Riscritture
martedì 17 aprile 2012
Grey’s Anatomy 8×19, Support System
“L’osso del piede è legato all’osso della gamba, l’osso della gamba è legato all’osso del ginocchio. A Scuola di Medicina impari che è un po’ più complicato di così. Tutto è connesso”.
No, a parlare non è il bambino di Touch, ma Meredith, e come al solito blatera cose senza senso. Dove eravamo rimasti? Ah sì, Cristina e Owen.

- Come si chiama quella BUTTANA?
- AHEM, BOH”
- Come Boh? Te la porti a letto e non sai manco come si chiama?
- Ero ubriaco!
- Era meglio che ti innamoravi di lei, sarebbe stato tutto più linear-
WAIT. Owen e Cristina stanno giocando a VOLANO GLI STRACCI CON TUTTI I FILISTEI quando all’improvviso si leva un coro: Alè ohoh Cristina ma che stracazzo dici. Era meglio se la amava? E se la ami perché la ami, e se non sai il suo nome perché non sai il suo nome. Oh, qua uno non può mai stampare un paio d’iccorna in santa pace.
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Tag: Grey's Anatomy, La Favola Scaduta di Cristina e Owen, Meredith, Sex and the Grey's, the anatomino
mercoledì 11 aprile 2012
Grey’s Anatomy. Gli eventi narrati nel seguente post raccontano una storia d’amore quasi emblematica, tra pigghiatine, lasciatine, ammazzatine e corna. Quindi sì, puoi leggerlo anche tu che non hai mai visto una puntata di questo bizzarro medical-fogliettone. Se invece sai-perfettamente di cosa sto parlando, beh, doppia buona lettura.
The Anatomino Special Edition: La Disgraziata Ballata Di Due Persone Cocciute Che Vogliono Per Forza Stare Assieme Ma Non Hanno Ancora Capito Che Si Stanno Facendo Del Male.

Non si tratta di quel maledetto intervento! Si tratta della vita che mi ero immaginato! (Owen Hunt, Grey’s Anatomy 8×12)
Siamo alla festa di compleanno della new duenne Gianfranca Zola, una buffa bimba dai buffi capelli, sopravvissuta a malattie, genocidi e sventure, e ora finita all’altro capo del mondo, con un nuovo papà e una nuova mamma che, detto tra noi, è pazza. La festa è una delle solite feste di bambini adottati e non, piena di palloncini colorati, medici che chiacchierano sapidamente del più e del meno (“Tu quanti ne hai sterminati oggi?” “Solo due, mannaggia a quella cistifellea!”), la fanta nei bicchieri di plastica e i noccioli delle olive che non sai mai dove mettere. Tutti sono felici tranne loro due, Cristina e Owen, ubriachi, incattiviti e disposti a tutto pur di riscrivere la storia del Toccare Il Fondo In Una Storia D’Amore E Scavare Finché Ce N’È. Siamo Al Gran Rinfaccio, quel momento in cui, dopo aver accumulato per mesi bile e rabbia, alla fine non ce la fai più e te ne esci, a scelta, con un Mi Scassasti La Minchia, Se Sono Infelice è grazie a te, Maledetto il giorno che ti ho incontrato, Hai ucciso il nostro bambino. Cose così. Not cool.
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Tag: Grey's Anatomy, La Favola Scaduta di Cristina e Owen, Non drammatizziamo è solo una questione di corna, the anatomino
martedì 20 marzo 2012
“There’s an ancient Chinese myth about the Red Thread of Fate. It says the gods have tied a red thread around every one of our ankles and attached it to all the people whose lives we’re destined to touch”.
Ok, chi è dice questa cosa del Filo Rosso Del Destino Attaccato alle Caviglie? Un ragazzino di 11 anni. Se vostro figlio parlasse astàmanèra, voi vi preoccupereste? Beati, fosse solo questo il problema. Jake, da quando è nato, non parla, è muto. Dice suo padre, Martin, che forse non ha niente di interessante da dire. Può essere, sta di fatto che Jake non vuole essere toccato o sfiorato da nessuno, nemmeno per un Ciao, come stai? E se capita, cazzi vostri. Ma fin qui, tutto sommato. Jake ha la fissa dei numeri, e riempie i quaderni di cifre e cifre. Un’ossessione. Non bastasse, ogni tre per due marina la scuola e alle ore 3:18 precise sale su un traliccio dell’alta tensione come se fosse l’unica cosa da fare al mondo. Dai, Jake scendi! Suo padre Martin non sa che pesci prendere. Certo, Jake ha le attenuanti, tipo che sua madre è morta quell’undici settembre (most! evento! generatore! di! storie! ever!) ma insomma, il cristiano lavora all’ufficio Oggetti Smarriti dell’aeroporto e ha già abbastanza gatte da pelare. Tipo un tizio inglese (la tassa Uk nelle serie americane) che chiama da Mumbai: ehi, amico, ma mi rubasti il telefonino? (segnatevi questa cosa: il telefonino è il vero protagonista di questo telefilm. Keep in touch).

Touch 1×01, Pilot
Insomma Martin e Jake vanno al benzinaio a fare benzina e al tabacchino incontrano Titus Welliver (dove c’è Titus Welliver c’è casa: Lost, Sons of anarchy, The Good Wife) il quale sta giocando i numeri al Lotto: 4, 8, 15, 16, 23, 42, 11 settembre, numeri così. Jake ruba lo scontrino e si chiude in macchina. Titus la pija ammale e niente, la scena finisce con Titus che dà un pugno nello stomaco a questo Martin che si sta distinguendo per bufferia e mollacciosità (Jack Bauer di 24 tutto ciò non l’avrebbe mai permesso: quello, anche solo per una mala taliàta, ti attaccava gli elettrodi ai coglioni finché non ti diventavano delle Olive Saclà denocciolate).
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Tag: Danny Glover, Fox, Kiefer Sutherland, Tim Kring, Touch, un pilot non si nega a nessuno
giovedì 8 marzo 2012
Previously on The River- Il telefilm che acqua da tutte le parti
Emmet è un celebre esploratore televisivo che scompare in un punto qualsiasi dell’Amazzonia. Dopo sei mesi di inesauste ricerche, viene dato per defunto. Ma qualcuno è convinto che Emmet sia ancora vivo – È vivo! È vivo! – e organizza una folle spedizione suicida per andarlo a cercare. Della spedizione fanno parte: Tess, la moglie di Emmet; Lincoln, il figlio di Emmet; Clark, produttore televisivo che sta realizzando un reportage su questa spedizione; Lena, bonazza bionda; AJ, il cameraman; Emilio Sanchez, ispanofono tuttofare raccattato chissà dove e che sta sturare un lavandino all’uso (e di lavandini ce ne sono, eccome, in Amazzonia!); la figlia di Emilio Sanchez, Cassandra Furtado, detta Buona Novella per i suoi annunci sempre così forieri di Morte; e infine Kurt, il capo della security che gira sempre con un fucile a pompa e che forse è una talpa o forse no.
Ma bando ai previously, ecco a voi il secondo episodio di The River, il telefilm che non c’ha manco i soldi per pagare gli attori americani e infatti sono tutti inglesi o canadesi che costano meno.

The River 1×02, Marbeley.
Un nuovo giorno di angoscia è appena sorto. Il battello Magus procede a passo d’uomo su THE RIVER OF THE AMAZZONIA. C’è chi pesca, chi gioca a nascondino, chi dorme. Al timone c’è Cassandra l’Adolescente Annunciatrice di Sventure. Not Cool. Suo padre Emilio Sanchez ha appena riparato i motori di bordo. Cassandra: non durerà a lungo.
Gli altri nel frattempo cercano delle tracce di Emmet. Prendono i nastri che hanno trovato sul Magus e niente, se li guardano alla televisione. Come tutti i filmini delle vacanze, sono di una noia micidiale e così qualcuno manda veloci col tasto flashforward. Chi ha detto Flashforward?
Giorno, notte, notte, giorno, notte. Anzi mezzanotte. Sul Magus regna un silenzio TOMBALE. Cassandra Furtado sta dormendo della grossa con la bocca aperta e emettendo una serie di rumori che non esistono in natura. A un certo punto l’incoscienza. Una CAVALLETTA va a planare sul viso dell’innocente Cassandra e si infila nella sua bocca. Cassandra, l’innocente, INGHIOTTE THE CAVALLETTA e in quel momento, sarà forse quel retrogusto di cavalletta morta in gola, si sveglia, sbarrando gli occhi come farebbe una qualsiasi adolescente posseduta. QUE PASA PIZARRO? Niente, la nostra inizia a camminare come una sonnambula facendo strani sorrisini cripissimi tipo SI’, SONO PAZZA.
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Tag: Abc, Il cimitero delle bambole morte, The River
giovedì 1 marzo 2012
Tanto tuonò che guilty pleasure.
Fedele alla propria Fausta Tradizione il network ABC, dopo qualche sonnacchio di troppo, ha tirato fuori dal cilindro di midseason un gioiellino destinato, anche se solo per 8 puntate, a rinverdire i fasti del WTT, What The Trash: THE RIVER.
Con ancora negli occhi l’inarrivabile Masterpiece di genere Io, tu, un cangurotto e Flashforward, la nostra rete preferita ha dunque realizzato, con lo zampino di Steven Persil Spielberg, una serie che già alla seconda scena si rivela per quello che è: pecionata da ventimila lire e con una tremenda pulsione libidinosa verso ciò che i puristi chiamano The Minchiatona. Anzi, plurale. Minchiatone. A ròta, proprio.

La storia: Emmet Cole è un famoso esploratore, conduttore da diversi anni di Undiscovered Country, programma di avventure e reportage in giro per il mondo in cui si porta sempre dietro moglie e figlioletto innocente. Teneri. Crescendo, il figlio lo sfancula presto dedicandosi a pratiche attività tipo studiare, lavorare, cose così. Litigano fino a non taliarsi più in faccia. Anche con la moglie le cose non vanno bene. Il punto è che Emmet Cole c’ha una fissa, e questa fissa si chiama Amazzonia. E ogni tre per due parte alla ricerca di qualcosa che possa soddisfare la propria sete di mistero. Emmet è convinto di poter trovare LA FONTE. Di cosa, non è dato saperlo (Spoiler: LA LUNA NERA).
Un bel giorno però il nostro Emmet scompare nel nulla assieme alla propria troupe televisiva. Le ricerche si susseguono per settimane, battendo pezzo pezzo l’Amazzonia che, come tutti sanno, è grande solo quasi quanto tutta l’Europa, finché niente, è stato bello, ciao, Emmet è dichiarato MORTO. Ma sua moglie Tess (Leslie Hope, già fu leggendaria moglie di Jack Bauer) no, non si arrende all’evidenza e decide di organizzare una spedizione per andarlo a trovare. Per recuperare i fondi chide aiuto a Clark, un produttore tv, amico di Emmet, che accetta di aiutarla a patto di poter riprendere TUTTO e farci un bel programma stile documentario. Tess mette così in piedi un gruppo di disperati, che si imbarca in questa folle avventura.
I personaggi. I membroni della spedizione. Tess, il succitato Clark, con con cui Tess ovviamente ha una specie di tresca; Lincoln, il figlio di Tess e Emmet, convinto dopo un vigliacchissimo ricatto morale. Ah, Lincoln (Joe Anderson, già in Across the universe) è studente di MEDICINA (Spoiler: ci sarà gente da suturare e cauterizzare). Poi due cameramen, AJ e Sammy; il capitano KURT, capo della security; Emilio Sanchez, JOLLY TUTTOFARE (hai un rubinetto che perde? Chiama Emilio Sanchez!); la figlia tredicenne di Emilio Sanchez, Cassandra Furtado. Cassandra parla solo spagnolo e se parla, quando parla, lo fa solo per annunziare che qualcuno è morto, sta morendo, o morirà. Una di quelle persone che sanno sempre come rallegrare una serata.

Note: il cast principale è composto soprattutto da attori britannici e canadesi, poi due americani e due ispanofoni. La serie è stata girata a Puerto Rico e alle Hawaii. Se l’occhio della locandina, il medico, l’omino che ripara i motori delle navi e le Hawaii significano per voi qualcosa, o anche se non ve ne frega un cazzo, beh, ecco a voi il primo episodio di The River, il telefilm che fa acqua da tutte le parti.
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Tag: Abc, flashforward, Joe Anderson, Skyuno, The River
venerdì 17 febbraio 2012
Per noi cresciuti sotto il papato Aragozzini (l’uomo che amò riamato Tina Turner) l’espressione STAR INTERNAZIONALI che FANNO I DUETTONI A SANREMO fa rima con gente come Dee Dee Bridgewater, Miriam Makeba, Nikka Costa, Toquihno, Latoya Jackson. Ecco perché, tutte le volte che un direttore artistico ripropone l’idea dei duettoni per omaggiare la nostra musica italiana apprezzata in tutto il mondo, all’inizio ci vengono gli occhi umidi di nostalgia e invece alla fine vorremmo scappare nel posto più lontano del pianeta e buttarci dalla rupe Tarpea: oh no, ancora Sarah Jane Morris!
Ma quest’anno, diciamolo, la moltiplicazione dei pani e dei WTF è stata talmente efficace, che tu, tu che Sanremo non lo vedi ma capiti qua giustappunto per sapere come è andato Sanremo e avere di CHE PARLARE domani al telefono con tua madre lontana, ecco i migliori momenti di questa serata indimenticabile che porteremo per sempre nei nostri cuoricini (WARNING: parleremo di ipovedenti, audiolesi, gente che ha sperimentato qualsiasi forma di dipendenza da DROGHE conosciute in natura e talmente indebitata da aver fatto da cavia anche a quelle che Walter White sta cucinando con Jesse ma la quinta stagione ancora è lontana, insomma io ti ho avvertito).

1 – SHAGGY e CHIARA CIVELLO. Morandi e Ivansba chiamano Shaggy e dalle scale scende un uomo BOLSO in PIGIAMA TEZENIS che sembra Ronaldo, il panzerotto che una volta giocava a calcio (Era rigore! Era rigore!). Ma che non si tratta di Ronaldo lo capiamo subito. Morandi: Ciao Scegghi! Shaggy: Mistalovalova. Bòn, seguono momenti imbarazzanti, tra cui “Shaggy fa il trivella con Chiara Civello prendendola da dietro e appoggiandoglielo ma lei, pur riluttante e giustamente ributtata, fa la faccia di circostanza”. Shaggy, vattene, non ti rivogliamo rivedere mai più.
2 – MATIA BAZAR e AL JARREAU. Bòn, finiscono di cantare la canzone (in cui scopriamo che quel signore con i capelli lunghi e bianchi, ehi ma allora parla!) e Morandi omaggia Al Jarreau: Signor Giarrò conosce qualche parola di italiano? Al Jarreau, guardando intensamente Morandi e scambiandolo per Ivansba: ITALIA BELLISSIMA TU RAGAZZA. Morandi la prende bene: scusa Al, vabbè che sei negro ma ci mancherebbe io non ho niente contro negri, però, scusa eh, darmi della ragazza, per me, figuriamoci, per me se sei omosessuale mica c’è niente di male, io penso che gli omosessuali, vero Mazzi?, possono tranquillamente mettersi il rossetto e pittarsi le unghie, ma io non ho niente contro di loro, figuriamoci, dopo per dire ci sarà anche un CIECO ma io non ho niente contro i CIECHI, sia chiaro, né contro quelli che si fanno di crack, tu che dici Rocco? Rocco: beh, magari se sei un po’ brillo…
3 – DOLCENERA e PROFESSOR GREEN. Ecco Dolcenera, la nostra piccola galatina, che si spalma come la nutella sulla brioscina appena sfornata di forno nella fattispecie Professor Green. Morandi: Signor Professor Green, come si sente? Professor Green: non so, sono confuso. Dolcenera: AHAH poverino. Steven vieni qua che ti chiarisco le idee io. Segue esibizione di Vita Spericolata. A casa c’è qualcuno che piange. Dolcenera perde il pelo ma non la profumiera.
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Tag: Al Jarreau, Brian May, Gianni Morandi, Macu Gray, Sanremo 2012, Sarah Jane Morris, Shaggy
mercoledì 15 febbraio 2012
C’è una cosa che non perdoneremo mai al delirio di Celentano, a Mazza, Mazzi, Lei, Morandi e soci (Rocco Papaleo no, lui ci piace persino quando fa i film con Pieraccioni), e cioè l’averci irrimediabilmente distratto dalle canzoni, mai così brutte al primo ascolto. Al secondo migliorano un pochetto e al terzo qualcosa si salva, ma insomma. Premesso che utilizzeremo parametri pretestuosi tipo L’analisi logica delle strofe, Coerenza o meno rispetto alla Poetica Generale dell’Artista, Look Pretenziosi e Scopiazzi Indecorosi, e premesso (per i parenti che leggono) che non c’è nulla di personale e che non sempre ci sarà un coinvolgimento emotivo del Vostro Blogger (se va bene, di QUESTA ROBA solo una al massimo due rimarranno nella sua testa), ecco a voi le pagelle dei 14 artisti in gara a Sanremo 2012:

Abbiamo i voti da 0 a 10, Usiamoli:
1- Dolcenera, Ci vediamo a casa. Con ancora il ricordo del sontuoso pezzo Il mio amore unico buttata fuori subito, Dolcenera torna a Sanremo con un pezzo che come al solito pare peggio di quello che è. Sarà quella bocca che distrae, sarà l’inciso con quell’amiamo tanto buttato come esca in pasto agli ingenui. Eppure Emanuela è brava, si scrive le canzoni da sola, cosa che la differenzia da altre galatine e dintorni ben più celebri. Apprezzamento per il doppio ‘monolocale’, sul finale arriva qualche eco baustelliano ma Bianconi no, non entra come Anna Oxa. Voto: 5, non basta.
2 – Samuele Bersani, Un Pallone. A proposito di gente che si scrive le canzoni. Signori, questo è un Signor Cantautore, ricordiamocelo sempre quando diamo aria agli sfiati su Twitter. L’uomo che ha scritto Giudizi Universali e Replay gode di una quantità di Punti Meraviglia Illimitati Flat Tutto Compreso non replicabile in natura. Si presenta po’ Nerd po’ Alex Karev degli universi paralleli e al primo ascolto è un bel meh che verrebbe voglia di buttarsi dalla finestra. Ma sono io o sei tu? Forse sono io. Il pezzo, intesto come Summa di lirica e parola, è talmente raffinato che solo al dodicesimo ascolto capisci cosa voleva dire. Il punto è che lo dice bene. Sì, ci vuole davvero molto coraggio a rotolar giù in un contesto vigliacco. Samy, sperando che nel corso delle serate riuscirà a scattare quella famosa scintilla, ti diamo un bel 6,5 che vale come Ringrazio Per Tutto Il Resto.
3- Noemi, Sono solo parole. Il compagno TFM propone la mozione ‘Non diciamo MAI i nomi degli autori delle canzoni’. Fabrizio Moro. Come si fa a predisporsi all’ascolto di una canzone firmata Fabrizio Moro? Si fa. Intro molto lunga e parlata che serve a Noemi per dimostrarci di saper fare le note basse, quelle alte e quelle che stanno in mezzo. Noemi è brava, è intensa, è roba nostra di noi che la televisione la guardiamo e ce ne vantiamo pure. Il testo è quel che è, ma l’apertura a 2/3 del pezzo fa volare la nostra Noemi a un discreto 7,5 a patto che tu, Noemi interrompa la trasformazione in Luciana Turina adesso, subito, ieri.
4- Francesco Renga, La tua bellezza. Francesco Renga a Sanremo fa rima con Ambra, sua figlia, Angelo, cose così. Poi c’è tornato ma nessuno se lo ricorda. Ora rieccolo con un look tutto nuovo che fa di tutto per distrarci da The Stempia Incipiente. Francescorenga ha questa cosa che deve sempre farci sapere che lui è bravissimo e quindi riempie i ritornelli di VOCALI che può spalancare a piacimento SEEEEEEEEE. È un po’ l’Albano del nuovo millennio, se nessuno l’ha mai detto lo diciamo adesso. Se la tua bellezza è qualcosa che somiglia alla parte migliore di me. Devo ancora capire se è un complimento a lei o il segno di un ego smisurato. Il finale COPIATO a Chris Martin (Saltini e OHOHOH compresi) mi destabilizza. Per ora è 6, oh, cantare bene canta bene.
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Tag: Chiara Civello, Dolcenera, Emma Marrone, Eugenio Finardi, Francesco Renga, Gigi D'Alessio, Irene Fornaciari, Loredana Bertè, Lucio Dalla, Marlene Kuntz, Matia Bazar, Nina Zilli, Noemi, Pierdavide Carone, Samuele Bersani, Sanremo 2012
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