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L'essai, l'assai

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César 2011: la Francia celebra il proprio cinema (e Roman Polanski)

 

Su Canal+ è appena andata in onda la cerimonia di consegna dei César du cinema.

 

Miglior regista: Roman Polanski per The Ghost writer
Miglior film: Des hommes et des dieux
Miglior attore: Eric Elmosnino per Gainsbourg, la vie heroique
Miglior attrice: Sara Forestier per Le nom des gens
Miglior sceneggiatura originale: Le nom des gens
Miglior sceneggiatura non originale: The Ghost writer

 

* Dunque il vero protagonista della serata è stato un certo Roman Polanski. Al momento della sua proclamazione come miglior regista l’intera platea si è alzata in piedi. Applausi, commozioni, cose così. Giusto per chiarire da che parte stanno. I francesi sono strani: si appassionano, parteggiano. Ma poi hanno quella faccia lì.

 

* In prima fila Quentin Tarantino, che ha ricevuto il César alla carriera dalle mani della sua Melanie Laurent. Il quale Tarantino nella vita abbiamo capito cosa fa: gira il mondo a prendere premi, presiedere giurie, cose così. L’urgenza dell’arte.

 

*In seconda fila, sorridente, Stefano Accorsi tiene altissima la bandiera italiana, accanto alla sua Laetitia Casta, sorridente pure lei.

* La grande ospite internazionale (ha premiato il miglior film) era Jodie Foster, che ha sfoggiato un impeccabile francese. Jodie Foster?

 

* Francois Cluzet, grande attore francese semi-sconosciuto in Italia, prima di nominare la migliore attrice ha fatto due discorsi. Nel primo ha ricordato con commozione Claude Chabrol (morto, molto triste). Nel secondo ha salutato il ministro della cultura, Frederic il cugino di Mitterand, ricordandogli le condizioni di lavoro degli intermittenti e dei precari dello spettacolo. Viva il compagno Cluzet!

* Anche Xavier Beauvois, regista del miglior film Des hommes et des dieux, ha fatto un discorso politico attaccando gente fascista a caso (con applausi).
*In platea c’era poi Lionel Jospin, ormai ritiratosi a vita privata, che vanta un cameo nel film rivelazione dell’anno, Le nom des gens. Le nom des gens racconta (anche) le vicende di una donna che usa il proprio corpo come arma di defascistizzazione di massa. L’attrice che la interpreta, Sara Forestier, ha vinto appunto il premio come miglior attrice. (Le nom des gens è un film che ti entra in testa e non se ne va più).
* Il quadro generale che esce dai César (e non solo) è quello di un cinema vivo, ricco, che affronta senza paure tutti i generi, compresi i thriller, gli horror e i film di animazione, per non parlare dei documentari, un cinema sostenuto fortemente da una cosa chiamata Stato, un sistema fatto di varie nuove uscite alla settimana, di migliaia di sale, di aiuti e sostegni, di proiezioni a tutte le ore del giorno e della sera, di film stranieri in lingua originale (ogni tanto anche doppiati), un quadro, cerimonia di premiazione compresa (sobria, asciutta), che insomma beh avete capito dove voglio andare a parare. 

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TuttoFaMedia • febbraio 26


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Comments

  1. utente anonimo febbraio 26 - 00:47

    non hai parato affatto. l'hai messa dentro.
    ci sei mancato. plurale. a me e a me.
    ps
    lo guardi in francese? sei già così avantì?

  2. utente anonimo febbraio 26 - 00:53

    "beh avete capito dove voglio andare a parare"

    eh. Lo dico di continuo ogni giorno e a chiunque. Aggiungerei anche a volte senza spendere budget immensi, magari solo per pagare il cast.

    Cluzet l'ho visto solo in Ne le dis à personne, bravo.
    Polanski lo nominerei per fare bella figura – davvero bella? -, ma col cavolo che mi (ri)vedo un suo film! – bomba gettata.

    Jodie Foster rimarrà sempre su quello sci d'acqua a imprecare contro la madre. Non me ne vogliano gli hannibalofili e i taxisti.

  3. TuttoFaMedia febbraio 26 - 01:06

    *(Moglie?): sì guardato in francese, ovviamente mi perdo delle cose, specialmente in caso di ironia. Infatti ho odiato il conduttore, che usava un sacco di sottotesti.

    *Marco: recentemente ho visto anche altri film di Cluzet oltre a Ne le dis, anche robe più leggere. Bravo sì.
    Ghost writer a mio parere non è tutto 'sto che. I primi film, toh.
    Jodie Foster: sì ma io voglio sapere da dove l'hanno scongelata!

  4. utente anonimo febbraio 26 - 01:30

    Io purtroppo Cluzet non sapevo fosse così prolifico – ho visto su wiki. Il fatto è che se un film francese non viene diffuso come gli altri, non potrò mai conoscerlo. E con me glitaliani.
    Neanche immaturi viene iperpubblicizzato in Francia -spero… ma farebbe la fine di Martellone nella tournee francese gh

    E' che ci affollano di locandine anche dei più infimi film internazionali, e poi di quelli fatti qui vicino manco l'ombra. Davvero non so se per paura del confronto o altro. Paranoia a mille dopo che vidi Ti amerò per sempre uscito con pubblicità ai minimi termini – manco il trailer mi sa – che trattava un argomento che qua ci sogniamo.

    Non ho capito quel toh! : >

  5. utente anonimo febbraio 26 - 01:34

    Naturalmente il discorso di prima non vale per le commedie. Sia mai che vengano meno le commedie da noi!

  6. utente anonimo febbraio 26 - 07:27

    pure in Polonia, per dire, stanno mesi meglio che qui. Polansky un attimo a sminuirlo: cul-de-sac, Rosemary's baby, Chinatown, il pianista. Che poi anche Tess, i pirati e la nona porta. Parliamone, ma non gettiamo via il bambinello.

    P.

    P.S. Ma Accorsi, esattamente, cha cazzo fa in Francia? 

  7. TuttoFaMedia febbraio 27 - 16:58

    P: fa l'attore. Un suo nuovo film, in cui interpreta un professore italiano che vive a Marsiglia, esce a fine mese. Poi ti dico.

  8. TuttoFaMedia febbraio 27 - 16:59

    *Marco: il toh voleva dire che i primi li salvo eccome. Cul de sac, per dire, lo amai molto. Ultimamente non lo capisco.

  9. ryuko marzo 28 - 22:27

    OT: magnifique. Non posso leggere cose di Sicilia e cose di Francia nello stesso blog senza andare in sollucchero. Per tacere dei telefilm.

  10. ryuko marzo 28 - 22:28

    Non volevo lasciare il commento in questo post, ma fa niente, tanto non ci azzecca con nessuno degli altri.

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