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L'essai, l'assai

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Vieni via con me, terza puntata: il comizio di Maroni e il flash di Corrado Guzzanti (Speriamo di non fare la fine dell’Italia)

 

Rifiuti, ecomafie, cultura, carceri, suicidi nelle carceri, Stefano Cucchi, la strage di Piazza della Loggia, operai, operai sulle Gru, il fare, il corpo delle donne, le donne, gli handicappati.

vieniGiunto alla terza puntata, Vieni via con me, come previsto, perde il carattere dell’eccezione ma illumina uno spettro tematico di notevole varietà. Certo, il “format” del programma non prevede approfondimento e giocoforza si viaggia sul filo dell’evocazione, dei sentimenti indicati e quasi mai detti.
Uno show, don’t tell spinto all’ennesima potenza, che ha il pregio di marcare una differenza radicale, se mai ce ne fosse bisogno, rispetto a qualsiasi altro programma di intrattenimento: Vieni via con me è un programma scritto, in cui l’improvvisazione non esiste, in cui l’imprevisto – un microfono che impazzisce, per esempio – è solo quello che è: un imprevisto certamente non voluto che nulla toglie e nulla aggiunge.

C’era attesa per il monologo sui rifiuti. Saviano, con una narrazione sempre più lenta, meditata ma emotiva al contempo, mette in fila una serie di informazioni impressionanti: i 15mila metri della montagna dei rifiuti, i 56 anni che ci vorrebbero per smaltirli, i doppi e tripli interessi di potere che legano politica, criminalità e imprenditoria in questo affare giocato sulla pelle dei cittadini.
Dopo la rivelazione di un abboccamento tra un esponente leghista e un esponente della ‘ndrangheta che ha intaccato il Mito del Nord Puro, stavolta Saviano è costretto a rivolgersi, indirettamente, alla pancia di un movimento, quello leghista, che da anni vive di slogan, di frasi fatte, di abbrutimenti. Saviano è costretto a ribadire che non è vero che sono problemi di Napoli e dei napoletani. Che se Napoli e la Campania sono in queste condizioni la responsabilità è anche, se non soprattutto, di quel Nord troppo spesso complice e colluso con le camorre e i sistemi criminali.
Infine, soprattutto, Saviano è costretto a ribadire che “non c’è alcuna predisposizione alla sporcizia”. Un’ovvietà, evidentemente non tale per i milioni di leghisti e di paraleghisti che da vent’anni si fanno abbindolare da un pugno di politici furbi, incapaci di dare risposte in quello stucchevolissimo giochino del “sono all’opposizione anche quando governo”. Non c’è alcuna predisposizione alla sporcizia, no. E all’idiozia?

“Il ministro Maroni ci ha chiesto di intervenire e noi abbiamo accettato, a patto che si attenesse alle regole del format”. La frase con cui Fazio introduce l’intervento di Maroni tradisce il disappunto per una decisione evidentemente subita. E questa frase, in un programma scritto come Vieni via con me, non può essere casuale.
Infatti, mentre le parole di Fazio continuano a galleggiare, imperterrite, va in onda un vero scempio, la definitiva violenza che la politica compie ai danni della televisione. Quello che non è stato concesso a Vendola, Fini e Bersani, il ministro Roberto Maroni se lo prende con la forza. La forza del potere, evidentemente.
Maroni può chiedere e ottenere di intervenire in un programma di intrattenimento, violandone l’autonomia editoriale. Maroni può arrivare, ospite evidentemente sopportato, e fare ciò che più gli aggrada: un comizio, nella fattispecie. Un comizio di rara sgradevolezza, pregno di autocompiacimento, assertivo ai limiti del tautologico, che non entra nel merito delle motivazioni che lo hanno portato lì, che non spiega. Maroni dice, e parla. Esattamente il contrario dello spirito di Vieni via con me.
Maroni non spiega, e nemmeno mostra. Maroni dice, e parla. E infatti Maroni è un corpo estraneo, il telespettatore lo sa, e lo sente. E, se mai ci fosse bisogno di una conferma per questa estraneità, ecco intervenire la scrittura di cui sopra. L’intervento di Maroni è letteralmente circondato da elenchi, parole nude e crude che ne denunciano il fallimento come ministro e come esponente di governo.
Maroni si imbroda, ma intanto le carceri continuano a scoppiare. Maroni si imbroda, ma intanto i carcerati e le guardie continuano a suicidarsi. Maroni si imbroda, ma intanto i vari Stefano Cucchi continuano a morire. Maroni si imbroda, e intanto le stragi continuano a rimanere impunite. Un accerchiamento implacabile, l’unica risposta possibile per un’invasione di campo che, nei fatti, è già diventato un precedente.

E poi c’è stato Corrado Guzzanti.

Ci aspettavamo un monologo, un intervento lungo, ma in effetti nessuno ci aveva detto che avrebbe fatto un monologo o un intervento lungo. Invece legge un elenco, nello spirito del “format”, ma anche nello spirito di se stesso. Una serie di batture che a noi dei social network ha subito fatto ricordare Spinoza. Una serie di battute, alcune travolgenti, altre meno, che confermano però il talento dei Guzzanti. Sì, perchè in mezzo ai vari Bossi e ai vari Bondi ridicolizzati per le loro mancanze, spicca anche la battuta sui terremotati dell’Aquila caricati e picchiati, evidenza che solo Sabina Guzzanti, in Draquila, ha saputo e potuto denunciare.

L’immediato e travolgente riscontro che l’intramuscolo guzzantiano ha avuto in rete (e non solo) conferma, una volta di più, quale grande ingiustizia venga da anni perpetrata ai danni di noi telespettatori: l’assenza dei veri fuoriclasse dalla televisione italiana. Ci manca Corrado Guzzanti, cui ci lega l’affetto per i suoi Lorenzo, per i suoi Quelo e per i suoi Tremonti. Ma ci mancano anche Sabina Guzzanti e Daniele Luttazzi. Ci manca quella stagione lì. Ma piantiamola subito, che se ci mettiamo a pensare alla Raidue di Carlo Freccero diventiamo i Paolo Limiti di noi stessi.
———–

P.s.
(E comunque, le battute più riuscite per me sono: Bossi che non si capisce quando parla, Fini prefascista, i bambini già defecati della Gelmini, Bondi e Lucio Fontana, il Papa e il condom: ci sono delle notti che fa veramente freddo, la camorra e la scorta di Saviano che impedisce il contraddittorio)
(Il Fatto Quotidiano sostiene che per fare posto al comizio di Maroni sia stato tagliato dalla scaletta un elenco che avrebbe dovuto leggere la mamma di Federico Aldrovandi: perchè?)

Vieni via con me, la prima puntata.
Vieni via con me, la seconda puntata.

televisionevieni via con me

TuttoFaMedia • novembre 23


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Comments

  1. MarcoParlato novembre 23 - 10:18

    Non ho ancora capito perché il comico handicappato ha elencato i successi del governo contro la mafia.

  2. utente anonimo novembre 23 - 10:23

    e poi l'assurdo, Saviano che ripete NORD E SUD per 10 volte per inculcare che la mafia è un sistema globale, e Maroni che viene a dire che il federalismo risolverebbe tutto.
    E poi 'sta pretesa che la lega, TUTTA, è onesta: a me che vivo in un paese dove prende il 60% fa ridere, ma che pretese sono?
    Se uno è leghista, è onesto, dice Maroni, non ci sono eccezioni – d'altronde chi meglio dei leghisti per negare l'evidenza.

  3. TuttoFaMedia novembre 23 - 10:28

    *Marco: manco io. chissà perchè.

  4. utente anonimo novembre 23 - 10:35

    voglio emigrare.

    Zion

  5. utente anonimo novembre 23 - 10:39

    Puntata un pò moscia nel complesso ma fino alle 23 che inizia "  la signora in giallorosso " …
    Maroni davvero se la poteva risparmiare..un vero abuso di potere, tra l'altro inutile, che non ha spostato di una virgola il fulcro dell'argomento…mafia e politica vanno a braccetto, la mafia è ovunque, se al nord al potere c'è la Lega cercherà referenti politici della Lega….se nelle stanza dei bottoni dove si decidono gli appalti c'era una congrega di suore carmelitane scalze era la stessa identita cosa…la cosa più divertente quasi in contemporanea dal buon  Piroso ( perchè non se chiude i bottoncini del colletto de  quella cavolo de camicia )  Nicola Gratteri spiegava come lui ( Marroon 5 ) non avesse alcun merito negli ultimi importanti arresti….non un euro in più….non un investigatore in più…non uno strumento legislativo / operativo in più…….sarebbe come se un partito politico và al Governo e scoppia la più grande crisi economica degli ultimi 30 anni ( 40…50….ma si crepi l'avarizia) o c'è un terremoto e quello successivo se becca la Milano da bere, un boom economico della Madonna…se spengono i vulcani…i Nepalesi ad Haiti invece de portà il colera portano saponette profumate e ……e…….
    Ma davvero le donne subiscono tutti sti abusi sui mezzi pubblici ????????
    Io non li prendo da un pò ma cò st'aria che tira me sà che oggi me vado a fà un giro sul  64 barrato…….la metro no perchè sono claustrofobico…………

  6. Grace83 novembre 23 - 10:40

    bravo Tfm, ho deciso di far leggere questo tuo post anche ai miei genitori :D
    mi sei piaciuto.
    Maroni è stato davvero inqualificabile, Fazio grandioso quando, alla fine del suo comizio, dice "però ora se lei fa qualcosa che non mi piace anche io devo poter venire al ministero" :)
    bella puntata, Guzzanti ce lo centellinano -o si centellina- (inoltre proprio pochi giorni fa pensavo con nostalgia al pippo chennedy show, avanzi e ottavo nano).
    ho adorato anche io la battuta sulla gelmini e quella su bondi e fontana :)

    p.s._http://ilmalpaese.wordpress.com/2010/11/22/la-mamma-di-aldrovandi-%E2%80%9Cecco-cosa-avrei-detto-a-vieni-via-con-me%E2%80%9D/

  7. Falloppio novembre 23 - 10:44

    A me gente come Borghezio e' sempre sembrata fatta della pasta degli uomini d'onore.

    sopratutto quando da fuoco agli immigrati, spiega ai fascisti francesi come tornare in auge mimando il territorialismo della lega e quando prende un ambulante 12enne per consegnarlo ai carabinieri facendogli male (fonte).

    Bravissimo il prete Bresciano diLamezia Terme.

  8. utente anonimo novembre 23 - 10:53

    Quest'obbligo di dover fare per forza la pace, un fastidio indicibile e indecente. Ma perchè? Ma perchè fazio tradisce sempre la necessità di dovere esasere buoni anche coi fetenti? Che strazio!
    GuzzantI troppo magistrale, troppo perfino per noi che lo adoriamo e mi viene in mente una frase di Ecce Bombo: "ce lo meritiamo Alberto Sordi".

    P.S. Come sempre riesci a centrare talmente troppo le cose che mi passa la voglia di scrivere sul mio blog.
    estia

  9. utente anonimo novembre 23 - 12:09

    I Paolo Limiti di noi stessi….genio!
    Approvo e sottoscrivo: Guzzanti numero uno!Io lo cito ancora in un sacco di battute. Sarò patetica??
    Ale

  10. utente anonimo novembre 23 - 12:44

    "…E poi c'è stato Corrado Guzzanti…"

    Non ho altro da aggiungere vostro onore.
    stizzofrenica

  11. utente anonimo novembre 23 - 13:35

    Quando parlava Maroni ho istintivamente abbassato il volume al minimo.

    Potevo sentire, ma come da una grande distanza.

    Faticavo a sopportare, ma mi sono sforzato di ascoltare.

    Per sapere.

    Paolo

  12. viadellaviola novembre 23 - 14:54

    che poi gli applausi a maroni erano mosci mosci.
    chisà se davvero ha creduto di essersi rifatto…si è solo inguaiato.

    a me questa cosa degli elenchi mi piace molto.
    perchè in italia non si fa altro che chiacchierare sulle cose. e ognuno dice la sua, e ognuno infiocchetta i dati come gli pare. e uno si perde.
    io questa cosa che è stata detta sulle carceri, con tutti i dati così, che ci sono stati sputato addosso, non la sapevo.
    se ci avessero fatto una trasmissione intera sopra non ci avrei capito niente. non avrei colto la gravità. avrei solo sentito chiacchiere e battibecchi.

    poi bello quello che ha detto renzo piano. andare via per poi tornare più ricchi.
    ciao amico.

    che qualcuno ti dia una trasmissione, un paginone di un giornale, qualcosa. sei sempre più bravo.

  13. utente anonimo novembre 23 - 15:01

    A parte Maroni ……Puntata splendida con momenti altissimi di coinvolgimento emotivo…e più volte mi sono commossa… 
    Il monologo sui rifiuti e la citazione edoardiana "Cose 'e niente" mi ha rigato l'anima…
    Saviano questo ragazzo coraggioso dallo sguardo triste mi fà una grande tenerezza e mi é tanto tanto caro!!!
    Anche tu TFM mi sei caro e ti considero come un giovane amico che é entrato a far parte della mia quotidianità ora divertendomi ora facendomi riflettere ora facendomi fare ricerche su cose che non conoscevo….e di solito ne vale sempre la pena!!! Grazie……
    Maria Luisa

  14. utente anonimo novembre 23 - 15:09

    sentendo due amici parlare di questa trasmissione e leggendo i tuoi articoli, caro tfm, mi sono incuriosito, e ieri sera ho dedicato a fazio e compagnia una ventina di minuti, rubati alla mia serata tutta impegno e cultura fatta di sunderland-everton e nadal-roddick…

    oggi io, spettatore poco attento e sensibile a temi che siano un tantino più elevati di fabio caressa o mario camicia, vorrei umilmente esporre la personale cronoca di ciò che ho visto.

    la trasmissione inizia con fazio, e la sua lista, a volte simpatica, a volte demagogica, a volte banale, esattamente come lui: tutto nella norma.

    prosegue con fazio-zingaretti, alle prese con fruttero: un sorriso qua e uno là per qualche frase di ammirevole acume, disinteresse pneumatico per il resto.

    poi zingaretti canta, e lì ho cambiato canale per qualche secondo, chè ad un montalbano canterino preferisco gli spot delle tic tac…

    poi finalmente, tra squilli di trombe e rullo di tamburi… SAVIANO (colui che tutto puote, persinanco privarmi di venti minuti della mia religione, il calcio)…

    monte bianco, k2, everest; bello, sembra nat geo wild, chi ha cambiato canale? no, ecco, anzi eco, ecomafie…

    15 km di pattuma in altezza su 3 ettari di area.. noi terroni qua… voi del nord là…

    ho resistito altri 5 minuti, distraendomi più volte a seguire la grafica elementare del maxischermo alle spalle di saviano, poi ho cambiato canale…

    detto che il monte bianco è alto più dei suoi 4810m, visto che la ecomafia del nord-centro-sud ha usato il suo cucuzzolo per scaricarci sopra parte della pattuma proveniente da bagnoli, mi chiedo: chi guarda trasmissioni come queste?

    lo so, io sono uno spettatore televisivo di facili costumi: posso anche dedicarmi alla prima trasmissione che passa in tv, sbattermela per una sera, magari cercarla la settimana dopo, e poi passare ad un'altra senza alcun senso di colpa, senza chiedermi se meritasse un minimo di rispetto o approfondimento in più…

    ma facendo anche la tara di ciò, mi resta che vieni via con me è di una pallosità unica, che gli argomenti trattativicivisi li posso trovare sviscerati con maggiore profondità, anche se non necessariamente meglio, in decine di altre trasmissioni, che il format non solo non è originale ma nemmeno interessante, che la gente guarda la trasmissione solo perchè teme o spera che ad un certo punto entrino in studio due sconosciuti in moto, col volto coperto da un casco, e sparino una mitragliata a saviano… che detto tra noi brilla più per la sua somiglianza con azouz marzouk che per le cose che dice…. onore a saviano per il suo coraggio, onore alla tv che vuole diventare strumento di denuncia e di costruzione… ma la tv la dovrebbe fare chi la sa fare, e chi non la sa fare, fare da ospite, e basta…

    PS mi sono perso maroni (per fortuna aggiungo) e poco mi interessa cos'abbia avuto da dire…

    la sua presenza è stata palesemente un abuso, uno dei tanti di cui la tv si macchia quando diventa veicolo di politica…

    invocando un bersani che legga la lista della spesa da emilio fede, chè di par condicio non ce n'è mai a sufficienza, mi auguro comunque che su tuttofamedia si parli un po' meno di politica e un po' di più di media (ma questa è solo una mia opinione)..

    rascal

    rascal 

  15. utente anonimo novembre 23 - 15:37

    A questo punto bisogna aver capito che nel 2010 in Italia la politica E' media, rascal. Una delle mille prove che puoi averne è il pestare di piedi di Maroni per essere "ospite" da Fazio ieri sera.
    Poi se ti piace o non ti piace il programma, è un altro discorso.
    G.

  16. utente anonimo novembre 23 - 16:50

    Grande MarcoParlato, commento #1 :)
    A me di Guzzanti non è piaciuta la delivery: battuta, applauso, battuta, applauso, battuta, applauso, battuta, applausoBASTHAIROTTOLEPALLE!!
    Quella sui condom mi ha ucciso.
    Clem

  17. utente anonimo novembre 23 - 17:12

    Continuo a guardare il programma con piacere, ma a fine puntata mi sento nell'epicentro della desolazione, e l'ipocondria: chi mi dice se ciò che mangio non è contaminato, chi mi dice che non mi ammalerò, con l'inquinamento di Acerra o anche solo circumnavigando a piedi (anche io) i marciapiedi a Napoli: i sacchetti occupano davvero metà strada in alcuni casi.
    Vado via, ma ora che non posso ed è la cosa peggiore.

    Ilaria

  18. utente anonimo novembre 23 - 23:28

    io qui mi sento rappresentata, come mi sono sentita oltraggiata durante l'intervento di maroni, come mi sento oltraggiata quando fanno cantare uno stonato in una trasmissione di "aspirantecasocanorodell'anno" 
    tu sei il mio "partito" hai il mio voto.

  19. utente anonimo novembre 24 - 09:45

    Non me ne voglia TFM, ma devo dire che condivido gran parte delle considerazioni di Rascal. Saviano, dopo una breve ripresa settimana scorsa, è tornato abbastanza soporifero. Il problema è che la  narrazione, specie  se televisiva, è cosa ardua. Saviano è salvato dal carisma del simbolo che ormai rappresenta, ma quello sguardo al cielo, le pause fuori posto, la mancanza di costruzione ritmica, ne fanno soggetto troppo poco incisivo, rispetto all'incisività del materiale narrativo. Zingaretti legge Camilleri, tra l'altro non al suo meglio, Camilleri, visto che piazza uova di dinosauro e uomini in una metafora poco efficace in generale. Sorvolo su Salvatores e sul comico ? portatore di handicap, che mi ha ricordato un certo Stefano di x-factor. Restano, come già dicevo, i dieci milioni. Che poi sono l'unica cosa che fa scattare la violenza leghista, con quel comizio ributtante di Maroni. E i dieci milioni me li spiego con la voglia degli italiani di credere che qualcosa possa cambiare, non importa se in una trasmissione noiosa e nazional popolare, ma comunque il desiderio di vedere irrompere anche in televisione la speranza. Non a caso gli applausi più fragorosi e liberatori li ha avuti Guzzanti, che ha letto battute che noi leggiamo ogni giorno su Spinoza, e proprio per questo, non abbiamo mai sentito in televisione. Ed è quindi qui, se vogliamo, il punto. Il contenuto diventa più importante del veicolo, perchè non è vero che, come sostiene Rasscal, queste sono cose che sanno tutti. Queste sono cose che pochi informati percepiscono, ma che se vengono dette da un simbolo, per quanto male, assurgono a verità anche per la massa. E questo è molto pericoloso. Troppo. Per questo ben venga vieni via con me, anche se è triste essere ridotti così   

  20. utente anonimo novembre 24 - 12:14

    grazie #19, temevo di essere l'unico in quest'italia di tafazzi ad essermi reso conto che in "vieni via con me" i Maroni presi a martellate erano quelli sbagliati..

    apprezzo quanto dici, anche se non condivido le tue conclusioni…

    non ritengo affatto che certi temi siano già noti a tutti e che trattarli sia solo un esercizio pro-orchite…

    il mio ragionamento verte sul mezzo, cioè la tv, e il suo contenuto, l'informazione, che anche in questo caso sembrano essere deflorate in nome di quelle due escort chiamate "arte" e "libertà di parola"..

    il telespettatore-pecora italiano si imbatte già di suo, con deprimente facilità, in pericolosi vespai o santorai, uscendone sempre più avvelenato, intossicato e rincoglionito di quanto non fosse già…

    il telespettatore-volpe scampa alle tossine, ma muore di fame, e tra non molto si estinguerà…

    da questo punto di vista, i propositi fazio-saviani di informazione appaiono ammirevoli, ambendo alla purificazione della tv sia come veicolo che come contenuti..

    peccato che questa dialisi televisiva preveda la contemporanea somministrazione dell'anestesia totale, più o meno l'effetto indotto dai monologhi di saviano…

    dieci milioni di spettatori sono un'enormità, soprattutto comparati ai 5 milioni di guardoni che soddisfano il loro onanismo (mentale, spero…) seguendo il grande fratello (sono tanti, troppi!!!).. tutto questo seguito mi fa sospettare che anche nel pubblico di vieni via con me sia imboscato qualche guardone, infiltrato tra le maglie della gente sana come la mafia nelle maglie dello stato…e allora mi chiedo se lo spettacolo offerto debba il suo successo alla qualità (unico strumento che dovrebbe animare il programma) oppure al solito, consolidato, deprimente voyerismo del telespettatore italico, interessato a scovare tra le rughe di saviano il terrore per la sua condanna, più che ad ascoltare ciò che dice…

    quindi: gli italiani non vogliono cambiare.. anzi, dopodomani non si ricorderanno più ciò che ha detto saviano, ma solo il suo sguardo al cielo, le pause fuori posto, la mancanza di costruzione ritmica…

    in un paese in cui l'italiano viene attratto dalle sirene berlusconiane, o prende per il culo il ciclope miope di sinistra, o cerca di non trasformarsi in un maiale per colpa di lega circe, saviano è solo l'ennesimo naufrago che tenta di non passare alla storia come un Nessuno qualsiasi: ha fatto una grande cosa con Gomorra, non serviva mostrare ulteriore coraggio prestando la sua faccia a un mantenuto della tv con ambizioni pontificali come fazio….

    rascal

  21. utente anonimo novembre 24 - 13:07

    Ciao Rascal,

    non, non sei l'unico, a contestare la qualità in generale del programma. Anche TFM ha espresso alcune critiche all'inizio in tal senso, sperando in un miglioramento nel corso delle puntate. Vedi, io non dico che certe cose non si sentano, nei vari salotti televisivi, e giungano allo spettatore. Ma ciò avviene durante scontri tra parti avverse, per cui l'ipotesi è pur sempre soggetta a sospetto di convenienza politica, e comunque mascherata, confusa, ovattata e spezzata dalla formula. A vieni via con me è diverso. C'è una chiara figura cristologica, Saviano, che veicola un contenuto che rischia di assurgere a Verità. Ed è questo pericolo che ha scatenato l'ira di Maroni, e la necessità di un intervento. E' questo, purtroppo, che ne fa una trasmissione necessaria nonostante la bruttura. Finchè questi continuano a negare l'evidenza, e a legittimare continuamente per biechi fini elettorali la guerra civile nord-sud, rischio al quale tra l'altro si presta anche Saviano, quando non si rende conto delle strumentalizzazioni possibili, allora purtroppo vieni via con me serve. Poi, Fazio può fare quello che fa, e rischia grosso, solo perché si sa quello che ci si può aspettareda lui, il massimo della reazione, che equivale a una pistolata in faccia, è il lieve precisar a Maroni. Purtroppo chi fa di peggio viene eliminato, e questo ci tocca.   L'aspetto un po' liturgico, quindi soporifero della trasmissione, è stato anche colto oggi da Grasso, il che non depone a mio favore, ma certo dovrebbe far pensare, se se ne accorge pure lui…  

    P.

    Mi scuso, per la mancata firma del post precedente

  22. utente anonimo novembre 24 - 14:52

    P.

    compreso meglio il tuo pensiero, non trovo obiezioni da farti..

    sarà perchè sono un disilluso terminale, sarà perchè il disincanto è un'anestesia peggiore di un monologo di saviano, non riesco ad affezionarmi a questi personaggi, pur meritevoli dell'attenzione di tutti, senza una scintilla che inneschi il mio interesse…

    molti italiani sono toccati dall'argomento mafia in modo diretto e profondo, e con loro non serve alcuna esca..

    tanti altri italiani (come me) sentono la mafia come un problema di altri, e se ne interessano più o meno come al leopardo del serengeti in un documentario di piero angela.. sì, ciò che ho scritto non è per nulla edificante, ma l'egoismo è norma, è consuetudine, è media… e tuttofamedia, matematicamente parlando… per fortuna esistono i tronisti e maria de filippi a ricordarmi che ci sono persone peggiori…

    cos'è che può attirare l'attenzione degli indifferenti come me, senza scadere nel voyerismo?

    una tv che misura le parole del presente anzichè gli ascolti del giorno dopo, che insegue l'interesse e non la morbosità della gente, che celebra la verità e non un cristo che la racconta: ecco, forse questo attirerebbe l'attenzione degli indifferenti, convincendoli che ciò che viene trasmesso non è l'ennesima speculazione sulla pelle e le sofferenze della gente, ma un tentativo di autoredenzione e rinascita della tv… a vieni via con me non ho visto nulla di tutto questo: è solo un ibrido di fazio-sità dall'ipocrita aureola, di qualche sottospecie di arte o di spettacolo del comico o attore di turno, e di un saviano usato come attrazione principale del barnum…

    volendomi adeguare al linguaggio da speaker-stazione-treni di lady tatangelo, potrei dire che saviano "non mi è arrivato", e che luca-fazio-tommassini mi ha cannato sia coreografia che scenografia….

    facciamoci il segno croce, e non mi riferisco a x-factor…

    rascal

    ps. caro p. siamo rimasti solo io e te in questo thread… monologo o lupara?……………..

  23. TuttoFaMedia novembre 24 - 16:25

    *Rascal: no no io ci sono.

    Ho letto i vostri interventi con interesse. Saviano genera discorso, come dice Grasso. E siamo tutti contenti.

    Specifico solo che i miei post su Vieni via con me (e anche altri, seppur in modo sfumato o più nascosto) prescindono da considerazioni di gusto personale.
    Cerco di attenermi al testo. Il gusto, quando c'è, cerco di usarlo come sapore, come colore, per non far morire di TEDIO i lettori :)

    Quindi un po' sono sorpreso che qualcuno abbia visto in questi post un'adesione o un apprezzamento tout court al programma. Le obiezioni da fare sarebbero moltissime, ma come scrivevo in una conversazione privata, rischiano di offuscare i meriti di un programma che sta significando (adesso, in questo preciso momento) qualcosa.

  24. utente anonimo novembre 24 - 17:01

    notizia lampo!
    Dal 26 novembre con espresso e la repubblica il dvd di Guzzanti Recital.
    Scusate la pubblicità gratuita ma non potevo non dirvelo.

    stizzofrenica gioiosa.

  25. utente anonimo novembre 24 - 17:23

    TFM

    per quanto mi riguarda, non mi riferivo a te in particolare, ma in generale a quei 10 milioni che hanno sacrificato ore di vita a questa trasmissione…

    immagino sia stato un pubblico piuttosto vario: pubblico di sudisti e di nordisti, di cerebrali e di cerebrolesi, di interessati e di semplicemente curiosi, di apprezzanti e di detrattori, di maroni e di evirati… ognuno avrà avuto le sue ragioni, anche buone, non tutti sono delle capre….

    i miei stupore e sospetto di sovrastima del programma non derivano dalla varietà, bensì dalla quantità di pubblico che esso ha smosso…

    in fin dei conti la mafia è uno dei diecimila problemi del nostro paese, e dei diecimila e uno del mondo, fazio è un ex imitatore che da anni imita televisione, gli ospiti sono gli stessi che vanno a c'è posta per te o da santoro a seconda della fede politica…

    che c'è di nuovo, di diverso? saviano. che fa saviano di nuovo? nulla. e di diverso? l'ha fatto prima, forse, non certo a rai 3…

    i conti non tornano; un programma che "significa qualcosa" sa molto di mara maionchi con i sensi di colpa verso stefano filipponi…

    non credo ad un'italia che si preoccupa della mafia, che guarda vieni via con me con patriotico desiderio di giustizia… credo all'italiano annoiato, pigro e passivo, che si preoccupa di mafia solo quando qualcuno ne fa spettacolo, per la serie "siccome è natale e i supermercati sono pieni di panettoni, dobbiamo essere tutti più buoni"….

    bene, chiudo qui, non credo avrò ulteriori commenti riguardo vieni via con me :-)

    rascal
    rascal 

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