TuttoFaMedia

L'essai, l'assai

LucioDalla
11

Vedi vedi vedi vedi

 

Qualche settimana fa, camminando per strada, ho visto questa locandina qui a fianco. Lucio Dalla avrebbe suonato il prossimo 13 marzo all’Olympia. Ho pensato Che bello, finalmente all’Olympia arriva qualcuno con una Signora Carriera. Poi mi sono diretto verso la metro e non ci ho più pensato.

 

Ovviamente non sarei andato all’Olympia, e ovviamente mentirei se dicessi che Lucio Dalla ha rappresentato per me qualcosa di diverso da quello che in realtà era. Dopo aver saputo che era morto ho aperto il mio iTunes per ascoltare qualche sua vecchia canzone e ho scoperto che ne avevo solo due.

 

Dalla non mi è mai appartenuto. Quando Lucio Dalla era Lucio Dalla io ancora non ero nato e dopo ero troppo piccolo per capirne. E poi mia madre era fan di Gianni Morandi e mio padre di Patty Pravo. Dopo, molto dopo, ho scoperto che c’era dell’altro, ma ormai era troppo tardi. La verità è che ho sempre avuto un fondo di serena ostilità verso quello che le sue canzoni nel tempo erano diventate, per come erano state macinate, per gli stacchetti dei programmi scemi e per i titoli di programmi ancora più scemi. La musica è anche così, ci sono in ballo tante, molte cose che non si possono spiegare.

 

Tipo per esempio quando c’è una canzone che pensi non ti piaccia, che ti annoia, ed è diventata stucchevole, e ogni volta che la senti sembra che non abbia più niente da dirti, a te proprio, ma poi, a un certo punto, miracolo, si rianima, e tu con lei, e inizi a battere il piede, a muoverti, a cantare, prima piano poi forte, vedi vedi vedi vedi, e poi a squarciagola, per continuare a sperare, una di quelle canzoni che ti piacciono da morire solo per un pezzettino, cinquanta secondi, fiammata di pura necessità, e se quest’anno poi passasse in un istante, una cosa che non sai spiegare, come diventa importante, quella tragica piega nella voce del cantante che non indugia, anzi, e quanto ti accorgi che sta per finire, non può finire, mandi tutto indietro, giusto in tempo per prendere la rincorsa e ricominciare, ancora, e come sono contento, di essere qui in questo momento, vedi vedi vedi vedi

L'anno che verràLucio Dallamorti

TuttoFaMedia • marzo 1


Previous Post

Next Post

Comments

  1. L. marzo 1 - 21:33

    Idem. Ma proprio uguale.
    (E intanto, in sottofondo, lo speciale di Blob a ricordare che c’è molto dell’altro, lì sotto, oltre ai Ciao alle Canzone e agli Attenti al lupo, che poi sono il Dalla che abbiam vissuto noi).

  2. TuttoFaMedia marzo 1 - 22:16

    *L.: Ottimo Blob, finalmente. Oggi ha anche messo qualche puntino sulle i lì, in Val di Susa, mi pare (la canzone Canzone la odiavo moltissimo)

  3. Alessia marzo 1 - 22:42

    …e FUTURA? Anche quella è un vero capolavoro…
    Io Lucio l’ho visto con De Gregori e gli stadio allo Stadio della Vittoria di Bari, mi ci ha portato la mia mamma… ero piccola ma mi è piaciuto un sacco!!!
    In compenso Caruso non mi è mai piaciuta.
    La notizia mi ha comunque abbastanza sconvolta anche perchè il mio papà è della stessa annata del buon vecchio Lucio….

  4. L. marzo 1 - 22:46

    Che poi ho scoperto tipo adesso che Canzone l’ha scritta con Samuele Bersani. Son cose.

  5. moglie marzo 1 - 23:09

    l’ho già scritto oggi, se per me Baglioni è solo un Sabato pomeriggio, Dalla son dieci anni di giovinezza. compreso quello che verrà. dalla sigla dei cartoni animati in bianco e nero, a disperato erotico, da anna e marco a balla balla. condividevo un paio di cose con la persona che non mi piaceva moltissimo dal punto di vista “umano” la passione per la romagna, per napoli, per la sicilia

  6. yetbutaname marzo 2 - 00:12

    vedi vedi vedi come ci si sbaglia
    lo avrei detto longevo e invece amen
    riposi in pace

  7. Paola marzo 2 - 00:37

    Futura disperato erotico l’anno che verrà, ossia la mia adolescenza, la nostalgia i cambiamenti i primi patemi d’amore, la paura che la vita non sarà abbastanza lunga per capirne il senso: e a volte è proprio così.

    Paola

  8. Ottanta/cento marzo 2 - 08:54

    Tra fine anni 70 e inizio anni 80 e’ stato il numero uno. Che se l’italiano fosse la lingua dominante, altro che Elton John

  9. AmicoAnonimo marzo 2 - 16:07

    Vedi, io invece apro l’antina a vetri e mi scelgo un LP a caso, rigirandomi con cura ed attenzione la grande copertina tra le mani. Oppure apro un cassetto ed eccoli lì, i suoi CD, belli ordinati l’uno di fianco all’altro. O ancora, un altro cassetto, e… magìa!… mi spunta la musicassetta compratami da mia mamma all’autogrill durante uno di quei lunghi viaggi verso il mare. Niente frattaglie di youtube e singoletti alla moda scaricati da iTunes o anche peggio. Roba buona, roba sana, album, cultura.
    Bene, ora sì che posso davvero abbandonarmi verso ciò cui mi portano l’occhio velato ed il cuore addolorato.

  10. Cassandra marzo 3 - 20:38

    Non ho neanche un suo LP o Cd, non era il mio artista preferito. Attenti al lupo la odiavo…. Stella di mare mi piaceva tanto….e anche a me il bridge di Caro amico ti scrivo mi coglieva sfinita dalla noia e mi faceva ricredere, ogni volta…….
    Tuttavia ora che è andato mi rendo conto di quanto sia stato sottofondo in tanti momenti della mia vita. Per tutti faccio un unico esempio: il lunedì sera, negli anni 80, la serata dei film su Rai Uno cominciava con quella sigla ….quella sigla strumentale di Dalla fatta con gli Stadio…..stab du bi da!

  11. Alessia marzo 5 - 11:15

    La magia di quell’uomo che quando diceva “corri e ferma quel treno” a me veniva sempre (e viene ancora) una lacrima a pensare alla strage del 2 agosto in cui è morto un mio amichetto e rivedo il suo viso di bambino e, che cavolo, mi viene da piangere pure adesso!

Lascia un Commento

Your email address will not be published / Required fields are marked *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>