Libri

mercoledì 9 luglio 2014

Lo scrittore ambulante che vendeva i suoi libri in spiaggia


 

San Vito Lo Capo è una ridente cittadina di mare che se ci vai ti accorgi subito che mancano le librerie e le edicole (quelle che ci sono fanno pausa da mezzogiorno a boh, o meglio: aprono e chiudono nel modo tipico di molte cose siciliane, cioè a muzzo). Invece, bisogna dirlo, San Vito Lo Capo abbonda di cose tipo: i turisti del ricco nord-est italiano, i ristoranti, il cous cous di pesce, la sabbia. San Vito Lo Capo è un po’ la Venice Beach di noi che sognavamo l’America ma sai che c’è?, noi ce l’abbiamo più profumato assai. Chilometri di sabbia liscia liscia e fina fina che ci si arriva dopo un percorso abbastanza tortuoso in macchina (“Ma un’autostrada dritta pareva male?” “A noi ci piace la conquista, se volevi le cose facili te ne potevi andare a Rimini” “Ma che ci trase adesso Rimini”). Arrivi, ti metti il costume e tutto il resto, come dire, è noto.

 

Io e mio padre siamo belli stinnicchiati sui lettini, sotto l’ombrellone. Lui, a sinistra, si legge Tuttosport, da anni contribuendo alle vendite della filo-juventinità in terra isolana (quando vivevamo a Palermo, per un certo periodo, se lo faceva mettere di lato, con grande sconcerto dell’edicolante) (adesso lo legge raramente, di solito quando scendo giù: “Il calcio non è più quello di una volta, non leggo più niente, mi fecero passare il piacere, anzi ricordami il mese prossimo che devo disdire l’abbonamento a Sky”). Io, a destra, combatto con l’ennesimo Strade Blu di vero e di finzione che ho trovato nella libreria che ieri ha aperto alle cinque e un quarto di pomeriggio (“Pago col bancomat” “Non ce l’abbiamo il bancomat”) (un giorno dovrò spiegarmi perché continuo a comprare gli Strade Blu) (e perché in Sicilia i bancomat fanno tutta questa antipatia) (ma anche nelle altre isole del Mediterraneo: forse non ci arrivano i fili). Intanto mia madre nuota come una sirenetta dove-si-tocca e prima, o dopo, fa quello che fanno più o meno tutte le signore della spiaggia, cioè attaccare bottone con tutte le altre signore della spiaggia, parlando di calcio, di Mondiali e di giuoco del pallone (“Io lo dicevo che lo schema a Y non mi convinceva”).

 

 

SVLC3

 

 

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domenica 1 giugno 2014

Grégory Panaccione, Match


 

Match

 

 

Match è una bande dessinée firmata da Grégory Panaccione. Come suggeriscono titolo e copertina, racconta una partita di tennis, dall’inizio alla fine. Particolarità: non ci sono dialoghi. Un fumetto, come dire, muto. Imperdibile.

 

(il blog di Panaccione)

 

 

 


venerdì 23 maggio 2014

Aggiornamenti su Emmanuel Carrère,


 

CARRERE Emmanuel

 

 

che da Limonov in poi è diventato una specie di rockstar, lì da voi: il suo prossimo libro, Le Royaume, uscirà in Francia il prossimo 11 settembre. 640 pagine su “la naissance du christianisme, autour de Saint Jean et de Saint Luc

 

(stacco sulla faccia dell’editore italiano)

 

(soprattutto: stacco sul lettore italiano quando leggerà la quarta di copertina)

 

(Uhggesù)

 

Ma parliamo di altra gente resurretta. Les Revenants. Le ultime notizie transalpine sono passate in pochi mesi da un “Messa in onda Tardo Autunno 2014″ a “Aspè, mi ha detto un mio amico che la sua ragazza che fa la comparsa morta gli ha detto che l’inizio delle riprese è spostato a settembre 2014 e messa in onda 2015 o BOH” fino a un definitivamente inquietante “Les Revenants chi?”

 

 


giovedì 13 marzo 2014

Velluto, costine, new balance


 

L’autobus mi lascia alla fermata Rue du Bac. Il quartiere lo conosco poco, quel poco che conosco lo associo a salti come i pazzi nei giorni di vittorie: 3, 2, 1 on a gagné (era il 2012, eravamo contenti, come solo gli imbucati a una magnifica festa di sconosciuti). Cammino un po’, arrivo in rue de Grenelle, guardo a destra, guardo a sinistra, di nuovo a destra: la bandiera, enorme, tricolore, l’Italia, è là, ferma. A Parigi non c’è quasi mai vento: è per questo.

 

 

Blizzard

 

 

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martedì 14 gennaio 2014

I ritmi di The Following, gli intrecci di Criminal Minds


 

Aggiungo infine che non riterrei affatto disdicevole se tra i riferimenti culturali di questo ipotetico thrillerista ci fossero non soltanto scrittori, ma anche fumetti o serie televisive. I dialoghi di Sherlock, i ritmi di The Following, gli intrecci di Criminal Minds, le atmosfere di The Fall… Credo ci sia molto da imparare anche da queste fonti.

 

 

CRIMINAL MINDS

 

 

 

Fabrizio Cocco, editor di narrativa di Longanesi, esorta gli aspiranti scrittori di thriller a osare e a provare altre strade, magari diverse dai commissari di provincia (“il noir localistico”). Soprattutto, a ripensare ai propri riferimenti e alle proprie aspirazioni. Giusto. Bello e giusto. Sarebbe interessante però soffermarsi con Cocco, che si definisce “serial-dipendente”, sui “ritmi” di The Following, la deludente next-big-thing dell’anno scorso, e sugli “intrecci” di Criminal Minds, forse il meno peggio tra i procedurali Cbs ma ecco, beh, insomma, Criminal Minds.

 

(Se queste sono le serie tv cui ispirarsi per scrivere dei nuovi thriller, forse è meglio non ispirarsi alle serie tv. O non scrivere nuovi thriller).

 

 

 


martedì 7 gennaio 2014

L’Avallone D’Orrico


 

Bellezza

 

 

 

“Il più bel personaggio femminile dai tempi di Filumena Marturano”. Così il critico Antonio D’Orrico su Marina Bellezza, l’ultima fatica di Silvia Avallone. D’Orrico si sbaglia, e di grosso. Avendo letto Acciaio, mi sento di poter scommettere e di poter affermare che Marina Bellezza non solo è il più bel personaggio femminile dai tempi di Filumena Marturano, ma è proprio il più bel personaggio di tutti i tempi, di sempre. Di più: credo che nessun altro personaggio femminile a venire, prima della distruzione dell’umanità, potrà mai eguagliare Marina Bellezza. Come potrebbe essere altrimenti, venendo Marina Bellezza dal talento di Silvia Avallone, da una penna capace, in Acciaio, di sì tanta giustezza, sì tanta precisione, sì tanta lingua, in parole povere: di sì tanta meraviglia? Senza tema di smentita: Marina Bellezza è la cosa migliore che potesse capitare alla Letteratura. Appurato ciò, direi che possiamo tranquillamente non comprare il libro. Anzi: già che ci siamo possiamo anche non comprare più nessun libro, tanto.

 

 

 


lunedì 18 novembre 2013

La pub est déclarée


 

La pub est déclarée

 

 

 

Nel 1914 la Germania dichiara guerra alla Francia. Sull‘Illustration, celebre magazine dell’epoca, iniziano a comparire pubblicità e slogan che fanno riferimento al conflitto, ai valori patriottici, ai “nostri soldati”, al nemico: “très vite, la guerre deviendra un formidable prétexte pour vendre tout et n’importe quoi”. La pubblicità diventa opportunista, quindi moderna

 

 

La-Pub-declaree-01

 

 

 

La-Pub-declaree-06

 

 

 

Publicite-grande-Guerre-14-18-20

 

 

 

Altre réclames qui.
La pub est déclarée, Didier Daeninckx, su Amazon.

 

 


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  • EnchantéBenjamin-Isidore-Juveneton-insta La Cité de la Mode et du Design è uno dei luoghi meno parigini e più londinesi della città (senza che nessuno, di qua e di là, si offenda). Negozi di design, street food, il museo de l’Art Ludique (che in questo momento ospita la mostra L’art des super-héros Marvel). E, fino ad agosto, Enchanté, continua...