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L'essai, l'assai

Lou
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Les Victoires de la musique 2013: Lou Doillon, C2C, Dominique A

 

Mum, I got it!

 

 

Lou Doillon è appena salita sul palco per ritirare il premio di Artiste/Interprète Feminine dell’anno a Les Victoires de la musique 2013. Ha battuto gente del calibro di Céline Dion (“che ovviamente non è presente in sala”: il pubblico rumoreggia), Françoise Hardy e La Grande Sophie. Lou è sinceramente sorpresa. Nemmeno sei mesi fa non la conosceva nessuno, come cantante. “Pensavo che il mio karma non fosse lo stesso di mia madre o di mia sorella”. Un disco, uno solo, Places, ma anche 170mila (venduti, finora). “Oh la vache!” esclama, prima di ringraziare Etienne Daho, senza il quale niente sarebbe accaduto. Sta ancora dicendo qualcosa quando il conduttore la blocca. “Ma colleghiamoci con Monaco, c’è una sorpresa per te: TUA MADRE”. “Mum, I got it!”.

 

Sua madre, la madre di Lou Doillon, è Jane Birkin. Le due si scambiano facezie in inglese, poi Jane Birkin inizia a parlare in francese e il pubblico sghignazza. Stronzi, i soliti stronzi. Lou fa finta di niente, china il capo ma io penso a questa giovane donna, e a quanto debba essere complicato dover sempre fare i conti con tal madre, tal sorella (Charlotte Gainsbourg), tal padre (Jacques Doillon), ma soprattutto ricevere il premio più importante della tua giovane carriera e intanto avere la gente che scherza tua madre. Not cool ma chi se ne frega.

 

(Come ho già detto altrove, Lou Doillon rinfocola la mia pericolosa ossessione per la famiglia Gainsbourg e tutto quello che li riguarda, e il suo disco è alla numero 6 dei miei 28 del 2012. Places è, come dire, esatto).

 

 

La French Touch!

 

 

 

I C2C sono quattro, l’album si chiama Tetra, sono candidati in quattro categorie e vincitori di quattro premi su quattro: Révélation Public, Révélation Scène, Album Eléctro ou dance, Vidéo Clip. E non poteva essere altrimenti, la loro Down The Road è stato uno dei veri tormentoni dell’anno scorso, sentito ascoltato danzato un po’ partout. I C2C vengono da Nantes, e non solo rispolverano un concetto quasi mitologico per noi che ancora non vivevamo in questo paese, cioè la French Touch, ma dimostrano che fare lo scratch coi vinili non è mai passato di moda, no, e anzi ci puoi anche vendere 200mila dischi e fare bottino pieno come mai era accaduto nella storia delle Victoires.

 

 

 

Ben merci!

 

Dominique A, uno dei più anziani nominati (classe 1968) (l’anno scorso il decennio più rappresentato erano i ’40s) ma anche perenne outsider. Nelle interviste post gara, ha dichiarato che si è sempre sentito un perdente, nel senso che ha alle spalle una carriera di vent’anni, molti dischi, ma è uno di quelli che la gente conosce e non conosce. Ha battuto i favoriti Orelsan, -M- e Benjamin Biolay ma non è una sorpresa. Insomma una specie di ossimoro che cammina, “cantautore francese puro ma anche influenze musicali anglosassoni”, mediano ma anche vincente. L’anno scorso ero a un festival di quelli in cui l’elenco di artisti è lungo da qui a qui e finisce sempre che vai per ascoltare qualcuno ma ti intrippi con qualcun altro, ascoltavo questo cantante per me sconosciuto ma che riusciva ad attirare la mia attenzione, cosa non molto facile quando vai ai festival e ascolti gente sconosciuta, tanto che mentre cantava avevo fatto partire Shazam per sapere il titolo della canzone, ma Shazam, che pure è l’invenzione del secolo, nei concerti diciamo che ehm, ecco, provateci voi ai concerti a usare Shazam.

 

La canzone dell’anno 2012, anche se uscita nel 2011, è Allez Allez Allez della nostra beniamina Camille che supera la strafavorita Avant qu’elle parte dei Sexion D’assaut (forse penalizzati da quella cosa chiamata Nrj Awards? Sì) e La forêt di Lescop. Per i collezionisti, qui il palmarès completo. E ora, come di consueto, una playlist con alcuni vincitori e candidati:

 

 

 

 

 

 

Playlist “Les Victoires de la musique 2013″ (00:46:38)

 

Lescop / Rover / -M- / Barbara Carlotti / BB Brunes / La Grande Sophie / C2C / Sexion d’assaut / Benjamin Biolay / Camille / Dominique A / Skip the use / Lou Doillon

 

 

***

 

Les Victoires de la musique 2011: l’ondata giovane
Les Victoires de la musique 2012: anziani al potere

 

 

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TuttoFaMedia • febbraio 9


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Comments

  1. Dan febbraio 11 - 00:17

    Mi é difficile commentare le premiazioni, dato che molti album in lizza non li ho ascoltati, e ascolto raramente album di francesi incisi in inglese.
    Detto questo, la scelta di premiare la canzone di Camille per me é moooolto discutibile, mentre mi fa piacere per le vittorie de La Grande Sophie – che ha sfornato un album davvero interessante – e di Dominique A, dato che la sua ”Rendez-nous la lumière” é stata uno dei miei più grandi coups de coeur del recente passato; infine il premio a Lou Doillon mi sa un po’ di ”raccomandazione”…ma non avendo ascoltato l’album, non posso dare giudizi seri in merito a questa decisione.

  2. TuttoFaMedia febbraio 11 - 18:45

    *Dan: no dai, raccomandata proprio no. Anzi, per anni è rimasta nascosta proprio in quanto figlia e sorella di. È brava. La scelta di Camille secondo me ha a che fare con una voglia di nobilitare un premio che *deve* essere nobile.

  3. Feffa febbraio 15 - 11:38

    Interessanti scoperte musicali (etcetc) ogni volta che leggo il tuo blog!

  4. TuttoFaMedia febbraio 15 - 17:05

    *Feffa: torna sempre allora!

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