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L'essai, l'assai

Cost
15

I responsabili del decadimento dell’universo

 

 

Qualche diciamo giorno fa. Sono a Milano, di passaggio, tra un treno e l’altro. Non sapendo che fare, entro nella libreria della stazione. Quando non so che fare io entro sempre in una libreria, anche quelle che non sono nelle stazioni. Comunque, questa libreria della stazione di Milano è molto grande, ben 3 piani, addirittura (o forse sono due, boh).
Bene, premesso che io sono uno di quelli che i libri li tocca e li annusa, giuro, quindi magari se vedete uno che chiude gli occhi e fa quella cosa di frrrrrr scorrere a tutto spiano il pollice sulle pagine e sotto il naso, beh, ecco quello non è un maniaco, sono io.
Insomma arrivo al reparto MEDIA, il quale reparto MEDIA, come avrete capito da come si chiama questo blog, è uno dei miei preferiti. Il reparto MEDIA nelle librerie non è sempre uguale, a volte c’è il sottoreparto SOCIOLOGIA, a volte il sottoreparto COMUNICAZIONE, cose così. Nella libreria della stazione di Milano no, solo MEDIA.

 

Tra gli autori esposti, il mio amico Derrick De Kerkhove, quel giovanotto tutto pepe di Zygmunt Bauman e poi Maurizio Costanzo. Il libro di Maurizio Costanzo che sta nella sezione MEDIA (uno di quelli rivolti in bella mostra verso i clienti, come a dire ECCOMI ECCOMI) si chiama Preferisco i cani (e un gatto). Prendo il libro in mano, apro una pagina a muzzo e leggo che un giorno, ecco, Maurizio aveva un problemino di salute (una tachicardia, una qualcosa ai reni, adesso non ricordo di preciso) e insomma Maurizio e Maria hanno questo cane (Cassio, può essere?) che proprio nei giorni in cui Maurizio stava male, anche lui, il cane dico, si era preso lo stesso acciacco (forse non era la tachicardia, ora che ci penso: i cani soffrono di tachicardia?). Ecco, un’esperienza empirica ai limiti dell’umano, che dimostra, secondo Maurizio, che i cani sono davvero delle gran belle persone.

 

 

Poi vado al piano di sotto e finisco nel reparto CINEMA. Anche il reparto cinema delle librerie è uno dei miei preferiti, sapete, si scoprono tante belle storie, nei reparti CINEMA delle librerie italiane. Tipo scopro che è da poco uscito per Bompiani un libro-intervista a Martin Scorsese, un bel tomo di pagine e denari. Mentre sono indeciso se prenderlo o meno (Spoiler: no, non lo prendo, ho sempre un problema coi libri di cinema su registi non ancora morti, cioè o mi fanno poi le dispense integrative o boh), insomma mi cade l’occhio su un libro che sta anch’esso nel reparto CINEMA, e cioè Tanto poi esce il sole di Barbara D’Urso. Prima penso LOL, magari è uno scherzo, invece no, è proprio Barbara D’Urso. Apro il libro a muzzo e leggo che Barbara da piccola un giorno scoprì che la sua mamma era incinta e niente, lei era gelosa e invidiosa e possessiva. Chiudo il libro, lo poso. Con la coda dell’occhio vedo Martin che mi guarda dalla copertina con quell’espressione che abbiamo noi quando pensiamo HAI VISTO CHE PUPPE? Proprio in quel frangente arrivano tre ragazzine, potranno avere 12-13 anni. Sono abbastanza rumorose e, dalle prime frasi che si scambiano, capisco che il loro vocabolo preferito è MINCHIA.

 

- Minchia ma quella è Barbara D’Urso? Minchia è bellissima
- Ma cosa dici, quella è una falsa te lo dico io
- Stai zitta, io l’adoro, la guardo sempre minchia

 

Niento, prendo la via dell’uscita, una strana sensazione qua, all’altezza dello stomaco. Esco, per la prima volta credo nella mia vita senza comprare un libro in una libreria, salgo scale scendo scale, mi dirigo verso il binario, monto sul treno e, mentre prendo posto, penso che secondo me gli omini che curano i reparti MEDIA e CINEMA di quella libreria sono i responsabili del decadimento dell’universo, e mi dispiace di non averglielo detto in faccia che non mi andava di fare il solito polemico.

 

***

Trappole in libreria: quale decrescita, semmai ricrescita
Quelli che leggono camminando (e camminano leggendo)

Barbara D'UrsoI CaniI Libri e le LibrerieIl Solele grandi polemiche di tfmMaurizio CostanzoMondadori

TuttoFaMedia • febbraio 7


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Comments

  1. Davide febbraio 7 - 13:14

    Finché non verrà creato il settore “fuffa” credo che il problema non sarà risolto.

    eph.

  2. valu febbraio 7 - 13:19

    Vorrei una serie tv “TuttoFaMedia vs. le librerie dell’universo”. Pensaci.

  3. octopus9irl febbraio 7 - 13:22

    minchia

  4. Silvia_Rye febbraio 7 - 13:26

    Penso di stampare questa pagina e mandarla alla libreria in questione. E anche ad altre..

  5. TuttoFaMedia febbraio 7 - 13:27

    *Eph: “peccato, in Mondadori ci lavora tanta gente capace e perbene”

    *Valu: magari faccio una cosa tipo Michael Moore ; )

    *Octopus: ah no?

  6. TuttoFaMedia febbraio 7 - 13:35

    *Silvia: grazie, dall’estero mi costava di più

  7. AmicoAnonimo febbraio 7 - 14:49

    Eh sì, come ti capisco, sono più i libri che annuso di quelli che leggo. Davvero. Sì, lo so, e’ un po’ “Tristitude” anche questo (scusa, non ci ho capito una parola, ma ho afferrato il concetto, credo)
    Quello di Costanzo invece, se possibile, lo desidererei in versione audiolibro (solo se letto da lui, ovviamente). Quello di Scorsese lo voglio proprio. Ora vado ad annusarlo da qualche parte.

  8. Ryuko febbraio 7 - 15:42

    E io che mi pensavo che i responsabili del decadimento dell’universo erano Maurizio Costanzo e Barbara D’Urso, proprio loro, e non gli omini che curano i reparti MEDIA e CINEMA alla libreria della stazione di Milano.

  9. lucanellarete febbraio 7 - 17:55

    niente, sto finendo le correzioni di franzen e ti volevo salutare, ciao

  10. stiui febbraio 7 - 18:18

    Se a Martin Scorsese gli passa sotto il naso quella frase tra parentesi, si fará una bella grattata di palle…

  11. yetbutaname febbraio 7 - 19:47

    il sole esce e ci condanna all’oscurità
    ciao

  12. Paola febbraio 7 - 23:52

    E bravo TFM, ti sta venendo uno stile alla giovane Holden..usalo..ciao

    Paola

  13. burdock febbraio 8 - 12:29

    Nessuno, ma proprio nessuno, sa di quanti piani sia l’intera stazione centrale di Milano, quindi anche l’annessa libreria.
    Poi secondo me tu sei troppo rigido con le parole. E’ ovvio che Costanzo sia nella MEDIA e la D’Urso sia UN CINEMA (come diceva mia nonna: basta con ‘sto cinema, hai presente?).
    Burdock

  14. moglie febbraio 8 - 23:59

    mi sembra di capire che alcuni libri li fiuti e altri li ri…

  15. TuttoFaMedia febbraio 9 - 16:46

    *Luca: finito? : )

    *Burdock: i piani sembrano il gioco delle tre carte

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