Parigi

giovedì 24 aprile 2014

Enchanté


 

La Cité de la Mode et du Design è uno dei luoghi meno parigini e più londinesi della città (senza che nessuno, di qua e di là, si offenda). Negozi di design, street food, il museo de l’Art Ludique (che in questo momento ospita la mostra L’art des super-héros Marvel). E, fino ad agosto, Enchanté, un’installazione di Benjamin Isidore Juveneton che gioca molto con le parole e con certi riferimenti culturali (Boris Vian, per dirne uno) e che viene voglia di leggere, fotografare, dire.

 

Benjamin-Isidore-Juveneton-insta

 

Benjamin-Isidore-Juveneton

 

 

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Cité de la mode e du design
Benjamin Isidore Juveneton
(Via)

 

 


giovedì 24 aprile 2014

The importance of being showrunner: Nic Pizzolatto e un paio di cose sulla seconda stagione di True Detective


 

Quando uno showrunner televisivo americano viene accolto in Europa da grandi ovazioni e consensi di pubblico, le reazioni sono grossomodo due: l’assunzione immediata del proprio ruolo, ovvero lo yankee più o meno disinvolto che fa il proprio irresistibile show di battute e serietà (Terence Winter e Vince Gilligan, ad esempio); oppure il mantenimento di una certa distanza, vuoi per carattere (David Simon), vuoi per marcare la propria differenza rispetto a questi europei sì bizzarri, o vuoi perché magari la sera prima ti eri ubriacato in una bettola di Pigalle e sei talmente rallentato da dover fissare per due ore un punto qualsiasi nel vuoto per mantenere la concentrazione.

 

 

Nic+Pizzolatto+MMC
Pizzolatto è quello a sinistra

 

 

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giovedì 13 marzo 2014

Velluto, costine, new balance


 

L’autobus mi lascia alla fermata Rue du Bac. Il quartiere lo conosco poco, quel poco che conosco lo associo a salti come i pazzi nei giorni di vittorie: 3, 2, 1 on a gagné (era il 2012, eravamo contenti, come solo gli imbucati a una magnifica festa di sconosciuti). Cammino un po’, arrivo in rue de Grenelle, guardo a destra, guardo a sinistra, di nuovo a destra: la bandiera, enorme, tricolore, l’Italia, è là, ferma. A Parigi non c’è quasi mai vento: è per questo.

 

 

Blizzard

 

 

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sabato 1 marzo 2014

Cosa rimane dei César 2014


 

Les garçons et Guillaume, à table! meritava il premio come miglior film francese dell’anno? E Roman Polanski aveva davvero bisogno dell’ennesimo premio come miglior regista?

 

 

Scarlett e Quentin

 

 

Mi sveglio con questi due interrogativi, che peraltro mi si erano piantati nella testa un attimo prima di addormentarmi, dopo aver visto la cerimonia dei César 2014, condotta dalla belga Cécile de France. Cerimonia gradevole ma con abbondanti momenti di ma perché?, tra cui la consegna del César d’onore da parte di Quentin Tarantino a Scarlett Johansson: attrice che non ha nemmeno 30 anni, dalla filmografia discutibile, attualmente a spasso (“Cerco lavoro” dice, a un certo punto, faceta ma non troppo, a Tarantino), fidanzata con un francese e che, soprattutto, in passato ha detto quello che ha detto contro la città in cui vive e contro i parigini (“la magia è svanita”, “sono maleducati”, “mi hanno costretta a essere veramente aggressiva quando cammino per la strada, me ne frego di loro”) (intendiamoci: niente che ciascuno di noi, dopo i primi sei mesi, non pensi ogni volta che è costretto a dare gomitate contro un intero popolo che evidentemente non ha avuto in dono il senso dell’orientamento, ma, voglio dire, cara Scarlett: e non hai mai preso la RER B).

 

 

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sabato 1 marzo 2014

El Clásico PSG-OM


 

In occasione del big match Paris Saint-Germain vs Olympique Marseille, Canal + ha realizzato un piccolo video con vari gruppi di supporter in giro per le due città. Da segnalare: le melodie del tifo sono le stesse a ogni latitudine; l’accento marsigliese, sempre consolatorio per chi, come noi, non avrà mai la pronuncia parigina perfetta e può sempre spacciarsi per altro (matàn, per esempio); lo chausson aux pommes:

 

 

 

 

 


giovedì 13 febbraio 2014

Sono seduto dietro Charlotte Gainsbourg, sto per sussurrarle “Je t’aime, moi non plus”, ma all’ultimo desisto, temendo un poco opportuno fraintendimento


 

Potrei interpretare questo momento come la risoluzione di un mistero che peraltro non mi ha mai appassionato più di tanto, ma forse è meglio prenderlo per quello che è: il fausto e coincidente coronamento di una, la definisco forse impropriamente, ossessione verso questa giovane donna e tutta la sua famiglia: suo padre, le canzoni di suo padre, sua madre, le canzoni mmmhh mmhhh di sua madre, i film discutibili di sua madre, il suo compagno, i film del suo compagno, il suo patrigno, i film del suo patrigno, sua sorella, le canzoni di sua sorella, quella volta che in una via dell’undicesimo a un certo punto me la trovai di fronte, sua sorella, e facemmo un tratto di strada accanto, finché lei, sua sorella, non entrò in una farmacia e io rimasi inebetito, pensando a (pasticche per un mal di gola che non avevo?, aspirine tachipirine voltaren?) qualsiasi cosa insomma pur di prolungare la vicinanza e magari attaccare bottone (Lou, I see you, anzi: ICU), ma, sopra tutto:

 

 

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mercoledì 15 gennaio 2014

Francofobie


 

Guardali tutti questi italiani, grandi e piccini, con le dita che prudono sulle loro tastiere, onda che sale sale e finalmente può sboccare: ahò, così s’imparano ‘sti cazzo di francesi e s’abbassano la cresta. Rivalsa personale, quasi più che politica: se fossimo persone, come dire, empatiche, ci sarebbe da stare male per loro. Ma come biasimarli, questi italiani tribolati. Per anni gliel’hanno menata con le buttane minorenni e i festini, ogni volta che uscivano dai confini era sempre la stessa storia: bunga bunga marescià, e giù umiliazioni su umiliazioni da ingoiare a denti stretti (“mammagari avessi leccato io la fica a Belen, almeno potevano darmi del porco a ragion veduta e invece no, cornuto e mazziato!”). Ma ora, miei cari francesi, la ruota gira: tocca a voi essere sbertucciati. E, quando andrete all’estero, capirete cosa si prova a essere esposti al pubblico ludibrio: “Il loro presidente va dall’amante col casco dei Daft Punk!”.

 

 

Hollande

 

 

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