fotte! sòia! 37 cm! ne valeva la pena aspettare sei anni! 37 cm! finalmente nessuna più mi scoppierà a ridere in faccia! potrò scoparmi tutta l’isola! sòia: ehm…. guarda che sono rimaste in due, una è pazza precisa e, sopratutto, è tua SORELLA, l’altra beh l’altra sai come la chiamano, no? The PROFUMIERA. giàààc, che intanto si è rivestito, saltella garrulo nel torrente: che bello! grazie gècob! ora c’ho la minchia grossa! sòia realizza, finalmente, dopo sei anni: ECCO quella smania di protagonismo! quell’EGO ipertrofico che ti faceva sempre mettere in mezzo! che volevi sempre che tutti ti dicevano bravo giàààc sei il mio heroe giàààc, dovevi compensare la minuscola minchia! ahahah! troppo facile avere la minchia grossa dopo che gècob ti ha TOCCATO! io ci sono nato, superdotato! giàààc: ma io ORA lo sono più di te! tiè! sòia: sei patetico! adesso c’avrai pure THE MINCHIA ma io intanto sono l’unico che mi sono scopato cheit, analucia, giuliet, sciarlòt e tu invece al massimo ti puoi scopare THE LUCE visto che le altre sono tutte TIPO MORTE. giàààc inizia a frignare: e io che c’ho i superpoteri le faccio risuscitare! che ci vuole! che senso ha essere superdotati se poi non posso scopare? alla parola “scopare” sbuca cheit: senti giààààc che dobbiamo fare? hugo c’ha fame, io c’ho una ferita INFETTATA che mi è appena uscito un proiettile dal BUCO. che fa, ci diamo una mossa a salvare ‘sta cazzo di isola?

i superstiti del BENE si ritrovano seduti a semicerchio. giàààc spiega il suo piano: m’ha detto gècob che dopo LE CANNE di BAMBU’ c’è il cuore dell’isola pieno di luce. noi boh dobbiamo andare lì e boh proteggerla da fumo nero. hugo: NOI? cheit: ma se farlòc vuole questa cazzo di LUCE perché ancora non se l’è presa? sòia, che ha avuto in dono da giàààc un unico superpotere e cioè LEGGERE NEL PENSIERO DI FUMO NERO, spiega: perché fumo nero non ha ancora trovato ciò che gli serve: dèsmo. segue momento di ottuso silenzio, al termine del quale sòia decide di andare a cercare dèsmo: mentre voi salvate il cuore dell’isola io recupero il FOLLETTO dal pozzo. giààààc: va bene, hugo ti lascerà le MOLLICHINE tipo pollicino così poi ci raggiungi ok? sòia: ok io vado, ci vediamo tra cinque minuti, tanto CHE CI VUOLE a recuperare dèsmo dal fondo di un pozzo? hugo: secondo me qua finisce a SCHIFIO.

sigla? sigla.

nella realtà alternativa hugo e said arrivano ad un hotel. said ha lo sguardo tipico di chi è appena evaso e non sa il perchè: guarda ciccio, io non mi voglio mischiare a cose losche. hugo gli ride in faccia: ahah ma guardatelo! fa il santarellino, ora! il torturatore iracheno di questa coppolazza di minchia! prende una pistola e gliela mostra: ti ricordi quando andavamo in giro a sparare siringhe immobilizzanti alla gente? era bello. said: tu sei pazzo preciso! hugo: va bene, ma tu aspettami qua. se rimani io prometto tu felice. said: ah beh allora rimango, che discorsi. hugo bussa alla camera 102: apre CIARLI. THE COMMOTIONE. hugo e ciarli nella stessa scena. ciarli si sta scolando una bottiglia di vodka che, come ricordiamo, non è ancora riuscito a suicidarsi dopo fallimento di ridicolo telefilm di nome flasforward. hugo: senti ciarli sono a venuto a prenderti che we have to ANDARE AL CONCERTHONE. ciarli lo manda a cagare. e così hugo gli spara alla schiena. poi prende ciarli mezzo MORTO e lo porta in macchina. said, ANIMA PIA: ma che caspita fai? io puro! io innocente! io non voglio entrarci in storie di cadaveri! hugo: senti iracheno che caschi dal pero, qua lost sta finendo e non ho tempo di spiegarti. just fidati!

sull’isola intanto, dopo sei anni, sono rimasti in TRE. cheit, che grazie ai supahpoteri di giàààc ha riacquistato spessore di personaggio vero e non una semplice cretina basculante tra un giàààc e un sòia, chiede a giàààc: senti ma si può sapere perchè hai accettato? giàààc, sempre più proiettato nel suo nuovo ruolo di DIO: perchè I WAS SUPPPOSED TO. cheit: ahah siriusli? perché uno sconosciuto fantasma morto ha scritto con il gessetto sulla roccia il tuo nome assieme a quelli di altri sfigati come noi? momento di silenzio dell’umanità: infatti giààààc! MA VERAMENTE FAI?

 al pozzo farlòc si sta avvolgendo una corda attorno alla spalla -?- mentre sòia è nelle fratte e lo spia da lontano eccitandosi anche non poco. d’altronde, chi non si ecciterebbe spiando FUMO NERO e la sua CORDA? ma il trastullo di sòia viene interrotto da bengiamin: se proprio ti piace guardare perché non ti UNISCI a NOI? cercavamo giusto un TERZO. farlòc lo accoglie a braccia aperte: geims, ma quale onore! sòia: senti non ti fare strane idee, ero venuto a cercare dèsmo che lo vogliamo nella nostra squadra. farlòc: ahah che stupidi umani! dèsmo è con me e grazie a lui farò affondare l’isola! sòia: ma cosa fai affondare pelato di merda! ma hai presente chi è il tuo nuovo nemico? giààààc! fidati di me che lo conosco bene, quello è più cocciuto di un pezzo di CEMENTO, quello quando si mette in testa una cosa non c’è fumo nero che tenga. poi dà una gomitata in faccia a bengiamin -il possente bengiamin- e se ne va. bengiamin, che ricordiamolo, dopo la REDENZIONE è buonissimo e si fida di chiunque si chiami FUMO NERO, è sconvolto: vuoi far affondare l’isola? ma io pensavo tu parlassi in modo ALLEGORICO e tramite figure retoriche. farlòc: ricordati che ho la quinta elementare.

roseintanto chissà dove chissà quando, in un accampamento pieno di stracci, un uomo dal sorriso ebete viene svegliato dalle leccate di un CANE. DAL NULLA spuntano rose and burnard. the commotione nambah 2: rose, burnard, dèsmo e vinsent nella stessa scena. mentre burnard e vinsent si allontanano e vanno a vedere se il cornettaro è ancora aperto che dèsmo sta MORENDO di fame, rose e dèsmo iniziano a fare colazione come due damine dell’ottocento. dèsmo è felice che il bed&breakfast gli piace molto, ma rose è un tantino assertiva: senti dèsmo appena finisci di scofanarti tè e biscotti te ne vai anche un po’ affanculo! dèsmo: ehi sistah, ma come parli? rose: senti scozzesino di merda, pure io e burnard abbiamo delle regole. e con te le abbiamo già infrante. per quanto ci riguarda voi potete fare le vostre guerre, le vostre ammazzatine, buttare bombe nucleari, a idrogeno e pure SPARARVI e RESUSCITARE, ma noi vogliamo stare inda PACE e inda SERENITAH! alla parola “serenitah” sbuca FUMO NERO che tiene per le palle VINSENT. farlòc, che è un FUMO NERO di poche parole: senti dèsmo o vieni con me o prendo rose e burnard li squarto con questo coltellazzo e mi mangio le loro budella. poi cavo loro gli occhi dalle orbite e ci gioco a bocce. che scegli? dèsmo: sempre bello fare accordi con te, brodah. vabbè vengo con te, ma voglio la tua parola d’onore di FUMO NERO che non li sfiori manco con un dito. pausa. EVAH. farlòc: certo. quant’è vero che mi chiamo fumo nero ahahahah.

ben, farlòc e dèsmo camminano nella giungla. dèsmo ha un bastone che è un poco zoppo. a un certo punto si sente un rumore strano tipo WALKIE TALKIE. farlòc si incupisce che, ricordiamolo, ha otto milioni di anni e ormai è un poco sordo e gira con un apparecchio AMPLIFON difettoso, e così non capisce: bengiamin ma che cazzo era? ben fa ciò che gli riesce meglio sin da quando era henry gale e cioè la FACCIA DI CULO: ah boh di che stai parlando, caro? farlòc ricomincia a camminare. era mails, che cercava di contattare bengiamin, l’affidabile bengiamin: LAINUS sono MAILS ho trovato ricardus! ma bengiamin ha altro a cui pensare cioè salvarsi la pellaccia.
scopriamo così che ricardus dopo essere stato preso per il collo da fumo nero è ancora vivo: quando si dice la fortuna di essere immortali. ricardus riprende i sensi e le sue prime parole sono: ESPLOSIVO! STRAGE! BOMBA! FUMO NERO! AEREO! BOOM! mails: anche io sono molto contento di vederti.
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venerdì 21 maggio 2010

The Bignamino of Lost 6×16, ovvero: “Sì signor Fabrizio, sono proprio io che prenderò il posto di Gècob!”


 

ho messo un po’ di distanza, ho letto commenti su questo blog e in giro per la rete (sempre con l’elmetto anti-spoiler). ho deciso che non voglio pensare più a niente, a nessuna teoria, a nessuna ipotesi, di chi sarà l’ultima inquadratura, di chi avrà l’isola, se questo e se quello. niente, voglio godermela. l’unica cosa che penso è questa: 6×16 ha prospettato un finale troppo lineare. troppa “calma” e troppi “l’avevo previsto”. da jack nuovo jacob senza nemmeno fare il colloquio di assunzione, a desmond gran burattinaio alla licio gelli. no, qui qualcosa di grosso is coming. io voglio un finale esplosivo. solo questo. non voglio spiegoni. lost, sii te stesso e tutto andrà bene.

e questa era solo l’anteprima. adesso, come sempre, the bignamino può cominciare (qui gli altri bignamini) 

occhio6×16, what they died for. dove eravamo rimasti? boh un occhio chiuso. 1×01? pilot? no, non può essere. è un occhio stanco, circondato da rughe e occhiaie che nemmeno  un correttore o roll-on antiocchiaie può celare. gli anni passano, e portano segni. segni di sfinimento. segni di chi non ne può più. è giàààc, a letto, che si sveglia: che palle! non mi voglio alzare! sono sei anni che tiro la carretta di questo telefilm del cazzo! m’hanno infamato in tutti i modi e ora dicono che sono il loro heroe! mi dicevano che ero un coglione che tiravo delle BOMBE a idrogeno dentro a un POZZO! e invece adesso che sta finendo e che FUMO NERO sta per metterglielo al culo rompono il cazzo a me! troppo comodo!

così di buonumore giàààc si alza, barzotto, va in bagno e si guarda allo specchio: che faccia da malato! avete visto come mi avete ridotto! non ho più le energie per farmi la barba! sono pieno di tagli! non ho più voglia di niente, manco di tirarmi un segone come si deve di prima mattina! sono depresso! basta io me ne voglio andare da questo telefilm! voglio fare nuove esperienze, voglio sentirmi libero! datemi la liquidazione!

buongiorno! giàààc si volta e pensa: ah già e per non farmi mancare niente adesso ho a carico anche il figlio più antipatico del mondo! giàààc: ma ancora qua stai? ma tu non ce l’hai, che ne so, una madre a cui scassare the minchia? giààcchino sgrana gli occhi azzurri che tanto vanno di moda in nostro hamato telefilm di nome lost: ma papà perché mi tratti così? che ti ho fatto di male? giàààc: a parte nascere? poi si pente: scusa giàààcchino è che sono un po’ stressato che tutti mi tirano per la giàààcchetta.
in *quel momento* compare una strafiga bionda in baby doll: clèr. l‘andatura tipica di chi è incinta di nove mesi, i capelli che profumano di balsamo. quanto basta a giàààcchino per farlo venire SUBITO nelle mutande: CO-COME SEI BE-BELLA, ZIA.
squilla il telefono di giàààc. una voce maschile, SCOZZESE: buongiorno sir, una bella notizia per lei. abbiamo trovato la BARA di suo padre che vagava solinga nell’iperuranio, nei flashback e nei flashforward. gliela spediamo con posta prioritaria, arriverà a los angeles in serata. finalmente potrà riabbracciare SUO PADRE MORTO! è contento? giàààc: guardi, m’ha proprio svoltato la giornata! chiude la telefonata, si volta verso quei due minchioni che si ritrova a carico, quei due idioti di sorellastra e figlio che hanno invaso la sua esistenza e che adesso si sbafano la colazione nella SUA CUCINA e dà sfogo a tutta la sua insopprimibile felicità: CHE VITA DI MERDA!

a proposito di vita di merda. sulla spiaggia l’ESERCITO del BENE è ormai ridotto all’osso: hugo, che vede e parla con COSE MORTE; sòia, che una settimana fa era felice negli anni ’70 ma la sua zita è morta in un’esplosione nucleare e lui è rimasto vivo, giusto in tempo per provocare la morte di una decina di persone tra cui said, lapidas, gin e sun; cheit, che una volta era il personaggio femminile più fenomemale mai apparso sulla faccia dei telefilm e ora invece è pallida come un lenzuolo che è stata SPARATA e forse muore; e poi lui, giàààc, vivo, vegeto e esausto, lui e la sua riga di lato, intento a fare la terza cosa che gli riesce meglio dopo fare domande del cazzo e rassicurare gente che poi morirà: salvare la vita all’ennesimo personaggio di lost.
e così, nonostante il morale della truppa sia sottozero, giàààc è lì con ago e filo comprato in merceria quando ancora esistevano le mercerie, che cuce cheit chiudendo il buco causato dal proiettile.  e pensa: ma tu guarda come mi sono ridotto! sono un bonazzo marcantonio di due metri che tutte facevano la fila per offrirmela su un piatto d’argento e ora sono qui che faccio LA SARTINA per una che, tra parentesi, è una grandissima stronza che te la fa odorare ma non te la dà visto che ha sempre qualche altro cazzo per la testa! e infatti cheit, disperata come non mai, blatera parole a casaccio: gin&sun! amici miei! avevano una figlia! io madre! io sapere come sentire sun prima di morire! io madre! colpa di FUMO NERO! giàààc, se mi aiuti a FARE FUORI FUMO NERO io prometto che ti faccio titillare i miei capezzoli! giàààc: FUMO NERO ha i secondi contati!

sigla? sigla!

sòia e hugo guardano l’orizzonte. il mare, le onde, la giungla alle loro spalle. sòia vede un galleggiante rosso sul bagnasciuga. parte la sigla di baywatch: some people stand in the darkness, some people need to help somebody, don’t you worry it’s gonna be alright, cause i’m always ready, i’ll be ready, never you fear. ehi hugo, mi sa che siamo finiti in un altro telefilm! dov’è pamela anderson? hugo lo guarda con compassione: dude, ma che cazzo dici? si avvicina cheit che inizia a strusciarsi su sòia: ma perché io non ti vado bene? arriva giàààc, anzi arrivano giàààc, la sua riga di lato e il suo zainetto originale recuperato chissà dove e chissà quando visto che il suo ce l’aveva FUMO NERO: ragazzi, NEVER YOU FEAR, è il momento di andare. sòia: affanculo? giàààc: dopo, prima dobbiamo recuperare dèsmo che è dentro a un pozzo. said ha detto che farlòc lo voleva morto QUINDI ci serve. segue momento di ottuso silenzio. hugo, sòia e cheit: ah beh se lo dici te chi siamo noi per contraddire l’ultimo avamposto di libertà di questo telefilm, di raidue e anche di tutto il mondo.
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venerdì 14 maggio 2010

The Bignamino of Lost 6×15, ovvero “Cari Gècobabbeo e Special One, ricordatevi: tira più un pelo di LUCE che un carro di buoi”


 

due cose che avevo dimenticato nell’analisi di ieri:
1) ho avuto un’illuminazione: bengiamin è complice di farlocke e scopriremo che la sua era una finta redenzione
2) proprietà transitiva. claudia la madre vera, la madre usurpatrice e gècob mi ricordano tanto clèr, cheit e aron. christian in quanto nonno di aron è dunque Dio. tutti d’accordo, no?

e questa era l’anteprima. adesso, come sempre, the bignamino può cominciare (qui gli altri bignamini):

gècob6×15, across the sea: dove eravamo rimasti? boh. mare. oceano. acqua. pezzi di legno. pezzi di barca? di zattera? spunta un braccio. ritorna prestigioso momento di prestigioso telefilm: E MO’ QUESTA CHI CAZZO E’? sun? said vestito da donna? ilana risuscitata tanto qui c’è un RISUSCITA RISUSCITA generale? isavela morta? flo la piccola robinson? ora siamo su quest’isolaa poche le comoditàà ma come in una grande favolaa noi viviamo in libertàà.

no. è una donna giovane. ha un vestito rosso. si ritrova spiaggiata sul bagnasciuga, mezza morta. mezza viva. po’ morta po’ viva. è gravida. si alza. SENZA ALCUN MOTIVO donna gravida invece di rimanersene sulla spiaggia a pigliarsi un poco di sole che è pallida o che ne so pescare qualche spigola da farsi arrosto, si inoltra nella giungla. ma dove t’avvii? ma non te l’hanno mai detto che quando fai naufragio non ci si INOLTRA MAI nella giungla? è proprio l’ABC dei prodotti finzionali che iniziano per isola e finiscono per deserta! ma poi, se proprio devi, lo fai con quelle scarpe infradito scomodissime di mercatino? niente, questo personaggio è appena entrato nel telefilm e già spicca per la sua ottusità. e tutti sappiamo cosa succede ai personaggi ottusi e inutili di prestigioso telefilm di nome lost (spoiler).
insomma cammina cammina sempre incinta e sempre scema arriva in un posto che assomiglia alle gole dell’alcantara di sicilia. invece di starsene quieta a godersi il paesaggio che fa? si china e si mette a bere acqua. mai abbassare gli occhi nella giungla, cretinah! infatti quando li alza: AHHHHH e TU CHI CAZZO SEI? una donna anziana vestita -malissimo- con una tunica azzurra sotto una tunica color sabbia e con i capelli tenuti assieme da un bastoncino di legno -ah la moda degli anni ’90!- comincia a parlare una strana lingua. latinorum? esperanto? boh sta di fatto che donna gravida e scimunita LA CAPISCE. come stai? chiede donna anziana. GRAZIE, risponde IN anglo-latin-espagnol la donna giovane. poi uno dice che lost è complicato e non si capisce una minchia! grazie al cazzo, parlano otto lingue INVENTATE contemporaneamente!

com’è come non è donna anziana e donna giovane si ritrovano in una grotta. donna anziana sta preparando il PESTO alla GENOVESE che l’acqua sta bollendo. con in mano un mortaio smadonna che le manca il basilico. cazzo, non l’hanno ancora inventato! donna giovane sta morendo di fame e così si sbrana pezzi di pesce morto. donna anziana la guarda di sottecchi con occhi invidiosi e giudicanti e le si rivolge in strana lingua: deficiente, come ti chiami? donna giovane detta anche bonjour finesse si pulisce il mento con il dorso della mano, poi fa un enorme rutto e risponde: CLAUDIA. burp. ah ma che bel nome! risponde ALL’IMPROVVISO IN INGLESE donna anziana. claudia scoppia a ridere: e potevi dirlo prima che parlavi inglese! io l’ho studiato otto anni! certo è un po’ che non lo parlo ma insomma dov’è il resto della tua gente? donna anziana: SONO SOLA. e qua, uno dotato di un minimo di raziocinio, di fronte a una pazza che vive da sola in una grotta e si cucina il pesto, si sarebbe congedato inventandosi una scusa. invece claudia, che è una cretina, continua a fare domande: e come sei arrivata qui, di grazia? donna anziana, con la voce sempre più inquietante: nello stesso modo in cui ci sei arrivata tu, dolcezza. ACCADDE. scatta la musica dei film horror ma niente, non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. claudia: e da quanto temp- ma donna anziana non la lascia finire: ma farti un PADELLINO di cazzi tua no eh? che STRACCIAPALLE! senti claudia io e te stiamo partendo col piede sbagliato. sappi che ogni domanda a cui risponderò porterà a un’altra domanda. ringrazia che sei ancora VIVA.
a quel punto claudia, malgrado la sua rara stupidità, intuisce che forse è il caso di tacere. ma *proprio in quel momento* comincia a mugolare: ahhh mmmm ahhh mmmm. sono tutta bagnata fradicia! donna anziana: ti stai eccitando? ma se ancora non ti ho fatto niente! claudia: HE’S COMING. insomma parli del diavolo e spuntando le corna. inizia il travaglio. donna anziana, che ricordiamolo oltre a sapere cento lingue, a cucinare benissimo, è anche provetta levatrice, insomma all’improvviso nasce UN BAMBINO: bianco, chiaro, silenzioso, pulito che pare lavato con la candeggina. claudia è felice: gècob, il suo nome è gècob! ora, potremmo interrogarci a lungo sul perché una donna latin-ispanofona debba chiamare suo figlio gècob e non -che ne so- JAIME o JAGO ma non c’è tempo, sta per nascere un altro BAMBINO. che è pieno di peli, fa un casino della madonna e, soprattutto, è di colore: che zoccola! esclama donna anziana. ma poi vede che è solo sporco di schifo e cattiveria, gli sputa di sopra, lo pulisce un poco e lo mette accanto a gècob. come lo chiamiamo? chiede donna anziana. claudia: non lo so, la mia intelligenza limitata ha finito la fantasia. donna anziana: vabbè, almeno non corrono il rischio di essere scambiati nella culla. claudia: posso vedere i miei figli? donna anziana: certo, ma prima ti ammazzo a PIETRATE.

sigla? sigla.

esterno spiaggia, giorno. le onde sbattono sulla sabbia bruciata dal sole. un ragazzino in piena pubertà trova un astuccio con delle pietre dentro. si siede su un tronco. arriva gècob, che ha anche lui tredici anni. gècob: fratello senza nome amatissimo, in cosa stai impegnando il tuo preziosissimo tempo? fratello: minchia che palle, ma sempre in mezzo ai piedi devi stare? sei peggio di una cozza tra le chiappe! gioco a “pietra bianca pietra nera”. gècob: e chi te l’ha insegnato? fratello senza nome: ma fatti i cazzi tuoi, coglione! gècob: ti prego ti prego ti prego mi spieghi come si gioca? fratello senza nome: gècob, tu hai il raro dono di sfinire le persone in un nanosecondo! va bene te lo spiego! però tu giura che non lo dici a madre, sai come è fatta! quando scopre che OSIAMO GIOCARE sai come reagisce, quella PAZZA!
gècob torna a grotta. qui trova madre che sta canticchiando uno strano motivetto che fa: cos’è cos’è che fa andare la filanda è chiara la faccenda son quelle come me! ahi l’amore ahi l’amore! gècob le si avvicina alle spalle: MADAH, ma perchè canti le canzoni di MILVA? ma sei PAZZA? madah si piglia uno spavento e si volta, furibonda: gècobabbeo! ti ho detto mille volte di annunciarti prima di rivolgermi la parola! dove sei stato! gècob, nonostante il giuramento, diventa tutto rosso e crolla subito, senza nemmeno le solite cinghiate di tortura: ero alla spiaggia a giocare con l’altro tuo figlio ma ti giuro io non volevo è stata una sua idea quello è cattivo è sangue pazzo. madah: TACI gècobabbeo!
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venerdì 7 maggio 2010

The Bignamino of Lost 6×14, ovvero: Senta signor Fumo Nero, l’isola è casa nostra! Vada a farsi fottere, bugiardo e mascalzone!


 

anteprima.
so che autocitarsi non è bello, ma ogni tanto bisogna farlo:
from bignamino di 6×10: giàààc e sun sulla spiaggia. giàààc fa quello che gli riesce meglio, a parte fare domande del cazzo, cioè promettere alla gente cose che NON dipendono da lui: sun, ti prometto che ti porto da gin e ce ne andiamo tutti da questa cazzo di isola. sun, babbea, gli crede. ma tutti sappiamo cosa succede quando giàààc promette qualcosa a qualcuno. “giuliet, ti prometto che tutto andrà bene”. giuliet è morta”. anche sun. amen.

bene, questa era l’anteprima. adesso, come sempre, the bignamino può cominciare! (qui gli altri bignamini).

giòngiàc6×14, the candidate. dove eravamo rimasti? ah sì, quel grandissimo pezzo di babbeo di giònlòc è all’ospedale, dopo essere stato investito dal paraninfo dèsmo che voleva farlo incontrare con giààc. infatti giònlòc apre gli occhi e chi si trova davanti? giàààc, che lo ha appena operato: mistahlòc! mistahlòc! can you hear me? can you hear me? bentornato alla vita!
giòn guarda giàààc come sempre in sei stagioni di lost, e cioè con gli occhi iniettati di odio: minchia ma non si può mai stare in santa pace in questo telefilm! lasciatemi solo! sono un paralitico impotente! che cazzo vuoi tu! ehi ma io a te ti conosco! giààc: certo che mi conosci, ti ho appena salvato la vita, babbeo! e a dirla tutta eravamo sullo stesso volo, l’OCEANIC 815! pensa che coincidenza! giòn, sempre più confuso: ma cos’è successo? giààc gli si siede accanto facendo gli occhi a cuoricino: cos’è successo sei scappato da una vita che hai vissuto… ma il destino ci ha fatto incontrare… io credo che tra me e te c’è qualcosa di grande, qualcosa di grande tra di noi che non potrai cambiare mai, nemmeno se lo vuoi! giòn: qualcosa di grande? giàààc: sì, ti ho appena operato, c’era un problemino al SACCO DURALE ma ho rimesso tutto a posto… almeno quasi… durante l’operazione ti ho osservato a lungo… ho visto quella COSA INERME che tieni tra le gambe… tu sei il CANDIDATO IDEALE… giòn scoppia a piangere: come osi prenderti gioco di un vecchio impotente! giàààc: ma non capisci! sto mettendo a punto una nuovissima procedura chirurgica! io posso operarti! ridarti la dignità, la virilità. basta con il viagra! basta con le umilianti pompette! io posso rimettere in sesto la tua MINCHIA!
giòn rimane perplesso: in quel momento entra la fidanzata di giòn, helen, una povera crista che da anni è costretta per pietà a stare accanto a giòn e a lavargli il culo che lui è paralitico. helen vede giàààc, quel marcantonio di giàààc che scoppia salute e testosterone da tutti i pori e con la scusa di ringraziarlo per l’operazione a giòn, gli infila quattro metri di lingua in bocca: grazie giàààc grazie giàààc come sei buono, come sei bono! giòn, quel babbeo di giòn impotente, sorride. MA CHE MINCHIA CI RIDI, CAZZONE!

sull’isola è notte. giàààc apre gli occhi. è incastrato dentro una canoa: dove sono? quando sono? chi sono? said è inginocchiato sulla sabbia e non sapendo come ingannare il tempo, sta pulendo alcuni RICCI DI MARE che ha appena pescato: benvenuto sull’isola della IDRA, giàààc. ci vuoi il limone, sui RICCI? giàààc: no grazie, il limone mi rende stitico.

da qualche altra parte, in qualche altra isola, in qualche altra era geologica, gli scagnozzi di widmore costringono l’esercito del BENE (sòia, cheit, gin&sun, hugo, lapidas, più qualche pazza precisa a caso tipo clèr) a entrare nelle gabbie. sòia fa quello che gli riesce meglio, cioè disarmare gente paffuta e puntargli il fucile contro. DAL NULLA spunta sciarls uidmò che punta la pistola contro cheit: sòia, butta il fucile o ammazzo questa stronza gattamorta che tra l’altro poi mi fanno una statua che sei miliardi di persone nel mondo la odiano. sòia: ma piantala, ma chi devi uccidere che sei un vecchio di merda pazzo che ancora non si è capito che cazzo vuoi. momento di pausa. TUTTI si voltano all’unisono verso sciarls, compresi gli spettatori: INFATTI, VECCHIO DI MERDA, SONO 4 STAGIONI CHE CE LA MENI, MA CHE CAZZO VUOI DI PRECISO SI PUO’ SAPERE? sciarls: ho una lista e in questa lista c’è scritto geims ford e qualche kwon a casaccio, di sicuro non “gattamorta che si struscia un po’ a giààc e un po’ a sòia” quindi a me di cheit frega davvero cazzi. sòia, che quando c’è di mezzo cheit è sempre un po’ teso, lui e il suo pisello, abbassa il fucile e si arènde. i nostri entrano nelle gabbie. sciarls: fidatevi, lo faccio per il vostro bene. sòia: ma vaffanculo! poi sciarls si rivolge a UOMO PAFFUTO e gli dice: sbrigatevi con le recinzioni elettromagnetiche, che sta arrivando quella COSA.

sigla? sigla.

un dentista sta giocando all’allegro dentista. è bernard. qualcuno bussa alla porta. è giààc: senta siccome devo operare alla minchia il signor giònlòc ho visto che lei invece lo ha operato alla cavità orale qualche anno fa. bernard: and? giààc: voglio sapere come è rimasto paralitico. bernard: e che cazzo vuoi da me? giàààc: no è che io e giòn siamo amici, ci siamo conosciuti una settimana fa sul volo… bernard: OCEANIC 815! giàààc: e tu che ne sai? bernard: scemo, guarda che eravamo vicini di posto. hai fatto anche il cascamorto con mia moglie che la te la volevi inchiavare. giàààc: con tutto il rispetto a me piacciono magre e bone, non grasse e cesse. bernard: guarda faccio finta di non aver sentito che sono un signore. però su lòc non posso dirti niente, sono un dottore serio, io. ho degli obblighi professionali. però se vuoi possiamo giocare alla caccia al tesoro. prende un block notes e scrive: antony cooper. giààc: chi è? bernard, mafiosissimo: spero che tu riesca a trovare quello che cerchi, ma ora vattene affanculo!
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venerdì 23 aprile 2010

The Bignamino of Lost 6×13: The Last Recruit, ovvero: “Senti Giààc se vuoi fare politica attiva vai fuori da questa barca!” “Che fa, mi cacci?”


 

prima di cominciare. oggi è il 23 aprile. 31 giorni. poi: fine.

gecgeims

allora, 6×13. diciamolo subito. puntata di transizione. detta così, a 4 settimane dalla fine, fa un poco impressione. ma è così. dopo le ultime eccellenti puntate, qui si segna un passo indietro. si potrebbero dire tante cose. la presenza di claire, kate e sawyer, che in questa sesta stagione quando ci sono loro tutto appare un po’ più ridicolo.
oppure che la puntata è un po’ troppo confusionaria, dato che forse per la prima volta, a parte richard, ci sono tutti ma proprio tutti i protagonisti in scena anche solo per una battuta. oppure, semplicemente, è una puntata di snodo in cui, giocoforza, si sente la cosiddetta “mano dello sceneggiatore”. io l’ho sentita, forte e chiara. troppe soluzioni forzate e immotivate, tipo: perché zoe quando va al campo non fa il nome di desmond ma lo tratta come “cosa”? perché fumo nero chiede a sawyer di prendere la barca? perché fumo nero va a “sincerarsi” che nessuno sia rimasto indietro? per allungare the broda, semplice. comunque. voto: 7–

teorie, domande, appunti:
- se il desmond del pozzo, come pensiamo, sa già tutto, allora può aver detto a said come finisce LOST e quindi said è già tornato nel gruppone del bene, cioè said è di nuovo dei nostri.
- farlocke mente: ovviamente non era lui christian. troppe cose non tornano.
- come fa ben sull’ambulanza a non sapere il nome di locke? dài vabbè che john è sfigato ma insomma sono colleghi!
- chi è l’ex moglie di jack con cui parla ancora al telefono? io dico: JULIET
- a me tutti ‘sti bambini non me la contano giusta: il figlio di giààc, aaron, la stessa figlia di gin e sun. non so cosa ma dal cilindro uscirà qualcosa che non ci aspettiamo. lo so, lo sento.

e questa era l’anteprima. adesso, come sempre, THE BIGNAMINO può cominciare! (qui gli altri bignamini)

6×13. dove eravamo rimasti? ah sì. notte fonda. piloti con camicie lorde, gente sordomuta, gente che parla con i fantasmi e altra gente sconosciuta illuminano la foresta con i soliti rami infuocati. farlòc, ospitale come nessuno: ciao giàààc, benvenuto nella mia umile dimora, speravo che saresti venuto. ma giàààc non risponde, è tipo immobilizzato che non vuole far capire che se l’è fatta addosso. farlòc: vabbè giàààc credo sia giunto di fare due chiacchiere io e te da soli! giàààc: ma cosa stai dicendo?  ah per pietà, per carità! farlòc: giààc non fare il mulo come al solito, muovi quelle chiappe e vieni con me nelle fratte. tranquillo, lo hanno già fatto tutti: sòia, said, clèr. giàààc si volta a guardarli e tutti e tre annuiscono mestamente, prima di tornare a fissare il vuoto. giàààc ha giustamente quella faccia lì di chi ha paura che sta per essere sodomizzato dal FUMO NERO ed è un attimo preoccupato: senti hurley è stata una tua idea venire qui, che mi consigli? hugo: non so che dirti giàààc, se non: E MO’ SO’ CAZZI TUA, e gli dà il fucile. come se servisse a qualcosa. giàààc si volta verso la combriccola del male e del bene: che sia messo a verbale che non è giusto ecco io mi sono fatto un mazzo tanto per salvarvi il culo e se non era per me VOI MORIVATE NEL PILOT! STRONZI!  e segue nelle fratte farlòc che intanto ha già steso per terra il plaid.
giààc cincischia: sai, non l’ho mai fatto con una COSA. farlòc: ti disturba l’idea? giàààc: tu che dici? farlòc: vabbè, ma facciamo attenzione. giàààc: non so, è che mi ricordi tanto un mio vecchio amico paraplegico e impotente, giònlòc, non so se… farlòc: ma chi, quel BABBEO?

intanto quel BABBEO di giònlòc è sull’ambulanza dopo che dèsmo lo ha investito. sull’ambulanza c’è bengiamin, che però non si ricorda il nome di lòc: come ti chiami, babbeo? lòc: helen! bengiamin, confuso: helen lòc? ah mi scusi non lo sapevo. già operata? lòc: no no, io sono giòn, helen è la mia zita, ci sposeremo presto! vuoi essere il mio testimone? insomma arrivano all’ospedale. da un’ambulanza scende la barella di giònlòc, dall’altra sun incinta e dissanguanda con gin che sparacchia parole senza senso. le due barelle corrono veloci e parallele nel corridoio finché sun, che sembrava morta, risuscita, apre gli occhi, vede accanto a lei giònlòc e ha una crisi epilettica, manco avesse visto un fantasma. o il FUMO NERO.

nelle fratte giàààc sta pateticamente cercando di prendere tempo in attesa del Giudizio Finale. giàààc: e poi non lo so, c’è qualcosa in te che mi ricorda boh lo so che è sciocco ma insomma quando ti vedo penso a MIO PADRE. farlòc: minchia giàààc quanti cazzi! e rilassati! io voglio solo aiutarti! giàààc: ah adesso si dice così? farlòc: lo so che sei rimasto traumatizzato da quando gècob ti ha TOCCATO, ma io posso aiutarti a USCIRNE. giàààc: entrando? farlòc: eh? no, dobbiamo solo prendere un aereo tutti assieme. giààààc: un aereo? farlòc: certo, perché credi che ti ho portato nelle fratte, sennò?
in quel momento i due si accorgono che qualcuno li sta spiando. farlòc capisce al volo: oh clèr ma che cazzo fai? ci spii? ma sei pazza? clèr: no, è che… ecco… non so come dirlo… diciamo che… la mia più grande fantasia erotica è fare una roba a tre, e voi due siete gli unici che non mi guardano come se fossi una pazza precisa. farlòc: clèr, mettitelo in testa, tu SEI pazza precisa! giààc: e sei anche mia sorella! clèr: ma che cazzo dici? farlòc: vabbè vi lascio da soli a sbrigare le vostre faccende da soap opera. giàààc guarda la sua sorellina, fa per abbracciarla ma poi ci ripensa: scusa clèr, ma tu PUZZI DI MORTE. clèr: lo so hai ragione, ma provaci tu a vivere tre anni con un FUMO NERO assassino e psicopatico e poi vediamo. comunque giàààc sappi che apprezzo molto che hai deciso di unirti a noi. giàààc: guarda sto ancora valutando pro e contro, ma non credo di venire con voi, ho già un altro impegno. clèr: ahahaha NON CREDO PROPRIO. giàààc verdone alza gli occhi al cielo: in che senso?

sigla? sigla.
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    giovedì 24 aprile 2014
  • EnchantéBenjamin-Isidore-Juveneton-insta La Cité de la Mode et du Design è uno dei luoghi meno parigini e più londinesi della città (senza che nessuno, di qua e di là, si offenda). Negozi di design, street food, il museo de l’Art Ludique (che in questo momento ospita la mostra L’art des super-héros Marvel). E, fino ad agosto, Enchanté, continua...