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L'essai, l'assai

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Séries Mania giorno 2: TFM scopre che al Festival sequestrano le bottiglie d’acqua

 

afficheNote:

1) Mi rimangio tutto. I dibattiti francesi sono noiosi. Credo dipenda molto dal contesto. In questa sala dai velluti rosso porpora, le luci soffuse, due ore a parlare di banche, di soldi, di economia stenderebbero chiunque (l’argomento di partenza era “Web-séries”, come siamo arrivati ad annoiarci, non so)

2) Nel pomeriggio, in una sala piccina, quattro dottorande si sono lanciate in un’analisi incrociata di Mad Men 3×12, la puntata in cui (tra le altre cose) viene ucciso Kennedy. Cose intelligenti e altre meno. Tra quelle intelligenti il punto cruciale di Mad men mai abbastanza sottolineato: una serie sugli anni ’60 fatta negli anni duemila. Sembra una questione oziosa, ma non lo è.

3) Proiettato lo splendido pilot di Treme, serie di cui, colpevolmente, non ho mai scritto qui sul blog. Ma recupero presto, anche perché preme la seconda stagione.

4) Alle ore 19 era previsto l’incontro con Peter Kosminsky, regista inglese molto impegnato nel racconto del reale. Alle 1930 eravamo ancora in fila. Gli organizzatori sono andati in panico, come accade a chi è abituato alla perfezione e non tollera sbavature. Hanno cominciato a urlare SCUSATE SCUSATE ogni tre per due e poi hanno anche distribuito bicchieri d’acqua a casaccio. Così, come fossimo alluvionati o comunque vittime di una sciagura.

5) A proposito di acqua.

Prima della proiezione di The Promise 1×01, serie inglese,  ci hanno perquisiti a fondo e hanno sequestrato tutte le bottigliette contenenti qualsiasi liquido. L’enorme disappunto, manifestatosi in un BOF generale, non è servito a commuovere la security, composta da una decina di energumeni cattivissimi. Considerato che alle altre proiezioni c’è un clima da pic nic in riva alla Senna, mi sa che tutto questo fervore allarmistico era dovuto al tema della fiction: la questione israelo-palestinese. Il regista infatti è stato oggetto di forti critiche da tutte le parti. Peccato, il tema è troppo poco sondato e merita. Come ha detto Kozminsky, gli inglesi credono che sia una questione che non li riguarda, invece no. Infatti. Alla fine della proiezione ci hanno dato una scheda per votare. Ho dato 3 su un totale di 4, ma solo perché il 2,5 non c’era e 2 mi sembrava poco. Fiction da tenere d’occhio, comunque.

6) A Francia hanno inventato la traduzione simultanea. Prima dell’incontro col regista, infatti, distribuivano delle graziose cuffiette per seguire in real time l’intervista. A Roma, l’anno scorso,  con Sayd e il dottor Hunt c’era la signora Luisa.

7) Ufficiale. Gli accrediti non servono a nulla. Patrizi e plebei uniti nel segno delle code interminabili. Impareggiabile la faccia delle vecchie imbellettate che arrivano a ridosso convinte di saltare la fila e invece no.

cose di franciaséries maniatelefilm

TuttoFaMedia • aprile 13


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Comments

  1. utente anonimo aprile 14 - 05:22

    Ero convinta di riuscire ad andarci anche io, invece me lo perdo…

    E' vero il pilot di Treme era splendido, però poi non ho più seguito la stagione per mancanza di tempo (guardo troppi telefilm, non sapevo dove piazzarlo!) ne vale la pena? Faccio ancora in tempo a recuperare, eventualmente.

    Muscaria

    PS:  è la seconda volta che scrivo qui, e non avevo ancora capito che se non mi firmo appaio come anonima, chiedo scusa per l'altra volta…

  2. yetbutaname aprile 14 - 11:09

    sono stata in pensiero per te
    poi ho visto che c'è un nuovo post in attesa
    ciao

  3. TuttoFaMedia aprile 14 - 14:33

    *Muscaria: sì sì bisogna andare avanti :)

    *Yet: ah quindi è una cosa di dominio pubblico! Io pensavo di essere invisivile :)

  4. TuttoFaMedia aprile 14 - 14:33

    *Yet: ma in pensiero per la questione israelo etc?

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