TuttoFaMedia

L'essai, l'assai

6

La morte di Claude Chabrol

 

chabrolEsattamente dieci anni fa mi trovavo al Festival di Venezia.
Viaggio in treno da Palermo in Laguna, uno zaino, tanta incoscienza, stupore, qualche foto, gli odori: cose che rimangono.

Un paio di anni prima in casa nostra era arrivata una novità: la tv satellitare. Due anni trascorsi a guardarmi tutti i film che ancora non avevo visto. Dai blockbuster e dai filmissimi del lunedì passai a intere retrospettive sui cineasti francesi: Rohmer, Truffaut, Chabrol. Oggi lo posso dire: nacque tutto lì.

A Venezia c’era un cartellone pazzesco. Ai tempi compravo un bel settimanale, Film tv. Avevo letto di questo film in concorso, I cento passi, di questo regista che non conoscevo, di questa storia, Peppino Impastato, di cui non sapevo quasi nulla: a Palermo era una storia che si sentiva, da lontano, come qualcosa che non ci apparteneva.

E poi Chabrol. Si può fare un viaggio di quel tipo per un regista? Avevo ventanni. Merci pour le chocolat. Isabelle Huppert. Il clima del Festival, la sala gremita, i sottotitoli, tutto quel tanto: Merci pour le chocolat è ancora dentro la mia top ten di sempre. L’avrò rivisto una decina di volte, uno dei pochi film di cui conosco battute a memoria. E il finale, quel finale.

Amen.

cinemacose di franciamorti

TuttoFaMedia • settembre 12


Previous Post

Next Post

Comments

  1. yetbutaname settembre 12 - 11:58

    era bravo 
    (e i suoi film hanno qualcosa in comune con certe poesie della Szymborska)
    amen

  2. TuttoFaMedia settembre 12 - 12:27

    *Me la segno

  3. utente anonimo settembre 12 - 12:34

    e ''L'inferno''? La messa in scena perfetta della follia della gelosia, l'incredibile abilità nella traduzione delle sensazioni.

  4. TuttoFaMedia settembre 12 - 12:49

    *Anche, sì.

  5. utente anonimo settembre 12 - 16:17

    Anni fa, 2006, lavoravo al Torino Film Festival che, per il secondo di due anni consecutivi, gli aveva dedicato una retrospettiva.
    Momento 1: la giornata passata sui dvd dei suoi film, con l'avanti veloce, a cercare i fotogrammi in cui Stephane Audran era girata di spalle, destinati a una pubblicazione del festival.
    Momento 2: l'incontro con lui, dopo aver visto La demoiselle d'honneur (credo) con lui in sala, il mio francese che svanisce e ricompare per giusto il tempo di una firma sul libro di cui sopra.

    Mi spiace, davvero.
    Luca

  6. utente anonimo settembre 13 - 20:54

    e oggi la vinciguerra. e fanno due.
    rip

Lascia un Commento

Your email address will not be published / Required fields are marked *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>