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L'essai, l'assai

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Fringe season 4, ripigliatevi o staccate la spina

 

Fringe 4×01, Neither here nor there/ 4×02, One night in october

fringe01
In una recente intervista Anna Torv cioè Olivia/Bolivia si è detta disponibile a finirla qua: quattro, cinque stagioni al massimo e poi ciao, ognuno per fatti suoi. John Noble cioè Walter Bishop, la pensa più o meno allo stesso modo: “se in questa quarta stagione non manteniamo il livello di produzione e storie, non ci saremo neanche l’anno prossimo (…) Il problema di Fringe è che non puoi metterti a guardarlo ora, non è più un procedurale con molti episodi stand-alone come nella prima stagione“.

Parole che in qualche modo sconfessano il primo episodio di questa quarta stagione, che a molti è sembrata una (disperata) carta per cercare di far salire sul treno in corsa nuovi spettatori. (Con quel finale dell’anno scorso ti metti a ricominciare daccapo, Caro amico ora ti spiego cos’è la divisione Fringe? Siriusli?). Tentativo doppiamente fallito: ha scontentato molti fan storici (anche quelli che non lo ammetteranno mai) e non ha impedito la tragica emorragia di ascolti. Non solo dunque incapacità di incrementare, ma anche di tenere. Not cool not cool not cool.

Lasciando perdere i numeri e le sensazioni, va detto però che Fringe è una di quelle serie che non è possibile guardare con l’occhio sinistro. Piuttosto, chiede allo spettatore uno sforzo di fruizione direttamente proporzionale alla complessità messa in forma di storia. Una vera e propria Fringe Experience molto attuale (rimandi alla mitologia della serie, collegamenti nascosti, teorie, interrogativi mai del tutto risolti, false piste, esche buttate per confondere le acque), in controtendenza rispetto al Ritorno Al Passato che sta caratterizzando la serialità americana generalista. Ma questo sforzo esperienziale si riflette anche nello sforzo produttivo, di regia, di acting, di scrittura, di coerenza e tenuta complessiva. Uno sforzo e una fatica che si sentono: basti pensare alle sciocche acrobazie che è costretta a mettere in atto Anna Torv nel secondo episodio, nel momento in cui le due Olivie sono entrambe bionde, entrambe in scena, entrambe tutto: recitazione sopra le righe, moine, scatti isterici. Esito grottesco di una Complessità che, a monte, è sempre più Complicazione.

Ma queste obiezioni scomparirebbero se Fringe, in cambio del miracoloso investimento emotivo richiesto e ottenuto, riuscisse a dare la Giusta Ricompensa allo spettatore. Al contrario, l’insistito ricorso alla formula del Prometto Prometto E Poi Vediamo (schema ricorrente a partire dalla prima e molto riuscita stagione) fa di Fringe un Telefilm tragicamente Interruptus. 

Attori sopra la media, personaggi che suscitano una forte identificazione affettiva, singhiozzi di qualità sparsi qua e là. Niente purtroppo sembra poter arrestare una certa china di deterioramento: la doppia, quasi identica e inutile chiusura dei primi due episodi è in tal senso molto più di un campanello d’allarme. Peggio non si poteva cominciare.

Fringerecensionitelefilm

TuttoFaMedia • ottobre 2


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Comments

  1. utente anonimo ottobre 2 - 21:26

    Il secondo episodio per me è notevole. Grande regia, grandi interpretazioni (non vedo tutto l'hyper-acting che vedi tu), una storia non troppo originale ma raccontata molto bene, decine di sotterranei riferimenti all'altra linea temporale (molte minuscole differenze (forse anche troppo), cose per chi ha bene in mente le vecchie stagioni) e Walter che ascolta il Requiem di Mozart. Il reboot è certamente un po' fastidioso (e inefficace, come abbiamo visto) ma c'è più di quel che si vede (anche la FOX che magari ha insistito per schiacciare ctrl+alt+canc e Pinkner e Wyman che han fatto i salti mortali per continuare la storia), anzi proprio ciò che non c'è (Peter e la sua influenza) sta facendo pian piano la quarta stagione.

    Difetti Fringe ne ha sempre avuti: belle puntate e puntate così così ci sono sempre state. Analogie fra caso della settimana e lungo arco a volte riuscite altre no. Picchi di gloria ma anche cadute di tono. Il "pattern" che è diventato la "guerra dei mondi" che è diventato la "macchina dell'ammore" (e se uno vuole proprio trovare un segno di declinante grandezza, per me questo lo è stato), ecc. Non vedo una gran differenza con il passato.

    Quello che scrivi sembra (e sottolineo "sembra") la tipica reazione del fan che vede il suo show andarsene. Quando arriva la notizia (e, tranne miracoli, Fringe non vedrà una quinta stagione), i fan tendono a dividersi in due fazioni opposte, entrambe estreme, bipolarismo della fine: c'è chi scende dal carro e basta, tutto quello che fa in-questo-caso-Fringe è sbagliato (anche le cose "normali") e quelli che ogni boiata è un capolavoro.

  2. utente anonimo ottobre 2 - 21:27

    Sono assolutamente d’accordo con le tue riflessioni. Ma la cosa che più mi lascia perplesso è: ma l’ALTRO Broyles non era morto? Sarà un effetto della mancanza di Peter? O.o

  3. utente anonimo ottobre 2 - 21:29

    E già che ho dimenticato la firma, aggiungo che comunque sono d'accordo sul fatto che il primo episodio è brutto.

    s.

  4. TuttoFaMedia ottobre 2 - 21:54

    *S: l'acting sopra le righe di Anna Torv Spettinata e Sconvolta dai tic mi pare sotto gli occhi di tutti. Conosci bene il blog, sai che non sono proprio il tipo che scrive con gli occhi coperti dal fandom, anzi. Sono quattro anni che seguo Fringe e dalla seconda con occhi molto distaccati e neutri, quindi Tipica Reazione da Fan anche no :)
    (Avrei potuto scrivere che il doppio cliffhanger fotocopiato era offensivo e ridicolo: non l'ho fatto)
    L'anno scorso ho scritto post in cui ipotizzavo salti degli squali (calamite dell'anima) e altri in cui ne sottolineavo il coraggio nello sperimentare (l'ibrido animato). Se c'è una serie in cui mi sento molto equilibrato quando ne scrivo questa è proprio Fringe.
    In questo post ho cercato proprio di allontanarmi dal discorso qualità sì, qualità no, bello o brutto (la qualità media degli episodi di Fringe è innegabile, come accennavo). Facevo un discorso generale di impostazione della serie e di "non generosità" verso gli spettatori tutti (non solo fan, c'è anche chi lo guarda senza sangue agli occhi): chiede moltissimo impegno ma non restituisce altrettanto. Come ho scritto, è una costante, non un'improvvisa novità di questa stagione.
    I bipolarismi e le fazioni li lascio volentieri agli altri, a me non interessano ;)

    *2: suppongo di sì, ma magari più avanti ci dicono che no :D

  5. Grace83 ottobre 2 - 22:18

    La prima così così, la seconda però devo dire che mi è piaciuta, mi intriga l'interazione tra i due universi.
    La mia idea è che devono chiuderla qua, con questa quarta stagione; gli ascolti sono sempre sul fil di lana, non si può rischiare di impostare la narrazione per altre due stagioni per poi arrivare a maggio e scoprire che il rinnovo non ci sarà.
    Come fu per Lost: gente, alla sesta stagione chiudiamo baracca e burattini. 

  6. utente anonimo ottobre 2 - 23:06

    Scusa tfm, non ho mai pensato che prendessi fazione o fossi "imparziale" (infatti ho sottolineato il "sembra" proprio per non sembrare… vabbé ma chi ce lo fa fare di entrare in una discussione così).

    E' il tuo "peggio di così non si poteva incominciare" che mi è parso un po' esagerato, troppo amaro. Si poteva certo incominciare meglio ma anche molto peggio. (Rivista, Anna Torv in effetti qualche volta esagera, sopracciglia e angoli della bocca.) Comunque se abbiamo ingoiato calamite dell'anima e macchine dell'amore, questi primi due episodi possono passare.

  7. TuttoFaMedia ottobre 2 - 23:29

    *Grace: ok, affare fatto, finiamola qua, grande quarta stagione che si riprende in tutto e per tutto e finale epicone ;)

    *S: ma sì, chi ce lo fa fare :D È vero, l'ultima frase era diciamo forte. A volte non riesco proprio a rinunciare alle chiuse ad effetto. Concordo, le calamite in confronto, ecco. Magari un'accelerata non farebbe male.

  8. utente anonimo ottobre 2 - 23:34

    Quando ho visto la prima puntata della nuova serie ho veramente pensato che fossimo sull’orlo del baratro, un po’ l’assenza di Peter, un po’ lo stravolgimento generale dei personaggi, ma soprattutto la noia, mi hanno subito fatto pensare che la serie avrà vita molto breve. Poi mi sono detta che non era la prima volta che succedeva una cosa del genere,in fondo, come avete scritto,  Fringe ci ha abituato ad un bel po’ di alti e bassi,e infatti è arrivata la seconda puntata e mi è piaciuta molto.
    Secondo me sono proprio le puntate come “One night in october” quelle in cui Fringe dà il meglio di sé (mi viene in mente anche “Marionette” della III stagione, che tra l’altro era sempre stata scritta da Alison Schapker e Monica Breen), quelle che oltre a raccontare il caso della settimana in maniera egregia, sono anche ricche emotivamente. Olivia rimane un personaggio che mi emoziona tantissimo, e mi piace quando lo show le lascia spazio,anche attraverso un semplice dialogo come quello tra lei e McClennan, o lo scambio di battute tra lei e Broyles,o il viaggio in macchina insieme a Bolivia, tutte situazioni brevi ma che ci permettono di capirla di più.
    Certo la serie non può reggersi solo su questi frammenti di drama o comunque solo sul lato emotivo della storia, (secondo me anche questa volta è comunque il punto nevralgico di tutto)ed è per questo che Fringe mi lascia sempre con la sensazione che potrebbe essere tra i telefilm migliori e invece non riesce, o a questo punto direi non è riuscito a decollare. Come hai scritto perfettamente tu TFM è il telefilm interruptus per eccellenza.
    Probabilmente la ragione di tutto è proprio che è una serie complicata da portare avanti perché ambiziosa da molto punti di vista..però alla fine sono fiduciosa, o quanto meno gli do qualche altra puntata per farmi capire almeno che direzione vogliono prendere.
    C.

  9. utente anonimo ottobre 3 - 09:35

    Nel numero di Martin Mystère Altrove di questo mese a un certo punto c'è John Noble che passa sullo sfondo. L'ho notato domenica in aeroporto, e sabato l'avevo visto zappingando in una roba urenda intitolata il tesoro delle Fiji, dove lui stona come una cravatta di Hermés addosso a un barbone.
    Nel vederlo sullo sfondo del fumetto ho ripensato a Fringe e mi sono intristito.
    Clem

  10. utente anonimo ottobre 3 - 14:09

    Non ho ancora visto la seconda puntata ma concordo con quanto dici nel tuo post. Comunque io faccio parte di quelli che non "l'ammetteranno mai" e vedrò la quarta stagione fino all'ultimo fotogramma, delusioni a parte.
    E comunque, I want Peter back!!!

    Ciao
    Sara

  11. utente anonimo ottobre 3 - 15:59

    Fringe mi ha sempre dato la sensazione che hai descritto anche tu, ovvero che chiede molta attenzione ma non ripaga abbastanza. A me stanno abbastanza qua le puntate esclusivamente procedurali, perchè la serie avrebbe una trama che si potrebbe approfondire, indagare, sviscerare, ed invece no, perdono tempo in un problema-indagine-conclusione che non permette né ai nuovi spettatori di inserirsi, né ai vecchi di godersi una bella puntata che sono puzzi da perdita di tempo… quindi lo guarderò lo stesso ma il mio giudizio resterà BOH.

    Ma poi, siriusli, sono solo io o stanno scopiazz…ehm…citando altre serie tv? Nella prima puntata genti pazzeh che rianimano volatili deceduti (True Blood insegna) e nella seconda pazzoh assassino che non prova sentimenti e suo doppione buono nello stesso universo a parlare di dark passenger e seguire la luce/Lumen? Illuminami!

    Anna

  12. utente anonimo ottobre 5 - 00:20

    aridatece pacey…..

  13. TuttoFaMedia ottobre 5 - 14:17

    *C: il punto è quello. L'emotività che suscitano i personaggi.

    *Clem: si fa quel che si può, anche a quella età

    *Sara: se non la piantano, gli si affloscia l'hype

    *Anna: beh non lo definirei scopiazzamento. Saranno coincidenze :)

  14. TuttoFaMedia ottobre 5 - 14:28

    *12: ook

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