In occasione del 25 aprile, che è oggi, Garrincha libera tutto il proprio catalogo e lo mette a disposizione di tutti, in free download (per chi non conosce le lingue: gratis). I dischi, gli ep, Lo Stato Sociale, Matteo Costa, l’Orso, Jocelyn Pulsar, manzOni, sono tutti qua, venite a prenderli, non dovete fare niente, niente di niente, solo pigiare quattro tasti e ascoltare. C’è regalo meglio di questo?
(Ma solo fino alla mezzanotte di oggi, che è il 25 aprile). (Garrincha dischi sono quelli del Calendisco e del Cantanovanta) (Volendo stanno anche su Facebook) (Ciao).
Non solo Cristina D’Avena. In questi giorni ricorre il ventennale dell’uscita di Hanno ucciso l’uomo ragno, storico disco degli storici 883. Per celebrare l’evento, Rockit ha messo in piedi Con due deca, compilation di cover di alcune grandi hits ottoottotreiane, affidate per l’occasione a gruppi e solisti della scena indipendente italiana (qui streaming e download gratuito).
Ok, parliamo degli 883.
Nel 1992 ero già in età per comprarmi i dischi da solo. Inizialmente, a dire il vero, fu una cassetta. Farlocca, presa al mercatino di via Leonardo da Vinci. Cassetta che si incantava sempre alla fine del lato A e col dito poi dovevo riavvolgerla se volevo sentire anche il lato B. Cassetta talmente consumata che poi l’anno dopo comprai il compact disc originale (la pirateria uccide la musica? No) (Era il terzo cd della mia vita: il primo fu uno dei Cranberries, il secondo un best of di Michael Jackson) (Michael Jackson). Hanno ucciso l’uomo ragno era una cazzo di bomba. Lo ascoltavo, lo ascoltavamo, sempre, a scuola, a casa, nel walkman, ovunque. L’attacco, quell’attacco con le sirene, i tuoni, le cose, la copertina disegnata, quel buffo figuro di Mauro Repetto che ballava come un ragazzo di Non è la Rai se a Non è la Rai ci fossero stati anche i maschi, e quella roca voce di questo Max Pezzali.
Gli 883 piombarono come una scheggia impazzita sulle nostre pubescenze e niente fu più lo stesso.
The Disc of the Day è Les Forts, dei June et Jim. Sì, June et Jim. Come attirare l’attenzione (clin d’œil!). I June et Jim sono un gruppo di spagnoli e francesi mischiati. Hanno fatto un sacco di gavetta e un sacco di avanti e indietro tra i Pirenei. Forse ne sentiremo parlare ancora, o forse no (qui per altre informazioni, e per riprovare un’emozione chiamata myspace). Intanto, un live di Les beaux jours, traccia che apre il disco, e un estratto da Balcony tv, una roba in cui c’è gente tedesca che parla inglese, gente francese che parla tedesco e inglese, ed è tutto molto bello.
Dice Frigopop che dice il Latimesblogs che Yoshimi battles the Pink Robots, disco del 2002 dei Flaming Lips, diventa un musical. Entro la fine dell’anno sarà in scena e la prima è prevista a San Diego. Del progetto avrebbe dovuto far parte Aaron Sorkin (?) (!) ma, all’ultimo, non pervenuto. I musical sono una delle invenzioni più noiose che l’Umanità abbia mai prodotto, ma per questo si potrebbe pure fare un’eccezione. Avendoci i piccioli per andare fin laggiù. Se non conosci i Flaming Lips, Yoshimi e tutto il resto un po’ ti invidio, tu Tabula Rasa.
Qualche giorno fa interessante confronto tra due modi di fare/vedere/ascoltare musica sulla tv di Francia. TF1 e il campione d’incassi The Voice (8 milioni e il 35%), France 2 e Les Victoires de la musique, annuale serata di celebrazione del meglio della canzone nazionale (2 milioni e mezzo e il 12%). Da una parte gente più o meno adeguata, più o meno talentuosa, più o meno pingue alla ricerca di un sogno (vero: qui i vincitori di talent fanno delle Signore Carriere, vedi Jenifer che ora è addirittura Giudice). Dall’altra la stanca ed elefantiaca liturgia di premi che ormai non interessano più a nessuno, se non evidentemente a quelli che hanno ancora molto spazio sulle mensole.
Les victoires de la musique. Se l’anno scorso si parlava di ondata giovane, quest’anno nessuno, con rispetto parlando, ha osato dire brutalmente quel che molti hanno pensato: La Francia è un Paese per vecchi, i premi principali essendo andati a gente con trenta o quarantanni di carriera alle spalle e che, in alcuni casi, non avevano mai avuto alcun riconoscimento.
Miglior artista masculino e miglior disco: Hubert-Félix Thiéfaine (classe ’48); miglior artista femminina Catherine Ringer (classe ’57, già solista del mai dimenticato gruppo Rita Mitsouko ma anche attrice a tripla X e tante, tante altre cose); miglior canzone, decretata per televoto, Jeanne di Laurent Voulzy (classe ’48).
La conduttrice della serata, la versatile Alexandra Sublet (una specie di Paola Maugeri ehpperò provvista di abbondanti dosi di autoironia), ha provato a rianimare la faccenda ma non c’è stato molto da fare. Sensazione di stantio nell’aria. Le serate televisive di gala (mainstream) vanno ripensate e rifondate daccapo. Il primo che ci riesce, sbanca. Ma parliamo di musica. A parte gli anziani di cui sopra, di gente che si sente per radio o per deezer ce n’era molta, come dimostra il palmarès di nominazioni e vincitori e premi minori.
C’est pourquoi, edizione speciale delle Playlist di TFM. Si parte con Alexis Hk e il suo pezzo-omaggio-parodia a un certo cinema (Scorsese, Il Padrino) (nel video c’è anche Charles Aznavour e altra gente-importante a caso), i Justice (pronuncia Giustìs, mi raccomando!), la proteiforme Camille, gli Skip the use (Categoria: Bordello e Dintorni, envie-de-bouger!), Stromae con il “suo” Putain Putain, le forse-sovrapponibili Inna Modja e Imany, la ahem ruock Izia, le plurigettonate Brigitte, il diciamo rapper Orelsan, il balla balla ballerino Julien Dorè e Vanessa Paradis. Sì, lo so, questa in teoria è la Playlist di Gente Giovane, ma non è colpa mia se la-di-nuovo-single Vanessa ha vinto il premio per il miglior video (La Seine, tratto dal film d’animazione Un monstre à Paris: e vabbè, così siamo bravi tutti). Ma bando alle ciance, com’è come non è, ecco a voi La Playlist Delle Victoires Non Anziane:
Dopo aver perso ogni speranza nel genere umano, e sperando che niente in fondo sia perduto, rieccoci qua, a ripartire da zero. 7 Tracce, molta Europa e il nuovo progetto di Joshua Tillman, già Fleet Foxes e ora Father John Misty (e nel video c’è Aubrey Plaza, la nostra Aubrey Plaza). La Playlist Che Ti Disintossica Dopo Discutibili Festival Di Musica Italiana:
LA PLAYLIST CHE TI DISINTOSSICA DOPO DISCUTIBILI FESTIVAL DI MUSICA ITALIANA (00:29:08)
1. Father John Misty (Usa) – Hollywood Forever Cemetery Sings (04:47)
2. Citizens! (London) – Reptile (03:48)
3. Beth Jeans Houghton (Newcastle) – Dodecahedron (03:29)
4. Revolver (Paris) – Wind Song (03:21)
5. First Aid Kit (Svezia) – The Lion’s Roar (05:12)
6. Ewert and The Two Dragons (Estonia) – Good Man Down (04:33)
7. Twin Sister (Long Island) – Kimmi in a Rice Field (03:58)
Sanremo c’è c’è stato ci sarà. Far finta di niente è inutile e controproducente, che fai solo un sacco di bile che la gente comunque ne parlerà alla macchinetta del bar o alla fermata dell’autobus, tanto più ora che è finito il freddo e di che riempiamo i vuoti? Quindi, tanto vale. Nell’attesa, una bella dose di roba immunizzante, in modo da scavallare anche questa settimana e arrivare dall’altra parte sani e salvi. 7 tracce, la Playlist Che Ti Fortifica In Vista Di Sanremo:
LA PLAYLIST CHE TI FORTIFICA IN VISTA DI SANREMO (00:33:06)
1. Pony Pony Run Run (France) – Just a song (00:03:48)
2. Portugal. The man (Portland) - Got It All (00:03:57)
3. Stuck In The Sound (Paris) – Brother (00:03:28)
4. Coeur de pirate (Québec) – Adieu (00:03:58)
5. Milagres (Brooklyn) – Here To Stay (00:03:11)
6. The Big Pink (London) – Stay Gold (00:03:54)
7. Colapesce (Siracusa) – Restiamo in casa (00:04:23)
A Maggio il mondo è bello Sarà un bel Souvenir La La La La - Che poi, non sai mai se, mentre scatti le foto, ti perdi i momenti, o se non te li perdi proprio perché scatti le foto. Ad ogni modo, qualche scatto dalla settimana più rossa, Le temps des Cerises, il Primo Maggio dei Sindacati continua...