Indie fa media

martedì 18 febbraio 2014

Pianissimo, fortissimo, Perturbazione


 

Stasera a Sanremo cantano i Perturbazione. Uno di quei momenti da cerchiare sul calendario, da dire: io c’ero, c’ero anche due o tre vite fa, uno dei momenti in cui uno dei tuoi gruppi veramente-preferiti sale su quel palco, e non capitava, che uno dei tuoi gruppi veramente-preferiti salisse su quel palco, da una quindicina d’anni, dall’altro Fazio:

 

uno va ai concerti, tanti, pochi, alcuni e cosa rimane di quei concerti?, qualcuno si dimentica, oppure qualcuno poi una mattina di febbraio si ricorda di quella sera di luglio, sul prato della Sapienza: i Perturbazione, il cantante Tommaso che a fine concerto viene a cantare in mezzo a noi che siamo rimasti, in circolo, chitarra e camicia rossa sudata, “se qualcuno mette questo video su youtube lo ammazzo”, la pizzeria Formula uno di San Lorenzo, Dolce e maniera a Prati, Roma. Roma, nel 2007, suonava più o meno così:

 

 

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sabato 15 febbraio 2014

Il meglio della scena musicale francese (o quasi)


 

 lillywood  I Lilly Wood and the prick con delle cose in mano

 

 

1- FLASHBACK – La cantante indossa dei pantaloni neri di lycra, si muove come una belva sul palco, adesso martella alle percussioni, accanto a lei il chitarrista, vestito a lucido, baffetti e capelli tagliati al millimetro, appoggia la voce quel tanto che basta, si scambiano cenni d’intesa: loro sono Nili Hadida e Benjamin Cotto, ovvero Lilly Wood and the prick, ovvero questo live, momento tra i più sexy e inaspettati, resistendo a insani impulsi, lì, in mezzo al mondo (ma perché, poi?), che poco e molto ha a che fare con la musica, qui, nel cuore dell’estate, la scorsa, della città, questa: que-du-bonheur.

 

 

2- LA PRIMA VOLTA che ho sentito parlare delle Victoires de la musique, cerimonia di premiazione del meglio della musica francofona, non conoscevo praticamente nessuno dei nominati e, mea culpa, ero giovane e presuntuoso, ho preso cantonate mica da ridere (Philippe Katerine, tutta la mia adorazione in cambio del tuo perdono). È passato qualche tempo, ho comprato qualche disco, sono andato nei posti, ho unito puntini, fino a ieri, adesso: conoscenza è amore, e mai come quest’anno il mio abbraccio è totale per una scena musicale, quella francese, che sperimenta generi, esporta fuoriclasse e non smette di coltivare un vivaio che sembra inesauribile. A tutti i livelli. Ovvio, è tutto relativo. Un francese forse non sarà d’accordo (solito complesso d’inferiorità verso gli anglosassoni), così come un inglese o – addirittura – un italiano. Ma nei giudizi  – specie in quelli di puro entusiasmo – conta molto il tuo contesto, da dove vieni: ecco, tu, da dove vieni?

 

 

Stromae Non si vede ma sotto ha i pantaloncini corti e i calzettoni

 

 

3 – VICTOIRES 2014, dischi e canzoni

 

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martedì 7 gennaio 2014

Sono successe molte cose #1: Where Do We Go?


 

Da Frances Ha, 2013, Noah Baumbach:

Lev/Adam Driver, rivolto a Frances/Greta Gerwig: You should be in this music video a friend is working on. I’ll hook you guys up.
Frances: You guys are like magic.

 

 

 

Primi di novembre: YouTube decide di farci sapere che non è solo YouTube. Ecco dunque i First-ever YouTube Music Awards, una cerimonia in più o meno diretta telev-Internet, talmente sbarellata (“so weird”) e mai vista prima (letteralmente) da rasentare la bellezza to-ta-le.

 

 

jason_schwartzman_reggie_watts

 

 

Improvvisazioni, imbarazzi, confusione, cose riuscite e altre meno, tutta la New York che conta – molta New York che ci piace, per quanto ne possiamo capire da quaggiù. Jason Schwartzman e Reggie Watts alla diciamo conduzione, e in mezzo Rashida Jones e i suoi neonati disperati (su cui l’indomani si scateneranno fiumi di moralismi), Gaga prima del risveglio incubotico (“Beyoncé No Promo, Tu Fuori Dalla Storia”), Lena Dunham, Eminem, fino al momento che sancisce il trionfo del Bene sul Male, il momento che tutti i Giusti aspettavano, meritandoselo, il momento-sunto di tv cinema musica rete, cortocircuito che mette ogni cosa a posto, squarcio di splendore nelle notti delle nostre sofferenze fatte streaming, reset e a capo, tutto il dell’anno che si può e anche di più: Afterlife degli Arcade Fire, directed by Spike Jonze, on stage Greta Gerwig. You guys are like magic.

 

 

 

 

 

 

 


mercoledì 18 dicembre 2013

La rubrica dei video del giorno


 

Oggi sono usciti due video molto attesi di due singoli, uno di un gruppo e uno di un solista, uno di un disco molto atteso e l’altro di uno già di successo. Per questo motivo inauguro qui e ora una rubrica una tantum, aperta e chiusa, la rubrica dei video del giorno: I’m aquarius dei Metronomy e Tous les mêmes di Stromae:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


lunedì 18 novembre 2013

Una musica può fare televisione


 

Ovni, objet volant non identifié. La musica francofona ha un Ovni e questo Ovni si chiama Stromae.

 

 

Stromae

 

 

 

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giovedì 17 ottobre 2013

Come ci dobbiamo porre di fronte al nuovo disco di Bertrand Cantat


 

C’era una volta un gruppo musicale che si chiamava Noir Désir, “il più importante gruppo rock francese degli anni ’90″, capace di vendere centinaia di migliaia di copie in patria e di sfondare anche all’estero, cosa non rara per la canzone francese ma non per questo meno significativa. All’alba del nuovo millennio i giovani di un pezzo di Europa ancora non sanno quel che li attende, sognano di lotte e speranze e intanto si lasciano cullare dal più grande successo dei Noir Désir, Le vent nous portera. In Italia è una hit enorme, grazie anche all’uomo che in quel momento sembra-tutto-potere (Manu Chao, guest d’eccezione). Una bella storia, le belle storie finiscono.

 

 

Bertrand Cantat

 

 

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domenica 1 settembre 2013

L’ammissibilità dell’utilizzo dei droni nella musica indie-electro-pop-rock


 

Phoenix

 

 

Fin dove è giusto spingersi nell’utilizzo dei droni nella musica indie-electro-pop-rock? Possiamo accettare che il regista di un video se ne stia comodamente seduto a metri di distanza mentre la camera telecomandata fa il suo lavoro? Domande che dovremmo rivolgere ai Phoenix ma credo abbiano altro a cui pensare.

 

In collaborazione con la Blogothèque (parole d’ordine: take away show, piano sequenza, live), i Phoenix hanno infatti eseguito una versione live di Entertainment nei giardini di Versailles (loro sono di Versailles) utilizzando, appunto, una camera aerea. L’idea è venuta a Deck D’Arcy che aveva visto sull’Internet alcune immagini di riprese via drone e – facciamoci un video! Unico problema: i droni non possono volare sulla testa della gente, quindi i Phoenix hanno dovuto girare prima dell’apertura al pubblico. Poche prove, buona la quarta, via. Il risultato, tanto spettacolare quanto, ehm, statico, è questo:

 

 

Phoenix – Entertainment | A Take Away Show from La Blogotheque on Vimeo.
 

 

(via)

 

 

 


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    lunedì 8 settembre 2014
  • La rivolta delle librerie contro Valérie Trierweilermerci2 François Mitterand, quando era presidente, ha fatto un po’ quello che ha voluto, tra le lenzuola. Cose che in confronto François Hollande è un uomo semplice, leggermente sovrappeso, che cambia montatura degli occhiali ogni quindici anni, senza grosse pretese se non quella di governare la Francia in un periodo molto complicato. Va bene, erano altri continua...