Ho scoperto casualmente gli Unknown Mortal Orchestra ascoltando un disco di b-side&other stuff dei miei adorati The Naked and the famous. In mezzo a ennesimi remix di ennesime hit, a un certo punto ecco una splendida versione di Punching in a dream, firmata, appunto, Unknown Mortal Orchestra.
Primo disco nel 2011, critiche molto positive, firma con la mitologica etichetta Jagjaguwar (tra gli altri, Bon Iver e Okkervil River), un secondo disco uscito a inizio 2013, tour coi Grizzly Bear, televisione (Jimmy Fallon) e due singoli molto buoni accompagnati da due video molto spiritosi. Tra echi di Beatles ed echi di Eels, Swim and sleep (like a Shark) e So good at being in trouble:
C’era una volta una band marsigliese che si chiamava Young Michelin ma poi la Michelin li obbligò a cambiare nome e da quel momento si chiamarono ALINE, come una vecchia hit del cantante Christophe (ma Christophe, che in realtà si chiama Daniel Bevilacqua, non ha protestato, anzi). Lo scorso gennaio uscì Regarde le ciel, il disco di questa band che si chiamava ALINE. Stando a Wikipedia, il suo miglior risultato nelle chart francesi fu la posizione 115 (centoquindici).
Ma non è certo da questi particolari che si giudica una band. Piuttosto, da canzoni che segnano le stagioni e che riscrivono i concetti di “Canzoni preferite del momento” e di “Obsession printanière”. Come per esempio, la MAGNIFICA Je bois et puis je danse. Viva dunque gli ALINE e il loro pezzo, che metto sempre alle feste da ballo che organizzo qui sulla rive gauche (come peraltro anche Aline del cantante Christophe):
Gli Young Galaxy sono di Vancouver e sono po’ indie po’ echo po’ dream po’ tante altre cose che non stiamo qui a dirci. È appena uscito il loro quarto disco, Ultramarine. Ogni due anni precisi (2007, 2009, 2011, ora) gli Young Galaxy escono un disco. Molto rassicurante. Il primo singolo estratto si chiama Pretty boy e da poche ore è stato rilasciato addirittura il video.
Ma a proposito di video. Dal disco del 2011, Shapeshifting, We have everything/Peripheral Visionaries.
È uscito da qualche giorno Psycho Tropical Berlin, disco d’esordio dei La Femme. Dopo un paio d’anni di hype, l’attesa è stata ripagata, a conferma che la pop française è viva e lotta insieme a loro. I primi due video confermano la natura di ovni, oggetto veramente non identicato. Volendo si potrebbe fare il giochino di contare tutte le influenze musicali e visive che ci vengono in mente, ma mi sa che non ne usciremmo vivi. Intanto: It’s time to wake up (2023) e Hypsoline.
I Glasvegas sono una delle mie tre band preferite di tutti i tempi, assieme agli Okkervil River e a un’altra che ora non mi sovviene. Dopo un po’ di silenzio, sono appena tornati con un nuovo singolo e un nuovo video, I’d rather be dead (than be with you). Il disco non lo so, ma il singolo – attenzione – è un unico ininterrotto pianoforte emotivo di quelli potenti e poi tutto un trionfo di cantato e parlato con la voce di James Allan – ehi James un giorno mi presti la voce che voglio provare l’ebbrezza di cantare It’s my own cheating heart that makes me cry essendo bravi ma che dico bravi di più?
“Magari è falso che gli uomini son tutti uguali, forse sei tu che sei sempre la stessa”
(Soli, Le Belle Cose, Sikitikis)
I Sikitikis sono un gruppo sardo in attività da molti anni. I Sikitikis sono molto bravi. Io li ho conosciuti ai tempi del loro disco Dischi fuori moda. Nessuno che conoscevo li conosceva e questa cosa non andava bene. Ultimamente stanno avendo un po’ di visibilità. Il cantante dei Sikitikis, per esempio, è spesso ospite di Quelli che (Cabello, Soriga, B Bianchi) (Ragazzi, avete fatto bene a passare con C Caselli, adesso a Sanremo 2014, mi raccomando).
L’anno scorso hanno pubblicato il loro credo quarto disco: Le Belle Cose. Questo disco si può scaricare gratuitamente su Rock.it (bisogna solo registrarsi, o entrare col profilo Facebook: facile). Sono undici canzoni, alcune addirittura molto belle. Per esempio Tiramisù e Col cuore in gola. L’ho già detto che i Sikitikis sono bravi?
Il secondo disco degli Unknown Mortal Orchestra Ho scoperto casualmente gli Unknown Mortal Orchestra ascoltando un disco di b-side&other stuff dei miei adorati The Naked and the famous. In mezzo a ennesimi remix di ennesime hit, a un certo punto ecco una splendida versione di Punching in a dream, firmata, appunto, Unknown Mortal Orchestra. Primo disco nel 2011, continua...