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L'essai, l'assai

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Po’ porno

 

Lo scorso aprile, al Séries Mania di Parigi, fu presentata in anteprima nazionale una miniserie intitolata Xanadu. La serie andò poi in onda, in chiaro, su Arte, ogni sabato in seconda serata.
Xanadu è un prodotto atipico, con sapori molto diversi, drama, comedy noir, hard. Sì, hard nel senso di porno: la famiglia protagonista ha una casa di produzione di film porno e gli spettatori seguono dunque il racconto sul porno (non porno e basta, la differenza è enorme, specie se si parla di queste cose).
Grande naturalezza, dunque, nel mostrare storie di adolescenti, storie di matrimoni infelici, ma anche le storie dietro, sotto, sopra ai set dei film porno: le difficoltà degli attori, delle attrici, dei registi, dei produttori. E poi, en passant, i famosi cazzitisi. Erezioni a tutta mostra al cinema (con la sala neanche tutta piena, in quella accanto davano una comedy araba esilarante) e pixellate in televisione. Ma, allo stesso tempo, nudi femminili, nudi maschili, nudi di lato, nudi di fronte, nudi accennati, sesso a profusione. L’oggetto del racconto è quello, perché nascondersi dietro un dito. Oggetto del racconto, appunto.
Allora, ai tempi del festival parigino, e poi ai temi della messa in onda, nessuno ebbe niente da dire. Anzi, i giornali dedicarono prime pagine e inserti speciali dedicati a questa nuova Vague della Fiction Televisiva Francese, improvvisamente dedita, sia pure in salse diverse, al porno (assieme a Xanadu, c’è da segnalare Hard, comedy già alla seconda stagione la cui miccia d’accensione, peraltro, ricorda Weeds). Quando dico che nessuno ha fiatato intendo proprio nessuno: quindi neanche i politici, che in Francia hanno molto di meglio da fare che stare appresso alle fiction. Ma i politici francesi sono strani, vanno in televisione pochissimo, di solito solo se hanno cose da dire (come Martine Aubry in questi giorni).

In Italia, invece, Roberto Formigoni ha avuto un mezzo infarto quando ha letto la parola porno nel volantino di quei furbacchioni del Telefilm Festival di Milano: ma cosa devono pensare i nostri bambini? E così, mentre lanciava la volata al Festival, Formigoni ha deciso di ritirare il patrocinio, di non mettere la propria faccia accanto alla parola innominabile, lui custode dei Sacri Valori Della Cristianità.

Bravo Formigoni, ci sono tanti modi per finire sui giornali: scappare a gambe levate di fronte a una parola è sicuramente tra i più creativi.

Fiction FrancesiFranciaFaMediapoliticatelefilm

TuttoFaMedia • giugno 27


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Comments

  1. yetbutaname giugno 28 - 03:18

    essì che lo facevo più audace
    forse mi sono lasciata fuorviare dalle sue camicie
    ciao

  2. yetbutaname giugno 28 - 03:19

    commento più serio: non ci sono soldi e la scusa è facile

  3. utente anonimo giugno 28 - 09:16

    Esulando dai commenti su una merda umana che politicamente si schiera con quelli che limitano i diritti civili di tutti i suoi amichètti, commentiamo 'ste cose porne esplicite? Californication mi è sembrato una scusa per mostrare gente che tromba, in Weeds la sottotrama porno mi è sembrata una scusa per mostrare gente che tromba, insomma, stavolta è veramente qualcosa che va un po' oltre o è l'ennesima scusa per mostrare gente che tromba e fare ascolti?
    Okay, parla DI porno e roba che ci sta dietro, problemi degli attori e delle attrici, ma d'altra parte devi avere una trama che esuli un pochino dal fatto che ci sia gente che tromba per poterlo trasmettere come serie tv e non come, appunto, porno.
    Clem

  4. utente anonimo giugno 28 - 12:40

    Io, invece, mi chiedo due cose. Che poi sarebbe una sola ma le divido per comodità:
    - perchè censurare il porno se il sesso è una cosa naturale? Anche il sesso gay è naturale perchè ogni specie animale ha anche rapporti sessuali tra esseri dello stesso sesso;
    - perchè, quindi, il sesso è vissuto e fatto vivere come un tabù? Non sarebbe meglio viverlo in modo più libero e meno bigotto? Questo significherebbe non aver paura di leggere "porno" su una locandina e solo per ciò eliminare il patrocinio ad una manifestazione che ha tutto il diritto di esistere.
    Certo, queste due domande sono talmente semplici e stupide, e nella concezione naturale dell'uomo da farmi chiedere: non è che qualcuno da questa paura del sesso ci guadagna e tanto?

    New_AMZ

    (la cui parola d'ordine per immettere questo commento è "dick". eh bhe!!)

  5. LaVostraProf giugno 28 - 13:51

    Io posso capire che il Formicone sia sia spaventato davanti al porno.
    Probabile che mi sarei spaventata anch'io. Cioè, sì, vabbè, il sesso è una cosa naturale e  compagnia bella e sono d'accordo, ma poi penso che io c'ho sette figli e sessanta alunni e non mi piacerebbe viverlo liberamente in piazza o dire: ecco, ora sponsorizzo un festival porno. Io intesa: proprio io, dico.
    Poi, se uno vuol fare porno, vedere porno, liberarsi anche col porno, vabbè (ma non fate sesso liberamente e apertamente nella piazzetta davanti alla mia scuola, grazie, vi sembra una richiesta ragionevole?).

    No, no, quello che non capisco (e che forse trovo più porno ancora) è che il signor Formicone stia in un posto dove, per legge, non dovrebbe stare, accanto a una fanciulla che forse, lei sì, avrebbe volontieri sponsorizzato il festival con porno, e abbia ritirato l'appoggio non tanto per il contenuto (porno) ma per la parola (porno, sul volantino).
    Come a dire: fate vedere tutte le por(n)(c)ate che volete, basta che non lo diciate?
    Ma che schifo, signor presidente della regione!

  6. TuttoFaMedia giugno 28 - 14:27

    *La mia idea è che Formigoni cerchi solo pretesti per finire sui giornali, dato che Vespa non lo invita a Porta a Porta: oh, uno le deve tentare tutte. La dieta, le camicie a fiori, il porno.

    *Clem: sì, la storia c'è, forse un po' macchinosa, tarda a carburare, ma c'è. Il porno è più -ahem- un cavallo di Troia ;)

    *New: io la vedo così. La paura del sesso è più una proiezione, una facciata da portare avanti per affermare la propria identità. Cosa resterebbe altrimenti di certe posizioni pubbliche, di certi pensieri ribaditi a dispetto di ogni logica. Preferisco pensare a recite ad arte, altrimenti

    *Prof: sono sicuro che se tu avessi visto la prima puntata del telefilm non  avresti avuto alcuna paura a dare il tuo patrocinio. La parola usata, con astuzia, va detto, era più uno specchietto per le allodole. Non è certamente un festival porno, poi. Qualche anno fa c'erano pure i Bee Hive!
    P.s. hai sette figli? Davvero? Sei la nostra HEROAH :)

  7. utente anonimo giugno 29 - 07:16

    Tu che sai magarai saprai, ma ho l'impressione che in Italia il porno, al cinema o in tv, come pretesto o come contesto, non tiri, anzi determini affossamenti di carriere o scoraggi esperimenti. Insomma, da "guardami" a "moana" vedo un susseguirsi di impotentie coeundi, chissà perché? 

    P.

    P.S. Bello, il titolo/citaziuone 

  8. TuttoFaMedia giugno 29 - 08:43

    *P: beh, forse per la stessa ragione di cui sopra. Le casalinghe Timorate sentono quella parola e scappano a gambe levate, sia mai che ai mariti vengano strane idee in testa! ;)

  9. utente anonimo giugno 29 - 08:45

    a proposito di WEEDS… è cominciata ora la settima e pare ultima stagione… ieri ho visto la prima puntata. le prime stagioni erano belle e spiazzanti… dalla quarta in poi non ci sono state più idee degne di nota.
    eppure non riesco a non vederlo…
    Sara

  10. TuttoFaMedia giugno 29 - 08:47

    *Sara: ma sì, infatti, facciamo stultimo sforzo, vediamo se ci danno tutte le Risposte :)

  11. liga46 giugno 29 - 20:57

    TFM forse tu che stai in grande terra di Francia ti sei perso i corollali elettorali che i nostri giornali hanno hadorato assai: le mise di Formigoni nelle due giornate in cui è andato a votare.
    David Hasselhoff che canta Limbo dance è rimasto sconvolto pure lui.
    Direi che di giornali ne ha avuti a sufficienza con tali zozzate.

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