Libri

giovedì 11 settembre 2014

La funzione kindle che ti segnala le frasi più sottolineate da generici “altri utenti” non mi piace


 

Leggere sul kindle (o sull’applicazione kindle dell’iPad), è una cosa che probabilmente mi risulterà sempre un poco innaturale. Malgrado quasi due anni di esercizio, e malgrado un’abitudine sempre più quotidiana e necessaria (la proporzione carta/e-book è ormai 50/50, ad agosto è stata 10/90), so che dentro di me, nel profondo di me, grumi di resistenza in questo momento stanno urlando come i pazzi, supplicandomi di non farlo mai più. Ma, come molti di voi sapranno, quando si iniziano a sentire le voci nel cervello, l’unica soluzione, se scarseggiano le medicine, è fingere di non sentirle, oppure urlare ancora più forte. In questo caso tre paroline magiche: denaro, spazio, trasloco.

 

Sto leggendo, via kindle, Il libro delle mie vite di Aleksandar Hemon. Alla posizione 105 mi accorgo che l’inizio di un capoverso è sottolineato con un tratteggio visibile ma non troppo, tipo questo:

 

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martedì 9 settembre 2014

Nel prologo del nuovo libro di Carrère ci sono un paio di cose su Les Revenants che non sapevo


 

Al già abbondante dossier sulle differenze tra Italia e Francia, adesso posso aggiungere anche questa. L’Italia è quel paese in cui già un anno prima si sa chi vincerà il premio Strega (“Piccolo, e chi sennò?”) e la competizione assume dunque i toni della farsetta malgrado una parvenza di testa a testa che però non disturba l’esito finale. La profezia che si autoavvera è più forte di ogni fantasioso tentativo di mettersi di traverso (“Mi si nota di più se mi autoplagio?”). La Francia invece è quel paese in cui tutti sanno un anno prima che il Goncourt lo vincerà Emmanuel Carrère con il suo nuovo, poderoso Le Royaume e poi, quando esce la preselezione dei 15 libri in lizza per il prestigioso premio, ci sono tutti, ma proprio tutti, ma non c’è Carrère. E questa è la Francia.

 

Carrere

 

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lunedì 8 settembre 2014

“Svegliati nonna, di là c’è un ammiraglio che si chiama Luigino Pirandello”


 

- E dove le tengo queste ricchezze?

- Nelle carni vostre, Filonia! Voi possedete tre feudi: uno a levante, uno a ponente e l’ultimo a mezza costa. In quello di levante c’è una vallicella profumata e ummirosa, sopra alle quali c’è macari un boschetto fitto fitto; in quello di ponente non ci sono àrboli o erba, tutto è liscio, la terra è comu la sita e in mezzo a dui vallunate ci sta una grotticella stritta e ammucciata; in quello di mezza costa ci stanno due montagnole bianche come il latte e hanno la cima rosa. Non vi parono ricchezze queste?

Il re di Girgenti

 

Dunque Raiuno si è messa a fare i “documentari/road movie sui libri” trasmettendoli il sabato sera in prima serata. Se me lo avessero detto anche solo cinque anni fa avrei pensato di essere caduto nel pozzo dei pazzi e avrei chiesto pietà di me. Invece la tv va molto veloce, e anche gli elefanti di sessant’anni pieni di acciacchi ogni tanto si ricordano di poter osare il grande boh (l’anno scorso era Lorenzo Jovanotti: l’anno prossimo userò una frase di Camilleri per il doc, che ne so, su Checco Zalone).

 

 

andrea-camilleri

 

 

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lunedì 8 settembre 2014

La rivolta delle librerie contro Valérie Trierweiler


 

François Mitterand, quando era presidente, ha fatto un po’ quello che ha voluto, tra le lenzuola. Cose che in confronto François Hollande è un uomo semplice, leggermente sovrappeso, che cambia montatura degli occhiali ogni quindici anni, senza grosse pretese se non quella di governare la Francia in un periodo molto complicato. Va bene, erano altri tempi, non c’era l’esposizione mediatica di adesso e il fare le cose di nascosto era anzi un valore aggiunto. Ma forse Mitterand un libro come quello di Valérie Trierweiler non l’avrebbe mai fatto arrivare in libreria, bloccandolo al confine con la Germania, in cui è stato stampato in gran segreto, e tornando alle sue occupazioni, tra cui le femmine. Ma Hollande non è Mitterand. E il libro è uscito, eccome.

 

Merci pour le moment di Valérie Trierweiler ha segnato il miglior ingresso in classifica dall’uscita di 50 Sfumature di grigio, oscurando Carrère e Nothomb. Tiratura iniziale: 200mila copie. Un libro che nessuno dice di voler leggere ma che tutti hanno letto, anche solo di sfuggita. Un libro in cui Trierweiler continua a recitare il ruolo della donna ferita, in cui non esita a dipingersi come “povera donna pazza tradita con pulsioni suicidarie” che corre per l’Eliseo con un sacchetto di pillole in mano mentre Hollande la insegue senza saper bene che fare, comme d’habitude. Ma il punto è questo: Trierweiler, prima dell’affaire “Hollande che esce da un portone con un casco integrale” non era propriamente amata dall’opinione pubblica, dalla politica, da Ségolène: insomma, a parte Hollande stava un po’ sul cazzo a tutti. La sceneggiata del ricovero e del grosso paio di corna stampato in social-visione l’hanno resa più “simpatica” (a quale donna non è capitato di essere cornificata dal Presidente della Repubblica?) ma ora con questo libro è tornata ai livelli di impopolarità di prima (qualcuno ha invitato Hollande a “riprendersela”, almeno avrebbe accanto qualcuno che i Francesi detestano di più): in alcuni programmi di grande ascolto il suo nome è stato accompagnato da fischi, tutti si dicono “disgustati” da questo teatrino, che Trierweiler continua peraltro ad alimentare: secondo uno del suo entourage “Valérie è sorpresa dalle polemiche che il libro ha scatenato”.

 

E poi ci sono le librerie, alcune, che si sono “ribellate”, rifiutandosi di vendere il libro-spazzatura. Ecco alcuni dei biglietti esposti. Manca la parte finale della rivolta, cioè come hanno reagito i potenziali compratori delusi (“saranno andati alla Fnac”). Tant’è. La Francia è anche quel paese in cui le piccole librerie riescono a sopravvivere senza i libri da “200mila copie di tiratura”.

 

 

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mercoledì 9 luglio 2014

Lo scrittore ambulante che vendeva i suoi libri in spiaggia


 

San Vito Lo Capo è una ridente cittadina di mare che se ci vai ti accorgi subito che mancano le librerie e le edicole (quelle che ci sono fanno pausa da mezzogiorno a boh, o meglio: aprono e chiudono nel modo tipico di molte cose siciliane, cioè a muzzo). Invece, bisogna dirlo, San Vito Lo Capo abbonda di cose tipo: i turisti del ricco nord-est italiano, i ristoranti, il cous cous di pesce, la sabbia. San Vito Lo Capo è un po’ la Venice Beach di noi che sognavamo l’America ma sai che c’è?, noi ce l’abbiamo più profumato assai. Chilometri di sabbia liscia liscia e fina fina che ci si arriva dopo un percorso abbastanza tortuoso in macchina (“Ma un’autostrada dritta pareva male?” “A noi ci piace la conquista, se volevi le cose facili te ne potevi andare a Rimini” “Ma che ci trase adesso Rimini”). Arrivi, ti metti il costume e tutto il resto, come dire, è noto.

 

Io e mio padre siamo belli stinnicchiati sui lettini, sotto l’ombrellone. Lui, a sinistra, si legge Tuttosport, da anni contribuendo alle vendite della filo-juventinità in terra isolana (quando vivevamo a Palermo, per un certo periodo, se lo faceva mettere di lato, con grande sconcerto dell’edicolante) (adesso lo legge raramente, di solito quando scendo giù: “Il calcio non è più quello di una volta, non leggo più niente, mi fecero passare il piacere, anzi ricordami il mese prossimo che devo disdire l’abbonamento a Sky”). Io, a destra, combatto con l’ennesimo Strade Blu di vero e di finzione che ho trovato nella libreria che ieri ha aperto alle cinque e un quarto di pomeriggio (“Pago col bancomat” “Non ce l’abbiamo il bancomat”) (un giorno dovrò spiegarmi perché continuo a comprare gli Strade Blu) (e perché in Sicilia i bancomat fanno tutta questa antipatia) (ma anche nelle altre isole del Mediterraneo: forse non ci arrivano i fili). Intanto mia madre nuota come una sirenetta dove-si-tocca e prima, o dopo, fa quello che fanno più o meno tutte le signore della spiaggia, cioè attaccare bottone con tutte le altre signore della spiaggia, parlando di calcio, di Mondiali e di giuoco del pallone (“Io lo dicevo che lo schema a Y non mi convinceva”).

 

 

SVLC3

 

 

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domenica 1 giugno 2014

Grégory Panaccione, Match


 

Match

 

 

Match è una bande dessinée firmata da Grégory Panaccione. Come suggeriscono titolo e copertina, racconta una partita di tennis, dall’inizio alla fine. Particolarità: non ci sono dialoghi. Un fumetto, come dire, muto. Imperdibile.

 

(il blog di Panaccione)

 

 

 


venerdì 23 maggio 2014

Aggiornamenti su Emmanuel Carrère,


 

CARRERE Emmanuel

 

 

che da Limonov in poi è diventato una specie di rockstar, lì da voi: il suo prossimo libro, Le Royaume, uscirà in Francia il prossimo 11 settembre. 640 pagine su “la naissance du christianisme, autour de Saint Jean et de Saint Luc

 

(stacco sulla faccia dell’editore italiano)

 

(soprattutto: stacco sul lettore italiano quando leggerà la quarta di copertina)

 

(Uhggesù)

 

Ma parliamo di altra gente resurretta. Les Revenants. Le ultime notizie transalpine sono passate in pochi mesi da un “Messa in onda Tardo Autunno 2014″ a “Aspè, mi ha detto un mio amico che la sua ragazza che fa la comparsa morta gli ha detto che l’inizio delle riprese è spostato a settembre 2014 e messa in onda 2015 o BOH” fino a un definitivamente inquietante “Les Revenants chi?”

 

 


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