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L'essai, l'assai

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“Nel marzo del 1942 al casello arrivò Nino Zarcuto, trentino*, beddro picciotto, àvuto, capilli e occhi nìvuri come l’inca”

 Ho sempre avuto parecchi problemi con i libri di Andrea Camilleri. In sintesi: quella lingua inventata, quel siciliano trascritto dall’originale, dal suono proprio, con quei ritorni improvvisi all’italiano, e alle relative costruzioni, ecco quella roba lì mai mi calò (Lo ammetto, sono  il classico siciliano diffidente). L’altro giorno, per una di quelle coincidenze davvero imperscrutabili…

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