Riscritture

martedì 10 giugno 2014

Nel nome del Bene Superiore


 

The Americans

 

 

Ci sono serie che devi guardare in un’unica abbuffata (to binge) e serie che devi consumare un pezzo alla volta (or not to binge). Anche nella seconda stagione, The Americans si conferma serie per la quale sarebbe meglio seguire programmazione e relativa visione settimanale. Per la struttura generale dell’intero testo e per la modulazione dei singoli episodi, costruiti sulla base di ripetizioni che alla lunga possono portare a una delle frasi più fatte pronunciate dai serial-additti negli ultimi anni: ok, ma se facevano una miniserie da 6 episodi era meglio.
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giovedì 21 novembre 2013

Squadra Antimafia, la fiction totale


 

Intro: La vita ai tempi dello spoiler

 

Non tutti hanno problemi con il concetto di spoiler. Conosco gente che comprava Sorrisi &Canzoni solo per leggere in anteprima la trama di Febbre d’amore. Mia nonna. Una volta una mia amica mi ha detto che lei decide di prendere un libro solo dopo aver letto le ultime pagine (“Ma perché sei così pazza?” “Ho bisogno di sicurezze”). Poi c’è gente che ormai ha fatto dello spoiler una vera e propria malattia. Tipo che si rifiuta di mettere piede nell’Internet finché non ha visto l’ultima scena del final season della sua serie preferita (“La colpa è di quei farabutti esibizionisti che ti mettono gli screenshot a tradimento nella tua bacheca di Facebook o di Tumblr. Mi hanno rovinato la vita”). O gente che spezza le catene di decennali amicizie sol perché a cena, dal nulla, ti dice “Ah, come quella volta che Dexter trova morta Rita nella vasca da bagno lol” “Ma mi hai appena spoilerato come va a finire!” “A parte che Dexter non finisce così e se vuoi te lo dico adesso, ma GEEZ SONO PASSATI QUATTRO ANNI”.

 

 

1. Squadra Antimafia si fa l’autospoiler al primo minuto ma poi per fortuna vince facile

 

E poi ci sono le serie tv, o telefilm, o fiction, che si fanno gli autospoiler (come un autogol, certamente non grave, ma comunque tafazziano) annacquando così la potenza del proprio final season. Sto parlando di Squadra Antimafia, e di un titolo di testa, uno solo, questo:

 

 

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venerdì 15 novembre 2013

X Factor 7, il quarto live: non ho potuto dimenticare che tu era camminando su un filo


 

Vera Spadini: perché diciamolo, X Factor porta fortuna e a te ne ha portata tanta
Eleonora Bosio già fu Cixi: tanta sì, ho aperto un fashion blog

 

 

Tra un Tomàso Trussardi fan del beatbox-come-lo-chiamate-voi (“hai visto, mi sono documentato”) e vari momenti imbarazzanti che si aggiungono ad altri momenti imbarazzanti di questo Ante Factor che impreziosisce sempre il bouquet Sky, Ale Cattelan sale sul palco e si sgola come un dannato per ricordarci che la puntata sarà un massacro: amici ascoltatori, i ragazzi stanno già somatizzando la paura. Già, la paura di uscire-da-qua-dentro, la paura di finire a scaldare al microonde ‘a sosizza arrustuta dakota o la paura di APRIRE UN FASHION BLOG?

 

 

Morgan-X-Factor

 

 

 

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venerdì 8 novembre 2013

X Factor 7, il terzo live: hai fatto un lavoro di pazza, brava


 

Mika

Ma tanto a me che mi frega, ho già trovato lavoro a The Voice France

 

 

 

Come ampiamente previsto, X Factor 7 risorge dalle ceneri del proprio lento rodaggio e lo fa con una terza puntata finalmente degna di questo nome. Dopo la sancita decadenza dei Freeboys e il punto più basso toccato nella storia di tutti gli X Factor del pianeta (FISCHIATE PURE, IO VI PRRRRRRR), tocca a Micheal Holbrook Penniman Jr. in arte Mika, evidentemente caricato a molla da chi di dovere, prendersi sulle spalle il programma. D’altronde, ha ragione Elio quando lo paragona a Matteo Renzi: con quella bocca può dire quello che vuole.

 

 

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giovedì 12 settembre 2013

Squadra Antimafia 5×01- Venne il giorno che le dissi: Tu Palermo non mi basti


 

squadra-antimafia-5

 

Per il ciclo “Se Mediaset ha bisogno, Palermo e la Sicilia non si tirano certo indietro”, eccoci all’ennesimo settembre delle nostre lupare. Ma c’è Sicilia e Sicilia, lo sanno bene Valsecchi, Dazieri e tutta la Duomo. Torna Squadra Antimafia, il nostro fumettone iperrealistico preferito, e cambiano un poco di cose: da Palermo ce ne andiamo a Catania e le squadre adesso sono due. Nuovi sbirri, nuovi mafiosi ma sempre qualcuno che scappa: Rosi Abate.

 

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venerdì 12 luglio 2013

I predicozzi di Ray Donovan


 

RayDonovan

 

 

Ci sono tanti motivi per iniziare a seguire una serie tv tutta nuova. L’autrice, Ann Bidermann (Southland); il cast (Liev Schreiber e Jon Voight nei ruoli principali, più, in ordine di guest, Elliott Gould e Johnathon Schaech, fantasmi sessuati da un vecchio paesaggio fatto di Robert Altman, Ross&Monica e Gregg Araki); gli ascolti record (secondo episodio in crescita rispetto al pilot, cose mai viste laggiù); la sensazione nell’aria che questa serie ti darà grandi soddisfazioni un WTF tira l’altro. E poi il network. Showtime.

 

La domanda, a pochi secondi dal pigiare play, è semplice: riuscirà Showtime a intrattenerci come al solito con il suo rinomato standard di, ehm, fioretto?  Spoiler: sì. L’audience malata ringrazia.

 

Ray Donovan il pitch (faccendieri a Los Angeles, star, starlette e star al cazzo +  famiglia di gente più o meno disturbata) è un impasto di déjà visto (persino cinque minuti fa, Shondona saluta e passa alla bambola woodoo);  il tono generale è tenuto in piedi da una facilissima satira sociale che vira come niente verso la predica e la bonifica moralista dell’umanità (non si fa, non si fa); ma soprattutto, la spericolata spensieratezza con cui vengono trattati certi temi (bicchiere mezzo pieno: finalmente qualcuno che osa, bicchiere tutto vuoto: most STO SCUOTENDO LA TESTA ever)  e personaggi che già al ventesimo minuto mostrano segni di cedimento motivazionale (l’arco narrativo dell’ubriaco), manco fossimo alla settima stagione raschiata con le unghie della disperazione. Finora, pregi e difetti di tutte le serie proiettate all’indietro, verso un passato che prima o poi andrà raccontato. O spiegato.

 

E allora? E allora poi succedono cose divertenti, alcune volute, altre meno (Le Sequenze Oniriche Io Dico Basta Alle Sequenze Oniriche Per Giunta Facenti Funzioni di Spiegoni Che Non Volevamo: Marilyn Ma Veramente Fai?) ma che permettono a Ray Donovan, in due soli episodi tic-tac, di entrare di prepotenza in quella speciale classifica di “Ambisco all’ambizione ma poi mi risveglio con un pugno di trash in mano”.

 

Da cui: alcune bufferie che succedono nei primi due episodi della prima stagione di Ray Donovan (astenersi impressionabili, qua veramente succedono cose che quel gran moralista che è in ognuno di noi è DAVVERO messo a dura prova).

 

 

Liv + Jon Padri e figli

 

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giovedì 23 maggio 2013

Grey’s Anatomino 9×24: un season finale val bene una milza


 

L’altra sera, frugando nei miei ricordi seriali, ho cominciato a pensare alla trafila impiegatizia di sciagure che in nove sulfurei anni questi disgraziati personaggi hanno dovuto subire, forse persino con indulgenza, da una penna sì sadica ma altrettanto capace di sfornare DRAMA A ROTA (Scandal ha già superato Grey’s negli ascolti, seguendo l’apprezzato schema del benedetto biennio ’04-’05: prima stagione arronzata e seconda in grande crescendo).

 

Insomma ho pensato a tutti i morti e i mutilati di questo che non è più un telefilm ma un camposanto bello e buono e ho tirato una linea dritta alla fine della pagina: Shondona doesn’t kill afro people (specie se sono lì dalla prima stagione). E non solo non li uccide, ma al massimo li fa diventare alcolisti o pieni di dubbi per colpa di uno stafilococco. Insomma, cose da niente se paragonati, che ne so, a un autobus che ti prende in pieno e ti sfigura per poi farti morire di una morte lenta e dolorosa, o ad anonime cardiologhe stessosessuali che un attimo prima erano lì ad operare e un attimo dopo, puf, sparite come se Walter Bishop fosse ancora tra noi a giocare a shangai con gli universi. D’altronde, come volerne a Shondona, l’unica showrunner (donna virgola nera) dei grandi network, l’unica per cui minoranza iz ze niu maggioranza, l’unica che ai casting dei suoi drama c’è un cartello con su scritto SE SEI WASP TU QUI NON PUOI ENTRARE (a meno che tu non sia pazza, allora va bene).

 

Un season finale che rispecchia la regola dell’alternanza e non ci regala cadaveri eccellenti ma solo pezzi morti di Meredith (la milza) (ricordiamoci che alla nostra manca pure un pezzo di fegato, donato tre stagioni fa a suo padre ubriacone) (di questo passo, in Grey’s 37×24 ci rimarrà solo una sua ciocca di capelli, e ciononostante continuerà a fare minchiate). Dunque niente stragi, stragine e stragi al cazzo. Solo UNA MILZA. Bon, grasso che cola, se consideriamo che i veri pericoli di questo finale si sono concentrati su, appunto, Meredith (yawn), Jackson (yawn: se qualcuno c’è cascato ha vinto il premio di sospensione dell’incredulità) e sul Cif (superyawn): Shondona doesn’t kill afro people, ricordatevelo. E con questo memento-muori che lascio qui a futuro rinfaccio, amiche dottoresse e amici dottoressi, per chi l’ha visto e per chi non c’era, THE ULTIMO ANATOMINO OF THE NONA STAGIONE: Perfect Storm.

 

 

Shondona

Il momento esatto in cui Shondona ha avuto l’idea per la scena finale

 

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    giovedì 24 aprile 2014
  • EnchantéBenjamin-Isidore-Juveneton-insta La Cité de la Mode et du Design è uno dei luoghi meno parigini e più londinesi della città (senza che nessuno, di qua e di là, si offenda). Negozi di design, street food, il museo de l’Art Ludique (che in questo momento ospita la mostra L’art des super-héros Marvel). E, fino ad agosto, Enchanté, continua...