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L'essai, l'assai

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I had a dream last night, I dreamt that I was swimming, and the stars up above, directionless and drifting

 

e ho dormito in queste due case, nel quinto e nell’undicesimo, una con la moquette una con il parquet tremolante, due case, la metro a tremare i muri, due case, e se tutto va bene tra pochi giorni sarà la terza

e ho soccorso una signora col passeggino che era rimasto incastrato nel gap between the train and the platform con l’allarme della metro di parigi quando le porte stanno per chiudersi e lei, la madre, un attimo prima sorrideva un attimo dopo il terrore puro con il bambino incastrato ma poi in due l’abbiamo sganciato, il passeggino e il bambino che giocava con l’aria, e le porte si son chiuse io dentro lei fuori e dal vetro in movimento e mezzo opaco lei mi ha detto grazie in francese io le ho detto prego in italiano

e ho mangiato al cinese al giapponese un tramezzino una pizza surgelata di nuovo al cinese il caprino che questa settimana è alla numero uno e la baguette ma quella tradition anzi tradì

e ho soccorso un’altra signora ben più anziana che io ero in fila alle casse del monoprix vicino sènpòl e la signora stava entrando ed è caduta di una caduta rovinosa ed è rimasta aggrappata all’inferriata in una posa innaturale, la pietà, ho pensato la pietà, mentre con le mie ciabatte che dovevo ancora pagare mi sono fiondato verso di lei e l’allarme ha suonato che ancora non avevo pagato e la signora era mezzo dentro mezzo fuori dal negozio mi sono inginocchiato le ho chiesto savà? lei ha detto una volta Sono caduta oddio sono caduta e una seconda volta Sono caduta oddio sono caduta ho provato a sollevarla era pesantissima nessuno mi aiutava continuavano a farsi gli affaracci loro poi una signora si è avvicinata e un’altra ancora in tre abbiamo sollevato piano piano ognuno una parte del corpo coordinandoci senza dircelo mi è venuta in mente mia nonna l’abbiamo rimessa in piedi io sono tornato alle casse la signora è uscita diceva Sono caduta oddio sono caduta

e sono capitato in questo studio di una casa di produzione televisiva che si entrava dalla strada e poi si camminava in questo cortile che sembrava new york anche se io new york non ci sono mai stato la new york delle foto e dei film e questo studio era tipo un open space e io ho detto Ah! e ho stretto la mano a questo produttore televisivo importante che mi ha chiesto se volevo un caffè io ho detto No, merci che erano le 3 di pomeriggio e ancora non avevo pranzato e il produttore televisivo importante in tutta la conversazione io facevo la classifica delle parole che il produttore usava di più e bene al primo posto c’era Truc al secondo posto Putain che secondo me sono le due parole più in voga qui in giro

e sono uscito domenica mattina verso le dieci e in giro c’era tanta gente fatta d’alcol un conto è la sbronza e magari ti risvegli nei letti di qualcuno che non sai manco come si chiama e un conto è se alle dieci del mattino hai un fiasco di vino in mano e ondeggi e bestemmi

e ho fatto le mie prime conversazioni di senso compiuto con verbi e soggetti al loro posto con la vicina di una di queste case con il cameriere del bar a vino con altra gente ora non ricordo

e ho ricevuto questa mail che all’improvviso, lancinante, una voglia di essere a Roma, e poter far qualcosa, sono momenti che poco si può fare, semplicemente esserci, vi penso e vi abbraccio forte, ti sei perso krasic, ah krasic croce e delizia

e ho camminato da sangermèn a voltèr e ritorno, passando per bastiglia, pezzi di storia e di lingue e di foto e questo tramonto che laggiù laggiù era tutto questo trionfo di rosa e arancione mischiato e mi sa che non esiste un nome per il rosa mischiato all’arancione e m’è parso per un attimo che alla fine ci fosse il mare, se parigi avesse lu mare

e ho preso un caffè in questo bistrot alle cinque di pomeriggio uno di quei bistrot dove un caffè doppio costa 4 euro e ci sono le signore imbellettate e anche la gente delle riviste di moda e di design che fa le riunioni attorno al tavolo in mezzo alla gente finché mi sono accorto che anche io, tecnicamente, stavo facendo una riunione attorno al tavolo in mezzo alla gente ma niente moda, solo cose serie, io, anche se fanno ridere

e ho capito che non è momento di routine non è momento di liste e di schede e di griglie e di schemi e di ritmo, ho capito che non devo opporre resistenza, sto opponendo resistenza

e ho preso la metro che era notte fonda la metro era la numero 6 qua si va a numeri i quartieri le linee della metro io non lo chiamo metrò mi rifiuto dicevo la numero 6 quella che esce fuori, in superficie, e io avevo la fronte attaccata al vetro e a un certo punto la senna, e le luci della notte, che correvano via veloci, le luci e la notte, e a un certo punto alle mie spalle, un uomo con la chitarra comincia a suonare e a cantare, la canzone è americana l’uomo pure, e io chiudo gli occhi li riapro e li richiudo non c’è tempo non c’è alcun tempo adesso mentre l’uomo suona una canzone nel tempo senza tempo che ci può essere tra una fermata e l’altra

cose di franciagetting into the swingprivato

TuttoFaMedia • ottobre 25


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Comments

  1. yetbutaname ottobre 25 - 10:06

    TFM provvidenziale
    Paris mai più senza
    ciao

  2. utente anonimo ottobre 25 - 10:50

    ahhhhh che nostalgiaaaaaaa!!!!!!
    :-(
    G

  3. Virginiamanda ottobre 25 - 11:55

    E come va il senso di colpa? E' già arrivato? Come ci convivi? A me, dopo l'entusiasmo iniziale arriva sempre, puntuale, come il Natale.
    "Farò bene a stare qui? E se fossi rimasta? Dovrei tornare? E verso le persone che ho lasciato là come mi sto comportando?"
    Si lo so, l'eredità giudeocristiana c'ammazza a tutti…
    ;)

  4. utente anonimo ottobre 25 - 13:37

    giallo di napoli. è giallo di napoli il colore.
    ti abbraccio tanto

    joujou

  5. utente anonimo ottobre 25 - 17:46

    Ah, quelle envie tu m'as fait venir d'etre a Paris moi aussi…

    Il ne faut pas resister aux changements et à la mélancolie

    Sara (letto Sarà)

  6. Grace83 ottobre 25 - 17:56

    quando scrivi queste cose mi sento come il giovane holden che desiderava che gli autori dei suoi libri preferiti fossero suoi amici per poterli chiamare al telefono.
    io ti chiamerei e ti direi "raccontami ancora" :)

  7. TuttoFaMedia ottobre 25 - 19:45

    *yet: non m'hanno manco dato la mancia!

    *Virgh: eh. già che ci siamo, hai consigli? :)

    *jou: ah sì? nollosapevo. ora lo so. grazie. abbraccio a te.

    *sarà: mi insegni tu il francese? :)

    *Grace: grazie mille, davvero e sul serio

  8. utente anonimo ottobre 25 - 20:16

    Come se, appreciate ;)
    adedip

  9. Virginiamanda ottobre 25 - 22:46

    E' come il vicino di casa antipatico che non ti saluta mai per le scale, sai che c'è e speri di non incontrarlo.
    Altro non so. Anzi, nonzò.
    ;)

  10. TuttoFaMedia ottobre 26 - 08:57

    *Adedip: ah! Se sapevo che mi leggevi facevo meno lo smancerioso! Mi raccomando eh! :)

    *Virgh: perfetta as usual

  11. utente anonimo ottobre 26 - 09:44

    poi mi chiedono ma che c'ha di speciale…
    ma leggilo!

    i goccioloni son spatascio sulle prime. il magone a seguire. 
    vorrei chiedere anche io …e poi?

    e che effetto avrebbe fatto se la caduta fosse stata nel bistrò?

  12. TuttoFaMedia ottobre 26 - 10:38

    *Moglie: chi! chi te lo chiede! :)
    p.s. e poi? dicono to be continued

  13. utente anonimo ottobre 26 - 10:45

    vabe' noi manco piu' ti diciamo niente che tanto lo sai.

    iob

  14. utente anonimo ottobre 26 - 11:58

    Quand tu veux! (quando vuoi!)

    Sarà

  15. TuttoFaMedia ottobre 26 - 16:39

    *Tubbie: u r so sweet, as usual, ti lovvo

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