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L'essai, l'assai

Modugno
7

“Se supera la prima serata voglio chiedere alla Fonit di stampare 5mila copie”

 

 

 

Per molto tempo, ogni volta che pensavo a Domenico Modugno, mi veniva in mente un un uomo anziano che nuotava assieme a suo figlio. Poi mi venivano in mente anche Mara Venier. E dei delfini. E poi, solo poi, Volare.

 

Ci voleva una fiction per farmi cancellare questo ricordo minore, e darmi altre immagini che non fossero filtrate dai racconti di mia nonna. Volare, la fiction più vista dai tempi dei tempi, numeri in doppia cifra come solo i papi e ultimamente manco quelli. Segno che Raiuno sta lavorando bene anzi benissimo. Un lavoro di squadra che sta dando i frutti di un ritorno all’abitudine: metti sul primo.

 

Il regista Riccardo Milani, gli autori Rulli e Petraglia, il musicista Andrea Guerra, l’interprete Giuseppe Fiorello. Volare è una macchina programmata per rimanere nella storia recente della televisione. Ci riesce mescolando racconto di genere (biopic in odor di santità), romanzo (la storia di Mimmo e Franca) e canzone, ma soprattutto non lesinando dettagli e profondità: è il caso del personaggio di Franco Migliacci, senza il quale, semplicemente, la musica italiana non sarebbe la stessa, o dei passaggi in cui si insiste sulla gestazione di Vecchio frack e Nel blu dipinto di blu. Il tutto al servizio di un’idea mai fuori moda, ovvero restituire al pubblico un pezzo della sua storia per fissarlo definitivamente nella memoria collettiva. Quella storia che cambiò l’Italia e si chiamava Domenico Modugno.

 

Volare, ricordatevene la prossima volta che parlerete a sproposito della fiction italiana.

 

 

A volte le fiction italiane sono buone ma bisogna guardarle per parlarneAll'inizio era Cantavo ohoh Volavo ohohFabrizio Palma presenta il Festival di SanremoGiuseppe Fiorello ti perdoniamo persino un po' di overactingUn pensiero anche all'eccellente Franco Migliacci senza il quale non esisterebbe la musica italiana

TuttoFaMedia • febbraio 22


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Comments

  1. Luci febbraio 22 - 15:12

    “Per molto tempo, ogni volta che pensavo a Domenico Modugno, mi veniva in mente un un uomo anziano che nuotava assieme a suo figlio. Poi mi venivano in mente anche Mara Venier. E dei delfini. E poi, solo poi, Volare.”
    Pure io! Cos’era, la Domenica In di Mara Venier? E’ colpa sua!

  2. TuttoFaMedia febbraio 22 - 15:12

    *Luci: quella : )

  3. marialuisa febbraio 22 - 15:34

    E per me che sono più grande…e già “c’ero”…ho rivissuto sensazioni di me bambina e ragazzina…e San Remo ( anche allora mi appassionavo)…lo stup0re e la leggerezza che prese tutti perchè aveva vinto Modugno con Volare…il primo cantautore…!!!
    La fiction mi ha restituito momenti che non ricordavo e mi ha emozionato tantissimo e tu come al solito hai colto in profondità il significato di tutto ciò…
    Comunque grande grande plauso a Beppe Fiorello…

  4. silvia.moglie febbraio 22 - 15:52

    io che Volare la canto ogni volta che voglio far coro, sono profondamente grata a questa finzione italiana. che guardandola, in alcuni momenti e anche più di alcuni, non vedevo Beppe Fiorello ma Mimmo Modugno proprio per davvero. e Pazzaglia (quelli della notte) e Migliacci.
    davvero bravi. peccato per chi non l’ha vista. (si sono fermati al ’58, ci sarà un sequel?)

  5. TuttoFaMedia febbraio 22 - 15:57

    *Marialuisa: “momenti che non ricordavi”, meno male che c’è la tv!

    *Silvia: sinceramente spero di no, ma è un problema mio. Già leggo che Beppe Fiorello vuol fare dischi e cose teatrali. Bah, io la fermerei qua, gli è venuta bene, basta così

  6. yetbutaname febbraio 22 - 23:56

    ho visto solo la seconda serata
    era quasi tutto gradevolmente familiare
    ciao

  7. silvia.moglie febbraio 23 - 11:26

    no, davvero non vorrei un seguito, ma soprattutto non vorrei un seguito su cd, dvd, teatro e merchandise. è anche un problema mio. adoro sentire le mancanze e ricordare “un povero ricco” con Nick Nolte. (capiscimi, l’hanno ridato mai?)

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