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L'essai, l'assai

mot-diese
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Quest’adorabile popolo di squinternati

 

 

La Francia ama molto la propria lingua, lo sapete. E la ama di un amore talvolta ossessivo, come quando impone che si dica ordinateur in vece di computer, o di un amore finanche patologico. Esempio. Immaginate di guardare una pubblicità, in tv o al cinema fa lo stesso. A un certo punto, nello spot della tal marca di non-so-che, compare una parola in inglese, perché così gli girava al committente, e perché i giovani, se è inglese, è meglio. La parola è: LOVE. Bene, accanto alla E, in alto a destra, comparirà subito appresso un asterisco, tipo così: LOVE*. L’occhio a quel punto se ne fotterà delle immagini, del messaggio, dello sbattimento dei pubblicitari e dei piccioli che la tal azienda ha sborsato, perché andrà a cercare quell’asterisco in basso a sinistra, e una curiosa frase di questo tipo:

 

*LOVE vuol dire AMORE

 

(lo stesso per parole più complicate tipo PARTY, da cui PARTY*, da cui *FESTAZZA) (In entrambi i casi la faccia si dipinge a punto esclamativo ma dopo un po’ ci fai l’abitudine: prima un ‘ma questi veramente fanno’, poi un sorrisetto di compassione e infine l’indifferenza. Che è un po’ il fine ultimo di ogni assimilazione transalpina coi controcazzi: j’m'en fous, ma completamente proprio).

 

Tuttavia, come tutti i popoli incoerenti che si rispettino (da soli), i francesi rigettano la lingua inglese in taluni casi ma la assumono molto orgogliosamente in altri (dicesi, leggasi, pronunciasi: A MUZZO). Esempio. I Vip in Francia non si chiamano Vip ma PEOPLE. O, per pronunciarli nel loro buffo modo, PIPOL, da cui il famoso fenomeno della pipolisation (con accento sulla -o). L’incoerenza WTF si manifesta anche per esprimere concetti un filo più complicati. Rimango nel settore della CARTA STAMPATA DA QUATTRO SOLDI così chiunque può seguirmi. Avete presente quelle star pazzesche che hanno avuto fama pazzesca, che ne so, negli anni ’80 e poi basta, grazie a una canzone one hit wonder o a un film? Bene, queste persone, che ne so, SABRINA SALERNO (qui chiamata semplicemente SABRINA), sono definite ‘has been’. O, per pronunciarli nel loro buffo modo, ESBIN (*passate di moda, andate, sfigate) (io comunque non sono d’accordo) (certi capezzoli non passeranno mai di moda). E così via, potrei andare avanti per ore, citando abbondanti esempi tratti da altre discutibili lingue come lo spagnolo e l’italiano, ma so che non ne avete voglia.

 

Ma, a proposito di cose di lingua francese che veramente BOH, e per motivare la foto a corredo di questo post, vi conto questa cosa che forse già sapete grazie al colonnino destro dei siti italiani. Sul Journal Officiel del 23 gennaio è comparsa un’indicazione molto chiara: “Amici che navigate nella tela* usando l’ordinatore*, il topo* e che litigate ogni giorno con le finestre intruse* (internet, computer, mouse, pop-up), bene, sappiate che DA OGGI non si dice più #hashtag ma #mot-dièse” (e il trattino? Ah beh, non guardate me). Ora, lasciando perdere che Twitter l’hanno inventato parecchi anni fa (io mi ci iscrissi nel 2007, tipo) e che nel frattempo è morto di morte indifferente per poi risorgere inspiegabilmente di recente, insomma, CHI ha deciso COSA?

 

La CSTIC. No, veramente, chi? La CSTIC, Commission specialisée de terminologie et de néologie de l’Informatique et des composants electroniques (true story: C come cesser, S come sensibiliser, T come travailler, I come inventer, C come contribuer: se non ci credete guardate le figure). Bon, ogni due mesi questa commissione si riunisce e, su indicazioni di altre subcommissioni presenti in ogni ministero, decidono come tradurre le parole inglesi, parole che verranno utilizzate in tutti i luoghi ufficiali (in un solo paragrafo ho riassunto i tre hobby preferiti dai francesi: BUROCRAZIA, COMMISSIONI D’INCHIESTA E CHIACCHIERE INUTILI) (ditemi bravo).

 

Comunque, follia per follia, in fin dei conti mot-dièse non è poi così male, poteva anche andarci peggio*

 

*Parola-cancelletto, ad esempio

 

 

L'hashtag è ormai un hasbeen

TuttoFaMedia • gennaio 24


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Comments

  1. giulia gennaio 24 - 19:03

    tanto per aggiungere un dettaglio che all’inizio mi faceva ridere, poi arrabbiare ed ora è motivo di scherno…SPIDERMAN che qui in Franconia di dice esattamente come si legge e quindi la I è I e la A è A.
    poretti.

  2. G2 gennaio 24 - 21:41

    Era un po’ che non ti leggevo e mi hai fatto cadere dal divano dal ridere :)
    Je les adore questi #PazziFrancesi

  3. TuttoFaMedia gennaio 24 - 21:58

    *Giulia: speedermanne!

    *G2: e allora bentornata ; )

  4. La Zitella gennaio 25 - 09:56

    Dio quanto vorrei che tu fossi il mio maestro di francese.

  5. TuttoFaMedia gennaio 25 - 11:04

    *Zit: quando vuoi

  6. yetbutaname gennaio 25 - 11:54

    pensa te che io pensavo hashtag un po’ come un bollino
    ciao

  7. ondalunga gennaio 25 - 15:29

    ma se invece di spulciarsi i neuroni a trovar traduzioni, i francesi, dico non potrebbero imparare un pochino di inglese? aiuta, aiuta tanto e gli permetterebbe trovandosi negli States di non perdersi e di conseguenza di non scassare le palle a italiani che stanno amabilmente chiacchierando con un barista qualunque dello Utah…..

  8. Ryuko gennaio 25 - 16:27

    Da linguista quest’ostinazione antidemocratica transalpina mi ha sempre affascinato molto. Sono l’unico Paese che riesce a contravvenire sistematicamente all’elementare regola dell’uso, fin dalla notte dei tempi. Questa cosa deve avere anche implicazioni socioantropologiche che al momento mi sfuggono.

  9. TuttoFaMedia gennaio 25 - 18:08

    *Ondalunga: e tu? Li hai aiutati o li hai derisi? ; )

    *Ryuko: però poi i giovani dicono ‘on y go’ invece di ‘on y va’

  10. Ryuko gennaio 25 - 18:28

    Vabbé il gergo giovanile fa storia a sé. Solo che qui (specie a Roma, a Roma è una tendenza fortissima) pesca a mani basse dal dialetto. A Parigi non ha dialetti da cui pescare, e allora a chi ci vogliamo rivolgere? Resta il fatto che in Francia lo standard (nel lessico! Assurdo) è imposto dall’alto. Qui pure lo era, ma nel 1525, e l’”alto” non era un organismo statale ma un pedante letterato veneziano, seguito a ruota da un letterato ferrarese un po’ meno pedante. Da allora le cose sono cambiate un bel po’. In Italia un organismo come quello è impensabile, la Crusca non è paragonabile, serve soltanto a dirimere le controversie…

    Scusa, ho attaccato il pippone, quasi quasi ci faccio un progetto di dottorato =P

  11. silvia.moglie gennaio 26 - 11:37

    a parte il solito stile che si vorrebbe leggere nell’ovunque, il tuo, è proprio quello che ci dai che.
    siamo così poveri noi che al massimo coniamo un masterceffo per trasmissione tivi. (ma non dicevamo tivu noi?)

  12. virginiamanda gennaio 27 - 23:56

    Caro Tieffè, da due settimane ho iniziato ad insegnare francese e devo dire che non c’è altra lingua che mi dia più soddisfazione… puoi SEMPRE correggere la pronuncia, sempre!
    Il mio spirito di signorina Rottenmeier esulta :D

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