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L'essai, l'assai

18

Andrea De Carlo: Lei e lui

 

lei-e-lui
Lei e Lui – Andrea De Carlo, Bompiani, 568 pagine.
Pochi scrittori come De Carlo hanno il senso del romanzo puro, della narrazione senza tripli o quadrupli fini. De Carlo è un narratore di quelli che non se ne fanno più. E le sue storie degli e negli anni ’80 e ’90 stanno lì, lo dimostrano. Nel decennio successivo ha mantenuto temi e topoi senza riuscire a rinnovarsi. Ma in realtà non ci ha mai nemmeno provato.
La sensazione è di leggere un po’ sempre la stessa storia, in altri modi, con altri nomi. Eppure, perché smettere?

Andrea De Carlolibrionce upon a time

TuttoFaMedia • novembre 18


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Comments

  1. utente anonimo novembre 18 - 11:46

    Di noi tre, mi hai fatto venire un po' di nostalgia…mi sa che me lo rileggo.

    Playmobil

  2. utente anonimo novembre 18 - 12:05

    io non l'h mai letto de carlo, e continuo a non averne voglia, come dici tu: pare che scriva sempre la stessa storia.
    forse era il caso di leggerlo anni fa.
    mi confermi che quindi si legge per tradizione?
    viadellaviola

  3. paturniosa novembre 18 - 12:14

    amica Viola, Due e Di Noi Tre secondo me sono quei libri che fanno tradizione.
    Due soprattutto.
    Io rivaluterei Mario come figura di uomo positivo.

  4. utente anonimo novembre 18 - 12:33

    Due di due! Bice!! No due da solo!!

    Essepì.

  5. Virginiamanda novembre 18 - 12:34

    Misia è un personaggio che è un po' un miracolo, difficile trovarne un'altra.
    Io proprio perchè lo leggerei spinta dal solo affetto, evito.
    E mi rileggo Di noi tre.
    ;)

  6. utente anonimo novembre 18 - 12:39

    Il libri di De Carlo contribuiscono al riscaldamento globale e alla deforestazione dell'Amazzonia, e questo è il solo merito che mi viene in mente.

  7. yetbutaname novembre 18 - 12:55

    non ho motivo di dubitare del giudizi positiv ma ne lessi uno tempo fa e mi lasciò pochi pensieri
    ciao

  8. MarcoParlato novembre 18 - 14:10

    lei e lui, io e te, xy … not every conspiracy is a theory

  9. utente anonimo novembre 18 - 14:38

    Che si sappia, io a Belguglielmo ci voglio proprio bene!

    Playmobil

  10. utente anonimo novembre 18 - 14:58

    Due di due il Mio Libro, quello che leggi a sedici anni e ti cambia la vita. Tecniche di seduzione lo segue a ruota. Di noi tre pure mi piace, poi dopo Giro di vento l'ho abbandonato, perché anche basta col milanese che ritrova se stesso in umbria. O no?
    Guido Laremi forever, comunque.
    LB che voleva sposare andrea de carlo

  11. utente anonimo novembre 18 - 15:41

    Per fortuna a me non è piaciuto il primo e non mi sono incastrata nell'aspettativa di innovazione.
    estia

  12. NoodlesD novembre 18 - 16:58

    Guido e Misia sono stati gli ultimi due suoi personaggi accettabili. Dopo aver letto Pura vita ho mollato tutto. De Carlo che si autoimita non si può subire.

  13. NoodlesD novembre 18 - 16:58

    edit: Pura vita e Nel momento.

  14. utente anonimo novembre 18 - 19:30

    penso di essere stata innnamorata di Guido e non in senso biblico, per la serie pianti fluenti all'ultima pagina.
    De Carlo mi ha fregata così, facendomi cercare Guido in ogni uomo, ma concordo con il giudizio generale

    A

  15. TuttoFaMedia novembre 18 - 21:22

    *Violezza: confermo. Tradizione. De Carlo si legge tra i 17 e i 19 anni. Altrimenti non bisogna cominciare mai.

    *Pattie: ah che bello avere una sponda. Mario sì. E Martina.

    *VIrgh: ;)

    *Belg: mi associo a Playmobil

    *Marco: esattamente il tema di un post che sto preparando su questa nuova infornata di libri-strenne natalizie.

    *Noodles: ecco, e allora tu come te lo spieghi che non abbia saputo rinnovarsi? Cioè, bravo è bravo. Pigrizia?

  16. utente anonimo dicembre 20 - 18:41

    Ho finito di leggere Lei e lui (o lui e lei). Sono arrivata alla fine e questo vuol dire che, nonostante tutto, la narrazione andava. Ma poi ci ho riflettutto e no, devo dire che non solo non mi è piaciuto ma mi ha lasciato una sensazione amara. Quanti stereotipi, fino ad essere fastidiosi, fino a farmi quasi andare di traverso la Clare Moletto e Daniel Deserti. Quanto sarebbe stato più interessante se De Carlo si fosse dedicato ai personaggi di Miriam Lovati, o dell'avvocato Panbianco, sono loro i veri personaggi nei quali mi identifico, quelli normali, quelli traditi, quelli che provano a vivere senza avere la possibilità di scappare in Liguria o a Vancouver, che non sanno ballare, nè suonare la chitarra…quelli che nella vita ci stanno dentro. Perché non possono scappare…perché sono i veri adulti.

  17. utente anonimo dicembre 20 - 18:43

    ah scusate…non lascio mai messaggi anonimi, mi chiamo Valentina

  18. utente anonimo febbraio 5 - 15:22

    hO TERMINATO DI LEGGERE LEIELUI E MI E' PIACIUTO MOLTISSIMO, COME DEL RESTO TANTI DEI LIBRI DI DE CARLO!!!!!     VALERIA

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