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L'essai, l'assai

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Se davvero i grassi facessero la rivoluzione

 

L’altro giorno su Repubblica Federico Rampini ha riportato dall’America una notizia: i grassi si sentono perseguitati.

La compagnia aerea Southwest si riserva il diritto di far pagare due biglietti a ogni passeggero obeso. L’università Lincoln in Pennsylvania avendo il numero chiuso seleziona gli studenti anche in base al peso. Lo Stato del North Carolina fa pagare una sovrattassa per l’assicurazione sanitaria ai dipendenti pubblici troppo grassi. E certe agenzie per le adozioni rifiutano candidature di genitori sovrappeso.


Sono così nate alcune associazioni con lo scopo di denunciare questa forma di razzismo perpetrata dai magri. Una delle più aggressive è la National Association to Advance Fat Acceptance, l’associazione nazionale per promuovere l’accettazione dei grassi. Il presidente di questa associazione dice: “L’ America è la nazione del politically correct, dove in linea di principio non è consentito neppure fare dell’ironia in base al sesso, all’etnia, alla religione. L’unico caso in cui è diventato accettabile una sorta di linciaggio psicologico, è contro gli obesi”.

L’America.
Ma in Italia la situazione è identica. Qualche mesa fa era uscita la notizia di un alterco tra un’impiegata della easyjet e una passeggera. Poi la notizia risultò falsa. Ma in quelle settimane mi trovai a chiacchierare proprio con un lavoratore easyjet che mi disse chiaramente: i grassi occupano più spazio, è giusto che paghino di più. Vogliono risparmiare? E allora mangino di meno!

Mi è capitato spesso di discutere di questo argomento. Molte persone “rispettabili”, di “sinistra”, tutte compassionevoli e pronte a buttarsi nel fuoco per il “prossimo proprio”, drogato o alcolista che sia, invece si lasciano andare a giudizi terribili sugli obesi. Sono, siete razzisti. Hanno ragione, gli americani.

Tra tutte le forme di disprezzo delle diversità, quella contro gli obesi è la più viscida e vigliacca, perché negata. Nessuno ammetterà mai di avercela con gli obesi in quanto “diversi”. Anzi, spesso ci verranno a dire: eh ma io lo dico per il loro bene. Anche io lo dico per il vostro bene: vergognatevi.

Quando anche il “cibo” verrà riconosciuto come “motivo di dipendenza”, al pari dell’alcol e della droga, allora forse qualcosa cambierà. Intanto, morte ai ciccioni che pensano solo a mangiare.

cose di mondoebbene sì sono polemicogiornalisti in prima linea

TuttoFaMedia • marzo 13


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Comments

  1. Virginiamanda marzo 13 - 11:49

    La studentessa saputella che è in me ora esce ;)
    Generalmente la persona obesa COMPRA, senza bisogno che glielo dica nessuno, due biglietti per il viaggio in aereo, perchè E' CONSAPEVOLE  di occupare più spazio.
    Anche per questo esiste il servizio "extraseat", e non è stato inventato ieri.
    Dal fatto che una persona lo sappia da sola, al ricordarglielo ci sta in mezzo tutta una cultura di educazione che spesso – come dici tu-  manca.
    Buon fine settimana, Tieffè!

  2. DarthAnto marzo 13 - 12:08

    Ma si parla di persone sovrappeso o grandi obesi? Non che una delle due giustifichi alcun tipo di razzismo, ma solo per capire.

  3. TuttoFaMedia marzo 13 - 13:35

    *Virgh: beh il fatto che uno sia consapevole di qualcosa non toglie che gli altri se ne approfittino

    *Anto: credo "grassi" e basta. anche chi è in sovrappeso e basta è discriminato. ne sono convinto.

  4. DarthAnto marzo 13 - 14:08

    Sì, sono d'accordo con te, ma forse il discorso del biglietto doppio sull'aereo riguarda persone con un'obesità grave. Boh, il tema mi tocca abbastanza, non vado oltre.

  5. LaVostraProf marzo 13 - 14:51

    Parlando da persona che ha un Maritino che ogni anno deve ricomprarsi i pantaloni (e sempre più grandi): son stata in aereo una volta sola. Non con il Maritino, con delle amiche. Se ci fosse stato il Maritino, nel sedile dove ero seduta io ci avrebbe potuto appoggiare soltanto una coscia.
    Questo è.
    Dopo di che, se invece delle amiche (cicciottelle ma non troppo) avessi voluto di fianco a me  il Maritino, dove lo mettevo a sedere? Una coscia sul suo sedile e l'altra sul mio?
    Per dire che io sono convinta che gli americani pensino razzista nei confronti dei grandi obesi, ma quella volta che sono andata a Roma con l'Eurostar e nella mia carrozza c'era quel tipo enorme che si veste da donna bionda e truccata (e mannaggia se mi viene il nome ma so che è sempre in televisione), un tizio che era vestito di nero, era alto quasi due metri e stazzava un metro e mezzo di larghezza, ecco, se si fosse seduto vicino a me, io dove sarei andata a finire? Spiaccicata contro il finestrino? E quella volta il Maritno c'era, e nonostante la sua, di stazza, sul sedile ci stava ancora. Ma quell'altro/a no (infatti metà viaggio l'ha passato camminando su e giù).
    Ora vado a far sparire tutte le merendine che il Maritino ha comprato stamattina.

  6. utente anonimo marzo 13 - 15:40

    oh non facciamo i bambini delle elementari con i paraocchi
    Che una persona obesa abbia bisogno di 2 posti per stare in aereo non vuol dire che li debba pagare entrambi.
    E' semplicemente una stupidaggine.
    E prima che arrivi qualcuno a dirlo. No, la cosa non creerebbe nessun problemi ai bilanci delle compagnie aeree (che di problemi ne hanno ben altri). Se siete abituati a comprare biglietti aerei sapete bene che le logiche con cui si determinano i prezzi sono tutt'altre

    palbi

  7. DarthAnto marzo 13 - 19:07

    Giusto per restare in tema.

  8. Virginiamanda marzo 13 - 20:24

    Appunto :)
    Darthanto mi ha preceduta, te lo stavo per postare io.
    Anche contro i brutti c'è in atto un bel razzismo.
    Più subdolo ancora perchè nessuno si può nascondere dietro al dito del "lo dico per la loro salute"…

  9. TuttoFaMedia marzo 14 - 15:13

    *Direi che con l'osservazione di palbi le chiacchiere stanno a zero. non è necessario, punto.
    che poi, secondo questo ragionamento, i magrissimi e le magrissime dovrebbero pagare la metà.

    *anto: pazzesco

    *virgh: concordo, se vince il concetto di "gusto" è finita

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