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L'essai, l'assai

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Ritorno a Palermo 23×02 – Il panellaro 2.0 (più o meno)

 
Voce del verbo “panella”:frittelle di farina di ceci, sono una delle specialità gastronomiche da strada palermitane. Nate durante la dominazione araba, risalgono al IX secolo. Preparate con farina di ceci, acqua e sale e l’eventuale aggiunta di prezzemolo, le panelle solitamente si mangiano in mezzo a panini con sesamo, rotondi e morbidi, spesso accompagnate con crocchè di patate.  (wikipedia).panepanelle Pane e panelle. Ci sono le panelle che compri nelle friggitorie, nei negozi, nei bar. E ci sono le panelle che compri dal panellaro.Let’s talk about panellaro. Panellaro è cristiano che si muove con piccolo trabiccolo su ruote e gira la città. Po’ nomade e po’ stanziale, si ferma sempre in un punto ben preciso. Ogni panellaro infatti ha la sua zona, il suo “territorio”.

Panellaro è un’istituzione. Sta fuori dalle scuole. Fuori dagli uffici. In mezzo alla strada, se ipertrafficata ancor meglio. Panellaro è leggenda. Leggenda più diffusa riguardo panellaro è: panellaro cucina le panelle in una mega padella di olio bollente. Per ravvivare suddetto olio panellaro ha simpatica abitudine di sputarci dentro. Ecco cosa rende panelle di strada così “speciali e irresistibili”: sputazza arraggiata* di panellaro.

When i was adolescente andavo al liceo classico. La ricreazione era alle 11. Durava quindici minuti. Alle undici noi scendevamo e trovavamo amico nostro panellaro davanti scuola. Ci mettevamo in fila e tra scherzi frizzi e lazzi compravamo il nostro “pane e panelle”. Poi lo mangiavamo, qualcuno si fumava la sigaretta e tornavamo in classe. Di solito la quarta ora era la più drammatica. Il professore di greco si lamentava che non eravamo attenti e ci fregava minchia di sofocle. Non è che ci fregava minchia, a me fregava eccome -Antigone!- solo che pane e panelle aveva corollario che si riproponeva. Insomma bisognava digerirla, quella frittura alle undici del mattino.

Io ero rimasto a panellaro che si leggeva il giornale di sicilia e basta. E questo era il suo massimo di cultura. Il quale giornale di sicilia serviva ovviamente per incartare il pane e panelle. Bene, ieri, passando da via Leonardo da Vinci, ho visto un panellaro fermo con trabiccolo a ruote pieno di panelle. Mi sono avvicinato. Panellaro stava discutendo di rigore sbagliato da Miccoli in Napoli-Palermo. Mentre discuteva con avventori ho visto che panellaro, dentro trabiccolo, aveva la televisione.

Quindi durante la mia assenza dalla città stirpe e specie di panellari si è evoluta: adesso mentre girano città in modalità nomade guardano la televisione. Ah, televisione era su canale 5. Barbara D’Urso. Anzi, le minne* di Barbara D’Urso.

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*arraggiata: letteralmente “arrabbiata”, usato in senso lato come “massiccia, potente”.
**minne: tette, bocce, puppe

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TuttoFaMedia • gennaio 20


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Comments

  1. utente anonimo gennaio 21 - 00:33

    Allora butta un occhio al fioraio all’angolo della Coin di piazzale Appio, mi pare sia via Magna Grecia. Butta un occhio a quel tipo lì, poi mi dici. Ha l’antenna satellitare montata sul capannone dei fiori. Papaveri e Sky.
    ottanta/cento

  2. TuttoFaMedia gennaio 21 - 12:49

    *Ott: eh ma si sa che in continente siete più avanti. tra qualche anno anche panellaro avrà parabola. Darò un occhio, comunque.

  3. Falloppio gennaio 22 - 00:20

    Quando ripenso a palermo non ricordo i 5 anni di universita’ ma il panellaro di piazza indipendenza.

    Nella mia mente e’ la summa della citta’ tutta: unta e buona.

  4. TuttoFaMedia gennaio 22 - 08:43

    *mi piace come sintesi

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