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L'essai, l'assai

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La maglietta con il numero 23 comprata a Piazza Fiume

 

Dieci anni fa, appena arrivato a Roma, frequentavo l’Università a via Salaria, lì vicino, nei pressi di piazza Fiume, c’era questo negozio che vendeva magliette.

Me ne ricordo che ogni mattina ci passavo davanti, prima la targa nel punto in cui avevano ammazzato D’Antona, poi il forno che faceva la pizza bianca più buona di Roma, poi ancora il baretto dove avrei stappato lo spumante da quattro soldi il giorno della laurea che mia madre era tutta contenta e io invece davo sfogo al mio profetico fatalismo “Madre, c’è poco da essere allegri, oggi è l’inizio della fine”, e infine il negozio che vendeva magliette.

Ci passavo ogni mattina e in vetrina c’era questa maglietta. Nera con un numero rosso stampato sopra. Il numero era il 23. Era l’epoca in cui si portavano le magliette con i numeri sopra. Quindi un giorno entrai e la comprai. Che bello. Con quella maglietta ci feci un sacco di cose, ci andai a ballare, ci feci all’amore, ci feci l’esame di politica comparata, ci andai a correre, la usai come pigiama, ci traslocai una dieci cento volte. Finì in fondo all’armadio. Tutte le cose belle finiscono in fondo a qualcosa.

Qualche mese fa, c’è questa mia amica carissima, presente quando qualcuno vi dice la sorella-che-non-ebbi-mai?, ecco, lei, io la chiamai e le dissi “Guarda, questo salto carpiato transalpino a me stesso, che macello, ho un sacco di roba che non posso mica portarmi, la vuoi te?” e lei, la mia amica carissima che lavora in questo centro d’accoglienza, era tutta un fremito “Qua la gente non aspetta altro”. E così le portai, una sera poteva essere settembre, la tangenziale uscita Viale Castrense, il finestrino abbassato, le portai tutta una serie di cose in ottimo stato eh, tipo due giubbotti, alcuni maglioni, dei plaid, due paia di scarpe. In fondo c’era anche la maglietta con il numero 23.

Ieri. “Sai che è bello ma anche un po’ strano vedere gli ospiti del centro con i tuoi vestiti addosso? Per esempio la tua maglietta con il numero 23 rosso ce l’hai presente?, che proprio ieri passava sotto il mio naso indossata da un signore rumeno che sta facendo la radioterapia, Cosmin, si chiama Cosmin.”

cose di romaonce upon a timeprivato

TuttoFaMedia • febbraio 8


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Comments

  1. utente anonimo febbraio 8 - 10:51

    la maglietta non me la ricordo, invece mi ricordo RICH. e tu?
    ma quello sta facendo la radioterapia…che c'é da ridere?
    stiui

  2. paturniosa febbraio 8 - 11:00

    le magliette coi numeri…
    così fine anni '90.
    io mi ricordo che avevo comprato una maglia bianca senza maniche a collo alto bianca con il numero di paiettes rosse.
    mi piaceva un sacco e non avevo badato al numero.
    arrivo a casa, la guardo e capisco di aver commesso un'impudenza (il numero era 69)

  3. utente anonimo febbraio 8 - 11:16

  4. utente anonimo febbraio 8 - 11:32

    Tu hai fatto un esame di diritto con la maglietta numero 23? Bestia.

    (Materazzi alè alè)

    Playmobil

  5. TuttoFaMedia febbraio 8 - 14:08

    *Stiuiazzo: stai perdendo colpi da quando abbandonai capitolina! l'hai letta la frase fino agli altri sensi?
    p.s. ma quindi stai davvero vedendo LOST? tu mi commuovi

    * Pattie: sì, fa tanto transizione di millenni

    *Play: no non era diritto, era scienze dellA comunicazionE. e poi era uno scritto :)

  6. yetbutaname febbraio 8 - 14:38

    in quel forno fanno anche delle specie di panettoncini al formaggio?
    perché ne comprai uno degno della più convinta approvazione proprio da quelle parti
    23 porta buono, auguri a cosmin

  7. utente anonimo febbraio 8 - 15:11

    …fino alle lacrime, proprio. :)
    baciiiiii
    joujou

  8. utente anonimo febbraio 8 - 16:20

    laddove per 10 anni fa si intende 15, giusto :P

    palbi

  9. utente anonimo febbraio 8 - 18:55

    Ti leggo da qualche mese, mi sono imbattuto per caso sul tuo blog e ora leggo regolarmente le tue (dis)avventure in giro per il mondo.
    C'era qualcosa che mi attirava ma non sapevo cosa. Pensavo fosse il fatto che anche io sono stato fuorisede che viene dal profondo sud ora l'ho scoperto, anche tu facevi parte del fantastico mondo di Salria 113!!!
    Complimenti per tutto!
    PS. Che dire delle pizette rosse a 1.000 lire dal fornaio?

  10. Vlao febbraio 8 - 19:14

    Potresti scriverci un libro su quella maglietta…

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