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Jonathan Franzen: “Twitter is unspeakably irritating”

 

“Twitter is unspeakably irritating. Twitter stands for everything I oppose,” said Franzen, according to Attenberg. “It’s hard to cite facts or create an argument in 140 characters … It’s like if Kafka had decided to make a video semaphoring The Metamorphosis. Or it’s like writing a novel without the letter ‘P’… It’s the ultimate irresponsible medium. People I care about are readers … particularly serious readers and writers, these are my people. And we do not like to yak about ourselves.”

 

 

Non sappiamo se Jonathan Franzen abbia pronunciato esattamente queste frasi così come le riporta il Guardian (ormai va così, ditemi se c’è qualcosa di cui ci possiamo fidare: intanto che me lo dite gli ostaggi continuano a non essere liberati).
Di sicuro però conosciamo i pensieri di Jonathan Franzen – Jonathan Franzen, mica tuo fratello! – a proposito di social network, ebook e dintorni. E non sono pensieri concilianti. Quando parla, se parla, di Twitter, Franzen dice cose molto giuste, giuste nel senso che le riporta al proprio vissuto: Twitter stands for everything I oppose. I, not you, scemi!

 

Niente da fare. Piccoli e grandi fans di Twitter, che su Twitter han piantato tende e baracchini, son saltati sulla seggiola come pazze Erinni cui han finalmente detto che sì, quel che in fondo al tuo cuoricino hai sempre sospettato su Lady GaGa è vero, e han lanciato l’hashtag #JonathanFranzenHates. Ma noi siamo ironici! Ah già, l’ironia. Uhm che divertimento, che umorismo, che fun!

 

Qualcuno si è domandato se proprio questo hashtag non sia un, diciamolo, clamoroso fail che certifica il ragionamento di Franzen. Ma vaglielo a spiegare, cosa intendeva realmente dire Franzen, vaglielo a spiegare che no, forse Twitter is not the answer, dai, datevi una calmata.

 

Tipo quando dici a uno Ehi dude, hai detto una cosa stupida! e quello ti risponde Ehi, stai forse dicendo che sono stupido? Preciso.

Jonathan FranzenTwitter

TuttoFaMedia • marzo 8


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Comments

  1. yetbutaname marzo 8 - 17:50

    Jonathan Franzen si va facendo scorbutico
    ciao

  2. stefania marzo 8 - 23:26

    rielaborando un pensiero di una mia ex-collega inglese, twitter è un modo educato e pulito di fare stalking alle celebrities…

  3. polly marzo 9 - 12:10

    Io la penso un po’ come Jonathan, devo dire. Ma va detto che sono una persona un po’ -1.0… sì, insomma, non proprio al passo con i modi e i tempi del web che socializza.
    Ciao
    Polly (sara)

  4. TuttoFaMedia marzo 9 - 12:25

    *Yet: beh, per me ha molti punti simpatia da spendersi. Ma forse si era capito : )

    *Stefania: le quali celebrities non si tirano certo indietro, mi pare

    *Polly: si può anche essere 2.0 e condividere certe posizioni radicali sull’uso di twitter, no?

  5. polly marzo 9 - 12:36

    sì.
    Se anche tu un po’ condividi, ti amo un po’ come amo a Jonathan!

  6. TuttoFaMedia marzo 9 - 13:26

    *Polly: ottima scelta allora : )

  7. yetbutaname marzo 9 - 15:24

    ah, ma a me garbano i tipi scorbutici

  8. Alessia marzo 9 - 19:39

    Uhm, io al Twitter non lo so usare proprio per niente…. Antica!

  9. stefania marzo 9 - 20:16

    ma dici che parliamo tutti e due delle stesse celebrities che su chi parlano dell’importanza della loro privacy?!

  10. annie marzo 12 - 01:30

    mi aggiungo alla lista delle “antiche” senza twitter, ma assolutamente non ho nulla contro chi lo usa, solo io non ci riesco, non mi interessa..insomma mi trovo d’accordo su questo argomento con Franzen. Devo preoccuparmi o sentirmi in difetto,vista la società 2.0 in cui viviamo oggi?

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