Libri

lunedì 29 aprile 2013

Tagliarsi i capelli in una lingua straniera


 

Aneboda

 

 

 

Storia dei capelli

 

 

Tagliarsi i capelli in una lingua straniera, in questo caso il francese, è complicato uno) perché l’equivalente della parola spuntatina non credo che esista e, se esistesse, non renderebbe comunque l’idea, due) perché in questa lingua, il francese, dessus (sopra) e dessous (sotto) sono due parole belle e distinte sì, ma vaglielo a spiegare a chi il suono francofono ‘u’ deve ogni volta reinventarselo come un pensiero senza memoria, che resetta alla fine di ogni frase quel che ha appena appreso ma non trattenuto e mai tratterrà.

 

 

Come mai lui continua ad andare da parrucchieri dove non è mai entrato prima? Come mai persevera nello sfidare la morte in questo modo? Eppure è così: persevera. Non può farne a meno. È la legge dei capelli. Ogni negozio di parrucchiere che non conosce e nel quale si avventura rappresenta un pericolo e una speranza, una promessa e una trappola. Potrebbe sbagliare e precipitare nel disastro, però, e se fosse il contrario? E se finalmente trovasse il genio che cerca?

 

 

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martedì 26 marzo 2013

David Bezmozgis, Il Mondo Libero, Guanda


 

Aneboda

 

[Questo è il primo numero della nuova rubrica di libri di questo blog: ANEBODA. Potrebbero seguirne altri, ma non è detto. Perché Aneboda? Indovina]

 

 

In questo primo numero si parlerà di: Case editrici che istigano all’appropriazione un pochetto indebita, le librerie dei paesini di mare, Il Mondo Libero, la città in cui ho vissuto per dieci anni vista dagli occhi di uno scrittore lettone ma americano, quella famosa estate del 1978, papi morti, papi appena eletti ma subito morti, una breve considerazione su cosa caratterizzi un’opera d’arte. E altre cose.

 

 

Il mondo libero

 

 

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lunedì 18 giugno 2012

Ogni volta che leggi un libro muore un social network


 

Quando inizio un libro superiore, uhm, vediamo, alle trecento pagine, faccio una cosa un po’ impiegatizia: divido cioè il numero complessivo delle pagine in modo tale da sapere sempre, in qualunque momento, se ne ho letto un quinto, un terzo o metà. Di solito comunque divido il libro in cinque parti. Quelli da mille pagine in dieci. Mi piace quella sensazione come quando finisci il primo giro del parco dove vai a correre. O il secondo, o il terzo. E mentre corri dici: incredibile, un attimo fa stavo a casa mia in panciolle e ora sono già qui, a metà della storia.

 

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venerdì 8 giugno 2012

La cavalcata dello spalatore di zollette di zucchero


 

“Ci sono tre regole da tenere a mente, Zerk, e sei a posto: quando non riesci ad andare fino in fondo a qualcosa, devi chiedere a Veyrenc; quando non riesci a fare qualcosa, devi chiedere a Retancourt; e quando non sai qualcosa, devi chiedere a Danglard” (Jean-Baptiste Adamsberg, La Cavalcata dei Morti)

 

 

Finisco di leggere il dodicesimo libro di Fred Vargas (o è il tredicesimo?), lo poso sul tavolo e faccio un sospiro, sommato a un sorriso beota che equivale più o meno a: Io questa donna mi par proprio di conoscerla, oramai.

 

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martedì 17 aprile 2012

Film che qui si aspetta con un filo di inquietudine fratto speranza


 

- On The Road (Walter Salles, 2012) - 

 

 

 

Nel 1957 Jack Kerouac scrisse una lettera a Marlon Brando proponendogli di acquistare i diritti di On The Road per farne un film assieme: Brando avrebbe interpretato Dean Moriarty e Kerouac Sal Paradise. Lo stesso Kerouac avrebbe curato tutto il resto: “Non preoccuparti della struttura del libro, saprei comprimere e riorganizzare la trama quel tanto che basta per farne un film dalla struttura perfettamente accettabile… Già mi vedo le belle inquadrature che potrebbero essere fatte con la camera sul sedile anteriore della vettura che mostra la strada (giorno e notte) che scorre davanti al parabrezza, mentre Sal e Dean chiacchierano fra di loro”. Malgrado l’accorato appello finale (“Avanti, Marlon, non stare con le mani in mano e rispondi”), Brando non rispose mai, sostanzialmente fregandosene.

 

Nel 1979 Francis Ford Coppola acquistò i diritti del libro e da allora si sono susseguiti vari tentativi di adattamento, tutti falliti. Gus Van Sant, Joel Schumacher, Brad Pitt, Ethan Hawke, Colin Farrell tra i nomi coinvolti negli anni, invano. Adesso, finalmente, ci siamo. Coppola, con la sua American Zoetrope e con una produzione franco-anglo-americana, ha trovato la quadratura del cerchio. Il regista è Walter Salles (Coppola lo avrebbe scelto dopo aver visto I Diari della motocicletta) e la sceneggiatura di Jose Rivera (Good luck, man!). Nel cast, attenzione: Sam Riley, già visto in Control, sarà Sal Paradise e Garrett Hedlund invece Dean Moriarty. Poi: Kristen Stewart, Kirsten Dunst, Amy Adams, Elizabeth Moss, Tom Sturridge e Viggo Mortensen. Boom. In Francia uscirà il 23 maggio. In Italia in autunno. Foto, trailer.

 

 

 

 

 

 

 

Update: il film sarà in concorso a Cannes 2012.

 


lunedì 16 aprile 2012

L’Orco che ti costrinse a non guardare in faccia ai libri


 

Poi una domenica stai camminando per il sesto (o era il quattordicesimo?) e arrivi in uno slarghetto su cui affacciano un albergo, un bistrot, un altro bistrot e una stazione del vélib’, e trovi una serie di persone accovacciate sul marciapiede che rovistano tra scatoloni di cartone e libri impolverati. Così.

 

 

 

E allora ti avvicini, incuriosito, e chiedi a una signora: Che passa? Lei, senza distogliere gli occhi dai libri, risponde che l’albergo ha buttato centinaia di volumi sul marciapiede, non sapeva che farsene. Ah bon, fai tu. E ti tuffi, in mezzo a queste signore impomatate, questi damerini appena usciti da qualche teatro, questi bimbini con madri e padri. Tutti sfogliate libri, spostate libri, alzate libri, abbassate libri. E siete educati, aspettate i vostri turni, vi sorridete, vi spostate a semicerchio, e intanto tenete dei libri sotto il braccio, o in tasca, e intanto dal bistrot i parisotti vi guardano incuriositi, alcuni vorrebbero raggiungervi ma non lo faranno, in compenso altri si fermano, vi fanno le foto, finite in qualche instagram. Basta poco per diventare delle celebrità.

 

Poi però arriva l’Orco, tutto niuro, vestito di niuro, con un sacco della spazzatura pure quello niuro, e lui è sgarbato, e prende gli scatoloni sani sani senza nemmeno guardare che c’è dentro, e sposta i bimbini di malagrazia, e non aspetta che tu abbia finito di sfogliare che ti toglie i volumi da sotto il naso. Un arraffone. E l’incantesimo si spezza. E vi passa il prio. Sì, perché l’Orco vi costringe a difendervi, lui arraffa e voi bisogna tenere le posizioni, e per farlo non guardate in faccia ai libri, e pigliate a muzzo pure voi, e quel sorriso di bellezza che avevate in faccia scompare e lascia il posto a una gocciolina di sudore sulla tempia, ma tu vedi che ti tocca fare, e te ne vai, ritirata!, che non vuoi vedere come va a finire la guerra, no.

 

Torni a casa, ti siedi alla scrivania e guardi finalmente i libri sconosciuti che ti sei portato dietro, e alla fine pensi: Che me ne faccio ora di questo libro sul cricket?

 

 


martedì 7 febbraio 2012

I responsabili del decadimento dell’universo


 

 

Qualche diciamo giorno fa. Sono a Milano, di passaggio, tra un treno e l’altro. Non sapendo che fare, entro nella libreria della stazione. Quando non so che fare io entro sempre in una libreria, anche quelle che non sono nelle stazioni. Comunque, questa libreria della stazione di Milano è molto grande, ben 3 piani, addirittura (o forse sono due, boh).
Bene, premesso che io sono uno di quelli che i libri li tocca e li annusa, giuro, quindi magari se vedete uno che chiude gli occhi e fa quella cosa di frrrrrr scorrere a tutto spiano il pollice sulle pagine e sotto il naso, beh, ecco quello non è un maniaco, sono io.
Insomma arrivo al reparto MEDIA, il quale reparto MEDIA, come avrete capito da come si chiama questo blog, è uno dei miei preferiti. Il reparto MEDIA nelle librerie non è sempre uguale, a volte c’è il sottoreparto SOCIOLOGIA, a volte il sottoreparto COMUNICAZIONE, cose così. Nella libreria della stazione di Milano no, solo MEDIA.

 

Tra gli autori esposti, il mio amico Derrick De Kerkhove, quel giovanotto tutto pepe di Zygmunt Bauman e poi Maurizio Costanzo. Il libro di Maurizio Costanzo che sta nella sezione MEDIA (uno di quelli rivolti in bella mostra verso i clienti, come a dire ECCOMI ECCOMI) si chiama Preferisco i cani (e un gatto). Prendo il libro in mano, apro una pagina a muzzo e leggo che un giorno, ecco, Maurizio aveva un problemino di salute (una tachicardia, una qualcosa ai reni, adesso non ricordo di preciso) e insomma Maurizio e Maria hanno questo cane (Cassio, può essere?) che proprio nei giorni in cui Maurizio stava male, anche lui, il cane dico, si era preso lo stesso acciacco (forse non era la tachicardia, ora che ci penso: i cani soffrono di tachicardia?). Ecco, un’esperienza empirica ai limiti dell’umano, che dimostra, secondo Maurizio, che i cani sono davvero delle gran belle persone.

 

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    lunedì 20 maggio 2013
  • Idem Paris, by David LynchDavid Lynch      David Lynch, come tutti sanno, è un celebre xilografo e litografo. Ogni volta che viene a Parigi, si dedica alla sua arte presso la tipografia/stamperia Idem Paris, nel quartiere di Montparnasse. Così ne parla su Le Monde:   C’est un endroit fantastique, qui existe depuis 1880. Ces grosses machines, les presses lithographiques, continua...