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L'essai, l'assai

Panda
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An anarcho-panda in each of us

 

 

In Québec ne stanno succedendo. Manifestazioni studentesche da un centinaio di giorni contro l’aumento delle tasse universitarie. Scioperi, scontri, arresti. Il governo, nella persona del primo ministro Jean Charest, per mettere la buona, vara una legge speciale, la legge 78, che limita pesantemente proprio il diritto di manifestare (Eh no, il diritto di manifestare no!). E così altre manifestazioni, altri scontri, altri arresti. Insomma, proprio una bella pensata. In mezzo ai manifestanti, pacifici e incazzati come tutti gli studenti che fummo, un panda. Sì, un panda, che diventa presto il simbolo – la mascotte! – della protesta e della non belligeranza.

 

Ok, in realtà non è un panda, ma un anarcho-panda. Sta, ovviamente, su twitter, e il suo vero nome è Philippe. Un panda di nome Philippe. Che nella vita vera fa il professore di filosofia (il mio professore di filosofia certe cose non le faceva). Immaginiamoci dunque questo Philippe che si schiera al fianco dei propri studenti e rischia la galera ogni volta che scende in piazza conciato a pupazzo. Sì, perché da qualche giorno, a Montréal, è severamente vietato indossare maschere. True story! Ma lui, Philippe, non si arrende. La sua missione, la missione di questo anarcho-panda in mezzo ai cortei è, parole sue, coccolare i poliziotti: “voglio cercare l’umanità che è dentro di loro, nella speranza forse assurda di poter cambiare il loro comportamento”. Philippe, non hai nemmeno idea della tenerezza che proviamo per te. Forse non cambierai il mondo e la polizia ma di sicuro hai cambiato la nostra giornata.

 

 

 

 

Anarcho-panda

TuttoFaMedia • maggio 23


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Comments

  1. yetbutaname maggio 23 - 21:57

    una treenne di nome Adelaide morse la guancia di mio figlio e gli lasciò una rosetta di buchini, quattro sopra e quattro sotto (ah, gli incisivi!)
    la maestra andò in soccorso del malcapitato, gli suggerì di difendersi e si sentì rispondere: ma io gliel’ho detto che la sua mamma non sarebbe contenta di sapere che lei morde i suoi compagni
    chissà perché me ne sono ricordata

    ciao

  2. virginiamanda maggio 24 - 15:52

    Io a Montréal è un pezzo che gliel’ho giurata. Prima o poi ci vado, promesso.
    (Magari mi fidanzo pure con un panda che insegna filosofia, sarebbe il primo non ingegnere non matematico – no vabbè, diciamo il secondo)

  3. TuttoFaMedia maggio 24 - 16:07

    *Yet: ci sarà un collegamento, da qualche parte. Bell’aneddoto

    *Virgh: tanto l’accento francese dei canadesi è facile, vremà

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