Cinema

giovedì 10 luglio 2014

Ho rivisto Steaua-Dinamo del 1988. Al cinema.


 

Corneliu Porumboiu è un regista rumeno di quelli che vanno ai festival, adorato dai critici (specie se francesi): piani sequenza lunghissimi, dialoghi ridotti all’osso, tanti silenzi e “non succede mai niente”. I suoi film sono riflessioni sulla vita, sulla politica, sulle relazioni di coppia. Sulla mise en scène. Personaggi/attori che parlano di registi e attrici, per esempio di Antonioni e Monica Vitti (“Non conosci Monica Vitti?” “No, chi è?”). In Métabolisme ou quand le soir tombe sur Bucarest, il “film nel film” diventa una endoscopia digestiva filmata live, mentre la produttrice del “film nel film” accusa il regista di manipolare la realtà. Mise en abyme a cerchi concentrici infiniti da far venire la labirintite: pane per i denti di cinefili incalliti e fieramente pretenziosi.

 

 

Affiche_Match_Retour Il padre di Corneliu, Adrian Porumboiu, è stato un arbitro internazionale ai tempi della Romania di Ceaușescu. Un giorno Corneliu vede in tv uno spezzone di un derby tra Steaua Bucarest e Dinamo Bucarest, giocata il 3 dicembre del 1988 e arbitrata proprio dal padre. Chiama quelli della tv e si fa dare il nastro. Poi va a casa e riguarda un paio di volte la partita assieme al padre. Registra i commenti ad alta voce e ci fa un film. Match Retour (The Second Game). Scompare l’audio originale, nessun rumore di fondo dello stadio, dei tifosi o del pallone. Solo le voci di un padre ex arbitro e di un figlio regista che commentano una partita in cui non succede niente, “esattamente come nei miei film”.

 

 

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sabato 24 maggio 2014

Cannes 2014: apertura e chiusura


 

Cannes1

 

 

Cose che mi sento di dover trattenere dalla cerimonia di apertura di Cannes: gli insistiti stacchi in platea sul viso di Adèle E.; la giuria di qualità in cui il gioco era ‘Trova l’intruso’ (io dico: Carole Bouquet); l’inglese quasi perfetto di Lambert Wilson; gli omologhi Franceschini e Filippetti seduti vicini (entrambi scrittori, entrambi ministri: la classe, quoi); Thierry Frémaux e tutte le star che cantano ‘Tanti auguri a te’ a Tim Roth e Sofia Coppola, la quale Sofia Coppola fa – giustamente – la faccia di chi si dissocia (“Ma chi vi ha chiesto niente”); il montaggione di pezzi dei film in concorso, alcuni dei quali mmmouais; Jane Campion che scende le scale e le fanno trovare Michael Nyman (“E basta, su”); “ah, comunque quest’anno il Festival dura un giorno in meno perché ci sono le Europee”. OK.

 

 

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Cose che mi sento di dover trattenere dalla cerimonia di chiusura di Cannes 2014: la standing per Gilles Jacob, che si congeda da Cannes premiando i “ragazzi” della Fémis; il tenero delirio di Timothy Spall; Carole Bouquet è comunque simpaticissima; Godard e Dolan nella stessa frase, mentre l’uno piangeva l’altro faceva i filmini al suo cane; vive L.A., vive Cronenberg, vive Julianne Moore et vive la France!; talè come parla bene francese Daniel Brühl; questo palmarès mi pare un tantino anglofono finora, no?; Sophia Loren è uno spoiler che cammina (più o meno); e poi Marcello, Monica Bellucci, Alice Rohrwacher (“che ti ricordi di quel giorno?” “io che parlavo di reumatismi”): è trionfo rital, come spesso accade a Cannes; per vincere la Palma d’Oro o fai film da tre ore in su o niente; “questo premio lo dedico alla gioventù turca; “e quindi domani pranziamo con Nuri Bilge Ceylan”.

 

 

 


lunedì 14 aprile 2014

Wescola


 

Wescola

 

 

 

Ettore Scola, Una giornata particolare, 1977
Wes Anderson, The Grand Budapest Hotel, 2014

 

 


sabato 8 marzo 2014

Mr Hublot


 

Premio Oscar come miglior corto di annimazione. Mr Hublot, di Laurent Witz e Alexandre Espigares (Fra-Lux). Tre anni di lavorazione, 10 minuti di precisione:

 

 


Mr Hublot Official Teaser 2 (2013) – Oscar… par UltraCinema
 

 

 


venerdì 7 marzo 2014

Non-stop, Jaume Collet-Serra, 2014


 

Non-Stop

 

 

Se sei alla ricerca di un filmaccio con vicini di posto rumorosi che legittimano la chiacchiera ad alta voce (inutile girarti e fare shhhh quando puoi anche tu esclamare: “Quanta gente sprecata!”), insomma trovi sempre una sala pronta ad accoglierti a braccia aperte. Qui siamo su un aereo. Non-stop. Liam Neeson e Julianne Moore sono vicini di posto. Per dire. Seguono ammazzatine e dirottamenti. Le hostess sono Lupita (“The” Lupita) e Lady Mary (a ogni suo primo piano mi partivano le voci in automatico: “Pahpah” “Mahmah” “Edith, vuoi star zitta per favore?”). C’è anche il mitologico Russo di House of cards 1, ma non basta. Potevano essere Lolloni, sono Lollini. Ogni tanto.

 

 

 

 

 


mercoledì 5 marzo 2014

Only lovers left alive, Jim Jarmusch, 2013


 

Only-Lovers-Left-Alive

 

 

Trionfo di spuma volumizzante per gente che voleva solo stare in quell’angolo. Ma la natura, il mondo. Didascalie, temperate. Detroit, Mia che suona la batteria, and now?

 

 

 

 

 


mercoledì 5 marzo 2014

Fronte/Retro: Liza non entra nella storia


 

Selfie

 

 

Liza

 

 

Liza, Liza.

 

 

 


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