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Le Huffington Post, Anne Sinclair, François Hollande e l’omissione della Cosa

 

Tutto Fa Da Arianna Ad Anne

 

Debutta oggi l’edizione francese di The Huffington Post: Le Huffington Post, en association avec le groupe Le Monde (più lungo no, eh?). Nel suo primo pezzo, la directrice éditoriale Anne Sinclair inizia elencando una serie di cattive notizie (l’uccisione dei soldati francesi in Afganistan, il naufragio della Concordia, la repressione in Siria) che tendono ad offuscare, ad esempio, la fierté tricolore d’avoir Jean Dujardin, favori aux Oscars (ah sì? E lei come fa già a saperlo?). Seguono un riferimento a Fellini e tanti altri buoni propositi, tra cui il più importante: creare dibattito. Che poi è la specialità della casa madre.
Arianna Huffington dice di essere rimasta impressionata dalla dedizione e dalla competenza di Sinclair. Che infatti era una Signora Professionista anche prima della Cosa che l’ha resa celebre in tutto il mondo (la stessa Cosa che aveva portato Sinclair a lasciare in parte la propria professione qualche anno fa, la quale Cosa peraltro non è menzionata nella bioline, e ci mancava pure).
L’Huffingtòn debutta il giorno dopo il lancio in grande stile della campagna presidenziale di François Hollande. Una campagna che sta partendo tardi (mancano solo tre mesi e Sarkozy ufficialmente non è nemmeno candidato) e che vivrà di una sola domanda: riuscirà Hollande a scaldare abbastanza il cuore dei francesi? Vedremo. In fin dei conti Hollande nemmeno un anno fa chi l’avrebbe mai detto. Ma poi arrivò la Cosa, quella Cosa che nessuno nomina ma che c’è, e che molti bien évidemment ancora ringraziano.

TuttoFaMedia • gennaio 23


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Comments

  1. TuttoFaMedia gennaio 23 - 14:24

    *Arco: girava stamattina sulla mia timeline di twitter. Direi che ha ben fatto, no?

  2. arco gennaio 23 - 17:18

    “Quand on connait les gens qui sont à la tête de ce projet, quand on connaît leurs moyens et leurs ambitions, je trouve qu’il est inacceptable de faire ce type de proposition qui déshonore le titre.

    Ce n’est pas parce qu’une partie de ce qui est sur Internet est du domaine public que des médias tels que le Huffington Post ont le droit de faire travailler des gens sans les rémunérer et les indemniser pour ce qu’ils produisent.

    Je sais que ce modèle a fonctionné aux Etats-Unis. Espérons que la France démontrera à Arianna Huffington qu’il est temps de respecter ceux qui contribuent à l’enrichir.”

    Direi che sono parole sante.
    Sono un po’ dubbioso sull’ultima speranza, però.

  3. TuttoFaMedia gennaio 24 - 12:27

    *Arco: già, l’ultima è un po’ impegnativa

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