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L'essai, l'assai

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Perché nessuno si occupa di Articolo 3, il *nuovo* programma di Maria Luisa Busi?

 

Avete presente quella brava giornalista che conduceva il tg1 e poi è stata costretta a lasciare perchè *si vergognava* a dover dare notizie tipo “i pinguini sì che hanno il sacro valore della famiglia” e “la drammatica decrescita demografica dei merli”?

Avete presente quel programma condotto prima da Antonio Lubrano, poi da Luigi Necco, Piero Marrazzo e Andrea Vianello?

articolo3Bene, da qualche settimana Maria Luisa Busi conduce Articolo 3, una sorta di versione reloaded proprio di Mi Manda Raitre. Il sottotitolo è “Dalla vostra parte”, cioè dalla parte dei consumatori. Storie di vessazioni, di malcostumi, di cose che non funzionano. Il programma fa un milione scarso e il 4% e nessuno ne parla. Il suo competitor su Rete 4, Quarto Grado, che da settimane martella sul caso Scazzi, trionfa con i suoi tre milioni abbondanti di media.

Note:

* Busi è ancora un po’ legata in un mestiere evidentemente non suo. Malgrado il carisma, non riesce a essere cattiva quel che basta per sovrastare gli ospiti che urlano e polemizzano all’infinito.
Per esempio, ieri la prima parte del programma era dedicata alla scuola e alle *drammatiche* condizioni di vita di genitori, alunni, professori. Sono state raccontate storie di bambini disabili cui è stato drasticamente ridotto il numero delle ore di studio con insegnanti di sostegno. Storie di classi diverse accorpate perché non ci sono insegnanti (ovvero: soldi). Tra gli ospiti un rappresentante della maggioranza e del governo, Valentina Aprea, che ha mantenuto per tutto il tempo un volume di voce e un tono polemico sconosciuti in natura, con Busi che provava in tutti i modi a arginarla con educazione e a riportare la naturale alternanza dei ruoli. Inutile. Aprea sempre e comunque. Tra le perle di Aprea: se i bambini con gravi disabilità non hanno l’insegnante di sostegno la colpa è a) Del governo Prodi b) delle Asl che in passato hanno concesso disabilità a chiunque c) “Stiamo parlando di casi isolati e comunque gravi”. Soluzioni? Zero. Chiacchiere: milioni. E intanto quel bambino microcefalico continua a vedersi negati i propri diritti elementari.

* Lo studio è concepito alla francese. Un’enorme scrivania attorno alla quale sono seduti gli ospiti. Busi sta in piedi, a molta distanza dagli interlocutori. L’impianto scenico è funestato da una illuminazione funebre, tutta giocata su un gioco (non riuscito) di luci (poche) e ombre (molte). Ma questa messa in scena cupa luttuosa è una caratteristica comune a quasi tutti i programmi Rai, anche quelli del pomeriggio. Misteri della fede (e del canone).

* Il tono generale è quello di Mi Manda Raitre: un racconto cheap, in cui il lamento prevale nettamente sull‘inchiesta. I servizi esterni accompagnati da musiche strappalacrime non aiutano a sganciarsi da una sensazione di amatorialità spinta.

* Idea buona, ma declinata male. Scarsa valorizzazione di una professionalità che forse si meriterebbe di più. Busi, ti siamo vicini.

politicarecensionitelevisione

TuttoFaMedia • ottobre 30


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Comments

  1. utente anonimo ottobre 30 - 12:09

    Sono disgustata  di ciò che Valentina Aprea ha detto ier sera …"avete procurato  sporadici…"BISOGNAVA cacciarla fuori….!!!Con stessa sua"delicatezza"!!!

  2. yetbutaname ottobre 30 - 13:40

    che sia perché nessuno lo guarda?
    ciao

  3. TuttoFaMedia ottobre 30 - 13:56

    *Yet: ahah, sai come si chiama questo? Assist a porta vuota (io a te) e gol (tu hai fatto gol) :)

  4. utente anonimo ottobre 30 - 15:11

    Alla Busi concedo il merito di avere restituito una qualche autorevolezza alla trasmissione: la conduzione di Vianello era talmente irritante che a me veniva puntualmente da solidarizzare con il truffatore/carnefice di turno. Pensa che la Aprea è un pezzo grosso del Ministero dell'Istruzione (ops, stavo per aggiungere 'pubblica'), nonchè amica intima di Mariastella. Tanto per capire, se mai ce ne fosse ancora bisogno, in che mani siamo.
    Beatrice

  5. utente anonimo ottobre 30 - 17:18

    Un applauso alla bravura di Maria Luisa Busi ha saputo esporre al meglio i problemi che stanno distruggendo la scuola pubblica e la vita di tanti lavoratori che si sono visti violentati nella propria dignità, io sono una di quelli, dovrebbero vergognarsi questi ministri, soprattutto quando, con lo stipendio che serviva per dare da mangiare ai miei figli vanno a comprarsi le borsette o le scarpe in via dei Condotti a Roma.

  6. utente anonimo ottobre 30 - 19:32

    E nessuno parla anche di un programma di raitre…Agorà,è in onda tutte le matttine ed è condotto da Andrea Vianello.
    E' ben fatto ed è una valida alternativa al vuoto di Mattino 5 e Unomattina!
    Non se lo fila nessuno!!!

    Andrea

  7. utente anonimo ottobre 31 - 08:11

    Vorrei capire perchè è stata data la possibilità alla maestra Aprea di condurre la trasmissione "articolotre" trasformandosi, sin dall'inizio, da ospite che avrebbe dovuto rispondere alle numerose domande di genitori e di precari a conduttrice inquisitrice, puntando il dito e accusando tutto e tutti, compresa la stimatissima Dott.ssa Maria Luisa Busi al punto che quando si è sentita "disturbata" dagli interventi che cercavano di interrompere il suo farneticante "monologo-sproloquio "  ha minacciato di interrompere la trasmissione.
     

  8. TuttoFaMedia ottobre 31 - 10:40

    Commento della Prof:

    La Aprea girava dalle nostre parti per propagandare la futura riforma Moratti (tanto per dire da quanto tempo lavora dietro le quinte), e una sera ha spiegato con tanto di grafici che non c'era nessun problema di integrazione degli stranieri in classi da trenta alunni, perchè gli alunni stranieri entravano nelle nostre classi parlando inglese, così che tutti i nostri alunni italiani finalmente avrebbero imparato bene l'inglese.
    Morte.
    Poi, a costo di dare opportune indicazioni sulla mia nascostissima identità (ma tanto non credo che Alcuna Delle Mie Colleghe passi di qui a leggere), spiegherovvi anche che, prima di diventare sottosegretario all'istruzione (non Pubblica), la Aprea era conosciutissima al Ministero e al mio Preside perché lavorava lì per fare le fotocopie.
    Fotocopie, ok?

  9. TuttoFaMedia ottobre 31 - 10:42

    *A tutte: era la prima volta che vedevo tal Aprea in vita mia, mi son venuti i brividi per l'emozione.

    *Andrea: infatti, sono d'accordo con te. Omnibus e Agorà spaccano.

    *8: è il loro metodo, lo conosciamo

  10. utente anonimo ottobre 31 - 18:03

    Ma perchè eliminare "MI MANDA RAI TRE"???, che bisogno c'era di questo sconvolgimento, sono dispiaciuta e arrabbiata e poi Andrea Vianello era bravissimo nel condurre il programma!!, chissà cosa c'è dietro a questa manipolazione nella rete 3.

  11. TuttoFaMedia ottobre 31 - 18:12

    *manipolazione. certo.

  12. utente anonimo novembre 1 - 17:17

    Mi è piaciuta la trasmissione. Manca, secondo me, la conoscenza reale della scuola, si parla spesso solo di soldi e poco della riforma!
    Un paio di esempio: 1) gli studenti italiani, statisticamente, non son preparati in matematica e in inglese, La logica vorrebbe che si aumentassero le ore di queste materie, ovviamente con docenti esperti, laureati e non da personale preparato con corsi di qualche centinaio di ore.
    2) Se ho il figlio iscritto in un istituto professionale o tecnico mi aspetto che oltre alle materie base, frequenti dei laboratori di meccanica, elettronica o elettrotecnica.
    Rispetto al denaro speso, mi piacerebbe che ci fosse un servizio che faccia chiarezza sull'acquisto delle LIM (lavagne interattive). Sono favolose, ma molto care e per pochi, inoltre il personale per l'utilizzo deve essere formato. In questo periodo di difficoltà ne vale la pena?

  13. utente anonimo novembre 2 - 20:50

    Desolatissima nel vedere che si parli di scuola solo in termini di numeri, di denaro e non in termini di formazione, competenza ,responsabilità e aggiornamento che caratterizzano la maggioranza dei docenti.
    Mi sono anche stufata nel concepire la scuola come un ammortizzatore sociale….occore una politica sana che restituisca alla scuola il suo valore e riconoscimento economico

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